Il giornalismo collettivo è un'esperienza possibile?

Una redazione di migliaia di persone: giornalisti, professionisti di settore, privati. Il giornalismo cittadino, dove ognuno può diventare redattore delle proprie esperienze, passioni, specializzazioni ed essere parte integrante di un "quotidiano informativo" che, meglio delle testate "classiche", diventa lo specchio reale del contesto sociale e politico in cui cresce e matura giorno dopo giorno.

Negli USA esiste da tempo l'iniziativa Happy News che invita i lettori a partecipare attivamente al progetto raccontando notizie di cui sono diretti testimoni (limitazione - purchè siano buone notizie), in Corea Oh My News, uno dei "progetti pionieri" del giornalismo collettivo, dimostra come l'esperienza sia possibile e valida anche in Paesi con un regime più rigido rispetto a quello della maggior parte dei Paesi occidentali. I progetti che in Italia più si avvicinano all'ideale del giornalismo collettivo sono basati su piattaforme blog aperte a contributi liberi di diversi autori. Esistono blog informativi (es.: www.pivari.com/briciole), blog dedicati alle press releases aziendali (es. www.comunicati-stampa.com) dove le Aziende inseriscono in prima persona i comunicati da veicolare via Google News e tutti quei Canali che attingono alle notizie pubblicate sul blog. Esistono il Blog specializzati, spesso uniti in uno o più network, che trattano un unico argomento sotto la supervisione di un professionista: www.blogosfere.it - blog professionali d'informazione - è il progetto più importante e potenzialmente valido presente su "territorio" italiano.

L'ideale del giornalismo collettivo:

Una possibile definizione: "progetti aperti di collaborazione dove i lettori costruiscono un report quotidiano del contesto sociale, politico, economico in cui vivono e lavorano". E' un ideale difficile da perseguire, ma perseguibile. A seguire riporto due casi di studio opposti che dimostrano, secondo me, come partendo da una valida strategia sia possibile ottenere un ottimo livello esperenziale di giornalismo collettivo. Per farlo mi "sposterò" prima negli USA, Los Angeles, per poi "approdare" in Francia.

Un'esperienza andata male:

Il Los Angeles Times è stato uno dei primi quotidiani a testare seriamente la possibilità d'includere un progetto di giornalismo collettivo nelle propria politica aziendale. L'esperimento era basato su una piattaforma Wiki - per intenderci una piattaforma simile a quella utilizzata da Wikipedia - e fu un fallimento perché ad una piattaforma di "collaboratori" esterni davvero ampia non corrispondeva uno "sforzo collettivo di monitoraggio" della redazione ufficiale. Il progetto venne chiuso a causa di scritte oscene e di comportamenti di chiaro stampo antisociale. Il progetto era limitato ad una sola pagina on-line, quella degli Editoriali. "L'esperimento del Los Angeles Times" - spiegò Jimmy Wales, ideatore di Wikipedia, in un'intervista concessa a Punto Informatico ( 8 Luglio 2005 - La più grande impresa collettiva online) - "è naufragato perché hanno fatto alcuni madornali errori sin dall'inizio. Hanno mascherato tutti i link sul sito che permetteva alla comunità di modificare ed amministrare le pagine. Questa per me è una idiozia bella e buona". La mancata pianificazione dell'esperienza collettiva sperimentata dal Los Angeles Times è ancora più evidente considerando che ad oggi la stessa Wikipedia è costretta a limitare la partecipazione diretta degli utenti su alcune pagine sensibili del progetto. A differenza del quotidiano statunitense però, Wikipedia ha utilizzato risorse e strategie adeguate per rispondere agli spammer che intendevano/intendono "sfregiarla" mantenendo intatta la base costitutiva dell'esperienza: informazione "dal basso" con qualche "punta di controllo dall'alto".

AgoraVox.fr - Le média citoyen:

In Francia esiste un progetto che rappresenta in ogni sua componente la dimostrazione che l'ideale di giornalismo collettivo sia realizzabile e permetta di proporre un "prodotto" che non ha nulla da invidiare alle testate giornalistiche tradizionali. AgoraVox.fr. AgoraVox è un progetto Cybion (www.cybion.fr) - pioniere in Francia (da 10 anni) del monitoraggio strategico delle risorse informative presenti su Internet. I fondatori del progetto, Carlo Revelli e Joël de Rosnay sono due firme apprezzate in Francia. AgoraVox è un progetto di giornalismo collettivo ("giornalismo cittadino"). I Redattori sono giornalisti, professionisti di settore, esperti di marketing e comunicazione, lettori e appassionati delle svariate categorie proposte (Scienze, Politica, Informazione, Tecnologia, Società etc.). Il movimento culturale e sociale di "giornalismo cittadino" è alla base di tutte quelle iniziative su piattaforme Blog che da due anni muovono l'informazione sul web. AgoraVox è "lo stato dell'arte" in Francia e, per quanto ne sappia, non esistono in europa progetti che per profondità e qualità gli si possano avvicinare. Ottime espressioni di veicolazione d'informazioni on-line in Italia nelle PR sono www.corrieredellasera.it e www.reuters.it, dove è anche visibile (qua e là) qualche traccia di giornalismo collettivo. L'ultima opera scritta da Carlo Revelli e già pubblicata in Francia ha per argomento proprio il giornalismo cittadino". Il titolo e il sommario dell'Opera (in lingua francese): http://www.pronetaire.com/sommaire_du_livre/index.html

Concludo questo mini-tour virtuale tornando in Italia, a Salerno. www.comunitazione.it: non sembrano esserci tutti gli elementi che caratterizzano un progetto di giornalismo collettivo?