Il ritardo dell'informazione su carta stampata

Tredici intellettuali di Pechino scrivono al regime definendo "stupida" la censura dell'informazione in Cina e l'informazione su carta stampata si muove.

Il Corriere della Sera titola a pagina 15, Esteri: "Processo ai giganti del web: servili con la Cina". I giganti della veicolazione delle informazioni on-line: Google, MSN, Yahoo!... oltre naturalmente al "main frame della Rete" Cisco Systems. La scintilla informativa è accesa dalla presa di posizione di alcuni dei più importanti intellettuali cinesi contro la posizione del governo sulla libera veicolazione dell'informazione.

Intanto ripropongo in sintesi lo scenario Motori-Cina:

Google, MSN e Yahoo! intendono investire in Cina. L'obiettivo è quello di entrare nel mercato cinese dalla parta principale collocando i propri server nel Paese-obiettivo. Il perché? 180 milioni di internauti (potenziali Clienti) in crescita progressiva a fronte di oltre 400 milioni di potenziali internauti ancora da "svezzare".

La Cina non vede l'ora d'interagire con i più importanti Motori mondiali ma a condizione che si adeguino alle leggi del Paese in cui intendono investire, sulla falsa riga delle regole seguite dal maggiore Motore "locale" Baidu: regole che se da una parte tutelano l'opera del Motore nei confini terriotriali cinesi dall'altra limitano la libertà d'informazione selezionando a priori le notizie che possono essere veicolate secondo il principio "le notizie che mettono in cattiva luce l'opera del regime non devono essere mostrate". La censura dell'informazione è ideata e confezionata per i cittadini del mondo Cina. Da cui, se un internauta cinese volesse tornare agli eventi di piazza Tienanmen i risultati di ricerca non devono mostrare pagine di collegamento che riportino immagini, audio o testi collegati alla strage. Via libera alle informazioni di facciata, per capirci.

La triade accetta le condizioni, Google in testa, offrendo il proprio supporto (Yahoo! in testa) per consolidare e garantire nel tempo il "contratto". Questo comportamento fa infuriare l'opinione pubblica - una puntura di spillo per Aziende che coprono il 90% delle ricerche mondiali su Internet: "protestate quanto volete, comunque sempre da noi dovete passare per ottenere buoni risultati di ricerca sulla Rete" - e alla fine obbliga il governo USA a prendere le distanze e ad attaccare ufficialmente l'operato della triade tramite la Commissione parlamentare sui Diritti Umani. Una presa di posizione così netta (e obbligata) di Washington non può essere considerata dalla triade una "puntura di spillo": Washington alza la voce e nessuno si presenta per rendere conto delle azioni incriminate.

Nei giorni seguenti alla levata di scudi dell'amministrazione Bush emergono indiscrezioni, che già circolavano in underground, sui limiti operativi della censura. Per cui se da una parte Cult of the Dead Cow crea un nuovo logo-type per Google (Goolag - pronuncia Gulag), dall'altra un utente cinese di Google China che volesse ottenere informazioni reali sull'operato devastante del regime cinese può bypassare facilmente i filtri imposti dalla committente. La via di fuga è così semplice che è quasi imbarazzante considerando che Google Labs sta da tempo muovendosi sugli scenari di "semantica" applicata al web. Ma anche senza toccare l'argomento semantica è sufficiente dare uno sguardo ai suggerimenti di ricerca del Motore o ai risultati di ricerca di parole non correttamente digitate (a volte manco una vocale, una consonante) per capire che se Google volesse i filtri potrebbero essere notevolmente più complessi e difficili da bypassare.

La Carta stampata e Internet:

Tornando alla pagina del Corriere... cito questo quotidiano ma potrei portare altri esempi relativi a La Repubblica o Il Giornale... quanto riportato fino ad ora è presente nell'articolo al 15% (ad essere generosi). Non parlo di un articolo di fondo ma dell'articolo portante della pagina esteri dedicata per 2/3 a Internet-Motori-Cina. Tra le notizie di contorno vengono riportate due "tracce" dedicate a Google. Una è davvero interessante, la prima dall'alto, la seconda invece è fuorviante: copertina del Time dedicata a Larry Page e Sergey Brin con qualche riga che riporta i contenuti del pezzo dalla storia di Google alla perdita di quote sul mercato per la mancanza di una strategia di business globale. Google conquista la copertina del Time è il titolo della news di motoricerca.net che si riferisce alla stessa copertina pubblicata dal Corriere: "...Il titolo della storia di copertina fa riferimento alle recenti polemiche sulla privacy degli utenti: Can we trust google with our secrets?" - riporta la news. E in riferimento alla mancanza di una strategia globale, Luca Conti riporta: "E' evidente come google, desidorosa di mantenere buoni rapporti con tutti, sia sempre più in difficoltà a causa della crescente espansione di servizi, attivi o in fase di studio, come ad esempio google Tunes per la musica" - per poi focalizzare un punto importantissimo relativo alle critiche sulla strategia di Google: "Questa affermazione sarà causa di critiche velenose nel mondo finanziario. Può una società quotata in borsa avere ancora come riferimento principale gli utenti e non i suoi azionisti?".

Ora, queste informazioni cui il Corriere dedica la dovuta attenzione sono quasi tutte "notizie vecchie". I link presenti nella pagina che stai leggendo riportano alle pagine originali delle notizie veicolate via Internet da cui si può dedurre che:

  • Washington ha alzato la voce né ieri, né l'altro ieri. L'indagine del Congresso non è partita ieri...
  • da quasi un mese i Motori e la Cina hanno reso nota la propria presa di posizione...
  • il momento nero di Google dura da più di un mese...
  • la carta stampata continua a mantenere un imbarazzante gap temporale rispetto ad Internet...

Un paio di considerazioni sulla crescente espansione dei servizi di Google:

C'è un termine che negli ultimi due anni è stato utilizzato sempre più spesso, a volte sostituito con sinonimi più o meno soft, ma che comunque descrive ottimamente la "furia creativa" delle major della ricerca on line: "guerra dei motori di ricerca".

All'inizio del 2005 ho provato a tracciare una linea temporale degli eventi che hanno coinvolto Google e Microsoft (le cause-azienda scatenanti di questo scontro epocale) e Yahoo!. Una prima scaramuccia di confine tra Google e Yahoo! si ebbe già nel 2004, viatico profetico della "corsa agli armamenti". Leggendo le pagine linkate si possono formulare dei principi generali di causa-effetto relativi all'iperattività di Google, come anche capire che Microsoft e Yahoo! seguono la scia, a volte la precedono, per gli stessi motivi.

Un'ultima cosa: la "fortuna" di Google è stata costruita grazie alle PR, punto cardine di ogni strategia politico-commerciale dell'azienda. E' poco credibile che dopo 5 anni di lavoro impeccabile, i professionisti che muovono le PR e il marketing siano diventati dei "brocchi purosangue". La triade è presa nel vortice che ha generato. Dalla "spinta" di Google per Firefox ad esempio si può trarre una considerazione tutt'altro che lineare: "Quando i colpi bassi diventano parte integrante di una strategia tesa a colpire l'avversario, ciò che si muove "oltre l'informazione" sono infinite sfumature di grigio che si allargano ovunque in modo tentacolare".