Internet Black Out - 45 minuti no global

Ieri, 14 Febbraio 2006, per circa 45 minuti la Rete italiana si è trasformata in Rete no-global: tutti i principali motori di ricerca con server negli USA, o con server d'appoggio in Italia dipendenti da nodi USA, irraggiungibili. La Rete globale è scomparsa per lasciare il posto a sensazioni di smarrimento e di usa-dipendenza.

Tutto è iniziato intorno alle 20:00. Stavo lavorando su un progetto pubblicato via www.blogger.com quando alla richiesta di preview mi è apparso un messaggio di alert in inglese che non avevo mai incontrato prima: "siamo spiacenti ma al momento il server è instabile per cause ignote. Un nostro esperto sta analizzando il problema". La traduzione non è letterale, ma il senso è questo. Attendo un paio di minuti (che diventano dieci) e poi tutto torna alla normalità... almeno per i 30 secondi che mi servono per visionare in antemprima le modifiche e ripubblicare il blog. Poi la pandemia!

Per circa tre quarti d'ora www.google.it, www.msn.it, www.yahoo.it, www.aol.com, www.blogger.com sono stati irraggiungibili. Le connessioni agli IP correlati ai domini andavano a vuoto. L'effetto ha coinvolto tutti quei siti che per un motivo o per un altro erano loro correlati. Per quanto mi riguarda ad esempio, un veloce monitoraggio su www.advmagazine.net (ADV Magazine) e www.advmagazine.net/advnews-24h (ADV News 24h) ha sottolineato la gravità del problema.:

Entrambi i canali si sono attestati su tempi di caricamento di circa 5 minuti, prima che il ping-pong tra i server terminasse con un "impossibile procedere al caricamento della risorsa", mandando in output tutti gli altri contenuti presenti nella pagina.

Durante il black out avevo necessità di connettermi a www.blogger.com per lavorare su un progetto per un Cliente. L'impossibilità di operare mi ha spinto a cambiare l'agenda dell'ultima ora di lavoro, dedicandomi alla raccolta d'informazioni sul web (sempre per conto del Cliente). Mi sono reso conto di quanto tutta la Rete sia usa-dipendente. Di come la globalizzazione sia marcatamente usa-globale. Di quanto la Rete Internet sia un sistema che poggia su nodi delicati e fragili, a prescindere dallo spessore delle maglie di sicurezza che proteggono i nodi più sensibili.

E' probabile che questa assenza di segnale sia stata dovuta all'attacco simulato informatico per verificare la solidità dei sistemi di difesa statunitensi. Nome in codice "Cyber Storm". Sebbene sia stata data notizia della conclusione della simulazione, potrebbe esserci stato un seguito o una riorganizzazione degli assetti interni delle aziende coinvolte nelle grandi manovre.

Il punto però non è questo. Quali che siano le cause del black out, vorrei soffermarmi sulla sensazione d'isolazionismo e di fragilità nei confronti della Rete che ho avvertito in quei lunghi minuti: vincolato a navigare su siti web non correlati in alcun modo a tool e applicazioni offerti dalle aziende missing e caricati / attivati in automatico dai progetti serviti. Per quanto mi riguarda per lo più siti italiani, in primo luogo www.virgilio.it. Siamo nell'era della globalizzazione e Internet, il logo-tipo dell'ICT globale, mi ha fatto "vestire no-global" facendomi interagire - per mio conto o per conto di terze parti - con un mondo dai confini geografici limitati dove il significato stesso d'ICT e "crescita collettiva" veniva meno.