Politica: campagna elettorale via Internet

Due mesi alle Politiche 2006 (9-10 Aprile) e i Partiti si muovono su internet attraverso scenari creati ad hoc per le piattaforme elettorali on-line: dai finanziamenti on-line proposti agli utenti alle notizie promo-politiche degli esponenti di spicco e/o dei comunicatori dei singoli partiti.

Rimborsi pubblici. Tutto inizia da qui. I Partiti che corrono per le Politiche 2006 hanno diritto a rimborsi pubblici che, questione di tempi burocratici, non saranno disponibili prima di metà estate, a Campagna conclusa. Fino ad allora per pagare i conti degli spot televisivi, cartacei e stradali, bisogna ricorrere a fondi alternativi, primari per lo sviluppo della Campagna elettorale.

Una delle forme di raccolta fondi più interessante per i Partiti è chiamata "fund raising via internet": raccolta fondi via internet con carta di credito e/o sms. Secondo la ricerca CE&Co commissionata da Blogosfere, Internet è il miglior mezzo di comunicazione per diffondere in modo capillare e veloce un messaggio politico tra il "gruppo degli indecisi" e coinvolgere il "gruppo degli schierati" in iniziative quali, appunto, il fund raising. Ma in che misura i Partiti possono godere del potenziale dell'Internet fund raising?


Il parco utenti disponibile tra internet e telefonia:

Provate ad effettuare la seguente ricerca su Google: campagna elettorale, non c'è nemmeno bisogno dei doppi apici per la ricerca per frase. Tra gli annunci sponsorizzati della colonna di destra emerge il seguente:

campagna elettorale
16 milioni di indirizzi di elettori per le prossime elezioni
www.datapromotiongroup.com


"Ci potete richiedere i nominativi degli abbonati telefonici scegliendoli per zone e/o per eventuale titolo (dott.,prof.,ing.,avv. ecc...)" - recita il primo paragrafo introduttivo alla voce "selezionare aree geografiche".

Cosa offre in realtà questa azienda con sede legale negli USA, di rappresentanza in Austria e numero verde italiano - un chi siamo davvero poco lineare... Provo ad esemplificare. Sono un'azienda che intende offrire come prodotto un database di utenti telefonici Telecom Italia. Per ottenere la piattaforma di indirizzi mi rivolgo a Seat - Pagine Gialle (a fronte di determinate garanzie di base necessarie per il buon esito della richiesta), scegliendo l'offerta prodotti one-to-one marketing che mi indirizza alla home page di Giallo Dat@, marchio di Consodata S.p.A. Contatto il rappresentante Seat per la Lista Privati, il cui affitto - acquisto (non sempre possibile) - mi permette di pianificare azioni di e-mail marketing, telemarketing per conto dei Clienti cui proporrò questa tipologia di servizi. Nel nostro caso i Clienti sono i Partiti interessati all'offerta.


La chiave per accedere al parco utenti disponibile:

Ho una lista di indirizzi e-mail. Sono autorizzato ad usarla entro determinati limiti. Ho un Cliente interessato all'offerta. Un Cliente che ha una strategia adeguata per sfruttare il potenziale della lista.

Una delle chiavi di volta per accedere all'Internet business è quella di proporre all'utente due offerte di base, una gratuita e una a pagamento, dove la seconda ha l'effetto primario di mettere in evidenza la prima. Nel nostro contesto le due offerte base generano la classica "offerta che non si può rifiutare": il Cliente-partito presenta agli utenti della Lista una "campagna di benefincenza" dedicata ad un tema che tocchi la sensibilità dell'opinione pubblica, affiancando all'offerta la possibilità di aderire con "benefit" al Partito versando la propria quota di tesseramento direttamente on-line: il xx % della quota versata andrà in benefincenza per l'iniziativa x promossa dal Partito. E per chi non volesse la tessera? Una percentuale base di x % - inferiore alla quota precedente - per un click di sostegno al banner di beneficenza pubblicato sul sito dell'ONLUS y. Che ne viene al Partito? Un accordo diretto con l'ONLUS a fronte dell'iniziativa promossa. Non funziona così? Questa è fanta-politica? C'è chi dice che dalle strategie commerciali di alcuni partiti gli investimenti sugli SMS sono stati scartati perché troppo complicata l'attivazione dei servizi a pagamento. Una delle "voci confermate" ci dice che i Partiti, quando possibile, cercano di fare a meno dei finanziamenti delle Banche. In attesa del "fondo spese" statale l'unica possibilità di auto-finanziamento è rappresentata dai tesseramenti e quindi dal "Mercato degli indecisi". Il modo più diretto e veloce per raggiungere questo target è rappresentato da Internet: si tasta il polso del popolo internet con sondaggi, web ring, forum etc., si cura il brand-partito aumentando la presenza internet dei nome-cognome esponenti di Partito, si creano delle offerte-promozioni verso cui incanalare il target da acquisire (e quello già acquisito,) si analizza il ROI (Ritorno degli Investimenti) dell'Internet fund raising. Fanta-politica o Real-politica business?




Spingere il Brand-Partito:

Senza una strategia che curi l'immagine del Partito on-line, i progetti di raccolta fondi on-line impostati sul Mercato delgi Indecisi poggerebbe su basi estremamente fragili. D'altra parte, per aumentare la ricettività del parco utenti non è sufficiente la veicolazione del tradizionale comunicato stampa creato da questa o da quella agenzia. Il brand del Partito deve essere spinto coinvolgendo gli esponenti più comunicativi ad intervenire su argomenti di attualità "apartitici" che definiscano none-cognome come affidabile, competente, migliorando di conseguenza l'immagine della piattaforma politica cui è legato ed aumentando la ricettività del lettore verso argomenti dove sia presente l'intervento dello stesso esponente.

Esemplificando: Venerdì scorso leggo che i provider rischiano di pagare per le azioni dei propri utenti in qualità di intermediari. Nell'articolo si parla di criticità della normativa e del fatto che il senatore dei Verdi, Fiorello Cortiana, sia stato il solo a sottolineare il problema nei giorni precedenti la notizia. Non sono un Verde, mi è difficile ricordare il volto del senatore, ma mi interessa la nota e clicco sul link del senatore. Mi ritrovo sulla home page dell'omonimo sito e di fronte ad un testo lunghissimo. Mi fermo alla lettura dei primi paragrafi e uno tra tutti mi colpisce: "l'Innovazione non è una questione settoriale, bensì un orizzonte comune che ridefinisce le relazioni sociali, tanto nella modalità della produzione di valore, quanto nelle forme della partecipazione. I firmatari dell'appello hanno la piena consapevolezza di essere dei produttori di conoscenza in una impresa cognitiva collettiva, sanno che la condivisione e la cooperazione cognitiva costituiscono una nuova modalità di azione, sanno che la partecipazione consapevole ed informata produce una migliore qualità della democrazia. Sanno che la rete riconosce l'autorevolezza e discute le rendite di posizione e la retorica". Di che appello si parla? Il link è posto in calce al ringraziamento del Senatore, subito dopo la firma: Lettera aperta a Alfonso Pecoraro Scanio, si tratta di argomenti interni inerenti alla strategia elettorale del Partito. Non proseguo nella lettura. Io no, qualcun altro sicuramente si. Se il link alla lettera aperta fosse stato presente nell'articolo di ringraziamento del Senatore, forse addirittura io (non simpatizzante - indifferente) avrei concesso qualche minuto secondo del mio tempo alla lettura dell'appello. Fatto sta che un solo link inserito in un articolo di partenza interessante, per me, mi ha portato ad "approfondire la conoscenza" del senatore dei Verdi.

E' utile anche utilizzare un personaggio simbolo (schierato) per "spingere" il programma elettorale all'interno del "bacino naturale" di voti. Ad esempio Vasco Rossi per Romano Prodi. La strategia del "personaggio simbolo" è vecchia come la Politica. L'uomo(donna)-simbolo è scelto in base ad un unico fattore determinante: grosso seguito tra gli elettori schierati e gli Indecisi, non di rado anche tra gli elettori dell'opposto schieramento. Un piatto-portata tradizionale in ogni campagna elettorale.




Internet e Par Condicio:

Negli ultimi giorni mi è capitato di visitare dei siti, non correlati ad alcuna testata giornalistica, che riportavano alcuni interventi in "pieno rispetto della par condicio". Una frase che su Internet è senza senso. Ritorno all'esempio precedente.

Se leggo un intervento di un esponente politico su un argomento che mi interessa e trovo un link correlato... io clicco perché voglio sapere di più sull'argomento e/o sulla persona che ha preso una posizione in linea con la mia rispetto all'argomento trattato che tutto affronta fuorché temi correlabili a un programma elettorale. Per cui dedico dieci minuti del mio tempo all'articolo di partenza e al personaggio che m'intriga, dopo di che ignoro per mancanza di tempo o perché reputo non interessante altri articoli, anche affiancati a quello appena letto, in cui la "parola" passa all'esponente dello schieramento opposto.

Da cui: il modello televisivo non può essere applicato al modello internet. Quando guardo il telegiornale e questi dà spazio a due notizie il cui fulcro è "l'esposizione di opinioni e di valutazioni politiche", suddivido il mio tempo tra la notizia relativa allo schieramento X e quella dello schieramento Y - dedicando maggiore attenzione allo schieramento che preferisco. Su Internet dedico maggiore attenzione ad un argomento più in linea con la "mia ricerca del momento", ignorando qualsiasi notizia che parli di politica o di programma elettorale. Navigo su Internet per altri motivi e non per saperne di più sulle iniziative dello schieramento che preferisco.

L.28/2000, "Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica".