Cina e turismo: preferita la Germania all'Italia

Mentre l'Irap torna ad assumere un ruolo strategico fondamentale per raggiungere il "il cuore" degli imprenditori, il Made in Italy stenta ad affermarsi negli scenari dei Mercati nuovi ed emergenti. Il Turismo del belpaese cede il passo alla Germania, sottolineando di fatto le mancanze delle PMI italiane riguardo alle infrastrutture ed i servizi ICT.

Intruder del 15 Marzo 2006: "L'Irap e' una imposta che ne ha sostituite sette. E' la base per finanziare la salute. E' estremamente importante. Non e' stata dichiarata illeggittima, sara' giudicata dalla Corte. Il governo non l'ha abolita, l'ha tenuta anche nel programma. Se fosse cosi' disgraziata, l'avrebbe cambiata" - Romano Prodi. "E' notizia di oggi che l'Irap è stata bocciata dalla Corte di Giustizia. L'Irap è un'imposta ritenuta non congrua dalla Corte di Giustizia e dovrà essere sostituita con altre imposte. Noi non siamo intervenuti sull'Irap perché la Confidustria, con cui abbiamo condotto trattative continuative, ha preferito che incidessimo sul cuneo fiscale" - Silvio Berlusconi.

In occasione del Convegno di Confindustria di Vicenza, tra pedantismi, lombosciatalgie, forfait annunciati e interventi a sorpresa, si è tornati a parlare dell'Irap, del suo ruolo - uno dei più importanti gettiti per le casse dello stato - dell'impossibilità di abolire la tassa, dell'esigenza di modificarla per far cosa gradita alla UE. Si è parlato di crescita, prospettive e concorrenze com'anche della situazione stagnante dell'economia italiana, sebbene anche in questo caso la platea degli imprenditori era suddivisa quasi equamente pro-uno o pro-l'altro. Un'occasione per parlare d'industria e ripresa economica, di possibili e futuri (futuribili) investimenti e di mercati emergenti. Già, i Mercati emergenti. La Cina in cima alla lista. Apro una piccola parentesi:

Correva l'anno 2001 ed ero in attesa di essere ricevuto dal notaio per formalizzare il cambio dello statuto societario, quand'ecco che incontro il socio del mio commercialista con due grossi Nomi al seguito. Si parlava di Cina e d'investire a breve termine sul territorio d'oriente: infrastrutture, manodopera, leggi e dazi, in una chiacchierata di mezz'ora con tre silenti ascoltatori (io e due miei vecchi soci).

Sono passati 5 anni. Di chiacchierate simili ne ho sentite (e fatte un paio) sempre di meno. Ho letto e visto la Regione Campania creare una presenza b2b ad Hong Kong, con qualche punta a Singapore. C'è stato il gotha degli Industriali che è approdato a Pechino per mettere una "pezza" all'export pazzesco dei Cinesi e cercare di capire in che modo poter sfruttare un panorama di cento milioni di potenziali nuovi clienti. Ho sentito e ancora letto il mondo politico lamentarsi del fatto che l'Azienda Italia deve proporre il proprio Brand in uno sforzo continuo che coinvolga il Paese intero, deprecando le azioni intraprendenti di associazioni e Regioni che si muovono autonomamente per dare una scossa ai propri Mercati (e PMI). Dopo tutto questo leggere e sentire, qualcosa si sarà effettivamente mosso... o no? Ad esempio in uno dei Mercati di settore che alimentano da sempre l' "Immagine Italia", il Turismo. Ebbene, no! Il Brand Italia è in pericoloso ritardo. L'Azienda Italia non è ancora in grado di coinvolgere il Paese emergente sul fronte del turismo, la Cina.

In Europa i turisti cinesi sono ancora pochi. La maggior parte dei viaggiatori si muovono su rotte asiatiche, ma del mezzo milione di turisti che arrivano in Europa la metà sceglie la Germania a fronte di solo 1/5 che propende per l'Italia. Perché? Non certo a causa delle buone iniziative di enti e Regioni o dei Tour Operator che da tempo hanno siglato accordi con la Cina. Porto due possibili cause ad esempio: internet (i servizi) e compagnia aerea (infratrutture). Già, perché se da una parte c'è una Germania che investe su internet da tempo, offrendo ai visitatori cinesi pagine di accoglienza nella loro lingua, dall'altra c'è l'Italia che sta finalmente approntando il portale nazionale del turismo. E i Tour Operator? I Tedeschi possono contare sulla forza della Lufthansa, mentre gli Italiani devono fare i conti con la mancanza d'incisività dell'Alitalia, da troppi anni "terra turbolenta".

Non è troppo tardi per recuperare il terreno perduto, dicono gli esperti. Anzi, è molto probabile che nell'arco dei prossimi 10-20 anni, quando avverrà il boom del turismo cinese, l'Italia sarà pronta a sfruttare la bellezza delle sue terre. Probabile, non certo, fino a quando si continuerà a parlare di gettito e casse dello stato per giustificare una tassa iniqua come l'Irap che non può essere eliminata ma nemmeno tenuta così com'è. Che limita il dinamismo delle imprese, causando iniziative e contributi a livello regionale e nazionale per dare una spinta alle imprese d'Italia... ergo nuove spese per le casse dello Stato Irap-dipendenti.