Contrappunti: la strategia della 'notizia riciclata'

Un falso sondaggio commissionato dalla RSA Security dimostra come la raccolta d'informazioni personali sia facile purché si ottenga la fiducia dell'intervistato. Una notizia vecchia di mesi riscaldata e riproposta secondo la strategia della "notizia riciclata".

Una t-shirt con la scritta "I Love New York" per un sondaggio su New York, a New York, in Central Park. Quanto basta per abbattere la diffidenza degli smaliziati abitanti della Grande Mela. Il risultato? Porte aperte per domande create appositamente con il fine di raccogliere informazioni personali fino ai criteri con cui si scelgono le password per l'adesione ai servizi on-line. Questo è quanto emerso dal sondaggio commissionato dalla RSA Security e condotto a cavallo di Agosto e Settembre 2005. In questi giorni la notizia è stata ripresa e diffusa su carta stampata, appena in tempo per accodarsi alle problematiche, diffidenze, accuse e contr'accuse della campagna elettorale per le Poltiche di Aprile.

I dati emersi dal sondaggio:

The survey revealed that most consumers freely give up personal data which can be used to guess their account passwords or to steal their identity outright. Four key findings demonstrate that the vigilance that should be used to protect computer passwords is worryingly absent in spite of current threats:

  • More than 70% of respondents gave up their mother's maiden name
  • More than 90% of people provided both their date and place of birth
  • Nearly 55% explained how they devise their online passwords
  • Nearly 85% of respondents provided their full name, current street address, and email address

Queste informazioni sono un estratto del comunicato 'Live Phishing' Experiment Gets Consumers Hook, Line, and Sinker pubblicato il 7 Novembre 2005 sul sito della RSA Security. Dalle poche righe proposte in questo post, emergerebbe la facilità con cui sia possibile acquisire la fiducia degli intervistati e, a seguire, le informazioni di carattere personale a cui si punta. Il dato più "forte" è la percentuale (55%) degli intervistati che hanno spiegato in che modo scelgono le password da assegnare agli account in fase di adesione ai servizi on-line. Non desta invece stupore l'85% degli intervistati disposti a fornire nome e cognome, indirizzo, e-mail etc. Sono domande standard per molte tipologie di sondaggi, da quelli davanti al PIM di quartiere a quelli sull'atrio del teatro o del cinema di turno. Per non parlare di questionari, sondaggi etc. proposti ai concerti o in discoteca. Stesso discorso per gli altri valori percentuali.

La notizia riproposta a mesi di distanza?

Perché riproporre oggi una notizia vecchia di mesi? Girerei volentieri la domanda al quotidiano nazionale (La Stampa) che ha deciso di riproporre la notizia come "fresca". Motivazioni a parte, la scelta è stata quella di riproporre un tema (privacy) correlandolo ad un argomento (sondaggio) quanto mai attuale in campagna elettorale dove i sondaggi rappresentano il "termometro della febbre popolare" per un programma elettorale piuttosto che per un altro. Che poi la notizia venga riportata puntando l'indice (sottinteso) sulla "pericolosità" dei sondaggi che richiedono informazioni personali, dà l'idea che più d'informare si stia mettendo in guardia il potenziale intervistato italiano di fronte ai sondaggi nostrani. Il che mi lascia davvero perplesso.

Un conto è riproporre una notizia ancora attuale - come il "pericolo sicurezza privacy" affrontato dal sondaggio in questione - perché al suo tempo non ha avuto l'eco che meritava. In questo caso però non è così. Un conto è riproporre una notizia così tanto per riempire uno spazio, il che per un quotidiano nazionale è una strategia impronibile (riempire spazi) a meno di motivazione valida. Per cui la domanda è: riscaldiamo la minestra, per chi?

Sulle notizie "riscaldate" e servite:

  • "La notizia riciclata, ripassata e controripassata sui diversi mezzi di informazione, è un vero e proprio trucco mediatico per far credere chissà quali emorragie di sigle subisca il Forum" - Buon lavoro!.
  • La notizia, riciclata puntualmente e puntualmente servita al telespettatore, suona più o meno così: “Gli italiani non sanno più sognare. Da un sondaggio emerge che nei desideri degli italiani non c’è più spazio per i sogni. Di fronte alla classica stella cadente è sempre maggiore il numero di persone che esprimono desideri molto più concreti che in passato: la casa, il lavoro, l’estinzione del mutuo” - La notte dei desideri.
  • A volte si tratta della medesima notizia riciclata, basti pensate l’equivoco che si crea con gli “otto licei” ogni volta dati come la prova che ormai ci siamo e che il decreto è alle porte oppure che la licealizzazione sarà relativa in quanto si apre ad altre posizioni etc. - A che punto potremmo essere.
  • la situazione è tragica: non solo i giornalisti copiano ma, come tudici, fanno il loro mestiere. Quel che è peggio è che la rete non vieneseguita, soprattutto quella decisiva in lingua inglese, nei suoi eventiessenziali ma soltanto in quel tanto di riciclato che si riesce a capire. - Notizie riciclate.
  • Poi, ci sono tanti dati, tante analisi, notizie riciclate, rivendute in seconda e terza mano, audizioni che ripetono statistiche già note, già pubblicate su rotocalchi, su periodici, già dette in dibattiti, in tavole rotonde, in convegni. - Seduta n. 55 del 5/11/2001.