PMI Italia: individualità, flessibilità, dinamismo e marketing globale

Le aziende italiane che investono risorse all’estero si muovono sempre più spesso in collettivi supportati o meno dalle Regioni. Sebbene l’appello del Governo e dell’Unione sia da oltre un anno orientato verso una comunità d’intenti dell’azienda Italia, questo rimane lo standard seguito dalle aziende che propongo beni e servizi all’estero. Il Mercato della moda e dei complementi d’arredo, quale modello di una delle "forze trainanti" del brand Italia, risente sia di queste strategie che del basso impatto competitivo delle offerte dei servizi italiani all’estero.

Presente e futuro prossimo: la ricerca di strade alternative e di investimenti a lungo termine maggiormente in linea con gli scenari globali disegnati dai mercati asiatici; la mancanza di punti di riferimento centrali e di guide di supporto per le aziende che intendano muoversi su scenari extra europei.

Quattro domande in attesa di risposta:

  1. L’attuale Governo ha varato numerosi programmi tesi ad incentivare le PMI per investimenti a medio e lungo termine. Uno di questi programmi, per lo più varati e condotti dal Ministero per le attività produttive in collaborazione con l’Istituto per il commercio estero, interessa il settore degli accessori moda e dell’abbigliamento: la Regione Marche ha partecipato, con una rappresentanza di 16 aziende, alla 101esima edizione del ‘Pret-a-Porter’ di Parigi. Perché gli stessi sforzi non vengono profusi sul Mercato asiatico dove, ad esempio, le singole Regioni si muovono autonomamente per presenziare agli eventi internazionali di settore ad Hong Kong?
  2. Non molto tempo fa l’azienda Italia si è mossa in blocco con i maggiori esponenti di Confindustria e cariche importanti del Governo per piazzare il prodotto Italia in Cina. Quest’evento non ha avuto seguito se non quello di coinvolgere singolarmente alcune Regioni sui singoli settori del mercato asiatico, al punto che da più parti si è criticata questa autonomia d’intenti. Cosa frena l’Italia nella diffusione del proprio brand in Asia tramite la spinta dei servizi e prodotti più forti come la moda o l’agroalimentare?
  3. Sempre più spesso le aziende che vogliono esportare servizi oltre i confini dell’Unione europea si muovono attraverso la via più veloce di accesso al mercato asiatico: Hong Kong. Due ore per creare una Ltd (l’equivalente di una S.r.l. italiana) , spese di gestione ridotte al minimo… è tutto qui o c’è dell’altro?
  4. Il settore Fashion è stato uno tra i pochi che non ha sentito la spinta propulsiva del cambiamento di assetti con conseguente perdita di competitività su settori considerati da sempre inattaccabili. Cosa differenzia le PMI italiane dalle aggressive aziende dei mercati emergenti?

Il destinatario delle domande:

Queste domande sono state rivolte ad Andrea Dolcemascolo, Managing director dell'azienda A.D. ASIA Manufacturers - una delle Realtà in ambito PMI che si è adeguata alle esigenze dei nuovi "scenari globali": partner b2b per la creazione, produzione e l’importazione/esportazione di collezioni moda e decorazioni d'interni personalizzate.

Operativa sui Mercati asiatici dal 2000, l’azienda ha da poco creato una Joint Venture con la Ganges Jute Pvt Ltd per il trading di prodotti Yuta (Jute) . La Ganges è forte di 54 industrie site sulle rive del Gange ( India ), 34.000 dipendenti ed una capacità produttiva di 200 containers giornalieri. Il "trading europa" è affidato alla A.D. ASIA Manufacturers di Roma (Italia) , mentre il trading per il Sud Est Asiatico è di competenza AD ASIA Manufacturers di Bangkok ( Thailandia ), prossimo off-shore (Company Limited) ad Hong Kong.

La tempistica:

La pubblicazione dell'intervista è prevista per il 10 Marzo 2006.

Il Caso di Studio:

Prima parte di un progetto teso a sviluppare un caso di studio "tipo" a dimostrazione che:

  • le PMI italiane sono in grado di proporre/creare forti sinergie sfruttando il dinamismo dei Mercati emergenti partendo dalla base comune del "brand Italia".
  • In assenza di una spinta propulsiva dell'"azienda Italia", le PMI italiane devono per forza di cose essere flessibili, integrate negli scenari in cui intendono investire ed al di fuori dei modelli tradizionali di gestione d'impresa.
  • le PMI italiane devono orientarsi verso un modello di marketing globale adeguato alle proprie specifiche esigenze.