Politiche 2006 - cronaca e risultati

Breve cronaca della giornata elettorale del 10 Aprile 2006.

Una campagna elettorale tesa, tagliente, brutta sotto il profilo dei contenuti. Una campagna giunta alla sua naturale conclusione "fantasma". Parità sostanziale al Senato e alla Camera, un margine di scarto di una "manciata di migliaia di voti" e l'incubo governabilità che si affaccia dalle "torte" made in Interno o made in "Inferno" se dovessi guardare alle ore degli scrutini dal punto di vista dei sondaggisti (Nexus e Pieopoli) trovatisi di fronte ad uno scenario unico e probabilmente irripetibile: Italia spaccata in due; scarti minimali; forbici inconsistenti; nessuna chiave di lettura adeguata su cui basare le proiezioni statistiche. E così, tra feste rinviate e "ossigeno insperato" per chi si era da giorni auto-incluso nel dramma "cronaca di una sconfitta annunciata", si arriva alle 01:30 del giorno post-elettorale a contare i seggi dati dalla Campania al Senato, contro quelli dati dall'Emilia Romagna. Dati Nexus che dichiaravano 13 a 8 i seggi dati dall'Emilia in favore dell'Unione, stabilendo che il parametro fondamentale che avvrebbe determinato la vittoria era la Campania... per poi scoprire (oppure era già noto agli operatori di settore?) quando si subdorava che la Campania sarebbe andata all'Unione, che l'Emilia doveva assegnare 12 seggi a 9 e non 13 a 8. Risultato? La Cdl in vantaggio di un seggio 155 a 154. E intanto il testa a testa alla Camera proseguiva con un margine di scarto inferiore all'1% che continuava a ridursi. Romano Prodi va a casa, passando per una porta secondaria, poi torna in Piazza per scusarsi del ritardo.

Fantasmi:

"Non riesco a capire il motivo di questi ritardi" - spiega Romano Prodi, con la voce tesa di chi ha visto per la prima volta il fantasma della sconfitta. Lo stesso fantasma che nel pomeriggio è stato ospite sgradito dei salotti della Cdl. E se nel pomeriggio c'era chi si lasciava andare ad affermazioni pesanti forte dei "voti di paglia" degli Exit-poll, quando ancora la percentuale di copertura reale dei risultati non raggiungeva che il 5%, e chi già indicava questo e quello come causa scatenante di una "sconfitta annunciata"... in serata si è ripetuta la stessa scena a parti invertite sebbene in modo più moderato e più accettabile a livello comunicativo, sostituendo il fantasma "sconfitta annunciata" con quello di "e se perdessimo?". La serata mediatica ha avuto un solo protagonista: l'Exit-poll e i sondaggisti. In modo più o meno marcato si è messo in rilievo il "clamoroso fallimento" delle proiezioni che si sono susseguite nei giorni e mesi precedenti i gironi delle elezioni. Si è parlato di come gli americani della Penn Schoen Berland Associates avessero fotografato l'Italia meglio delle agenzie italiane. "Parità con uno scarto massimo dell'1%" - dicevano gli analisti d'oltre oceano. "Stupidaggini" - ribattevano in Italia. L'Exit-poll non ha fallito. Hanno fallito le agenzie italiane. In parte, perché nel thriller infinito del conteggio dei voti, ci si è dimenticati dei voti provenienti dall'estero.

Il risveglio:

E così si va a dormire con un 155 a 154 in favore della Cdl al Senato per svegliarci con un 159 a 157 a favore dell'Unione grazie ai voti provenienti dagli Italiani all'estero. Un'affluenza straordinaria in America Latina e voti pesanti arrivati in Italia alla stregua di un ultimo devastante bombardamento. Ancora una volta i risultati si rovesciano. E alla camera si giunge ad uno scarto inferiore allo 0,2%. L'Unione vince, male. La Cdl perde, male. L'Italia è spaccata, a metà. La governabilità del Paese: "fantasma". Priorità: riunire un Paese che ad oggi è dichiaratamente "Paese di Nessuno".

Premi di maggioranza e confusione:

Senato. I risultati riportati a seguire decretano una vittoria della Cdl sull'Unione in termini di voti. Vince la Cdl? La maggioranza al Senato è "cosa loro"? Neanche per idea. Perché? Premi di maggioranza. L'Unione vince in Emilia Romagna? 12 seggi per loro e 9 alla Cdl. Vince in Campania? 17 seggi all'Unione e 13 alla Cdl. E via di seguito. Ok, l'Unione è stata avvantaggiata dai premi di maggioranza che ha avvallato. Neanche per idea! La "creatura" è della Cdl, l'Unione ha semplicemente avvallato. "Strategie grigie" della campagna pre-elettorale iniziata molto tempo prima dello scioglimento delle Camere. Da cui, domanda sorge spontanea: "il peso dell'elettore che peso reale ha?".