Governo Prodi: esproprio delle case sfitte?

Il mercato immobiliare e il fantasma dell'affitto statale forzato delle case sfitte. Una delle ombre del programma dell'Unione torna d'attualità tramite passaparola, documenti ad uso e consumo interno e con poche, e limitate, punte di visibilità perché l'opinione pubblica possa prendere coscienza del problema.

Mi era passato di mente. Durante la campagna elettorale delle Politiche 2006 il tema era tornato nell'underground destinato alle voci più scomode e meno adatte ad essere veicolate all'opinione pubblica, vuoi per la loro complessità o per la difficoltà di comunicarne un senso compiuto in situazioni ad alto indice di stress come il periodo delle elezioni. Eppure, fino a pochi mesi fa, il tema dell'affitto statale delle case era uno dei temi più delicati nel contesto della campagna elettorale. Un tema che è stato soffocato lasciando passare l'affermazione di "esproprio proletario" come frase di Caruso e affondando il tutto evidenziando come Caruso fosse un latifondista con il vizio dell'esproprio proletario. Eppure il tema dell'esproprio, lo ricordo bene, aveva ben poco a che fare con Caruso e le sue affermazioni fatte di frasi cotte e mangiate. La paternità della frase "esproprio proletario" appartiene - e non può essere altrimenti - a Rifondazione Comunista che a cavallo tra Gennaio e Febbraio 2006 salì agli onori della cronaca in seguito alle richieste di alcuni consigleri comunali di Rifondazione, in Liguria e in Veneto, che chiesero a gran voce di espropriare le case sfitte da più di 12 mesi, girandole alle famiglie senza fissa dimora. Fatto sta che i mesi sono passati e che la campagna, l'elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, le prime iniziative del Governo Prodi (oggi la Fiducia) e le prevedibili reazioni dell'opposizione, mi hanno fatto dimenticare il tema dell'esproprio.

Comunicazioni interne sulla politica delle case sfitte:

Due settimane fa, circa, ero di ritorno da un break ed incorciai alcuni venditori e impiegati che lavoravano in zona per Tecnocasa. Discutevano animatamente su un paio di note di un comunicato interno ricevuto in mattinata: "Il punto non è quale politica aziendale seguire" - diceva il più anziano al trentenne che l'accompagnava - "quanto l'essere costretti a seguire una linea che è la naturale conseguenza dell'azione del governo". Erano ormai alle mie spalle quando il venditore trentenne disse: "Non è deciso ancora nulla. Certo che... Ma ti rendi conto? Case sfitte da dodici mesi e loro decidono a quanto affittarle e a chi affitarle. Ma sono matti!". Voci di corridoio, di strada. Nei giorni seguenti contattai un paio di ex-colleghi e un cliente il cui core business è l'immobiliare. "Si" - risposero due su tre - "stanno circolando delle comunicazioni interne che trattano della possibilità di esproprio delle case sfitte". Nessuno dà per certa la politica di esproprio. E' bene chiarirlo per evitare fraintendimenti. D'altra parte quando le voci si ripetono e circolano tra gli addetti ai lavori alla stregua di "voci da bar", un fondo di verità è plausibile.

L'assalto alle seconde case:

Non è una novità che le seconde case siano uno degli obiettivi del programma del Governo Prodi. Le prove generali sono state fatte in Sardegna. Sabato scorso Beppe Severginini ritorna sul tema in risposta ad un intervento via Italians. Ma a parte il discorso sul "perché la Sardegna si e la Liguria no?", il punto da focalizzare, secondo me, è un altro: "Quale sarà l'impatto della tassa sul turismo?". Il Governo Prodi dovrà valutare l'impatto della tassa sul turismo delle case vacanze, uno dei mercati che risulterà più colpito dal provvedimento. Estendo il concetto al tema dell'esproprio. Se ne può parlare all'infinito ma l'esperienza diretta dimostra come una delle più importanti fonti di reddito alternativo dell'Italiano proprietario di una o più case è l'affitto delle medesime o il subaffitto di una o più stanze. Una fonte di reddito fondamentale per chi guadagna 1200 - 1300 euro al mese e, sistematicamente, il 20 si ritrova con una riserva di fondi tendente a zero. E' proprio questa libertà (niente affatto incontrollata, anche se è comodo affermare il contrario) e flessibilità nel decidere il prezzo di vendita a garantire il dinamismo del mercato delle case vacanze. Quelle case sfitte 10 mesi all'anno, come anche quelle affittate 10 mesi su 12. Il Turismo è una delle fonti di reddito più importanti per l'Italia e ne riflette la salute economica. "Il Turismo del belpaese cede il passo alla Germania, sottolineando di fatto le mancanze delle PMI italiane riguardo alle infrastrutture ed i servizi ICT" - scrissi sull'Intruder del 21 Marzo 2006 riguardo al fatto che il turismo orientale preferisce la Germania al nostro Paese, e non a causa di prezzi o della situazione politica o ancora della stagnazione dell'economia o di qualsiasi altra scusa standard. La Germania ha le infrastrutture e i servizi necessari per promuovere le proprie risorse turistiche e coinvolgere i potenziali clienti. L'Italia no. Una tassa pensata per i non residenti o l'affitto forzato delle case sfitte (= case vacanze) con prezzi stabiliti dallo Stato equivale all'affossamento del turismo e ad una involuzione del trading di settore. Affitto agli Italiani per gli Italiani e minore aperture verso i mercati stranieri con conseguente deficienza a breve, medio termine, del dinamismo del settore immobiliare già minacciato dall'eco di recessioni annunciate.