Governo Prodi: informazione e media

Primo di una serie di post dedicati all'approfondimento del programma dell'Unione, così come presentato nel Libro Giallo, relativamente a tematiche quali: informazione, media, ict, piccole e medie imprese, fisco e tasse.

La prima tappa di questo percorso ha come tema la "libertà d'informazione". L'informazione come veicolo di aggregazione per lo sviluppo e la comunicazione d'impresa, così come elemento fondamentale alla base del pluralismo che differenzia un governo democratico da un governo di regime. Il tema è stato affrontato da Michele Polo in un articolo per lavoce.info del 31 Marzo 2006, di cui ho già proposto degli abstract sull' Intruder del 25 Aprile 2006:

  • [...] La discussione sulle proposte programmatiche in tema di pluralismo e informazione non può quindi che essere dedicata principalmente a quanto contenuto nel programma del centrosinistra. Alle pagine 261-263 nel paragrafo “Il diritto a comunicare e ad essere informati” vengono discussi numerosi aspetti dell’assetto del sistema dei media in Italia, proponendo alcune riforme. Nel successivo paragrafo “L’assetto della Rai e del servizio pubblico” (pagine 265-266) viene infine affrontato il nodo della televisione pubblica.
    Sull’assetto del sistema dei media e sulla legge Gasparri, oltre a numerose affermazioni generali, condivisibili ma generiche, nel programma del centrosinistra vengono avanzate severe critiche al regime attuale, critiche che risultano in linea con quanto numerose volte su lavoce.info ho sostenuto a riguardo. In primo luogo, si raccomanda la fissazione di limiti alla concentrazione nei singoli mercati dei media, superando il calcolo aggregato riferito al Sistema integrato di comunicazione. Viene inoltre raccomandato un principio secondo cui la presenza su più mercati dei media debba essere frenata per quegli operatori che vantino posizioni dominanti in uno di questi mercati. Queste misure appaiono idonee a colpire situazioni di eccessiva concentrazione negli specifici mercati e l’estensione di tali posizioni su altri comparti dei media.
    L’impostazione avversa a posizioni di forte concentrazione dei media è esposta nel programma di centrosinistra senza operare distinzioni tra editori pubblici e privati. Tuttavia. la lettura del successivo paragrafo dedicato alla Rai lascia una sensazione di ambiguità, quasi che le misure deconcentrative debbano essere adottate solamente nei confronti dei gruppi privati, e quindi in primo luogo di Mediaset. Parlando della Rai, infatti, il programma del centrosinistra raccomanda, giustamente, un rafforzamento dei contenuti di servizio pubblico e l’abbandono di logiche imitative della televisione commerciale. Non viene tuttavia detto nulla circa la privatizzazione della Rai, la cessione di reti, la distinzione tra finanziamento via canone e via pubblicità. Si auspica che “la Rai possa diventare un grande gruppo multimediale la cui unitarietà dovrà essere preservata come condizione di forza industriale, editoriale, produttiva” [...]
Una breve ricerca su Google News ci offre una lettura in tempo reale dell'orientamento del Governo Prodi, nell'intenzione e nei fatti. Certo, è ancora presto per ottenere un notiziario forte, ma, tenendo d'occhio il link, si può monitorare da casa se e come il governo entrante rispetterà il "contratto con gli italiani" rappresentato dal Libro Giallo.

Preludio - Governo Prodi sulle Piccole e Medie Imprese:


Pluralismo e movimento dell'informazione sono la base dell'ICT. L'ICT, con infrastrutture e servizi correlati, è uno degli elementi fondamentali per le PMI nel contesto di marketing globale. La salute dell'Economia italiana è il motore delle PMI. Mario Draghi, per la carica che ricopre, è il punto di riferimento per l'Economia. Romano Prodi si muove di conseguenza discutendo con Draghi della situazione economica.

Preludio standard al di testimone con il Governo Berlusconi.