Oro e metalli: via alla speculazione selvaggia

Prime avvisaglie dalle Borse asiatiche confermate ieri, all'apertura delle Borse occidentali. L'oro e i metalli in calo vertiginoso segnale di una speculazione selvaggia che attraversa tutto il mondo finanziario.

Gli analisti sono concordi nel ritenere che questo trend non avrà ripercussioni a lungo termine. Un "riflesso condizionato dell'aumento del Dollaro" - si diceva ieri e si legge oggi, che però non basta a chiarire il perché oltre al Petrolio e all'oro (se proprio vogliamo correlarlo a Petrolio e Dollaro) anche i metalli più o meno nobili sono coinvolti in questa "speculazione selvaggia" che ha ben poca utilità a fini statistici se non offrire una lettura niente affatto rassicurante di un mercato azionario che riflette l'instabilità dei tempi. Già, perché ieri oltre al congelamento del titolo Juventus per eccesso di ribasso, eco di Calciopoli, sono state diverse le aziende che hanno visto bloccato il proprio cartello. In Italia come all'estero il mercato azionario e finanziario è dinamicamente entropico. Un'entropia che oggi si legge in "speculazione selvaggia" la cui causa primaria è da riscontrare nell'eccesso di rialzo che ha coinvolto oltre al Petrolio, in area Dollaro e parimenti l'Oro la gran parte dei metalli e dei grezzi e di cui ne scrissi sull'Intruder del 15 Maggio 2006.

Quattro chiacchiere in tema sulla linea Roma - Bangkok:

Ieri, nel primo pomeriggio, ho contattato via Skype Andrea Dolcemascolo della A.D. Asia Manufacturers (c'è uno spot a riguardo in testa a questa pagina). "L'onda è arrivata anche in Europa" - mi dice - "Mi aspettavo che arrivasse prima. Qui, quella che i giornalisti chiamano speculazione selvaggia è in atto da oltre un mese e mezzo". "E perché solo ora è arrivata in Borsa?" - gli chiedo io. "Non sono un esperto di Borsa" - mi risponde - "Ma sono un esperto del trading locale. Vuoi per tagliare fuori realtà scomode, vuoi per aumentare la propria fetta di mercato, le aziende familiari hanno usato l'eccesso di rialzo come arma, se possibile. Da cui, l'effetto sulla Borsa è stato minimo fino a quando non si sono mosse le Grandi Holding internazionali, constatando che gli interessi e i profitti valevano la speculazione". "Hai parlatodi aziende familiari" - gli chiedo - "cosa intendi?". "In Thailandia" - mi risponde - "piuttosto che in Vietnam o che in India, le piccole e medie imprese locali sono per la maggior parte a conduzione familiare. Le fabbriche da cui ci forniamo, gli stabilimenti per il packaging delle merci, le stesse aziende a cui fanno riferimento le grandi Realtà internazionali che investono nel sud est asiatico. Sono le aziende familiari il termometro del mercato locale. Il nostro modello di PMI è ancora lontano. A volte è un bene, altre volte... bhe lo capisci da solo".

Commenti ufficiali:

Ieri Class CNBC è stata l'unico media finanziario a dedicare più di 5 minuti alla causa scatenante della speculazione selvaggia: "la crescita vertiginosa dei prezzi di oro e metalli in un lasso di tempo troppo breve" dopo aver inquadrato a caldo, e in tempi brevissimi, la situazione. In serata, Milano Finanza pubblica un'analisi della situazione: "Mercati in tensione. Anche oggi è stata una giornata di passione per i listini europei, ai minimi da quattro mesi, sulla scia delle perdite delle Borse asiatiche per il ritracciamento subito dalle materie prime e dal prezzo del greggio. In particolare ha pesato la discesa di Tokyo sotto l'importante supporto dei 16 mila punti, ma anche l'andamento incerto di Wall Street [...]" - continua la lettura.