Draghi: risanare i conti pubblici per tornare a crescere

Ieri la relazione del presidente di BankItalia, Mario Draghi. Le priorità dell'azienda Italia passano tutte per il risanamento dei conti pubblici, necessario per permettere al Paese di tornare a crescere e a sperare. Lavorare sul Pil tramite un'azione diretta che garantisca sia le PMI che i lavoratori mantenendo la stabilità finanziaria del Paese.

Dalla teoria alla pratica. Dall'ideologia di partito alla realtà quotidiana. Fausto Bertinotti non applaude ma presenzia. Presenzia. Questo è già un avvenimento degno di nota. Ascolta la relazione di "uno dei migliori uomini al servizio della Repubblica" - dice di Mario Draghi. Non ne condivide il contenuto. Come potrebbe? Si parla di risanare i conti pubblici (e fin qui tutto ok) e degli strumenti necessari per far fronte a questa priorità (la più importante). Uno degli strumenti è l'innalzamento dell'età pensionabile e la "ricetta" dell'apertura a nuove privatizzazioni. Rifondazione Comunista, per il ruolo che ricopre, per ciò che è ed è sempre stata, non può accettare gli scenari di svolta che emergono dalla relazione. L'evento è che il dissenso di Bertinotti non è pubblico. Non è condiviso con i colleghi presenti all'assemblea annuale della Banca d'Italia; non è condiviso con i giornalisti presenti. E' per i "suoi", è per il suo staff che attendeva a Montecitorio. Una stretta di mano e via. La reazione della sinistra radicale del Governo Prodi. La migliore che ci si poteva aspettare, segno di un sistema di partito maturo in grado di cogliere quelle sfumature di grigio sempre ignorate, forse perché obbligati dal ruolo di Oppositore che a tirar troppo la corda va stretto anche a "chi ce l'ha nel sangue".

Punto per punto:


L'argomento più scomodo è la proposta dell'innalzamento dell'età pensionabile. Per il Governo Prodi la priorità è la lotta all'evasione fiscale. D'altra parte è anche vero che tale battaglia deve essere inserita in un contesto più ampio. Se non si vuole toccare l'aliquota IVA, come è giusto che sia se non si vogliono affossare i consumi, non resta che intervenire sulla spesa pubblica. Uno dei modi per tagliare la spesa pubblica è quello di lavorare attivamente sull'erogazione delle pensioni. "Più tardi ti paghiamo e per più tempo abbiamo a disposizione fondi su cui investire per il bene del Paese" - sembrano dirti le parole "innalzamento dell'età pensionabile". Naturalmente è riduttivo e semplicistico ridurre il discorso dei tagli alla spesa pubblica solo a questo. Dal punto di vista delle Piccole e Medie Imprese sono altresì improponibili tagli sulle tasse che porterebbero lo Stato nelle condizioni di debitore cronico verso le PMI. Che rimane? Agire su quei beni/servizi che possano garantire un buon gettito alle casse dello Stato senza sfiancare oltre modo un portafoglio (quello del cittadino italiano) da tempo stressato di suo. Da cui? Si parla di PMI: gettito Irap, modificato e che non dia più addito a repliche poco gradite in ambito UE. Perché le aziende collaborino occorre lavorare per assicurarne la competitività in area UE. Per far questo occorre lavorare sul Pil garantendo sia l'azienda che il lavoratore e, quindi, fornendo ad entrambi gli strumenti necessari per il rilancio. L'azienda ha bisogno di fondamenta in linea con le esigenze dei mercati attuali. Investire in ricerca e tecnologia è un'allerta che Mario Draghi ha lanciato fin dal suo esordio come Governatore di BankItalia. L'ammodernamento delle infrastrutture e servizi è vitale per la competitività delle PMI italiane in area UE. D'altra parte l'azienda e lo Stato stesso devono essere in grado di garantire la base costituente di ogni impresa. Il lavoratore. A fronte di un innalzamento dell'età pensionabile, l'azienda deve poter garantire un "rapporto di lavoro che acquisisca stabilità nel tempo" per aumentare la "resa produttiva" del singolo; lo Stato deve invece tutelare il lavoratore assicurando un'indennità di disoccupazione che mantenga alto il "senso di sè" del singolo rispetto alla comunità. Perché tutto questo sia possibile è necessario che Stato e Regioni collaborino attivamente e che ognuno si assuma le proprie responsabilità verso le PMI e i cittadini. Il controllo delle spese e gli strumenti per il rilancio passano attraverso nuove aperture alle privatizzazioni e ad un uso coscienzioso delle risorse a disposizione. E un controllo rigido delle "voci di spesa".

Sulla relazione e sulle reazioni ufficiali del Governo e di Confindustria:


  • Il Sole 24 Ore - "I conti pubblici hanno chiuso il 2005 con un deficit pari al 4,1% del Pil, che potrebbe scendere quest'anno al 3,8% secondo la Relazione trimestrale di cassa, resa nota all'inizio di aprile. L'obiettivo 2006 dovrebbe essere raggiunto con una manovra correttiva del bilancio di 1,4 punti di Pil, ma solo se pienamente realizzata" - La relazione di Mario Draghi all'assemblea annuale di BankItalia.
  • RaiNews24 - "Sulle priorità siamo totalmente d'accordo. E' una relazione profondamente condivisibile e soprattutto quello che vogliamo far notare è che c'è un bel dialogo fra governo e Banca d'Italia nel rispetto assoluto della reciproca indipendenza con un continuo e utile approfondimento dei problemi" - commenta il Presidente del Consiglio Romano Prodi.
  • Il Corriere della Sera - "Dall’analisi di Draghi, viene un impegno a lavorare insieme. Un Paese che ha bisogno di condividere gli obiettivi, di armonia e in cui ognuno faccia la sua parte. Dopo questa relazione gli imprenditori italiani sono consapevoli e stimolati a fare ancora di più nell’interesse del Paese" - dice il Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo.