Stock option: McAfee, Monster ed altre 20 aziende IT accusate di frode verso gli azionisti

L'eco della bolla finanziaria della Net Economy fine anni '90 arriva ai giorni nostri: il Wall Street Journal analizza e denuncia operazioni illecite sulle emissioni delle opzioni di diverse aziende a partire dalla fine degli anni '90 al 2002. La data di emissione coincideva sempre con il giorno in cui la quotazione del titolo raggiungeva il valore minimo dell'intero semestre di riferimento. Dagli USA all'Europa, fino all'Australia, i risparmiatori frodati chiedono giustizia.

L'emissione di opzioni relative ad un titolo azionario permettono al titolare del diritto d'opzione di acquistare un azione al prezzo di mercato del giorno in cui è stata emessa l'opzione. Gli analisti del Wall Street Journal (WSJ) hanno evidenziato come diverse aziende di una certa importanza abbiano sfruttato sistematicamente questa possibilità per emettere opzioni nel giorno in cui il proprio titolo raggiungeva la quotazione più bassa di un intero semestre di riferimento.
L'analisi parte dalla fine degli anni '90 e si protrae fino al 2002. Gli anni di riferimento sono quelli della "bolla speculativa" della Net Economy "Prima Era". Anni in cui aziende rappresentative del neonato settore IT quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, McAfee e Monster, adottarono la "strategia delle opzioni al ribasso" per migliorare le performance dei rispettivi titoli e, conseguentemente, la crescita aziendale. Una frode "etica" a danno degli azionisti che ne ha sollevato l'indignazione (prima) e la coalizione (dopo) in azioni legali sia su territorio statunitense (già in corso) che in Europa e in Australia (si minaccia di...).
McAfee Inc., la nota società specializzata in sicurezza informatica, ha risposto, pochi giorni dopo la pubblicazione sul WSJ dell'ultimo articolo della serie, con il licenziamento di Kent Roberts, capo dell'ufficio legale e vice presidente esecutivo nel 2000, anno in cui è stata accertata un'emissione di opzioni "forzate". L'azienda dell'omonimo antivirus non è stata l'unica ad accusare il colpo. Monster.com, oltre a perdere fino al 4% in un'unica seduta a causa dell'effetto WSJ, ha subito annunciato di aver aperto un'indagine interna al fine di "chiarire le strategie di stock option operate dai responsabili assegnatari delle procedure di emissione delle opzioni". Un'indagine per cui l'azienda ha richiesto supporto legale esterno. L' "effetto stock option" ha investito in apertura settimana (12 Giugno) i settori Tlc (per le infrastrutture) e Internet (in generale) "zavorrando" l'indice Nasdaq che ha retto l'urto grazie a General Motors.

Come scritto, queste sono solo due delle aziende coinvolte. L'elenco completo ed aggiornato ad oggi - situazioni aziendali, procedimenti legali, indagini interne etc. - è disponibile alla pagina PERFECT PAYDAY del WSJ.

The Perfect Payday:


"Titolare" della definizione è il Wall Street Journal che il 18 Marzo 2006 pubblicò l'articolo (già linkato ad inizio post, subito dopo l'abstract) The Perfect Payday - "Some CEOs reap millions by landing stock options when they are most valuable; Luck -- or something else?" - a cui fa riferimento l'immagine presente nella pagina. In pratica ci si chiedeva come fosse possibile che i CEO di alcune aziende statunitensi riuscissero a "cogliere l'attimo" facendo la fortuna della propria azienda (e di sé stessi). "Fortuna... oppure?". Straordinaria la contingenza degli eventi. Ciò che oggi definiamo la "bolla speculativa della Net Economy", vale a dire il periodo che và dalla fine degli anni '90 al 2002 (mese più, mese meno), coincide proprio con la corsa alla performance del titolo azionario. E' accaduto, per intenderci, un fenomeno tipo l'ipervalutazione di metalli e grezzi dei giorni nostri che ha portato, inevitabilmente, ad una speculazione selvaggia che ha coinvolto i titoli di riferimento. La differenza sostanziale sta nel fatto che il mercato dei metalli e grezzi è sia globale che invasivo. In altre parole, una "bolla speculativa", anche di discrete dimensioni, è improbabile che possa minarne le fondamenta, le stesse su cui poggiano le economie dei Paesi più sviluppati. Al contrario, una bolla speculativa in un settore emergente e fondamentalmente nuovo qual'era quello della Net Economy non poteva che portare al collasso del mercato di riferimento. Il 2002 fu l'anno della svolta e, ancora guarda caso, fu l'anno in cui le Grandi Aziende presero coscienza delle possibilità dell'Internet e iniziarono ad investire in strategie di marketing mirate alla "conquista della Rete". Appena passata la ventata speculativa che spazzò via i due terzi delle aziende "emergenti" dell'epoca. Correlare quella bolla speculativa all'operato delle aziende messe all'indice dal WSJ... mi viene naturale. Non voglio dire che siano gli autori/autrici della bolla, ma che ci abbiano messo del loro per far apparire la Net Economy come il nuovo Eldorado finanziario... di questo sono colpevoli. Una colpa che va oltre l'etica e il danneggiamento degli azionisti-risparmiatori. Contribuirono a disegnare quei falsi scenari su cui si basarono le Realtà dell'epoca per creare-programmare-gestire piani business che, a posteriori, risultarono "fallati" in partenza. Raccontano di un fiume in piena e ti ritrovi su un ruscello di montagna, solo una promessa del Grande Fiume che verrà.