WTO al G8: proposto un incontro durante il vertice di San Pietroburgo

Ancora qualche settimana per trovare un'intesa. Il termine ultimo si avvicina e il Commissario europeo Peter Mandelson lancia un'interessante proposta che sa di 'ultima spiaggia': un'incontro al vertice dei Capi di Stato durante il G8 di San Pietroburgo.

Il tempo corre. Fine Luglio è l'ultimo termine utile per il raggiungimento dell'intesa per la liberalizzazione dei commerci, poi il WTO crollerà sulle sue fondamenta costruite a fatica durante cinque lunghi anni di tira-e-molla tra i Governi occidentali e quelli dei Mercati emergenti. Così, la proposta lanciata da Peter Mandelson ha l'ineluttabile sapore di "ultima spiaggia" sebbene si tratti di un'idea sensata di fronte a cui ogni singolo Governo dovrà assumersi le proprie responsabilità di fronte ad una eventuale presa di posizione sul fronte del NO. Io, personalmente, la leggo come una proposta coercitiva che lascia poco spazio al NO e molto al FORSE. La crisi del WTO (ne ho scritto sull'Intruder del 30 Giugno 2006 e ho replicato il 4 Luglio 2006 lasciandomi andare ad un piccolo sfogo di fronte all'ottusità di certe Realtà italiane in ambito PMI, di cui Nomi e considerazioni rimangono in stndby e non è detto che prima o poi non decida di proporli in digitale) potrebbe oggi trovarsi di fronte ad una svolta fondamentale. QUale scenario di consultazione e confronto migliore del G8?

Il G8 di San Pietroburgo è in programma dal 15 al 17 Luglio. A margine del vertice la proposta di Mandelson è quella di mettere nuovamente a confronto i 149 Paesi membri per sciogliere quei nodi che bloccano di fatto la liberalizzazione dei commerci, a partire dalle barriere imposte alle produzioni agricole ed industriali. Il punto è capire se la proposta verrà accettata e in che termini, di fronte ad una fitta agenda d'impegni.
Forse è ancora troppo presto per fare il punto sulle reazioni, considerando che la proposta di Mandelson è stata fatta ieri, 6 Luglio, ma se l'esperienza è davvero "maestra di vita" questo vuol dire che i Big8 dovrebbero ricordarsi e fare tesoro di quanto accadde prima-durante-a margine del G8 di Gleneagles, Scozia, 2005. Me lo rammenta un articolo di Roberto Meregalli pubblicato su Attac.it il 5 Luglio 2005: "Il continente nero è oggetto da tempo di particolari attenzioni in Gran Bretagna" - scriveva Meregalli - "Blair ne ha fatto un cavallo di battaglia nelle recenti elezioni ed il governo inglese era giunto a criticare apertamente la strategia della commissione europea nel negoziato con i paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico) per la definizione di nuovi accordi di libero scambio (noti come EPAs, Economic Partnership Agreements). Nel mese di maggio aveva fatto rumore (sui giornali inglesi) l’invito rivolto da Peter Mandelson (commissario al commercio) al proprio governo perché cambiasse l’approccio agli EPA". Cosa dichiarava Mandelson durante i preparativi del vertice del 2005? "Solo tramite il commercio possiamo trasformare l’assistenza umanitaria verso l’Africa in uno sviluppo economico sostenibile" - me lo conferma l'abstract estratto dal commento di peace reporter all'articolo di Angelo Mastrandrea per Il Manifesto del 14 Giugno 2005, riproposto su forumdelteatro.org.

Opinione personalissima:


Parafrasando quanto riportato nel paragrafo precedente e adeguando agli scenari di oggi: "Solo tramite la liberalizzazione dei commerci possiamo dare gli stimoli necessari per garantire uno sviluppo economico globale sostenibile".
L'Africa del 2005 ha generato molto "fumo" e pochi fatti, complice anche la concomitanza con gli attentati di Londra che hanno deviato l'interesse e le priorità degli Governi, ancora. I Mercati emergenti, per l'interesse, le interdipendenze, le ingerenze che hanno/garantiscono/pretendono a livello globale rappresentano l'ultima possibilità di "globalizzazione del mercato" e di "sviluppo economico sostenibile" per tutti. Mi permetto: "Africa 2005 all'ennesima potenza".