USA: giro di vite sui dati personali per controllare nuove possibili strade del ''terrore''

L'Unione Europea accoglie Romania e Bulgaria mentre gli USA intensificano i controlli sui gusti e le tendenze dei passeggeri delle linee aeree: in accordo con l'Ue un'intesa che di fatto costringe le compagnie a fornire i dati personali dei propri clienti.

Da Roma a Washington, passando per Londra e ritorno, gli stati d'animo che accompagnano l'ingresso di Romania e Bulgaria nell'Unione europea (come poi ci si aspetterà per il futuro possibile ingresso della Turchia) si riflettono su nuovi accordi che coinvolgono tanto dipartimenti investigativi, quanto le compagnie che volano sugli USA. Un'effetto a tutto tondo che da una parte implica un'azione coordinata dei Servizi di vari Paesi (tra cui l'Italia) per prevenire, quando possibile, l'ondata anomala di cittadini rumeni e bulgari già poco graditi al loro governo che, forti dell'assenza di quelle barrierie decadenti che in parte ne limitavano il flusso e reflusso, oggi possono muoversi liberamente senza dover più temere e/o dipendere dalle scadenza obbligate dei permessi di soggiorno. Dall'Ue agli USA, dove già da tempo si sussurava, scriveva, muoveva notizia attorno a possibili giri di vite riguardo l'utilizzo e la speculazione dei dati personali da parte di quei governi, USA in primo luogo, che hanno tra le loro priorità la necessità di tutelarsi dai possibili attacchi del terrorismo (quale che sia la sua matrice).

Dall'e-mail alle carte di credito fino alle preferenze e alle avversioni in fatto di cibo: i nuovi "presunti" accordi tra il governo USA e l'Ue impongono alle compagnie l'obbligo di fornire alcuni importanti dati personali dei propri passeggeri. Così il Daily Telegraph, autore della notizia originale, per altro - e poteva essere diversamente, presentata come un'opinione (comunque avvallata dal quotidiano che la pubblica): "Dopo che Bruxelles si è tirata indietro con codardia (e con la piena acquiescenza del Governo) gli enti americani di controllo e di applicazione delle leggi sono autorizzati a ispezionare i dettagli delle carte di credito e delle e-mial di qualsiasi cittadino britannico. Se si vuole approfondire, questi enti hanno bisogno soltanto di un ordine del tribunale per esigere dettagli di qualsiasi transazione su un conto corrente bancario o su una corrispondenza e-mail. Questa disposizione carpita dal governo degli Stati Uniti (e ciò che è avvenuto ed è stato registrato negli ultimi anni non è del tutto rassicurante) potrebbe essere contestata, come sembra, perché se i passeggeri oggetto di controllo sono sotto investigazione sarebbero ricercati in tutto il Paese?".

Non passano nemmeno 24 ore che i quotidiani nazionali di diversi Paesi europei (Italia inclusa) riportano la notizia riadattandola ai tagli e alle necessità editoriali per cui è stato richiesto l'articolo. La notizia è rirposta a volte come il frutto di un corrispondente di firma ignota (nel senso proprio che si firma come un corrispondente da...), altre volte senza pagar dazio al DT e quindi senza sentire l'obbligo di render nota l'origine della notizia... oppure rendendola nota, come si conviene, ma continuando a travisarne alcuni dei contenuti originali. Così l'accordo USA Ue non così docilmente digerito tanto dalla Ue quanto dal Governo europeo (quello inglese per l'appunto) per cui era stato originariamente redatto, viene riportato come un accordo bilaterale frutto di un'intesa d'intenti programmata. Senza divagare oltre: un paio di considerazioni d'inizio anno.

1) La tutela dei dati personali, come dimostra questo accordo non è un diritto incontestabile, ma è un dovere che ogni singolo Paese deve far rispettare entro quei limiti che di volta in volta vengono tracciati a seconda delle esigenze del Paese stesso.
2) E' interessante notare la coincidenza di tempi (giorno-mese più, giorno meno) della data d'ingresso ufficiale della Romania e della Bulgaria nella Unione Europea, da una parte, e dell'attuazione dei nuovi obblighi informativi cui le Compagnie aeree sembrano dover sottostare, dall'altra, sui gusti e le tendenze dei singoli passeggeri in volo per e sugli USA...
3) La qualità delle informazioni raccolte è tale non ci sarebbe un'Agenzia di Comunicazione che non fosse disposta ad acquistarle a peso d'oro, o lavoro d'istituto di statistica (privato/pubblico) che non farebbe un eccellente salto di qualità potendo contare su un campione tanto ampio e diversificato da coprire la maggior parte delle esigenze sondaggiste...

Mi chiedo quale possa essere il passo successivo dato che diventa relativamente semplice poter sfruttare dati acquisiti, o richiedere nuove informazioni scavando nel vissuto sociale ed economico del singolo (in fin dei conti nella proposta originale sembra che sia sufficiente la sola autorizzazione del tribunale, un solo passaggio giuridico per mettere a nudo il singolo), che in "gergo" si legge: posta elettronica e carta di credito. Interessante potrebbe essere prevedere l'evoluzione di possibili scenari derivanti da questi controlli incrociati soprattutto in prossimita di scadenze politiche/economiche importanti.
Buon 2007.

p.s.: buoni proposti dell'anno appena inziato? Tanti, tutti che ruotano verso il più importante. Ognuno ne è parte integrante ma ce n'è uno solo che può essere additato a ragione come unico e definitivo. La domanda è: qual'è il tuo desiderio più grande? Conosci la risposta o ne conosci solo una parte? E se così fosse, non è che hai sbagliato la domanda? In ogni cosa che conta, che incide sulla vita di un singolo o di una comunità, il problema non è tanto la risposta, quanto la domanda. Per cui è importante, fondamentale, fare la domanda giusta. Una domanda del tipo: "Se ora in Europa ci sono anche quei Paesi che sono tra i primi al mondo per esportazione di criminalità e non solo... quale reazione è stata preventivata da parte dell'Unione? Quale partner ideale?" ha dato il via a questo post. Ti guardi in giro, fai un pò di considerazioni... Una domanda difficile e mal posta è invece: "Nell'arco di un anno di lavoro quale sarà il volume d'informazioni personali che si possono raccogliere attraverso i rapporti delle Compagnie aeree?". Una domanda banale, che sa di frase fatta ma che avrebbe un senso se correlata alla precedente è: "chi controlla il controllore?". E ancora: "se i dati personali di ogni singolo passeggero di ogni singolo volo diventassero una moneta di scambio, cosa ci si potrebbe acquistare?". Chi vuole scriverci un libro? C'è il conflitto, adattabile a diversi generi, si possono tracciare già da subito alcuni possibili climax e in quanto alle scene finali... un'altra frase fatta, "la realtà supera la fantasia", circoscritta in un ben preciso contesto di fantasia (Interface di Stephen Bury, Editrice Nord 1995) e rapportata ad un contesto reale e attuale (quello trattato nel post), diventa unica e ispiratrice.