Giochi di politica... giochi di...

Dall'ultima volta in cui una qualsiasi maggioranza ha confermato il suo programma elettorale durante il mandato al governo... quanto temo è passato? Per programma elettorale non intendo i "facili" programmini di contorno, ma l'asse portante di un progetto che ha spinto gli elettori a scegliere una "promessa" piuttosto che un'altra.

Che c'entra questo con l'ICT? Non dovrei parlare di politica? Esempi concreti? Chi si ricorda del problema lavoro e innovazione al centro dei programmi degli ultimi due governi? C'era una volta qualcuno che prometteva un maggiore slancio per lo sviluppo d'infrastrutture, innovazione e per migliorare le prospettive di lavoro delle "persone comuni". Quel qualcuno, una volta di "Destra", un'altra di "Sinistra", additava la controparte come la nemesi dello sviluppo economico dell'azienda Italia. Questi "qualcuno", a turno, si sono affacciati ad Oriente, chi in Cina, chi in India. Facendo presenza e presentando (ancora!) l'azienda Italia ai Paesi cardine del Wto, o a quei Paesi che vorrebbero esserlo se non ci fossero interessi di parte a frenare tutti i "bei castelli" dell'organizzazione mondiale per il commercio. "Siamo in ritardo!", gridava Mario Draghi e subito tutti a cavalcare l'onda del malcontento (reale!), grazie all'amplificazione garantita dai nuovi mezzi d'informazione on-line.

E via con le promesse e la propaganda elettorale. Se oggi "fossi costretto" a fare, nel mio piccolo, il punto, "facendomi una domanda e dandomi una risposta": cos'è cambiato da cinque anni a questa parte? Qualche spunto pescando nel mucchio: su lavoro e IT; sulla diffusione e l'eco d'incentivi per PMI; su clientelismo, lobby politiche e Piccole e medie imprese. Ma non è solo questo il punto. Il punto è, per me, che l'attuale governo, come quello precedente e ancora a ritroso nel tempo, è "mancante verso i cittadini". Ha mancanze gravissime rispetto a tutte quelle promesse fatte e non mantenute. E non mi riferisco a TAV o ad altre "promesse in programma" che la gente comune "sente d'interesse locale". Una mancanza gravissima è nei confronti dei liberi professionisti e delle PMI che oggi, come dieci anni fa, continuano a "migrare all'estero" aprendo Ltd. ed ottenendo benefici legittimi in breve tempo e senza alcuno "sforzo burocratico". Non mi riferisco a finanziamenti o agevolazioni fiscali, comunque sulla bocca di tutti, ma a semplici "strumenti di lavoro" quali possano essere i bancomat. In Italia attendi dai 3 ai 6 giorni per ricevere un bancomat (non carta di credito) per il semplice prelievo dagli sportelli di un singolo circuito bancario. Ti sposti in Asia e ottieni un bancomat internazionale in una giornata lavorativa. Più ti muovi verso Est e più i tempi si restringono. Così è per la carta di credito e per altri "strumenti bancari" di prima necessità per PMI.

Ci si domanda perché un imprenditore si sposti verso "paradisi di business"? Di certo non per il permissivismo o per una politica "non vedo, non sento, non parlo" che secondo i detrattori della "fuga degli imprenditori dall'Italia" è alla base di questo trend negativo. Asia, due esempi: l'ingerenza del Governo indiano negli affari; lo stato militare pro-tempore in Thailandia, che tutto è fuorché permissivista e che è la risposta alla politica "nv-ns-np". Allora perché? Burocrazia. Io sono per l'Italia e il business made in italy, ma fino a quando l'applicazione delle leggi è solo teorica, anche nel caso in cui determinate procedure vengono confermate in Cassazione... da una modifica alla Legge... o da una nuova Legge in materia di..., per una veloce risoluzione futura di contenziosi simili. Ce n'è per tutti i gusti: protesti coperti in tempo utile e obbligo del Tribunale e della Camera di Commercio di eliminare il protestato dalla lista (non parlo della Centrale rischio delle banche, altro faccenda) entro 365 giorni; di conti correnti bancari penalizzati da assurdi interessi imposti dalle Banche; di gare di appalto e concorsi truccati a forza di clientelismo e tacito assenso...

L'Italia è il Paese dei "furbi". Se ti muovi secondo le regole sei considerato un "fesso". E' il Paese del "così fan tutti" a qualsiasi livello sociale ed economico. Dalla concessione delle licenze nei centri storici (vendita/usufrutto) ai bandi d'innovazione c'è sempre qualcosa che non torna. C'è sempre qualcuno che ti sussurra "ho un amico che..". Così, c'è tanto da stupirsi se un qualsiasi Governo passato, presente o futuro, non si fa carico di questioni ben più importanti di uno "scandalo Sircana"? Hdemia denuncia una cristallizzazione di sistema... a chi importa? Chi parla di Camorra, commercianti e Roma? Chi si chiede perché un Governo che aveva promesso l' "illusione" di un pronto ritiro dall'Iraq e la ferma opposizione a qualsiasi altro intervento "di pace o non", oggi ci ripensa sulle missioni di pace finalizzate ad "interventi alla cooperazione e allo sviluppo" (che c'è di diverso con missioni come Nassirya? Se me la definite missione di guerra, cos'è quella in Afghanistan?) proprio nelle ore in cui gli USA schierano le navi nel Golfo Persico (smentendo comunque l'ipotetico attacco di ieri) e il Regno Unito lancia il suo ultimatum per la liberazione dei militari catturati? Come prima della guerra in Iraq il prezzo del greggio sale. C'è aria d'investimenti a medio e lungo termine per le società che già hanno fatto fortuna con gli appalti in Iraq. In definitiva, si ripropone lo stesso scenario che aveva preceduto la guerra in Iraq. Stesse reazioni politiche, governo diverso e nuove "operazioni di primavera" che fino a ieri hanno ceduto il passo all'insulsa "campagna degli avvoltoi" contro l'individuo. Oggi Sircana, domani?

Però investiamo su Second Life, apriamo uffici, ambasciate, negozi e gallerie... tanto la politica e gli affari sono gioco di relazionamenti no? Campagne acquisti, schieramenti politici, nuove formazioni titolari pronte ad entrare nell'arena il cui format ricorda tanto Linkedin. Con la differenza che Linkedin è pensato per muovere business e idee... i partiti politici di oggi, come ieri, per muovere i soliti interessi di parte... oppure per cosa?