Madre Segreta a Creatives Are bad 2009

"Un messaggio visivo troppo forte". I controsensi della Provincia Milano sulla comunicazione visiva di EsseBlu per Madre Segreta. Dal Brief, passando per la soluzione proposta al motivo del rifiuto.. preconcetto di una comunicazione visiva efficace e necessaria ad interagire con il suo naturale contesto sociale di riferimento.

Brief, Soluzione e Motivo del Rifiuto… insostenibile. La cronostoria del rifiuto preconcetto (?) di una comunicazione visiva quanto mai attuale e necessaria, presente in esclusiva nella tappa Creatives Are Bad 2009 dal 2 al 5 Aprile a Cava De’ Tirreni (Salerno).

Tra i relatori del dibattito inaugurale incentrato sul dialogo Autori/Committenti (e conseguenti difficoltà comunicative) che ci sarà nella giornata del 2 Aprile, Alex Badalic è l'unico che ha ottimizzato la promozione della mostra evento Creatives Are Bad attraverso una panoramica di progetti rifiutati dalle Committenti: dal Brief alla Soluzione proposta e alle motivazioni del Rifiuto, il Responsabile di AAA Creatives ha divulgato e condiviso alcuni dei casi di studio tra i più significativi che saranno esposti nell’edizione di Cava De’ Tirreni. Uno dei casi che hanno attirato l’attenzione di Badalic e portato alla condivisione del percorso Brief/Soluzione/Rifiuto scritto a quattro mani con l’autore di questo articolo si conclude con la sentenza perentoria della Committente  ”Un messaggio visivo troppo forte“. A rendere questo caso di studio significativo è il ruolo sociale ricoperto dalla Committente: con la motivazione “un messaggio sociale troppo forte“, la Provincia di Milano rifiuta la campagna pensata per Madre Segreta, il servizio della Provincia creato per favorire la conoscenza delle Leggi riguardanti  la maternità. Un rifiuto che prende le distanze, in controsenso, dalla realtà visiva del nostro vivere quotidiano.

La Provincia di Milano offre un sostegno concreto alle donne, favorendo la conoscenza delle leggi riguardanti la maternità rispetto alle possibilità di anonimato del parto.  Questo il concept del servizio Madre Segreta di cui EsseBlu curò nel 1998 l’immagine coordinata e la comunicazione visiva. La nostra storia inizia a partire dalla seconda metà del 2005. Il 19 Luglio del 2005 la newsletter della Presidenza del Consiglio dei Ministri riportava:

CAMPAGNA CONTRO L’ABBANDONO DEI NEONATI
”Non abbandonarlo puoi partorire senza dare il tuo nome. Il suo futuro sarà protetto”, è questo lo slogan della campagna di Informazione contro l’abbandono dei neonati promossa dal Ministero per le Pari opportunità assieme alla Commissione per le pari opportunità fra uomo e donna. Gli obiettivi dell’iniziativa sono: aiutare le donne che aspettano un figlio e che sono in difficoltà ad evitare gesti estremi come quello di abbandonare il proprio bambino; informare le donne che si può partorire in tutti gli ospedali senza lasciare il proprio nome, anche se si è immigrate clandestine; informare le donne che il bambino sarà accudito e dato in adozione ad una coppia italiana. Per far conoscere alle donne tutte le opportunità offerte dal nostro Paese saranno distribuiti un milione di opuscoli e 250 mila locandine nelle Asl, nei servizi sociali dei comuni e nelle associazioni che si occupano di assistenza alle donne. Gli opuscoli informativi e le locandine sono realizzati in quattro lingue: italiano; inglese; spagnolo; francese; arabo …

Nel Dicembre del 2005, la Provincia di Milano sottolinea la campagna di sensibilizzazione del claim “non abbandonarlo puoi partorire senza dare il tuo nome. Il suo futuro sarà protetto” attraverso il servizio Madre Segreta di cui tratta ampiamente il Numero 4 della Rivista Istituzionale della Provincia di Milano:

All’800.400.400 rispondono 25 operatrici volontarie  specializzate affiancate dai professionisti del servizio, in grado di orientare e aiutare le donne tutelandone la privacy e la dignità.

[...] La nascita di un bambino è spesso un evento lieto. Purtroppo, però, in alcuni casi una gravidanza può essere indesiderata e creare angosce e problemi. Proprio per far fronte a queste difficoltà, la Provincia di Milano ha attivato dal 1996 il servizio “Madre segreta”. Esistono numerose leggi che tutelano il neonato e la madre e sono stati istituiti numerosi servizi a sostegno della famiglia, ma spesso per le donne in difficoltà è molto complicato accedervi, anche a causa del disagio provocato dal timore di un giudizio sociale negativo. “Madre segreta”, in un’ottica di prevenzione, offre un sostegno concreto alle donne, favorendo la conoscenza delle leggi riguardanti la maternità, anche rispetto alla possibilità di anonimato del parto; inoltre facilita l’accesso ai servizi, nel rispetto della privacy per la migliore tutela madre e del nascituro [...]

E’ importante dare il giusto risalto ad un passaggio del testo:

“Madre segreta”, in un’ottica di prevenzione, offre un sostegno concreto alle donne, favorendo la conoscenza delle leggi riguardanti la maternità, anche rispetto alla possibilità di anonimato del parto; inoltre facilita l’accesso ai servizi, nel rispetto della privacy per la migliore tutela madre e del nascituro.

Per quale motivo si sottolinea il discorso “anche rispetto alla possibilità di anonimato del parto” ? La risposta “dovrebbe” essere scontata facendo l’eco al Governo: perché c’è un problema che tocca tanto l’aborto clandestino quanto l’abbandono dei neonati. Ora, le favole ci hanno abituati a credere che la madre che “rifiuta” suo figlio alla nascita è propensa ad abbandonarlo di fronte alle porte di una Chiesa, di un Monastero, foss’anche all’interno di un confessionale, volendo. Le favole, appunto. La realtà di tutti i giorni (che ha mosso la campagna di sensibilizzazione del Governo), quella stessa con cui ci confrontiamo in muto dialogo di fronte alla televisione, ce ne racconta un’altra… ogni volta che arriva all’orecchio di una redazione una situazione “tipo”, si è sicuri che:


Madre Segreta si muove per fornire quell’informazione che manca (e che offre in chiusura, per quanto può, il servizio proposto via YouTube) in situazioni di maternità insostenibile. Un servizio di sensibilizzazione rispetto alle Leggi che tutelano madre e neonato e di cui c’è ignoranza in diversi contesti sociali (non ultimo, naturale, quello dell’immigrazione). Fin qui la straordinaria opera della Provincia di Milano. Poi, inizia l’anacronismo comunicativo. Nel 2006, EsseBlu riceve un nuovo incarico: modificare il messaggio allo scopo di allargare la comunicazione a chi vive sul territorio (Italiano o straniero che sia) al fine di arginare il fenomeno dell’abbandono dei neonati. Perché di fenomeno si tratta.

 A fronte di un contesto geoculturale definito, la soluzione proposta da EsseBlu è chiara e diretta: “ Abbiamo proposto una campagna d’urto di facile lettura con un testo minimalista che si proponesse con la stessa efficacia in tutte le lingue utilizzate. Le immagini sono immediate e descrittive e a nostro avviso prive di aggressività”.



No. La Provincia di Milano rifiuta il concetto minimalista, d’impatto, di facile “assimilazione” visiva. Troppo diretto. Troppo Chiaro. Troppo lineare. In sintesi, il motivo del rifiuto:  “La campagna non è stata realizzata perché la Provincia di Milano ha giudicato il messaggio visivo comunque troppo forte e crudo”. Eppure la televisione generalista, le redazioni telegiornalistiche e non, offrono (a notizia calda) un messaggio visivo ben più impattante e spiazzante a un “target” (ché qui di obiettivi cerebrali si tratta) che (si) è ricettivo ma che (chiaramente) non rappresenta la fascia sociale cui il messaggio dovrebbe essere destinato. Controsensi.

Creatives Are Bad - Road to Cava De' Tirreni Salerno April 2009

Organizzata da MTN Company in collaborazione con Comunitàzione, la mostra/evento Creatives Are Bad propone un confronto tra creativi e committenti per un dialogo aperto unico nel suo genere “per riflettere e confrontarsi su problematiche comuni e per interrogarsi sui perché celati dietro ogni rifiuto rifilato dai clienti” - un incipit di esempio in quei casi di studio proposti da NGT a Torino - “le problematiche legate alla cultura in comunicazione dei propri interlocutori, al modo in cui i creativi comunicano con loro, all’effettivo livello qualitativo delle proposte, alla cultura progettuale di ogni agenzia o studio di progettazione“.