Giovanni Battista Cantonati sul poker sportivo italiano

Il poker sportivo in Italia è un’esperienza recente che manca di background culturale e formativo. Fatto evidente nell’approccio che hanno le persone che si avvicinano al poker on-line per poi essere letteralmente proiettati – impreparati – sulle scene del poker live. Mine vaganti sia per loro stessi che per i giocatori professionisti con cui si confrontano, il giocatore medio che si approccia a un tavolo live pensa e gioca come se fosse ancora on-line …


Da qui parte l’intervista telefonica con Giovanni Battista Cantonati sullo stato del poker sportivo in Italia e sui perché dietro il gap di livello che c’è tra la media dei giocatori italiani e quelli europei e statunitensi. Partendo dall’assunto che il movimento del poker sportivo non può prescindere dalle poker room “che con le sponsorizzazioni dirette ai player professionisti, nonché a eventi e convegni, sono fondamentali per l’intero movimento degli eventi di poker live“. Quello su cui puntano l’indice Cantonati e i giocatori professionisti è la mancanza di filtri e di preparazione da parte delle poker room che, attraverso tornei satelliti on-line, lanciano nell’arena dei live giocatori senza formazione. “Si tratta di mine vaganti che sono un rischio sia per gli avversari che per sé stessi. Con questo tipo di giocatori che siedono a un tavolo live come se fossero ancora davanti al loro computer, gioca la componente casuale della fortuna. E’ questione di mentalità. Spesso questi giocatori sono portati al rilancio continuo, al bluff a oltranza. Per loro è come sedersi alla roulette del casinò e puntare in attesa del numero che fa saltare il banco“. Nel poker, oltre alla preparazione specifica sia tecnica che psicologica per i live, c’è una componente di fortuna che non può non essere ignorata. “Vuol dire che un dilettante ha una probabilità, comunque bassa, di battere un professionista. Ma si tratta di un’arma a doppio taglio. Galvanizzato dalla vittoria sarà portato comunque a rischiare di più in un’ottica di gioco d’azzardo che non riguarda il poker sportivo. Il risultato è che i giovani che vengono portati ai tavoli live passando per i satelliti delle poker room portano a due situazion controproducenti per l’intero movimento del poker sportivo italiano. L’appassionato che gioca d’azzardo, forte di qualche vincita interessante, finisce per bruciarsi. Il giocatore professionista che non ne vuole sapere di confrontarsi con i gambler, migra verso eventi live fuori dall’Italia“. Per chiarire il binomio preparazione / fortuna, Giovanni Battista Cantonati porta due esempi a chiarire.

  • un giocatore si trova serviti due Assi. Il suo avversario ha un 4 e un 3. Con 5 carte da giocare, il 4 e 3 possono garantire una probabilità di vittoria tra il 22% e il 25%.
  • direttamente da un live dell’ ITP. Un giocatore ha una coppia di 5 e il suo avversario ha una coppia di Q. La mano termina con la vittoria della coppia di 5. L’ultima carta servita (8% di probabilità che uscisse) è stata un 5.

Le poker room italiane sono fondamentali per il movimento del poker sportivo live ma, proprio per questo, devono muovere competenze formative per supportare chi si affaccia al gioco nel suo percorso di avvicinamento ai Live. “Le poker room promuovono e alimentano l’interesse attorno ai Live con forza. E di questo siamo tutti grati. Lo fanno con tornei satelliti on line con buy in d’entrata di 10 euro. Chi vince guadagna l’accesso al satellite successivo con buy in d’entrata di 100 fino alla qualificazione a un live importante. Quindi capita che all’IPT di Venezia si siedano al tavolo un giocatore arrivato direttamente dalle poker room con investimento minimo e un professionista che ha invece pagato un buy in di 2200 euro. Il dilettante si siede per la prima volta di fronte a un professionista. Psicologicamente è impreparato. Mentalmente gioca come se fosse in poker room. Può battere il professionista ? Si. Sopravvaluta le sue possibilità ? Si. Risultato. Al prossimo live investirà migliaia di euro di buy in e si brucierà“. Questo, oltre al fatto che questa catena che dai satelliti on-line porta ai live, attira numerosi aspiranti che non riuscendo a gestirsi finiscono per dilapidare piccoli patrimoni dando la colpa alla loro sfortuna accanita “Crea forti ripercussioni ai live italiani. La stessa Legge che regolamenta il gioco del poker in Italia tende a favorire il poker on-line dal live. E’ proibito giocare live in circoli e associazioni, allora dove possono formarsi i talenti ? In poker room oppure migrando oltre confine ?“.

L’immagine del poker sportivo in Italia deve essere, gioco forza, curata (di competenza) dalle poker room italiane. Quanto più queste saranno in grado di servire competenze ad accompagnare la promozione di tavoli on-line importanti, di satelliti verso i live, di fee gratuiti d’entrata… tanto più ne gioverà l’intero movimento, per qualità di gioco ed immagine. Si tratta di un cerchio, perché ”le poker room forniscono un vivaio importantissimo di nuovi giocatori e talenti. Il poker live con i suoi tavoli televisivi avvicina il grande pubblico al gioco del poker“. Le due cose sono collegate, interdipendenti anche a livello di accordi commerciali tra live e on-line. “Una persona che si affaccia al poker on-line dovrebbe essere affiancata da un tutor e progressivamente formata all’esperienza di futuri impegni live attraverso una cultura del gioco che fornisca le basi strategiche e tattiche del gioco, ma che contribuisca aanche a costruire l’approccio mentale corretto al gioco. Se vogliamo attirare forti player internazionali, sponsor e interessi importanti, dobbiamo lavorare sulla qualità dei nostri giocatori. A parte i grandi fuoriclasse che abbiamo come Max Pescatori, il livello medio dei giocatori italiani è insoddisfacente“.

Vuoi perché l’esperienza del poker sportivo in Italia è cosa recente, vuoi perché in altri Paesi il poker è più consolidato e meglio gestito dal punto di vista formativo, delle scuole di poker free e dei loro player professionisti che tra video, quiz, esperienze da gioco vivo, formano i nuovi player in un’atmosfera di divertimento e di coinvolgimento che porta le persone ad avvicinarsi consapevoli alle poker room affiliate… fatto è che “i nostri appassionati di poker tentano la fortuna come farebbero davanti a una slot o a un giro di roulette. Questo non è giocare a poker. Questo non è Poker. In Italia manca l’indotto formativo che crei filtro tra i giocatori d’azzardo, pronti a impegnare tutto pur di vincere anche una sola mano fortunata, e gli appassionati del gioco in sé“. C’è chi ne fa una questione di numeri e d’incasso. Il giocatore d’azzardo riempie le casse delle poker room “ma alla lunga si brucia e contribuisce a quell’immagine di macchina-mangia-soldi che va per la maggiore quando si parla di poker on-line. Un appassionato del gioco invece investe consapevole delle sue possibilità, garantendo continuità di gioco nel tempo sui tavoli on-line. Se vogliamo farne una questione di denaro l’appassionato vince sul giocatore d’azzardo. E un giocatore d’azzardo può diventare un appassionato del gioco. Basta fornirgli gli strumenti. Cosa di cui dovrebbero occuparsi le poker room. Noi giocatori professionisti abbiamo lanciato il sasso evidenziando i pericoli del sentiero che si sta percorrendo ma sono le Grandi dell’on-line che devono raccoglierlo“.

Giovanni Battista Cantonati parteciperà all’ Italian rounder Poker Tour a Campione d’Italia (5-8 Novembre 2009). Programma ricchissimo che darà spazio veramente a tutti i poker players d’Italia con l’opportunità di sbarcare sui canali satellitari di Sky Sport grazie alla produzione 2Bcom.