AAMS: DIA, Politica, SNAI, scommesse e concessioni illegali

L'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) accusa il colpo in Sicilia: un dirigente e diversi funzionari dei Monopoli di Stato arrestati con le accuse di corruzione e associazione mafiosa. L'AAMS assicura piena collaborazione alla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Palermo mentre Giuseppe Pisanu sensibilizza l'opinione pubblica. Il Mercato dei giochi e delle scommesse è forte ma deve essere tutelato.

Dieci funzionari dell' AAMS di Palermo sono stati indagati dalla DIA con l'accusa di corruzione in cambio di privilegi nella concessione di licenze per le sale da gioco e per le scommesse. Tra gli arrestati spicca il nome di Nicola Andreozzi - già Direttore dell'Agenzia dei Monopoli per la Sicilia, ora Direttore per le Agenzie di Campania e Sardegna - e quello del vicedirettore dell'Agenzia siciliana, Salvatore Magno. I funzionari indagati informavano i proprietari delle sale, con cui avevano "rapporto d'affari" in essere, dell'arrivo dei controlli della AAMS in tempo utile perché potessero farsi trovare pronti. Tra i "clienti" dei funzionari dei Monopoli un nome per tutti: l'imprenditore Michele Spina - titolare della Primal S.r.l. che gestisce sul territorio24 sale giochi e 71 punti dichiarati Snai ma di cui il Sindacato Nazionale Agenzie Ippiche ne smentisce ogni titolarità ad eccezione di uno: "I 70 punti vendita gestiti da Primal Srl non possono in alcun modo qualificarsi come Punti Snai" - riporta la nota del Sindacato - "e l'eventuale utilizzo di marchi e segni distintivi appartenenti a Snai SpA da parte di Primal srl e' da ritenersi illegittimo e abusivo. Snai SpA fa presente di aver diffidato formalmente Primal Srl, fin dal 2010, dal proseguire nel comportamento illegittimo in tutti i casi in cui ha potuto accertare l'indebito utilizzo delle proprie privative. Soltanto il punto vendita di San Giovanni La Punta, in provincia di Catania usufruisce dei servizi forniti da Snai SpA a fronte di regolare contratto che include la licenza dei marchi Snai e Punto Snai".

Primal S.r.l. aveva ottenuto licenza per la gestione di 24 sale e 71 Punti Snai nel 2006, in seguito a 5 offerte presentate in occasione del bando sulle agenzie scommesse. Ancora oggi, Primal S.r.l. si dichiara Punto Snai ma già nel 2008 la situazione appariva dubbia come riporta l'inchiesta de Il Sole 24 Ore - "Quando furono rese note le offerte di Primal, rimanemmo tutti a bocca aperta. Fu così clamoroso che ne parlarono anche i giornali – spiega un addetto ai lavori – Ci domandammo tutti chi ci fosse dietro a offerte così aggressive", gli unici che a quanto pare non si posero mai la domanda sul perché di simili offerte per aggiudicarsi il bando furono "i vertici dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (Aams). Nonostante i campanelli di allarme su Primal abbiano squillato più volte. Il comma 1 dell'articolo 17 del capitolato degli oneri del bando diceva che la sottoscrizione della convenzione è subordinata alla presentazione ad Aams, entro 15 giorni dalla pubblicazione dell'elenco dei relativi aggiudicatari, della ricevuta del versamento dei corrispettivi relativi ai diritti aggiudicati. Il successivo comma 4 spiegava poi che ove tale termine non venga rispettato la concessione non è assegnata. L'elenco degli aggiudicatari fu pubblicato il 28 dicembre dell'anno scorso, e a Il Sole 24 Ore risulta che nell'aprile successivo i Monopoli sottoscrissero e firmarono la convenzione di concessione alla Primal nonostante il versamento non fosse mai stato completato".

L'inchiesta de Il Sole 24 ore merita di essere letta tutta, per la precisione e per l'attenzione ai dettagli e alle sfumature che fanno emergere un sommerso oggi tornato di nuovo alla ribalta, grazie alle indagini della DIA. Successivamente all'inchiesta, diversi dei Punti vendita Primal iniziarono a chiudere senza preavviso a causa del distacco forzato imposto dall' AAMS stessa per il ritardo nel versamento della quota sottoscritta in sede di Bando. La Primal aveva però versato il dovuto, sebbene in ritardo, coprendo anche gli interessi di mora per un saldo complessivo di 12 milioni di euro. La vicenda ebbe uno strascico importante: Primal fece ricorso al TAR di Catania che ordinò la sospensione del provvedimento del Monopolio senza però permettere la riapertura dei Punti scommesse chiusi. La cronaca dell'epoca racconta di una forte presa di posizione della Primal a difesa di 1000 posti di lavoro con particolare attenzione alla sala scommesse di San Giovanni La Punta e alla sala Bingo di Sciacca.

In seguito agli arresti e alle indagini della DIA, l'AAMS ha divulgato un comunicato stampa in cui assicura "ogni necessaria collaborazione agli organi investigativi per la ricostruzione dei fatti e l’accertamento delle responsabilità", restando a disposizione delle autorità e ribadendo che, malgrado il grave episodio che ha coinvolto l'Agenzia siciliana, l'AAMS è quotidianamente impegnata "nella lotta contro qualunque fenomeno di illegalità che deve essere sempre e comunque perseguito". Nel comunicato l'AAMS ricorda che dal 2010 ha investito risorse "per l’avvio di una funzione di Audit e Sicurezza dedicata all’attività di controllo interno ed esterno, attività che la trasformazione di AAMS in Agenzia consentirà di rafforzare significativamente".

La situazione delle sale giochi e scommesse in Sicilia testimonia la priorità sottolineata nel comunicato AAMS: l'esigenza di diventare Agenzia a tutti gli effetti in modo da poter agire direttamente e incisivamente su un territorio, come ad esempio quello della città di Palermo, in cui il giro delle scommesse e dei giochi è conteso "storicamente" con le organizzazioni criminali dell'interland cittadino. Si tratta di un fenomeno nato nel momento in cui lo Stato ha rafforzato il controllo sui giochi live, permessi solo in presenza di autorizzazione ministeriale. Le sale illegali proliferano non solo grazie alle agevolazioni di funzionari interessati ma anche a causa della concessione di finanziamenti per progetti di attività sociali di copertura. Esemplare, il caso del finanziamento concesso dal Comune di Palermo per un corso di educazione alimentare dedicato ai bambini ("Diamoci una Mossa") che in realtà era a tutti gli effetti un circolo di Poker Live. Esemplare non solo per il fatto che, una volta concesso il finanziamento, non venne mai fatta una verifica della messa in opera del progetto, ma anche per l'ammontare della somma erogata: 20.000 euro per un progetto che prevedeva un solo mese di corso.

La leggerezza con cui vengono concessi certi finanziamenti - e l'assenza di un controllo efficace che attesti l'utilizzo delle somme erogate per il progetto presentato - è malcostume diffuso e generalizzato in tutta Italia. Giuseppe Pisanu, Presidente della Commissione Antimafia, è categorico riguardo alle infiltrazioni della criminalità organizzata nei giochi legali e illegali. Si tratta di un giro di affari che fa impallidire le manovre finanziarie del governo e di cui Pisanu sottolinea il paradosso per cui "se si prospetta una manovra finanziaria biennale di circa 38 miliardi, l’opinione pubblica entra in fibrillazione. Ma se si afferma che solo sui giochi e le scommesse le organizzazioni criminali lucrano almeno 50 miliardi all’anno, pochi se ne curano!". Pisanu forza la mano, provocatorio e consapevole di esserlo, per necessità. La necessità di allertare l'opinione pubblica per tutelare le fasce più deboli della popolazione: in particolare tutti quei minorenni provenienti da famiglie disagiate o comunque vicine alla soglia di povertà, per cui il gioco illegale è ai loro occhi solo una delle possibilità da sfruttare per superare il muro di una vita disagiata. Il problema delle sale da gioco illegali sta nel fatto che, non essendo sottoposte a controlli, decidono arbitrariamente regole e gestione "alla mano" senza dover rendere conto ai loro clienti che di fatto risultano non tutelati.

La Politica si sta interessando sempre di più al fenomeno delle sale da gioco, proprio a causa dei numeri che produce. Lo fa definendo un nuovo regolamento che disciplina i tornei non a distanza di Poker sportivo. Lo fa rispondendo all'opinione pubblica attraverso la Commissione Antimafia. Lo fa indagando e perseguendo le infiltrazioni criminose all'interno del Monopolio per il controllo dei giochi. I live e le scommesse sono un Mercato ormai maturo e di primaria importanza per l'economia del Paese, a patto che si agisca con forza contro tutti i fenomeni illegali, capaci di coinvolgere le proprietà e gli interessi di chi s'indebita: attività illegali per oltre 50 miliardi di euro annui chiamano connivenze, interessi e difesa del business a tutti i costi e reati di nuova specie che fanno il verso all'aggiotaggio, alla frode, alla creazione di debitori inconsapevoli, piuttosto che alle scommesse clandestine e alle sale da gioco non controllate dall'AAMS.

In Italia il Mercato dei Giochi e delle Scommesse è una Realtà Forte ma questa consapevolezza è recente e intanto giochi e scommesse sono comunque Terra di Frontiera.. come ben sanno certe ricevitorie, piuttosto che alcuni affezionati delle scommesse: dopo aver perso la prima casa ora stanno accendendo il mutuo sulla seconda, con il terrore di perdere anche quella.

La Politica avverte: c'è un vaso di pandora che deve essere scoperchiato e contro cui l'opinione pubblica deve essere parte attiva e consapevole. Noi iniziamo a divulgare.