Facebook, peculato e abuso di ufficio ? C'era una volta ..

Ma quanto piace la “Faccia da Libro” a chi lavora con il computer ogni giorno feriale comandato ? Ma quanto non piace a diverse aziende che hanno in busta paga i fan di questo social network? Oppure ancora… quanti non lo capiscono ? Intanto se usi il computer dell'ufficio per cui lavori rischi dai 3 anni ai 10 anni di reclusione per il delitto di peculato. La Legge Non Ammette Ignoranza. Vero. Ma..

La notizia è recente. La squadra mobile di Forlì si è presentata negli uffici del Comune di Bertinoro per girare un avviso di garanzia a cinque dipendenti comunali e requisire i loro computer. L'accusa: reato di peculato e abuso d'ufficio per aver sfruttato i computer e la connessione internet dell'ufficio a scopo personale. Il sospetto: avranno mica navigato su Facebook, svagandosi, tra profili personali e apps del social network? Nel caso le indagini portassero alla prova certa di reato i cinque impiegati rischiano minimo 3 anni di reculsione (la pena massima per il reato di Peculato è di 10 anni di reclusione).

Rischiano.. perché la Cassazione ha già fissato i termini entro cui il dipendente di una Pubblica Amministrazione - che fa uso personale di computer e connessioni ADSL della P.A. da parte dei suoi dipendenti - commette reato di Peculato: "se la cosa oggetto di appropriazione ha un valore economico molto modesto, il reato non può profilarsi, mancando un'effettiva lesione patrimoniale". Importante il passaggio c) della sentenza, in cui si sottolinea che la P.A. "aveva contratto un abbonamento a costo fisso per l'accesso in internet con la conseguenza che nessun danno e' stato cagionato alla pubblica amministrazione. Neanche in ordine a tale fattispecie e' ravvisabile un concreto incremento patrimoniale da parte dell'imputato e quindi un vantaggio ingiusto. Neppure puo' ravvisarsi il reato di abuso di ufficio sotto il profilo del consumo di energie derivanti dall'utilizzo del computer, mancando anche in tal caso, per quest'ultima causale, un apprezzabile nocumento nei confronti della stessa amministrazione". Rischiano, perché la sentenza della Cassazione non giustifica l'uso improprio di computer e adsl nel caso in cui emergessero capi d'accusa differenti da quelli noti.

In questo contesto però la notizia diventa chiave di lettura per un tema più ampio, che torna in eco sempre più spesso ora che i Social Network, Facebook in testa, sono entrati nella quotidianità di 16 milioni di Italiani e di oltre 500 milioni di persone in tutto il mondo.

Aziende Vs. Social Network:

Da tempo aziende e enti applicano filtri per impedire ai loro dipendenti di sfruttare i computer dell'ufficio a uso personale. e se i computer e gli uffici in questione sono di un'amministrazione statale il problema sicurezza aziendale è di un'attualità disarmante e quindi coinvolge tanto la P.A., l'ente, l'azienda che cerca una cura, quanto La Fabbrica della Paura che punta la preda. E' la demonizzazione del Mostro Facebook che continua a tenere banco. A prescindere, cosa fa notizia (è notizia) quando si parla di Internet ? Facebook! Il Mostro sociale che ruba tempo e risorse al lavoro e che mette a rischio la sicurezza aziendale.

Cinque impiegati ricevono un avviso di garanzia per questioni legate a Internet. Su chi punti il dito.. Facebook,   il nome noto tra i social network noti. E se invece le tracce portassero "a ‘eMule’, il mulo delle rete globale, il sito da cui gli scaricatori del web agguantano film e videoclip per piazzarli più o meno lecitamente sul loro computer", come riporta Il Resto del Carlino, allora verrebbe da chiedersi "Cosa c’è in quei filmati che sarebbero stati scaricati dai cinque tecnici indagati (tre donne e due uomini, due dei quali non lavorano più a Bertinoro)? Stando ai bene informati della procura, molte tracce porterebbero a siti pornografici". La realtà però è che in attesa di sapere il cosa e il perché, il dito continua ad essere puntato più o meno velatamente sul Mostro Networksociale perché parlare di Facebook tira gli ascolti e fa notizia. E perché il Mondo Azienda ha paura del Mostro.

Torno indietro di quasi due anni perché il mostro Facebook ha radici profonde e radicate nell'immaginario aziendale. Nella vita d'ufficio in generale. Se s'applicasse la stessa rigorosità al mobbing e allo spam d'ufficio  probabilmente non ci sarebbe bisogno di demonizzare uno strumento sociale per tutelare e garantire produttività e attenzione sul lavoro. Anzi.. probabilmente il concedere quel momento di svago a far respirare la mente potrebbe portare al paradosso di un migliore efficienza. Forse, se, probabilmente.. parlano i fatti, come sempre, e i fatti raccontano storie differenti dalle paranoie aziendali che siamo abituati a leggere e ad ascoltare anche sul problema sicurezza dei dati sensibili a rischio se si fa uso dei social. Parlano Realtà ben più vaste e ramificate che hanno accettato il ruolo dello strumento Facebook per quello che è. Già.. ma cos'è ?

Facebook or not Facebook ? this is the problem

Su Facebook si è scritto di tutto. Più che un Social Network è un Evento Sociale, traguardo che non è stato raggiunto da nessun altro progetto sociale o perché troppo settoriale o perché troppo dispersivo o con obiettivi dichiaratamente commerciali. Ci si avvicina Flickr ma partendo dall’assunto che chi utilizza il progetto Yahoo! è un appassionato di foto (o un cacciatore di foto) va da sé che il progetto è limitato a priori.

Facebook invece è tutto e niente. E’ punto di ritrovo per amici persi, per compagni di scuola, per ex di ogni tipo, come anche momento aggregante d’iniziative sociali e d’affari o location virtuale per primi contatti d’affari o per il coinvolgimento di altri professionisti in un progetto nascente o già avviato. E’ un po’ blog e un po’ archivio fotografico. E’ un po’ diario e un po’ sfogo espressivo. E’ un po’ gioco e un po’ risorsa creativa. E’ la gente. E’ la persona che comunica. Si. E' anche business. Ma un b2c e un b2b in pantofole. Ben diverso dal giacca e cravatta, a volte artefatto, di Linkedin. Non ci sono punti di riferimento per capirne l’utilità (se non dalla propettiva di chi lo utilizza), non ci sono linee di confine che un’azienda possa tracciare per tenere sotto controllo i propri dipendenti (se non il blocco all’accesso del sito). Dunque non è sempre facile assimilarne le potenzialità, l’uso e le possibilità pro-lavoro e pro-svago (qualche minuto di sano non pensare vale più di un caffè ogni dieci minuti).

Così può accadere, ad esempio, che enti cosmopoliti e multirazziali come le organizzazioni specializzate delle Nazioni Unite si interessino fortemente al fenomeno Faccia da Libro, rendendosi conto quanto sia utile diffondere l’immagine, le attività ed il complesso lavoro di un sistema come quello delle Nazioni Unite, così vario ma allo stesso tempo sottoposto a regole di etica e di standard di condotta rigidamente uniformi. Può anche accadere, ad esempio, che una delle organizzazioni specializzate, la FAO (Food and Agriculture Organization), comprenda la bontà del fenomeno e favorisca l’apertura di una pagina sociale. A fine estate del 2009 però arriva un giro di vite imprevisto.

Fu chiesto all' autore del gruppo di chiudere la pagina dedicata e di riaprirne una nuova riservata ai soli dipendenti FAO. E ecco che, gioco-forza, gli Iscritti al vecchio gruppo si vedono recapitare un messaggio su Facebook in cui gli si chiedeva di disiscriversi dal gruppo, spiegando:

7 Settembre 2009

The FAO group is currently accepting members from current, former and retired staff only. If this is in error, please let us know.

We invite you to become a fan of the FAO fan page which is open to all.

Kind regards,

FAO Communication UN

Il gruppo si svuota e quindi vengono modificati i parametri di visualizzazione: gruppo privato. Cosa era successo? Un sondaggio lanciato all’interno della FAO (“Lo staff dovrebbe essere libero di scrivere quello che vuole sulla FAO sui social networking sites come Facebook?’) mostrò che il 21% era per la libertà di parola, il 14% riteneva salutare scrivere e discutere su tutti gli argomenti, il 50% ricordava che "il nostro standard of conduct ci impone di non criticare pubblicamente l’Organizzazione" e il 15% temeva che potesse portare a una pubblicità negativa. Quindi la nuova pagina fu riservata ai dipendenti e pensionati FAO, con una pagina di profilo dell’Organizzazione e una pagina per i fan della FAO.

La FAO aveva (e ha) anche un suo forum interno dove arrivavano i primi interrogativi e le prime domande tipo “per quale motivo dovrei utilizzare un gruppo che mi permette di dialogare solo con i miei colleghi? Cioè per questo c’è il forum, non ne capisco l’utilità” e falsa riga del genere.

L’Organizzazione comprese subito come l’esigenza di un comunicazione costante alla ricerca di una partecipazione attiva e forte attorno a temi delicatissimi (”sicurezza alimentare”, “pandemie” etc.) s’integrasse in modo ideale con lo strumento Facebook.  D’altro canto sapeva anche bene che tutto dipendeva dal buon uso che si faceva dello strumento in questione. Come sapeva bene che questa esigenza di controllo poteva essere un'arma a doppio taglio perché poteva comunicare all’impiegato una certa sfiducia nei propri confronti, limitandone di fatto quei processi creativi che a volte possono fare (e fanno!) la differenza in un dato contesto lavorativo. La FAO comprese, apprese e tornò sul giro di vite a modo suo non appena fu pronta.

La FAO insegna che Facebook è una risorsa sociale e che,come tutte le risorse, non deve essere abusata ma nemmeno “vietata ai minori”. L'insegnamento però è a due vie e riguarda anche (soprattutto) chi abusa del computer per superare certi confini che restano discutibili anche nella quotidianità della propria indiscussa privacy. Perché..

La Legge non ammette ignoranza:

Art. 314 Codice Penale
Peculato

Il pubblico ufficiale [c.p. 357] o l'incaricato di un pubblico servizio [c.p. 358], che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro [c.p. 458] o di altra cosa mobile altrui [c.c. 812, 814], se ne appropria, è punito con la reclusione da tre a dieci anni.

Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita.

Il fatto che l'accusa di Peculato sia evento più raro di quanto dovrebbe, sopratutto nella vita d'ufficio, significa solo che spesso e volentieri la fredda Legge viene filtrata dal giudizio critico dell'Uomo. Subentra allora il concetto di Legittimità che è cosa ben differente da quello di Legalità. Ad esempio, un impiegato commette atto illegale se usa il telefono dell'ufficio per chiamate personali ma, dato per assunto l'utilizzo improprio del telefono, poi subentra la legittimità della telefonata effettuata e può accadere che la Corte Suprema di Cassazione rigetti il ricorso del P.M. affermando che è ammesso l'uso del telefono di ufficio per motivi eccezionali. La sentenza n. 7772 emessa il 23 Ottobre 2001 e pubblicata il 17 Febbraio 2003, fu il primo spartiacque in termini di chiarezza sul quale fosse il punto di non ritorno oltre cui l'accusa di Peculato diventava reato:

Deve rilevarsi che a seguito della novella del '90 il delitto di peculato è previsto solo in relazione alla condotta di "appropriazione", consistente, come noto, nel comportarsi nei confronti della cosa altrui, di cui si abbia il possesso o la disponibilità per ragioni di ufficio o servizio, "uti dominus", attuando un'inversione del titolo del possesso (…). L'introduzione, poi, della ipotesi del peculato d'uso, di cui al comma 2 del nuovo art. 314 c.p., ha identificato una condotta nella quale l'uso della cosa è affermativo di un agire "uti dominus" senza il carattere della definitività.

Ad esempio..

Quando, invero, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, disponendo, per ragione dell'ufficio o del servizio, dell'utenza telefonica intestata all'Amministrazione, la utilizza per effettuare chiamate di interesse personale, il fatto lesivo si sostanzia propriamente non nell'uso dell'apparecchio telefonico quale oggetto fisico, bensì nell'appropriazione, che attraverso tale uso si consegue, delle energie, entrate a far parte della sfera di disponibilità della P.A. occorrenti per le conversazioni telefoniche.

ma..

deve però osservarsi che, nel concreto assetto dell'organizzazione pubblica, è individuabile uri ambito in cui l'utilizzo della linea telefonica dell'ufficio per (effettuazione di chiamate personali non esula dai fini istituzionali e non realizza, quindi, l'evento appropriativo suddescritto. Si tratta delle situazioni in cui il pubblico dipendente sia sollecitato, durante l'espletamento della sua prestazione, da impellenti esigenze di breve comunicazione privata, la cui soddisfazione tramite l'utenza dell'ufficio assicura, nell'interesse della stessa amministrazione, una migliore correntezza del servizio e la salvaguardia della serenità dell'ambiente di lavoro.

Fin qui la vera prima di gala in Cassazione dell'articolo 134 del Codice Penale. Articolo che ha mancanze oggettive se si considera che chi fa uso improprio di tecnologia aziendale rischia minimo 3 anni, mentre chi si appropria indebitamente del "fondo cassa" dell'amministrazione per cui lavora rischia massimo 10 anni. Fatto è che se la Legge ammette certe uscite dai binari, figurarsi un'attività (pubblica o privata) che è impegnata su due fronti, contemporaneamente: tutelare la sua produttività e le sue risorse umane.

Disnformazione ? No, grazie:

E qui non posso non dedicare un appunto a chi diffonde informazioni che sanno di luoghi comuni: è inutile affacciarsi su Facebook per cercare risposte riguardo l'effettivo pericolo dei Social Network, perché ? lì ci sono i socialdipendenti.. Assurdità!

Se si elencassero solo i nomi delle pubbliche amministrazioni e degli enti (comunali, regionali, nazionali) che hanno investito ufficialmente il loro tempo e le loro risorse (preferibilmente umane) su Facebook.. certe Firme disinformanti come giustificherebbero la cosa? Ah. Sono sicuro che diversi di loro un modo lo troverebbero.. per passare oltre e guardare avanti, ignorando quello che avevano scritto solo qualche minuto prima della "rivelazione".E se poi si allargasse il discorso al b2b in pantofole allora arriverebbero casi di studio che raccontano di.. ma no! Sta bene così. ^^ A volte.. l' Involuzione che fa Tendenza conviene.. ma occhio! Perché le finestre di opportunità sono direttamente proporzionali al numero di brand disponibili al dialogo. Il brand bruciato non lo è, sfregiato dal disservizio di chi decanta "io non sono un animale da social network" proponendo l'alternativa di nicchia. C'è che i tempi sono cambiati: la massa degli internauti non è poi così stupida e l'alternativa nicchiosa ha sempre meno sostanza. C'è chi l'ha capito. Molti altri no.

Peccato per chi non ci arriva. Attenti Noi! Perché, il Paradosso racconta di un giorno futuro in cui..
c'era una volta un consorzio di aziende potenti che bussava alle porte della Legalità. Chiedeva di Legittimare il diritto a sbarrare le porte potenzialmente utili per il suo business, perché da lì s'affacciavano fantasmi pericolosi per i suoi affari.