Il Mostro del Garigliano, nucleare dimenticato (?!)

Il fiume Garigliano. La centrale dismessa dal 1983. Scorie radioattive e bonifica in corso dal 2000. Una popolazione sotto assedio che testimonia i rischi correlati al nucleare oltre etichette di sicurezza logistica e localizzazione di siti adeguati per lo smaltimento delle scorie. Il Mostro di Garigliano di cui (non) si parla quanto si dovrebbe.. e nausea a margine.

17 Marzo 2011: il fiume Garigliano esonda e torna a bussare alla centrale nucleare del casertano. Mentre si continua a non voler certificare i dati sull'effettivo rischio delle scorie radioattive, continua ad aumentare la casistica delle malattie correlabili all'impatto dei "residui" della centrale sulla popolazione di un territorio che è ancora oggetto d'interesse politico come futuro sito elettivo per lo stoccaggio delle scorie nazionali.

Centrale San Castrese del Garigliano
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La centrale, sita a Sessa Aurunca venne messa in opera - riporta Wikipedia - nel 1959 dalla SENN S.p.A. (Società Elettronucleare Nazionale) e ultimata il capodanno del 1964 iniziando la propria attività commerciale sei mesi più tardi sotto l'egidia del CNRN e forte della tecnologia della General Electric.  Ceduta poi all'ENEL il suo destino fu segnato da un guasto al generatore di vapore (1978) che evidenziò gli elevati costi di riparazione e manutenzione dell'impianto a fronte di un ciclo produttivo residuo che non giustificava ulteriori investimenti. Quattro anni dopo il guasto, la centrale venne dismessa e la Palla Bianca si trasformò gradualmente nel Mostro.. Nemesi del Garigliano. In sintesi:




Il carico radioattivo di questa centrale ha un potenziale devastante: oltre 2000 metri cubi di rifiuti atomici stoccati e più di mille metri cubi di rifiuti imbustati sepolti. Questi sono i numeri con cui la SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari) si sta confrontando dal 2000 per mettere in sicurezza la centrale: bonifica del territorio; adeguamento dello stoccaggio secondo le norme vigenti;  problema amianto e radioattività correlata. E intanto c'è il fiume che s'affaccia periodicamente portandosi via i sedimenti radioattivi per "servirli a valle". Eppure.. quanta fatica nella realizzazione di report e indagini ufficiali sull'effettiva incidenza del radioattivo sul territorio del Garigliano. E' fuori di testa anche solo pensare che si debbano muovere comitati civici (poco importa in che anno e in che forma) per chiedere al comune della cittadina - che più di tutte risente della vicinanza del sito - dati freschi alla mano. L'unica che pare interessarsi - e meno male - dell'impatto sulla pubblica salute, è proprio la Sogin.




Mi chiedo.. perché ? (dietro le parole ascoltate c'è una storia silente di mancanze che fa rabbrividire). Ma non è che ho tanta voglia di farmi una domanda e darmi una risposta. Di fondo c'è Nausea.. nausea forte verso una pantomima omertosa che viaggia sull'onda dei non confermo perché.. C'è Nausea pensando come in passato l'Italia sia stata sfruttata come terra d'appalto per interessi che tutto consideravano fuorché il futuro del territorio speculato. Il Garigliano qui rappresenta quell'evidenza di come - quando si parla di nucleare - sia necessario andare oltre la sismicità più o meno invasiva di una zona rispetto all'altra, o la localizzazione di siti adeguati per lo smaltimento delle scorie. Oltre i numeri e le statistiche c'è una variabile aleatoria che incide sempre sulle "cose di vita": l'essere umano, i suoi interessi e le sue ragioni.

Il 12 Giugno 2011 siamo chiamati ad esprimere la nostra opinione sul ritorno del nucleare in Italia. Mi chiedo.. cosa accadrebbe se un giorno la nuova centrale nucleare X venisse considerata antieconomica e dismessa con eventuali note a margine tipo "le nuove tecnologie ci permetteranno di bonificare l'area con minimi danni collaterali sull'ecosistema locale". Chi quantifica il valore di quel "minimo" e su che basi etichetta "danno collaterale" .. ieri come oggi ?

Era il 2003 quando l'Avvocato Marcantonio Tibaldi (scomparso il 13 Gennaio 2007) fu intervistato sui danni provocati dalla contaminazione nucleare nel Golfo di Gaeta. Fu un' intervista di Grande richiamo culturale sui danni provocati dalle scorie residue.




2011, ancora sul Garigliano: la centrale dismessa proposta come sito di stoccaggio (?!) per le scorie delle nuove eventuali centrali nucleari messe in opera su territorio italiano ? Ce la fate a guardare oltre il colore partitico e ad ascoltare solo e soltanto i fatti riportati in questo video ?




Sul nucleare in Italia ?
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