Internet e Pubblica Amministrazione: il codice penale su Peculato e Abuso di Ufficio

Un dipendente di Pubblica Amministrazione che fa uso personale di un qualsiasi bene mobile disponibile nell'ufficio in cui lavora, bene correlabile a una linea telefonica e più in generale a contratti di fornitura di telefonia mobile (cellulare, chiavette internet), fissa (telefono, modem, fax), ADSL (connessione internet).. quando e perché è imputabile del Reato di Peculato e/o del Reato di Abuso d'Ufficio ? Una mappatura delle sentenze della Corte Suprema di Cassazione.

Palazzo di Giustizia, Corte Suprema di Cassazione
Nel corso degli anni la Corte Suprema di Cassazione con le sue sentenze ha aiutato a chiarire i casi e le eccezionalità che confermano o invalidano le accuse di Peculato e Abuso di Ufficio, in riferimento alle proprietà mobili della Pubblica Amministrazione correlabili all'uso della linea telefonica amministrativa e/o dei contratti di fornitura della P.A. con provider di telefonia mobile, fissa, ADSL. Il presente documento non deve essere recepito come risorsa esauriente e definitiva sull'argomento. C'è invece l' intenzione di servire una Legenda da utilizzare come strumento in più per le ricerche personali via internet di chi legge.


Art. 314 Codice Penale
Peculato
Il pubblico ufficiale [c.p. 357] o l'incaricato di un pubblico servizio [c.p. 358], che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro [c.p. 458] o di altra cosa mobile altrui [c.c. 812, 814], se ne appropria, è punito con la reclusione da tre a dieci anni. Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita.

Art. 323 Codice Penale
Abuso di Ufficio
Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sè o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.


SOMMARIO SENTENZE CASSAZIONE
Elenco in corso d'opera che sarà aggiornato e integrato periodicamente.
L'elenco seguente accorpa quelle sentenze della Corte Suprema di Cassazione che coinvolgono l'utilizzo improprio di telefoni, cellulari, fax, computer e connessione internet di proprietà di una Pubblica Amministrazione da parte dei suoi dipendenti.

Sentenza n. 21165 del 20 maggio 2009
!!! Imputazione di reato su uso linea telefonica P.A.
Si stabilisce come l'utilizzo improprio di una linea telefonica dell'amministrazione sia reato imputabile per l'appropriazione indebita delle energie (non restituibili) costruite da impulsi elettronici di proprietà dell'amministrazione, qualora l'ammontare delle spese eccedano i limiti di spesa previsti dal contratto di fornitura.


[N.d.R.] Ancora non è chiaro quale siano i parametri di valutazione entro cui si possa definire "modesta" la quantità di energia sottratta all'amministrazione. Ad esempio, è possibile che la quantificazione del danno sia relazionabile al valore del contratto di fornitura con il provider di servizi ?

Sentenza n. 7772 del 23 Ottobre 2001
[1] Peculato, uso personale del telefono
E' ammesso l'uso della linea telefonica dell'amministrazione per chiamate di carattere eccezionale. Eccezione avvalorata nel caso in cui l'utilizzo della linea sia ammesso dal regolamento della P.A.

Sentenza n. 41709 del 26 Novembre 2010
[2] Peculato e Abuso di ufficio, cellulare e internet
E' possibile l'uso di un cellulare (apparecchio mobile) dell'amministrazione se saltuario e se l'addebito all'amministrazione sia d'entità modesta. E' possibile l'uso della connessione internet se l'amministrazione ha un contratto di fornitura a canone fisso con il suo provider di servizi.



I DETTAGLI SULLE SENTENZE DELLA CASSAZIONE
Numero e data, più un riassunto che sintetizza il contenuto della sentenza. Ogni elemento è accompagnato da un link [ Approfondisci ] che porta ai risultati di ricerca di Google relativi alla singola sentenza trattata, permettendo una più facile consultazione delle informazioni e dei documenti correlati presenti sulla rete.

!!! Sentenza n. 21165 del 20 maggio 2009
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Il 15 Maggio 2006 la Corte d'Appello di Palermo emetteva la sentenza di condanna per i reati di Peculato e di Abuso di Ufficio continuati commessi da un Segretario del Reparto di Otorinolaringoiatria di un'ospedale di Palermo. I reati vennero commessi tra l'Aprile 2000 e il Maggio 2002 e riguardavano: l'uso del telefono dell'amministrazione ospedaliera per chiamate internazionali a fronte di un importo di 2354,38 euro; la conclusione di contratti di forniture sanitarie tra l'ospedale e una società di cui l'indagato era socio accomandatario.

Promosso il ricorso, la Cassazione lo considera privo di fondamento e lo respinge, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Il motivo del rigetto riguardava: il sistematico uso dell'apparecchio telefonico di proprietà dell'ospedale per fini di personali non riconducibili a effettiva necessità; l'ammontare delle tariffe telefoniche (quantificazione dell'energia sottratta) che superava di buon grado i limiti entro cui poteva considerarsi modesta la spesa addebitata all'amministrazione. Sull'Abuso di ufficio in merito alle forniture sanitarie, il rifiuto del ricorso avveniva perché: l'imputato non ricopriva un ruolo per cui potesse trattare ufficialmente a nome dell'amministrazione; le forniture del contenzioso potevano realizzarsi in una pluralità di modi e trattando con diversi Soggetti, mentre la società del'imputato ne era uscita favorita e avvantaggiata senza sottoporsi a una competizione reale con eventuali concorrenti.

[1] Sentenza n. 7772 del 23 Ottobre 2001
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Un dipendente del Provveditorato alle Opere Pubbliche per il Molise veniva indacato per appropriazione momentanea del telefono affidatogli in ragione del suo ufficio, effettuando 11 chiamate per motivi personali dal 6 Aprile al 27 Maggio 1998. Il GUP del Tribunale di Campobasso dichiarava non luogo a procedere perché non sussisteva il reato imputato al dipendente della P.A. Per il GUP il numero esiguo delle telefonate effettuate e la loro sporadicità escludevano il reato. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale non era convinto che la decisione del GUP fosse in linea con la normativa sul delitto di Peculato e propone il ricorso.

La Corte Suprema di Cassazione rilevava che il codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (G.U. 26/6/1994 n.149) - in vigore all'epoca - prevedeva che in casi eccezionali il dipendente poteva effettuare chiamate personali usando le linee telefoniche dell'ufficio, previa informazione al Dirigente dell'Ufficio, escludendo rilevanza penale per l'evidente carattere sporadico e occasionale (e perciò eccezionale) delle telefonate effettuate. Motivazioni che portarono al rigetto del ricorso.

[2] Sentenza n. 41709 del 26 Novembre 2010
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Il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Stresa - indagato per: aver utilizzato il telefono cellulare dell'amministrazione per un totale di oltre 25 ore d'impegno dell'utenza a fronte di un utilizzo di risorse valutato 75,49 euro (276 SMS e 625 conversazioni) in circa 2 anni; per aver utilizzato il computer e la fornitura ADSL dell'ufficio per ragioni personali - veniva prosciolto dal GUP del Tribunale di Verbania riguardo l'accusa di Peculato e Abuso di Ufficio. La decisione del GUP poggiava sul fatto che sebbene ci fosse stata reiterazione nell'atto, questa aveva comportato un aggravio modesto sulle finanze dell'amministrazione, senza per altro aver prodotto alcun vantaggio patrimoniale all'indagato. Riguardo all'accusa di Abuso d'ufficio nell'utilizzo del computer e della rete della Pubblica Amministrazione, il GUP escludeva il reato perché il Comune aveva una fornitura Telecom in abbonamento a costo fisso per la connessione internet. Sia il Procuratore Generale che il Procuratore della Repubblica al Tribunale di Verbania proposero il ricorso per contraddittorietà della motivazione del GUP nell'interpretazione della Legge.

La proposta di ricorso veniva rigettata confermando la decisione e le motivazioni addotte dal GUP. In particolare si sottolineava che l'Abuso di Ufficio per l'uso improprio delle risorse energetiche (connessione ADSL) dell'Amministrazione non poteva sussistere perché i computer dell'amministrazione si connettevano alla rete con un abbonamento a canone fisso che escludeva un'ulteriore spesa a fronte di un uso personale delle risorse coinvolte.

ultimo aggiornamento
Venerdì, 6 Maggio 2011