Jailbreak Japan Aid: il Giappone ha bisogno di aiuto ?

A Roma il 13 Maggio, Jailbreak Japan Aid con Foreign Volunteers Japan per un piccolo aiuto concreto al Giappone devastato e dimenticato. La domanda spontanea: il Giappone dei grandi Marchi globali e delle Multinazionali ha davvero bisogno di aiuto ?

Jailbreak Japan Aid è un evento locale e tutto italiano ideato da DMA per valorizzare la cultura giapponese, dal cibo alla moda, fino alla disciplina delle arti marziali, allo scopo di richiamare l'interesse sulla situazione del Sol Levante. Parte del ricavato sarà devoluto per finanziare le attività umanitarie in Giappone. Un piccolo contributo che, secondo Maurizio Quintiliani, Dj Event per DMA "è necessario per mantenere alta l'attenzione sulle vicende del Giappone. I media hanno mollato la presa ma c'è ancora bisogno di aiuto. Faccio e condivido musica su internet, sono in contatto con tanti dj sparsi un po' in tutto il mondo. Il passaparola e i video in presa diretta di quello che accade nelle zone colpite dal sisma lasciano il segno! C'è un video che coglie in pieno quello che molti di noi hanno cancellato dopo il reality tragedia che c'ha proposto la televisione due mesi e mezzo fa".



Foreign Volunteers Japan è una delle iniziative che risponde quotidianamente al grido silenzioso di una terra che "non dimentichiamocelo! è stata sconvolta da tre eventi di cui anche uno solo avrebbe messo in ginocchio l'Italia". FVJ riunisce gli stranieri che desiderano fare volontariato in modo partecipativo, attivo e senza intralciare il lavoro dei professionisti. Per questo, spiegano da FJV, "la nostra iniziativa si propone attraverso step partecipativi che permettono a chiunque di dare il suo contributo secondo ciò che sa fare meglio. Non è necessario agire direttamente sul territorio giapponese, perché ora è preferibile lasciare che gli esperti facciano il loro lavoro ma nel frattempo anche un evento, una donazione, non necessariamente in denaro, può fare la differenza". FVJ condivide quotidianamente tutte le informazioni riguardanti le attività del volontariato e fa ascoltare la sua voce su internet ma anche affiancando eventi come il Japan Aid di Roma.

Posto di blocco ai confini della
Zona di Evaquazione di Fukushima
Foreign Volunteers Japan risponde allo scetticismo di chi pensa che un Paese tecnlogicamente avanzato come il Giappone, con i suoi Marchi di riferimento globale, possa davvero avere bisogno di aiuto. La situazione è caotica al punto che, per esempio, le Forze locali di Polizia non hanno ancora l'autorità per impedire il transito delle persone dentro e fuori la Zona di Evacuazione attorno alla centrale nucleare di Fukushima. Possono fermare i civili e schedarli ma la loro autorità termina una volta raccolti i dati della persona. Questa notizia, più di qualsiasi altra, fa capire il livello di confusione organizzativa e, sopra ogni cosa, quanto sia stato colpito in profondità il popolo giapponese. Per quale motivo i civili stanno rischiando la loro vita in supporto agli operatori umanitari ? Un esempio per tutti: nella provincia di Fukushima il governo si sta adoperando per salvaguardare la vita degli animali ancora presenti nella Zona di Evacuazione (fino al 20° chilometro dalla centrale nucleare). Decine di migliaia tra animali domestici e da fattoria sono a rischio perché abbandonati, chiusi in casa, in stalle, in recinti. Migliaia sono morti disidratati o di fame. Altri migliaia sono stati liberati dai loro padroni prima della fuga nei rifugi d'emergenza e ora girano liberi ancora all'interno della Zona di Evacuazione. Intanto, i dirigenti della Tepco (Tokyo Electric Power Company) - azienda che gestisce la centrale di Fukushima - si sono confrontati per la prima volta con le persone interessate dalla Zona di Evacuazione mentre i tecnici della compagnia entravano nel reattore numero uno per tentare il ripristino del sistema di raffreddamento.



La situazione di Fukushima è solo una delle criticità che il Governo giapponese sta affrontando. Diverse riguardano i danni collaterali conseguenti gli shutdown delle centrali nucleari nipponiche susseguitesi dal disastro del Marzo scorso. L'ultimo incidente in ordine temporale è quello recentissimo che ha coinvolto il reattore di Tsuruga. Si tratta di una catena di eventi che ha portato la produzione di energia nucleare ad appena il 40% e a un disservizio energetico disastroso per una nazione in cui quasi 1/3 dell'energia elettrica dipende dal nucleare. Parte degli shutdown sono procurati, come quello che riguarderà la centrale di Hamaokoa su richiesta formale del Governo giapponese: la centrale nucleare si trova in una zona a forte rischio sismico e, oggi, la politica delle autorità giapponesi è tutta incentrata sull'esasperazione delle azioni preventive necessarie ad evitare un futuro nuovo 11 Marzo 2011, anche a costo di ridisegnare l'intero assetto energetico del Giappone.

Il Giappone è in difficoltà. Lo sono gli ecosistemi delle zone colpite e non solo a causa delle fughe radioattive. Lo sono le fabbriche che non possono più garantire la produzione richiesta dai contratti. Lo è una società che è stata colpita al cuore. Oggi il terremoto, il nucleare, l'ecosistema, sono problemi che riguardano il popolo giapponese. Ma domani ? Questa è una domanda che merita tutta l'attenzione possibile perché, in un Mercato globale fondato sulla libera circolazione di beni e servizi, se viene minacciata l'efficienza a lungo termine di un'economia importante come quella giapponese, allora è possibile - scrive PeaceReporter - che "un terremoto nel nordest del Sol Levante può far approdare un barcone di migranti africani a Lampedusa". E' la Teoria del Caos che diventa realtà. Iniziative locali come Roma Japan Aid sono un piccolo aiuto concreto a una popolazione in grave difficoltà e anche a noi stessi: ci aiutano a ricordare che noi siamo ciò che facciamo, una lezione dimenticata troppo spesso.