Agcom su referendum e emittenti televisive: informazione insufficiente

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni richiama le emittenti televisive a diffondere l'informazione referendaria nelle fasce di maggiore ascolto, mentre continua lo scontro politico lontano dai riflettori dei palinsesti televisivi: la Cassazione da' il via libera al quesito sul nucleare ma la fiducia al Decreto Omnibus crea un caso. Pesa l'assenza di copertura mediatica.

Il 4 Maggio 2011 - dopo oltre un mese di diatribe e ritardi - la Vigilanza Rai aveva approvato il regolamento sulla par condicio referendaria. E' passato un mese e, a pochi giorni dal referendum abrogativo del 12 e 13 Giugno 2011, si avverte ancora la mancanza della copertura mediatica suffragata dall'azione politica. L'assenza di dibattito politico produce un aggiornamento non costante dei flussi informativi da parte degli addetti ai lavori, inclusi gli Uffici Stampa dei Partiti. Interviene l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Agcom: "La Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella riunione del 30 maggio scorso, dopo un’interlocuzione con la Commissione parlamentare di vigilanza, ha ritenuto che la collocazione nei palinsesti dei messaggi autogestiti relativi ai referendum  del 12 e 13 giugno, finora attuata dalla Rai, non è conforme ai principi del regolamento della Commissione sulla par condicio referendaria. L’Autorità ha, pertanto, rivolto un richiamo alla concessionaria pubblica affinchè realizzi una collocazione dei messaggi idonea a garantire l’obiettivo del maggior ascolto, come previsto dalle disposizioni vigenti. Nell’esercizio della sua funzione di vigilanza, l’Agcom, attraverso il monitoraggio della programmazione, verificherà l’osservanza del richiamo, nonché dell’invito già rivolto alla Rai ad incrementare l’informazione sui referendum. In caso di inosservanza, adotterà i conseguenti provvedimenti previsti dalla legge".


La Rai aveva messo in programmazione lo spot informativo sul referendum già dal 5 Maggio ma la scelta delle fasce orarie è apparsa dubbia al punto da causare un botta e risposta significativo tra l'autore dell'upload di un video e un user di youtube. L'autore da' un titolo decisamente forte al video: "Spot referendum. la rai lo manda in onda a tarda notte". Risponde un utente: "Ho visto questo spot su rai tre due giorni fa dopo il GIRO D'ITALIA, uno dei programmi più seguiti in assoluto in questo periodo. Ripeto, dopo il giro d'Italia, ore 17.30 del pomeriggio. Non viene trasmesso SOLTANTO a tarda notte, ma ANCHE a tarda notte. Smettiamola con questa contro-informazione perchè è indecente".



Anche in tarda notte.. più un avvistamento su Rai Tre subito dopo il Giro d'Italia. Poco per affermare un'adeguata diffusione dello spot referendario. Accadeva un mese fa.

Grazie all'Agcom, in poche ore sono finalmente aumentati i passaggi televisivi dell'informazione referendaria sia sul trittico Rai che sulle reti Mediaset: spot diffusi in fascia d'ascolto apprezzabile e telegiornali che iniziano a dare spazio al dibattito politico, sebbene la finestra concessa sia ancora ristretta. Un primo passo importante ma insufficiente per i temi delicati che saranno oggetto dei quesiti referendari del 12 e 13 Giugno 2011: Acqua, Nucleare e Legittimo impedimento.

Intanto continua lo scontro:

  • è solo grazie alla Cassazione se, malgrado la fiducia della Camera al Decreto Omnibus, sarà mantenuto anche il quesito abrogativo sul ritorno all'energia nucleare: il Decreto, Legge n. 75 del 26 Maggio 2011, non conferma l'abrogazione definitiva della presenza di centrali nucleari in Italia. L'Omnibus congela l'atomo per 12 mesi dall'entrata in vigore della Legge (28 Maggio 2011), scaduti i quali la prima priorità sarà quella di "individuare le priorità e le misure necessarie" coerenti con la "prospettiva del mercato interno europeo" per attivare "gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell’energia" con l'obiettivo di valorizzare "lo sviluppo di filiere industriali nazionali".
  • La Legge n.75 del 26 Maggio 2011 crea un caso. Gli Italiani residenti all'estero hanno già ricevuto le schede referendarie ma la Cassazione ha modificato la "forma" del terzo quesito: "Non si riesce davvero a capire come si possa tenere un referendum per abrogare norme che non esistono più" - riporta il comunicato stampa di Lucio Malan, Senatore del Pdl - "Tanto meno si può capire che senso abbia trasformare un quesito che voleva la cancellazione dell’energia nucleare in Italia in uno per sopprimere la strategia energetica nazionale e l’approfondimento sui rischi di quella tecnologia. Va ricordato che entro i 200 km dai nostri confini funzionano 50 centrali nucleari, e che oggi più che mai c’è bisogno di una strategia energetica". "Come se non bastasse" - continua Malan - "gli italiani all’estero hanno votato e votano su un quesito diverso da quello che sarà votato in Italia".

Il quesito sul Nucleare deve essere modificato ? Sentenzia la Cassazione:  la richiesta di abrogazione resta ma riguarda le norme così come riportate nell' articolo 5 della Legge con particolare riferimento al comma 1 e al comma 2:


Art. 5 dopo la modifica Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari

Comma 1. Al fine di acquisire ulteriore evidenze scientifiche, mediante il supporto dell' Agenzia per la sicurazza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenedo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare.

Comma 2. L'articolo 7 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' abrogato. L'Articolo in questione riguardava la Strategia energetica nazionale: "Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, definisce la «Strategia energetica nazionale», che indica le priorità per il breve ed il lungo periodo e reca la determinazione delle misure necessarie per conseguire, anche attraverso meccanismi di mercato, i seguenti obiettivi: diversificazione delle fonti di energia e delle aree geografiche di approvvigionamento; miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo; promozione delle fonti rinnovabili di energia e dell'efficienza energetica; realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare; promozione della ricerca sul nucleare di quarta generazione o da fusione; incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica; sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra; garanzia di adeguati livelli di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori".

Dopo la sentenza della Cassazione, l'Agcom torna sulla par condicio per il referendum assicurandosi che al precedente richiamo faccia seguito la reazione desiderata. Il 3 Giugno 2011, l'Autorità  pubblica un nuovo comunicato stampa in cui si concedono 24 ore di tempo perché la Rai provveda "alla diffusione giornaliera dei messaggi autogestiti su tutte le tre reti generaliste assicurando, a rotazione per ciascuna giornata, la collocazione su una delle reti nella fascia di maggior ascolto (dalle ore 18,30 alle ore 22,30); alla diffusione di tribune elettorali su tutte le tre reti, assicurando a rotazione, almeno su una rete al giorno, la trasmissione nella fascia di maggior ascolto; a garantire una rilevante presenza degli argomenti oggetto dei referendum nei telegiornali e nelle trasmissioni informative di maggior ascolto di tutte le tre reti generaliste".

Non potendo emanare un ordine conformativo alle televisioni private, l'Agcom rivolge l'invito "ad assicurare la più ampia informazione sui referendum" sollecitando i Corecom (Comitati regionali delle comunicazioni) "a completare entro lunedì tutti gli adempimenti necessari per la trasmissione dei messaggi autogestiti gratuiti sulle emittenti locali".