Apple: iCloud ? "S'ha da Fare"!

World Wide Developer Congress, WWDC - 6 Giugno 2011: arriva Apple iCloud ad affiancare la presentazione ufficiale del MAC OS X Lion e la preview del nuovo iOS5. Apple chiama a raccolta tutti gli amanti della musica e le utenze affezionate e annuncia l'Era iCloud, già iTunes Cloud, mettendo in campo il meglio della sua tecnologia. Google sotto scacco ? In gioco.. il dominio sul Mercato della Musica online.

Un po’ per le martellanti indiscrezioni degli ultimi mesi, un po’ per i servizi Cloud annunciati e avviati da Amazon e Google ed un po’ perché semplicemente lo si vuole, iTunes Cloud (ora iCloud) ha occupato centinaia di byte di pagine web su ogni tipo di blog che abbia a che fare con la tecnologia, non necessariamente collegato ad Apple. E’ da un paio d’anni ormai che si parla di questo iTunes Cloud, già dal “lontano” 2009, e puntualmente si prediceva il suo annuncio ad ogni vigilia del keynote Apple dedicato alla musica, che solitamente è collocato a settembre. Tuttavia, nonostante le indiscrezioni si facessero sempre più autorevoli ed insistenti la Apple non le ha mai confermate.

La situazione adesso è radicalmente cambiata. Il nuovo servizio Apple sarà presentato il 6 giugno 2011 durante il canonico Keynote di apertura del WWDC (World Wide Developers Congress), conferenza annuale dedicata agli sviluppatori del mondo Apple (Mac OS e iOS). La Mela è finalmente venuta allo scoperto annunciando il nome del suo servizio: iCloud. Nome che ha una storia molto particolare, infatti, “iCloud” apparteneva ad Xcerion, azienda nota proprio per i servizi on-the-cloud che offriva. iCloud.com era un dominio di sua proprietà dedicato all’hosting dei file. Poche settimane fa si sono susseguite svariate indiscrezioni che il dominio fosse stato venduto alla Apple, per l’esorbitante cifra di ben 4,5 milioni di dollari. Il Tam Tam mediatico è stato immediato: ogni blog, dedicato al mondo Apple e non, ha creato articoli su articoli annunciando che il servizio fosse ormai pronto e che sarebbe stato attivato tra poco. Nonostante tutto fosse basato su un’indiscrezione perché documentandosi un poco - ed alcuni blog più autorevoli lo hanno fatto - si venne a conoscenza che il dominio era ancora a nome Xcerion. Probabilmente questa è stata una delle tante mosse strategiche della Mela per non svelare i propri piani prima della data prestabilita (in questo caso il 31 maggio 2011) quando mediante comunicato stampa la Apple ha ufficialmente annunciato la presentazione del nuovo servizio. C’è anche chi ha speculato su questo comunicato stampa, totalmente inaspettato, affermando che Apple abbia voluto smuovere un po’ le acque e raggiungere l’interesse generale confermando la presenza del nuovo servizio, temendo che molte testate giornalistiche o blog avrebbero mancato il keynote perché non ci sarebbe stata la tradizionale presentazione del nuovo iPhone.

Anche se iCloud verrà annunciato al WWDC tra meno di 6 giorni, il suo “sviluppo” ha recato non pochi grattacapi alla Apple. Il percorso verso l’annuncio e la creazione del servizio è stato molto tortuoso ed ha risentito, in parte, della novità della materia, sopratutto in ambito legale. Il servizio di Apple dovrebbe consistere in una sorta di “Digital Locker”, come molte fonti lo hanno definito, ossia un armadietto digitale dove saranno raccolte tutte le nostre canzoni, e forse anche video, presenti nella nostra Libreria iTunes. Secondo varie indiscrezioni documentate sia da TechCrunch sia da 9to5Mac, il servizio dovrebbe richiedere una scansione iniziale della libreria dell’utente, durante questa scansione il servizio saprà quali canzoni sono presenti nella libreria e solo di quelle consentirà lo streaming via internet, ovunque sia presente una connessione. Se dovesse funzionare in questo modo, l’utente non dovrà far altro che aspettare la fine della scansione, senza, quindi, dover effettuare l’upload di tutti i propri brani sullo spazio a lui dedicato. Come, invece, richiedono i servizi di Amazon e Google, attivi da poco. La Mela per creare questo “ecosistema” user-friendly ha dovuto far riunire tutte le Major Discografiche, EMI, Universal Music e Sony, al tavolo delle trattative per cercare di trovare un’accordo che regolamentasse i termini d’uso del servizio. Da questo contratto è emerso, sempre sotto forma di indiscrezioni, che il servizio dovrebbe funzionare in questo modo: una singola traccia, approvata dalla casa discografica che ne detiene i diritti, verrà messa a disposizione di tutti gli utenti per lo streaming, evitando estenuanti upload di migliaia di tracce di tutti gli utenti e semplificando il tutto proponendo lo streaming di questa traccia “Master”. Inoltre questo porterà benefici anche a chi possiede dispositivi iOS con poca memoria, o con tanta musica. La Mela, infatti, ha brevettato un innovativo modo per ridurre il “buffering” delle tracce audio di cui è richiesto lo streaming con la sincronizzazione di alcuni pezzi della traccia, in modo da facilitare il caricamento degli altri. La difficoltà nel raggiungere un accordo in tempi più brevi è data proprio dalla novità della materia posta in esame: è la prima volta che si regolamenta un servizio di questo genere, che Russ Crupnick - Vicepresidente Senior Industry Analyst per The NPD Group - definisceil futuro del mondo discografico che ci permetterà di guardare indietro al precedente, quello dei 99centesimi a traccia, e considerarlo obsoleto come i vecchi LP o le audiocassette”.

Fin qui, solo la punta dell’iceberg.  La Apple già dal Dicembre del 2009 si era mossa in favore di questa tecnologia con l’acquisizione in gran segreto di LaLa, noto sito che offriva un servizio di streaming musicale pagando un tot mensile. L’acquisizione venne scoperta dai soliti blog e divenne confermata ufficialmente, seppur in maniera indiretta, nel maggio 2010. Quando la Apple cominciò a notificare agli utenti di LaLa che il servizio sarebbe stato interrotto e che la loro sottoscrizione mensile e i crediti associati al loro account sarebbero stati convertiti in brani di cui era effettuabile il download gratuito sull’ iTunes Store. Era ormai chiaro che la Apple aveva in mente un sistema LaLa-simile, tuttavia non venne annunciato né venne fatta menzione dell’acquisizione di LaLa ad eventi keynote successivi. La faccenda Cloud rimase in sospeso fino al 28 dicembre 2010 quando AppleInsider, noto blog dedicato al mondo Apple, riportò che la Mela aveva pubblicato ben due nuove offerte di lavoro per “iOS Software Engineer”, quindi per sviluppatori di iOS. A destare attenzione fu il campo in cui avrebbero lavorato questi ingegneri che era improntato ad una comunicazione fra il dispositivo ed alcuni server per migliorare i servizi di streaming. Nuovamente le indiscrezioni su un possibile iTunes Cloud cominciarono ad infittirsi di nuovo.. e da quel momento in poi non smisero mai di essere aggiornate. Si cominciò a speculare, infatti, che MobileMe potesse essere parte di questo servizio, ciò lo si attestò anche dopo una risposta di Steve Jobs in persona ad una email inviatagli da un utente Apple: il noto CEO confermava come MobileMe avrebbe visto un’aggiornamento importante nel 2011 che lo avrebbe migliorato sotto ogni punto di vista. Proprio su MobileMe è nata una serie di speculazioni, sempre nata da conferme o smentite di fonti come 9to5Mac, MacRumour e AppleInsider, che testimoniano come il nuovo servizio iCloud sarebbe stato gratuito in un primo momento -  come fosse una sorta di Trial - e poi sarebbe diventato a pagamento. Su quest’ultimo punto c’è ancora molta diatriba: c’è chi afferma che il servizio sarà indipendente da MobileMe e che costerà 20$/anno, c’è chi ripudia l’idea di un MobileMe in forma gratuita, come si era ipotizzato precedentemente, e che invece afferma che rimarrà a pagamento (79€/anno) ma che vedrà l’aggiunta di iCloud in forma gratuita, senza l’esborso di ulteriori cifre. AppleInsider indica come iCloud dovrebbe sostituire del tutto MobileMe, inoltre viene indicato che iCloud potrebbe essere offerto in forma gratuita a coloro che eseguiranno lo “switch” a Lion, il nuovo Mac OS. Nonostante si presuma questa gratuità di iCloud, una cosa che dovrebbe rimanere a pagamento è lo streaming musicale, magari per specifici accordi con le Major. Tuttavia ad oggi ancora non è pervenuta un’indiscrezione che muova l’ago della bilancia a favore di una o dell’altra ipotesi, e di conseguenza solo Apple potrà fare chiarezza in materia.

Il lancio iCloud è stato anche subordinato all’ultimazione dell’arcinoto data center che Apple ha ultimato di costruire nel North Carolina. Questo Centro, costato ben 1 miliardo di dollari, dovrebbe giocare un ruolo chiave nell’attuazione pratica di iCloud perché lì si dovrebbero ospitare le tracce master delle case discografiche. Proprio a tale scopo sembra che Apple abbia acquistato 12 petabyte in hard drive per ospitare le tracce di iCloud, e forse anche i video degli utenti. E' infatti notizia diffusa che la Apple - oltre che con le Major Discografiche, sia in trattativa anche con i maggiori studios di Hollywood e diverse reti televisive (non solo americane) per far sì che anch’ essi consentano ad Apple di contenere i loro film nei suoi server e permetterne lo streaming ai clienti.

Apple conferma sul campo il diritto alla sua nuova leadership sul Mercato mondiale e il prossimo WWDC promette di essere uno spettacolo unico e, forse, irripetibile per tempistica e pianificazione dei lanci di nuovi prodotti e servizi: l' iCloud, il Mac OS X Lion, la preview di quello che sarà iOS 5 - nuova versione del software mobile secondo Apple.. Con tutto questo hype di carne al fuoco ce n’é tanta e anche le aspettative sono molto alte. Riuscirà Apple a soddisfare tutti?