Crisi del Mercato ? I Fantasmi fanno comodo !

Ho letto e ascoltato questa parola troppe volte.
Dal 2009 se un business va male è colpa della crisi.
Se non girano soldi è colpa della crisi.
La panacea di tutti i mali.

La crisi non c'è più da mesi ma resta forte il fantasma di una crisi che fa comodo.
Un palliativo per le attività che, invece, hanno la colpa di non essersi volute adeguare ai cambiamenti che sono stati necessari per superare il periodo nero.

Non ce la fanno e dicono che è colpa della Crisi.

Eventi, workshop, convegni, studi su feedback, analisi e sondaggi su commissione: tutti a cercare la risposta a un problema che nel corso dei mesi si è trasformato più in un approccio di forma che di sostanza.

Il peggiore effetto di una crisi è quello che induce i titolari di attività a chiudersi a riccio per difendere il loro mercatino. Quando facevo parte del team marketing del misterioso Badoo - ora non c'è più nessuno del team iniziale - in casa madre (la "sala di controllo" era in Russia a Mosca) una delle crisi del momento era quella della community spagnola scesa in piazza per dimostrare contro i cambiamenti del network che tra l'altro era pure accusato di spam. Il network non reagisce ma preferisce investire per "appianare" lo scontento ? strategia sbagliata. Il network entra attivamente in rete, difendendo la sua scelta ma anche il suo diritto a non essere diffamato da informazioni di parte ? L'investimento che rende alla lunga. In realtà poi si è scelta inizialmente la strategia che segue il motto "bene o male, l'importante è che ne parlano" e solo in seguito quando le acque si calmarono, una strategia di PR per rafforzare il brand.

La crisi c'è stata. Innegabile: ha creato grossi e piccoli problemi un po' a tutti gli operatori dei settori di singoli Mercati. Però, ci sono stati investimenti di tempo e di denaro sbagliati che hanno giocato sul fantasma della crisi. Il fantasma ha facilitato la proliferazione di attività a tutela di un modello di business aziendale non propositivo, magari statico e ancorato a vecchi modelli molto territoriali trascurando e non investendo lì dove il ritorno è quasi assicurato: i paesi emergenti. Questo grazie anche a un passaparola ancorante che in alcuni casi ha ingigantito le difficoltà operative e falsi stereotipi: se un settore accusa stanchezza o staticità, uno dei palliativi più comuni è quello di chiamare nuovi fondi al sol fine di far respirare l'azienda in attesa che la crisi passi.

Una strategia del genere da una parte crea forte staticità e dall'altra importanti flussi di cassa che fanno tirare il fiato o creano nuovi indotti business "senza fatica".

Investire in paesi emergenti con un alto tasso di crescita, espandendo così il raggio di azione dell'azienda locale, permetterebbe la penetrazione in nuovi mercati più ricettivi e dinamici, come potrebbe essere quello Russo, per: aumentare la produzione, creare posti di lavoro, rafforzare il potere di acquisto locale e quindi indirettamente rivitalizzare anche il mercato locale.

Certe azioni di marketing non decollano perché
La cura è peggio del male!

Generare flusso di cassa su progetti le cui basi portanti sono rappresentate da un modello business stagnante, significa creare liquidità a perdere permettendo ai "titolari" deresponsabilizzati di garantire proiezioni soddisfacenti a fronte di spese e gestioni stagnanti delle filiere chiamate in causa, perseguendo obiettivi squisitamente personali che poco hanno a che vedere con il business coinvolto. Un'attività statica sviluppata per adeguarsi a un settore stagnante di un Mercato in crisi non può portare a nessun rientro adeguato a lungo termini. La staticità genera "perdita d'interesse" e azzeramento del potenziale dell'attività coinvolta.

E' solo colpa della crisi ?
A volte i Fantasmi fanno comodo.

[ N.d.R. ] L'intervento di Francesco Giavazzi - Cattedra di Politica Economica all' Università Bocconi - in un'edizione del Tg3 d'inizio 2011, si può prendere a riferimento per sottolineare le differenze a lungo termine tra marketing (politico/economico/sociale) stagnante e marketing adeguato all'evoluzione di uno scenario.

"Il fatto che l'economia americana non cresce e piano piano viene sostituita dall'economia vicina.. Brasile, India.. ci dice che non possiamo star fermi perché il mondo dopo la crisi sarà molto diverso dal mondo prima della crisi. Invece la politica del ministro tremonti è quella di stringere la cinghia e di aspettare che passi la buriana ma dopo saremo impreparati a quello che ci aspetta".