Defibrillatori DAE, obbligo per Alberghi e strutture ricettive in generale

Il Ministero della Salute, in concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, fa il punto sull'uso dei defibrillatori in ambiente extraospedaliero con il Decreto del 18 Marzo 2011 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 Giugno 2011. Obbligo di presenza dei defibrillatori automatici DAE in tutti i luoghi di grande affluenza quali alberghi, ristoranti, centri commerciali, cinema, discoteche, piscine, stabilimenti balneari.

La Finanziaria del 2010 dava disponibilità al Ministero dell'Economia e delle Finanze per 4 milioni di euro - prevedendo un seguente finanziamento di 2 milioni di euro/anno per il biennio 2011/2012 - a favore della diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici su territorio nazionale in ambienti extra ospedalieri. Al Ministero della Salute spettava il compito di definire i criteri per le modalità di diffusione delle apparecchiature. Il 7 Giugno 2011, il giorno seguente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.129 del 6 Giugno 2011, diventava operativo il Decreto 18 Marzo 2011 del Ministero della Salute sulla Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni di cui all’articolo 2, comma 46, della legge n. 191/2009 che obbliga la presenza di defibrillatori DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) in tutti i luoghi di grande affluenza come alberghi, ristoranti, centri commerciali, cinema, piscine, stabilimenti balneari.

Defibrillatore Automatico Esterno, Serie CU-ER2

Il decreto si fonda sull'assunto che la fibrillazione ventricolare "e' causa rilevante di decessi sull'intero territorio nazionale e che la defibrillazione precoce rappresenta il sistema piu' efficace per garantire le maggiori percentuali di sopravvivenza". Da cui, l'esigenza di diffondere capillarmente "l'uso dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio nazionale anche a personale non sanitario, opportunamente formato, nella convinzione che l'utilizzo di tale apparecchiatura possa prevenire o quanto meno ridurre il numero di morti per arresto cardiocircolatorio".  A tal fine, il Ministero della Salute ha provveduto ad individuare le modalità "per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici confermando le indicazioni contenute nel documento approvato con l'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003".


L'accordo Stato-Regioni del 27 Febbraio 2003:

Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici - pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.71 del 26 Marzo 2003 - definiva il defibrillatore "un dispositivo medico che puo’ essere utilizzato, sia in strutture sanitarie, sia in qualunque altro tipo di strutture, fisse o mobili, stabili o temporanee". La Linea Guida sottolineava l'importanza di un'azione tempestiva su una persona vittima di arresto cardiocircolatorio "al fine di interrompere una fibrillazione o tachicardia ventricolare". Quindi passava a definire le competenze del personale deputato all'uso, gestione, e programmazione degli apparecchi, in linea con le Linee Guida internazionali, per spostarsi sui criteri per un utilizzo appropriato di un defibrillatore semiautomatico.

[ N.d.R. ] Tale definizione - semiautomatico - descrive un apparecchio in cui subentra la manualità di un operatore nell'attivazione delle sue funzioni, demandando poi all'apparecchiatura lo svolgimento automatico delle funzioni medesime così come programmate. 

La Linea Guida definiva i termini entro cui autorizzare l'utilizzo dei defibrillatori anche a personale non sanitario. Tale possibilità è attuabile solo se l'operatore è stato opportunamente formato: "la formazione ha l’obiettivo di permettere il funzionamento, in tutta sicurezza, del defibrillatore semiautomatico, per assicurare l’intervento sulle persone vittime di un arresto cardiocircolatorio". In questo contesto, l'operatore è responsabile  "non della corretta indicazione di somministrazione dello shock che e’ determinato dall’apparecchio, ma della esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza per lo stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente". La sua formazione è demandata a programmi definiti dalle Regioni e dalle Provincie Autonome, includendo anche quelli specifici per l'aggiornamento e la verifica periodica delle competenze operative. La formazione in oggetto abbraccia - secondo i criteri della Linea Guida - anche "l’accreditamento dei formatori e la relativa certificazione". Una volta conseguito l'attestato di formazione, questo ha validità non superiore ai 12 mesi e può essere rinnovabile  "previa verifica della permanenza dei criteri autorizzativi".


Operatori autorizzati all'utilizzo dei defibrillatori DAE:

Ogni candidato, perché possa ottenere l'attestato di formazione per l'utilizzo del defibrillatore, deve superare uno specifico corso.


  • La formazione base prevede: "la conoscenza dei metodi di rianimazione cardio polmonare di base (in accordo con le linee guida internazionali); una parte teorica avente ad oggetto: finalita’ della defibrillazione precoce, elementi fondamentali di funzionalita’ cardiaca, pericoli e precauzioni per i pazienti e per il personale, presentazione e descrizione dell’apparecchio, alimentazione, uso e manutenzione, modalita’ di messa in opera e dimostrazione da parte del formatore; una parte pratica relativa a: messa in opera sul manichino della sequenza di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione semiautomatica, raccolta dei dati registrati e analisi dell’intervento".
  • In sede di esame, il candidato operatore può conseguire l'attestato solo se è capace di effettuare: "il riconoscimento di un arresto cardiocircolatorio; la messa in arto dei metodi di rianimazione di base (in accordo con le linee guida internazionali) in relazione agli ambiti di utilizzo; il ricorso al defibrillatore semiautomatico per l’analisi dell’attività elettrica cardiaca; l’applicazione, in sicurezza, di una sequenza di scariche di defibrillazione; il riconoscimento della presenza di anomalie di funzionamento dell’apparecchio".