iTunes tra le nuvole: Apple ''usata'' dalle Major ?

iCloud tiene banco al World Wide Developers Congress 2011 (WWDC) di San Francisco con iTunes on the Cloud e iTunes Match. Grazie ai nuovi servizi della Mela, le Major tornano protagoniste del loro destino richiamando Amazon e Google al tavolo delle trattative. E' scontro a suon di milioni di dollari per il dominio del Mercato della Musica online. La richiesta delle Label internazionali ? contratti che garantiscano sulle perdite causate dalla pirateria.

da Apple iCloud, features
Molte delle voci precedenti il WWDC hanno trovato conferma durante la presentazione di iCloud e, più in particolare del binomio "iTunes on the Cloud" / "iTunes Match". Il World Wide Developers Congress ha inoltre posto l'accento sulle mancanze e le difficoltà (presunte o certe) dei servizi concorrenti a quelli proposti dalla Mela. I rumor e le indiscrezioni fanno il resto. Fatto certo, le Major sono tornate protagonisti del proprio destino con tutta l'intenzione di farsi valere al tavolo delle trattative.

La filosofia di "iTunes tra le nuvole" è abbastanza semplice: ogni traccia in nostro possesso - se acquistata sull' iTunes Store - sarà disponibile per il download su qualsiasi altro dispositivo noi possediamo. Può capitare che si acquistano tracce su iTunes e non si voglia perdere tempo a sincronizzarle ? Ora, grazie ai servizi di iCloud, i nuovi acquisti verrano immediatamente inviati a tutti i nostri dispositivi. Qualora questa opzione fosse disabilitata - o per nostra volontà o magari per non rischiare di superare i limiti di traffico internet imposti dai nostri operatori - ma l'utente voglia ugualmente darsi la possibilità di ascoltare una canzone su uno dei suoi dispositivi, basterà cercarla nel nuovo tab "acquisti" ed effettuarne il download, senza ulteriori costi.

Apple: i nuovi servizi "sulla nuvola" comparati ai servizi dei competitori. da Apple iCloud, features

La sostanziale differenza con i servizi ideati da Amazon e Google risiede nell'assenza sistematica di upload. Mentre Amazon e Google sono servizi "opzionali" disponibili a discrezione dell'utente, iCloud e iTunes Cloud sono profondamente integrati nell'iTunes Store stesso, senza contare che il servizio è gratuito. Già perché se per Amazon immagazzinare le canzoni su un "hard disk sulla rete" costa 50$ (per 5000 brani), per iTunes questo è gratuito - a patto che le tracce siano state acquistate con il nostro account su iTunes Store. L'unico servizio a pagamento è rappresentato da iTunes Match. Qualora a noi ci piacesse comprare i CD fisici, magari perché la qualità con il digitale ne risente o magari perché non abbiamo una connessione sufficientemente veloce o per una miriade di altri motivi, Apple offre iTunes Match: con una semplice scansione della nostra libreria iTunes, il negozio si accorge di quali brani siamo in possesso e cerca una versione identica - che è un "match" appunto - nell'intero catalogo musicale dell'iTunes Store. Questo servizio costa solo 24,99$/anno, non ha tariffe differenti in base al numero dei brani e aggiorna le nostre tracce ad un bit rate di 256kbps senza DRM, quello utilizzato da iTunes.

Le Label Internazionali chiamano Amazon e Google al tavolo delle trattative:

Un servizio "Innovativo e senza precedenti nell'industria discografica", come dichiarato da Steve Jobs, perché avendo tantissimi brani non acquistati dall'iTunes Store - "rippati" dai CD o persino non acquistati - è sufficiente un investimento complessivo di appena 25$/anno per avere migliaia di canzoni, non importa la fonte, in ottima qualità audio pronte al download. Un servizio che è costato ben 150 Milioni di dollari ad Apple, milioni pagati in anticipo come "incentivo" per arrivare - finalmente - ad un accordo. Secondo gli ultimi rumor, ad ognuna delle quattro major (EMI, Sony, Warner, Universal) è stata pagata una somma non inferiore ai 50 milioni di dollari a fronte di un servizio i cui vantaggi vanno oltre le reciproche convenienze di brand reputation Apple/Major: le Case Discografiche riceveranno il 58% degli introiti, gli editori il 12%, mentre ad Apple spetta il canonico 30%.

Grazie a questo accordo, le Major avrebbero la quota maggiore d'introiti e modo di rientrare parzialmente delle perdite subite dalla piaga della pirateria. Voci che, se confermate, permetterebbero alle Label internazionali di riportare Amazon e Google al tavolo delle trattative, proprio mettendo sul piatto l'esempio Apple per ribattere ai servizi cloud inaugurati senza il loro consenso. Obiettivo ? Percepire più introiti - chiaramente - ma anche tutelare la distribuzione delle produzioni di ogni singola etichetta. Perché utilizzare i servizi della Mela per aprire nuovi margini di trattativa ? Risponde la forza dei nuovi servizi della Casa di Cupertino. Dando il via libera agli accordi che Apple sta costruendo attorno al suo iCloud, la Mela otterrebbe una capillarità di distribuzione e di copertura già forte di iTunes Store, incontrastato leader di mercato per la vendita di musica online. Considerando, inoltre, che iCloud è proposto per integrarsi naturalmente e profondamente con iOS, si può supporre che questa facilità d'interfacciamento non sia ugualmente ottenibile con altri sistemi operativi mobile: Google in particolare sarebbe quindi tagliato fuori da un servizio che ha tutti i presupposti per permettere ad Apple di chiudere il cerchio attorno alla distribuzione e massificazione del Mercato della Musica online perché, sebbene non tutti hanno dispositivi iOS, quasi tutti hanno almeno un’account iTunes Store e una delle proiezioni - auspicate dalla Casa di Cupertino - è quella di fidelizzare un potenziale parco utenze con una motivazione più che valida per passare all' iOS.

Scenari del prossimo futuro:

Apple ha scelto bene i tempi del lancio, aggredendo il mercato in un momento in cui i suoi competitori offrono un servizio limitato sia in termini di spazio sia in termini di grandezza del catalogo musicale. Dunque, è possibile che si concretizzi uno scenario in cui sia Amazon che Google potrebbero essere forzate ad inseguire Apple. E qui si ritorna ai rumor che tracciano questo scenario come quello auspicato da diverse Major discografiche.

A riguardo non c'è nessun keynote da aspettare, bisognerà solo attendere l'annuncio da parte o di Amazon o di Google (o entrambi) che testimonieranno il raggiungimento di un'intesa tra le Major. Tuttavia, tra i due competitori, quello più propenso a raggiungere una nuova intesa sarebbe proprio Google. La Casa di Mountain View aveva già avviato trattative importanti con le Major che si sarebbero però concluse con un nulla di fatto una volta rivelata la cifra d'investimento richiesta dalle Label internazionali. Vista la complessità di uno scenario in cui è in gioco il futuro del Mercato della Musica online, è difficile che assisteremo a reazioni immediate, considerando anche che iCloud - e con lui iTunes Cloud - verrà lanciato il prossimo Autunno insieme ad iOS 5 e probabilmente al prossimo iPhone 5 (o 4S).