referendum: Nucleare, Acqua, Legittimo impedimento.. e c'è Silenzio ?

Il 12 e 13 Giugno 2011 siamo chiamati ad esprimere il nostro parere su 4 quesiti referendari che, tutti insieme, hanno come oggetto tre temi cruciali: Acqua, Nucleare e Legittimo impedimento. Tra Decreto Omnibus è disinteresse mediatico sulla due giorni referendaria, che fine ha fatto il diritto del cittadino italiano a un'informazione consapevole ?

Che il referendum del 12 giugno si faccia è un dato di fatto. La Cassazione ha dato seguito.. di buon grado.. all'esigenza popolare di utilizzare lo strumento referendario anche per il quesito sul Nucleare. Per troppi anni abusato e sempre meno considerato, il referendum riconquista il ruolo che gli spetta di diritto, sancito dall' articolo 75 della Costituzione italiana: "È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum".

Intanto il Governo, ottenuta la fiducia alla Camera sul Decreto Omnibus (301 favorevoli, 280 contrari, 2 astenuti), fa marcia indietro sull' atomo. Almeno per i prossimi 12 mesi. Motivo per cui la Cassazione ha confermato il quesito sul Nucleare: terminati i 12 mesi di congelamento, il Piano energetico nazionale potrebbe tornare a considerare l'opzione dell'energia elettrica nucleare. Fortuna vuole che il Bel Paese è ancora Bello.. volendo. Certo, in tornata referendaria il SI contro il ritorno al Nucleare richiederà uno sforzo elettorale notevole: "Nonostante la decisione della suprema Corte, la sfida per raggiungere il quorum non sarà facile. Con l’attuale legge, servirebbero tutti i voti che le opposizioni hanno preso alle elezioni più – almeno – altre otto milioni di schede. E considerate le date, gli italiani potrebbero essere indotti ad andare al mare" - scrive Silvia D'Onghia, giornalista de Il Fatto Quotidiano. Il concetto ridotto all'essenziale: senza una diffusione informativa adeguata non saranno pochi gli Italiani che potrebbero disertare le urne. Eppure, questa volta sembra tangibile la voglia di darsi una scrollata dalla polvere stantia di anni: la Regione Autonoma della Sardegna da' una spallata al silenzio sovrano sui referendum abrogativi del prossimo 12 e 13 Giugno.

Silenzio sovrano.. Silenzio sintomatico di una caduta di stile - per utilizzare un eufemismo - imbarazzante. C'è Silenzio e tutto si muove, anche informazione coatta a riempire spazi per arrivare in chiusura trasmissione.. tutto si muove, fuorché il necessario bagaglio informativo per un voto consapevole. Il diritto all'Informazione è sancito dalla Corte Costituzionale.Un diritto all'Informazione leso a tal punto da richiedere l'intervento dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). Un primo passo, che arriva tardi e che è ancora insufficiente: non c'è programma popolare che abbia trattato in modo continuativo e soddisfacente le ragioni del SI e quelle del NO. Perché ? Il Nucleare aiuta a mettere a fuoco la domanda, fornendo prospettiva adeguata al contesto.

Il terzo quesito della due giorni referendaria chiede agli Italiani se intendono impedire una volta per tutte la messa in opera delle centrali nucleari sul territorio nazionale con tutti i corollari e le consequenzialità del caso.

Il ritorno al Nucleare è parte integrante del Piano strategico triennale 2010/2012 dell' Autorità per l'Energia elettrica e il Gas con Delibera GOP 1/10. Il piano triennale si proponeva obiettivi importanti tra cui lo sviluppo delle concorrenza sul mercato per dare nuovo vigore all'economia interna, l' ottimizzazione dei servizi a fronte di una maggiore tutela dei clienti, la gestione sostenibile dell'energia a tutela dell'ambiente. Puntare sulle fonti di energia alternativa è una scommessa in essere (lo testimonia la Puglia, ad esempio) importante per il Piano triennale ma perché si possa vincere, lo stesso Piano sottolinea come debbano essere considerate altre competenze: "tra quelle più impegnative dal punto di vista operativo, quella in materia di vigilanza sul divieto di traslazione dell’addizionale Ires, prevista dalla legge 133/08. Se ne potrebbero prospettare, inoltre, di nuove nei settori delle: risorse idriche; della distribuzione carburanti; del nucleare (con specifico riferimento alla determinazione, verifica e controllo delle risorse per il Fondo per il decomissioning; alla determinazione del corrispettivo per il conferimento dei rifiuti radioattivi; alla vigilanza del divieto di traslazione, sugli utenti finali, delle misure compensative previste a favore degli enti locali per la realizzazione di nuovi impianti). Nuove competenze che l’Autorità sarebbe pronta a svolgere, sulla base di attribuzioni associate a poteri ben definiti e certi, nonché a coerenti potenziamenti degli attuali organici". Il Nucleare gioca un ruolo fondamentale nel Piano: "La legge 23 luglio 2009, n. 99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” ha prodotto importanti disposizioni di impatto sulla politica energetica italiana. La più rilevante è di certo quella di riavviare la produzione di energia elettrica nucleare" per creare una finestra d'opportunità adeguata all'investimento massivo sulle energie alternative, fotovoltaico ed eolico in testa a tutti.

Il referendum sul nucleare, è importante. Fondamentale per le generazioni future del nostro Paese.. ma chiama interessi importanti e quindi c'è silenzio. Diamolo per assunto. Silenzio scontato che in parte (ancora) grida Garigliano! Diamo anche per scontato che, come per ogni proposta referendaria, ci sono piccoli brogli informativi in atto. Attenzione.. qui mi riferisco solo e soltanto alla mancanza d'informazione concreta causata anche dalla mancanza di posizioni ufficiali, elemento imprescindibile per l'avvio di un dibattito politico concreto. Intendo focalizzarmi su questo e su niente altro. Silvio Berlusconi, il 3 Giugno 2011 a Mattino 5. In sintesi: "Non daremo nessuna indicazione ai nostri sostenitori che avranno anzi libertà di scelta anche se questi referendum nascono da iniziative demagogiche. Il quesito sull’acqua è del tutto fuorviante perché non è vero che la legge che si vuole abrogare voglia privatizzarla ma solo porre fine a sprechi. E sul nucleare le norme sulla localizzazione delle centrali sono state gia’ abrogate e quindi si chiede ai cittadini di votare sul nulla. Ci asteniamo dal prendere posizione e ci adegueremo alla volontà dei cittadini". Ok.. come libero cittadino prendo atto dell'affermazione e, come entità pensante e poco incline alla demagogia, mi ripeto: Nucleare, Acqua, Legittimo impedimento.. con tutta l'intenzione di dare un significato a questa triade. L'intervento del Presidente del Consiglio mi fornisce, per induzione, l'incipit che mancava: si parla e si scrive tanto sul Nucleare, come è giusto che sia, ma facendolo non si deve perdere il quadro generale che racconta una storia in cui il Nucleare è solo parte di un processo (in atto) ben più ampio e articolato.



Occhio alla prospettiva. Il 12 e 13 Giugno le domande a cui rispondere sono 4 (quattro): c'è l' ACQUA che viene messa in discussione! Se il Nucleare riguarda il futuro del nostro Paese, l'Acqua riguarda il nostro presente.. e che dice il primo quesito della due giorni referendaria ? Ritengo assurdo anche il solo trovarmi a scrivere sulla messa in discussione dell' Acqua come bene comune. Qui non si tratta di essere pro o contro il risanamento del bilancio pubblico.. qui un bene comune (e già tassato) vuole essere trasformato in un prodotto performante per filiere aziendali. L'Acqua, bene comune, monetizzata: sembra di guardare una Striscia di dubbia comicità. Semplificando: il primo quesito chiede agli Italiani se intendono abrogare (annullare) l'obbligo di gara per affidare la gestione dei servizi pubblici locali a società private o comunque costituite da capitale sociale privato non inferiore al 40%. Nota: l'esistenza di questa norma porta al referendum abrogativo sull'Acqua quindi, che tu lo voglia o no, sei uno degli attori della Striscia comica, come chi scrive.



Nucleare e Acqua.. che altro ? Il Secondo quesito.. ops ? no !? Un'abrogazione parziale di una norma che attualmente stabilisce come la tassazione dell'acqua debba includere anche un adeguato ritorno d'investimento al gestore erogante. Bada bene.. scrivo con cognizione: "ritorno d'investimento". Dunque.. Nucleare, Acqua e ancora Acqua. E il quarto quesito ? Abrogazione del leggittimo impedimento che, allo stato attuale, permette ai rappresentati del Governo (il Presidente del Consiglio o l'ultimo dei Ministri) di non presenziare se chiamati in udienza penale. Ora.. oggettivamente.. l'unico quesito che ha ragione di essere - con pro e contro fondati - è il terzo quesito. Gli altri sono l'effetto della nostra passività. Una passività che:


  • ha avviato il processo di monetizzazione (e quindi, privatizzazione!) dell'Acqua, visto che già i gestori possono, per Legge, ricapitalizzare gli investimenti;
  • ci ha fatto fare spallucce ogni volta che si sentiva parlare di legittimo impedimento, dando forza all'assunto per cui il detto popolare "la legge non è uguale per tutti" oggi è evidenza, realtà, talmente forte che per tentare di sradicarla è necessario ricorrere a un referendum abrogativo.

Ora, mi chiedo.. è mai possibile domandare agli Italiani se sono contro la privatizzazione dell'Acqua? Con quale faccia si chiede agli Italiani se sono contro il legittimo impedimento? E' un insulto alla Ragione.. l'essere arrivati ad una situazione (grottesca) del genere, dico. L'Acqua è un Bene comune e il fatto che già i gestori speculino con Ritorni d'investimento al limite della decenza è.. una concessione importante. Il legittimo impedimento che mette davanti le esigenze di pochi rispetto a quelle di molti, non dovrebbe esistere. Si addita a giustificazione il fatto che il ruolo istituzionale di un Ministro richieda presenza e partecipazione alla vita politica del Paese: il Legittimo impedimento garantisce "un sereno svolgimento delle funzioni attribuite dalla Costituzione e dalla legge". Concetto per cui, se un Ministro è costretto a mancare una manciata di ore dal suo posto di lavoro c'è il rischio che la Nazione vada a rotoli.. Sul serio ? Eppure l'Italia è anche nota per la forte organizzazione burocratica che, nella sua complessa artificiosità, è capace di rispondere adeguatamente a certe assenze. D'altra parte, un Ministro impedito a letto da una brutta influenza, o che arriva in ritardo per cause di forza maggiore - a volte nemmeno si presenta - ad un appuntamento d'agenda importante.. non è evento raro. O sbaglio ?

Nucleare, Acqua, Legittimo impedimento e i programmi d'informazione di fascia popolare tacciati d'omertà informativa. Perché ? La Sardegna risponde forte nella consultazione referendaria del 18 Maggio. Il 95% dei voti vanno al SI abrogativo sul ritorno del nucleare.. Un segnale d'allarme per i fautori del NO che non può passare inosservato. Nei giorni seguenti, come da prassi prevedibile, s'affaccia il Decreto Omnibus: ok, niente centrali ma niente referendum e come contropartita nel baratto politico: cultura, benzina, prestiti, media. Fiducia al Decreto ma.. restano confermati i quattro quesiti del referendum e continua la messa in onda dello spot informativo sulla due giorni referendaria con le informazioni ridotte all'osso. Istruzioni per l'uso sul significato di una croce posta sul SI o sul NO. Se infatti la RAI è per forza di cose tenuta a informare, Mediaset si sveglia tardi e inizia con il "minimo sindacale". Agcom alza la voce e s'inizia a macinare un po' d'informazione in più.. appena un po'.

La questione però è che questo movimento base è insufficiente, se non supportato da dibattiti e palinsesti costruiti per stimolare l'attenzione necessaria alla formazione di un' opinione libera da preconcetti. Nucleare, Acqua, Legittimo impedimento. La loro importanza è fuori discussione. Per similitudine, perché l'accostamento è proponibile per forza tematica, è come se fosse considerato adeguato lo spot informativo sulle elezioni del Presidente del Consiglio - condito da qualche finestra via telegiornali - piuttosto che una campagna mediatica per dar voce alle ragioni dei candidati. Ma dopo tutto, poteva andare diversamente ? Nucleare, Acqua, Legittimo impedimento.. i fautori del NO in dibattito pubblico contro quelli del SI.. per i primi, l'arena pubblica sarebbe un harakiri scontato. Perdono in partenza sull'Acqua e sul Legittimo impedimento, possono dire la loro - e con cognizione - sul Nucleare ma difenderne le ragioni - con gli autogol Acqua/Legittimo impedimento - è impresa al di fuori delle possibilità umane.

Allora.. ritorno sul Decreto Omnibus.. il palliativo ?



Déjà vu.. azioni silenti e piani nei piani fondati sul presupposto che l'Italiano medio non s'informa (domanda). Già.. e la rete che ci sta a fare ? Se lo chiese anche la Politica che nel 2007 ammiccò (eufemismo) allo strumento internet con il disegno di Legge sulla riforma dell'editoria italiana. La Legge Levi/Prodi voleva obbligare tutti gli autori italiani di blog - tra l'altro - all'iscrizione al ROC (Registro Operatori Comunicazione). L'obiettivo perseguito: al fine di tutelare l'informazione - si attestava a giustificazione - era necessario filtrare (selezionare) il facile opinionismo (che fa rima con indiscrezione e rumor) non "attaccabile" che (troppo spesso) metteva in difficoltà Brand noti piuttosto che certe azioni/idee politiche. Battaglia dura..

Si sveglia la rete e.. effetto collaterale.. si devono svegliare i media. Agcom sferza. Inizia a diffondersi l'informazione referendaria. Con un mese di ritardo rispetto agli standard mediatici..