Provincia di Roma: Rapporto Annuale 2011 sulla situazione sociale di Roma e Provincia

Il ritorno del precariato e non solo alla cassa integrazione. 170.000 persone in cerca di occupazione. Un hinterland con una media consumi ridotta a fronte di un aumento di richieste creditizie. La Provincia di Roma presenta un Rapporto annuale sulla situazione di Roma e Provincia con forti richiami all'emergenza sociale che ha caratterizzato il 2010. Il colpo di coda della crisi del Mercato dei Consumi e l'apertura al credito per i privati. E le aziende ?

Tasso di disoccupazione al 9,1%, + 0,7% rispetto alla media nazionale con il segmento Donne e Giovani nell'occhio del ciclone con punta del 30,5% in quello che dovrebbe essere l'incubatrice per eccellenza del futuro politico, sociale e commerciale del Territorio: la fascia della popolazione fino ai 24 anni. Se a questo dato, di per sé già poco rassicurante, ci si aggiunge il +782,1% dei cassa integrati rispetto al 2008, il quadro che emerge sembra lo spaccato geosociale di un Paese in via di sviluppo. Invece si tratta di un breve riassunto del Rapporto Annuale sulla Situazione di Roma e Provincia aggiornato al 2010 presentato dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.


Protagonista famigerato del Report, il massiccio ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni che nel 2010 ha autorizzato 32,7 milioni di ore pari a un +581% rispetto al 2008. Si tratta di percentuali da capogiro. Come quel +61,3% del tasso di disoccupazione rispetto alla media nazionale. Il sistema del lavoro romano non riesce ad assorbire l'impatto delle nuove generazioni che si stanno affacciando al mondo del lavoro, sfonda il Precariato che per mantenersi "propositivo" ritorna ad affacciarsi al Collocamento reinventato per servire il nuovo parco clienti dei "Cerco lavoro". Questa involuzione dello scenario romano coinvolge direttamente le famiglie medio borghesi che per adeguarsi al "nuovo mondo" hanno dovuto per forza di cose scegliere i sistemi di grande distribuzione a discapito di quelli artigianali e della piccola distribuzione. L'effetto fionda conseguente è stata una stagnazione generale e diffusa dei consumi a fronte di un aumento della domanda creditizia per arrivare alla fine del mese. Uno spaccato, quello romano, che riflette l'andamento generale dei consumi su scala nazionale, o meglio il modo in cui le famiglie italiane hanno fatto fronte alla riduzione del loro potere di acquisto grazie a mutui, prestiti, finanziamenti erogati da Banche, finanziarie e istituti creditizi in generale. Il ritorno alla domanda creditizia si attesta al +24,1% (Provincia di Roma) e al +19,5% su scala nazionale. Dati contrastanti, volendo, rispetto a quel -2,1% accusato dalla domanda creditizia delle Imprese romane, in controtendenza al +3% su scala nazionale.

Un importante ruolo guida, nonché impulso al Mercato creditizio, è stato dato dalla figura dell'Intermediatore finanziario che ha assunto un ruolo sempre più significativo nei rapporti tra aziende erogatrici del credito e potenziali clienti. Non più Intermediatore legato alle attività creditizie "interne" all'istituto di cui è referente, la figura del Consulente finanziario si è reinventata ed è stata accreditata come garante di nuovi clienti presso gli istituti erogatori. Lo spaccato emerso dal Rapporto annuale della Provincia di Roma sulla situazione aggiornata al 2010 racconta la coda dell'ultimo anno di crisi anche attraverso la difficoltà nel restituire i crediti, la cui riscossione spesso e volentieri avveniva non a causa d'insolvenza. Tra il 2008 e il 2010 le difficoltà creditizie hanno raggiunto la non invidiabile punta dell'85% in Italia (Roma a +73%).

Il Rapporto della Provincia di Roma evidenzia altre peculiarità del "profilo romano" che, gioco forza per il ruolo della Capitale - nonché primo centro urbano per densità di popolazione, rappresenta un'Osservatorio d'eccellenza di come l'Italia ha affrontato il durissimo biennio della crisi (2008/2010). Un dato significativo del Report riguarda l'indice evidenziato in precedenza sulla diminuzione delle richieste creditizie da parte delle aziende romane. Ed è l'unico dato davvero in controtendenza rispetto a quello su scala nazionale. Come si spiega questa "non necessità" di apertura al credito delle piccole imprese romane e non solo ? La lettura che viene oggettivamente più naturale è quella di una via di fuga per affrontare l'ultimo colpo di coda del biennio di crisi e in particolare del 2010. D'altra parte - tra gli altri - la stessa Adiconsum chiedeva alle Banche di dare credito accessibile alle famiglie e alle PMI, evidenziando come stava diventando prassi comune l' applicazione di commissioni arbitrarie e/o doppie commissioni sui conti dei clienti in risposta alla recessione del Mercato dei Consumi e quindi alla minore disponibilità dei piccoli investitori di far girare liquidità.


[ N.d.R. ] Invitare le Banche a dare credito accessibile a privati e aziende, unico modo per far ripartire le economie locali, significava però esporre gli Istituti creditizi alle insolvenze dei debitori. Ragion per cui, l'istituto non era (e non è) più disponibile ad aprire credito a clienti senza referenze garantite da Terze parti accreditate. Indirettamente, è proprio il segmento del credito privato a fornire la giusta prospettiva d'analisi. Gli intermediatori finanziari, procacciatori per Banche e finanziarie in generale, puntano sul privato perché il Privato si fa garante di una disponibilità al rientro (proprietà immobiliari e non solo) che gli istituti creditizi possono verificare agevolmente grazie a una filiera affatto banale: uno studio commercialista suggerisce l'intermediatore finanziario di fiducia al privato che necessità di nuova liquidità; l'intermediatore richiede al cliente documentazioni a garanzia delle sue capacità di solvenza (attestato dalla Banca d'Italia sulla situazione del nominativo in Centrale Rischi), quindi intermedia presso gli istituti creditizi che ha in agenda garantendo per il privato.

Durante il biennio 2008/2010 e proprio in virtù delle pressioni all'agevolazione al credito, un cliente privato offriva (offre) maggiori garanzie a fronte di una "presentazione intermediata" rispetto, esempio, a una Società a Responsabilità Limitata "sconosciuta" perché la sua domanda creditizia è vincolata a piccole aperture di credito, periodiche e costanti, che creano i presupposti di una fluidità di cassa a breve termine senza garanzie di continuità del servizio erogato. Garanzie che invece sono Pretese dall'azienda che presenta domanda creditizia per investire sulla "piazza affari" romana: la fluidità rallenta, entrano in gioco i fidi aziendali e tutti quei fattori che ruotano attorno alle aperture di credito per le aziende che rallentano il business creditizio, qui inteso come prima scelta in risposta al mercato stagnante del biennio crisi. Motivo per cui, la Banca cerca il Cliente Azienda (per piazzare la sua offerta di conto business) ma è meglio disposta all'apertura di credito verso il privato. Si tratta di una Filiera atipica della Crisi che ha rallentato l'investimento su territorio delle aziende romane (senza istituti garanti alle spalle, si chiudevano le porte al fotovoltaico, agli investimenti sul gestione sostenibile delle aziende) e che ha portato la Provincia di Roma a varare un piano di sviluppo del territorio dichiaratamente costruito sulle energie sostenibili. Obiettivo: far respirare le piccole imprese romane, le attività commerciali e quelle aziende italiane intenzionate a proporsi sul mercato romano. La Provincia che garantisce indirettamente per il business su territorio è il miglior intermediatore finanziario che un'istituto creditizio possa desiderare.

Caso esemplare nel contesto romano, è quello del nuovo centro congressuale che coinvolge la riqualificazione dell' area del Velodromo. L'intermediazione della Provincia e del Comune di Roma sono l'unica via percorribile per ottenere finanziamenti adeguati a supportare "pesanti" cantieri aperti. Riccardo Mancini, Amministratore Delegato della Eur S.p.A., è stato molto chiaro in merito: "Se non arriveranno i soldi dal Campidoglio e dal Ministero del Tesoro dovremo necessariamente chiudere i cantieri della Nuvola. Per Eur Spa il progetto della Nuvola è sicuramente un peso finanziario. Ma siamo convinti che Roma abbia bisogno di un centro congressi a livello internazionale, i cui lavori dovrebbero terminare il 30 gennaio 2013". Provincia e comune a garanzia della fattibilità di un progetto, sono anche apri pista per attirare Investimenti di Gruppi privati sulla piazza romana. Gruppi caratterizzati da una forte liquidità ("cassa fluida"), primo requisito richiesto dagli istituti per aperture di credito a lungo termine. Secondo requisito: offerta dinamica e potenziale in essere. E' il caso della riqualificazione dell' Ostiense che alla fine ha trovato in Oscar Farinetti (Eataly) l'eccellenza per dare una svolta definitiva al progetto che il 9 Dicembre 2011 dovrebbe vedere l'inaugurazione dell' Eataly versione romana, brand Alto Cibo già sperimentato con successo a Torino e Genova e che con l'apertura dell' Eataly Tokyo porta a sei i suoi punti vendita nel mondo.