The New Rockstar Philosophy

The New Rockstar Philosophy è il manifesto di una cultura musicale che ha cambiato passo, forma e ritmo grazie all'avvento di una tecnologia di massa sempre più orientata al social business. E' un momento di grandi possibilità: uno spunto di riflessione oltre la patina sgargiante delle mille opportunità proposte da un Mercato impegnato a cercare vie di fuga senza "carta d'identità".

E' evidente. Viviamo in un momento di grandi possibilità, sia da un punto di vista tecnologico e sia dal punto di vista della comunicazione. Mai come ora si possono tenere in mano i fili di questo gioco.
Non solo registrare musica è diventata una cosa alla portata di tutti, ma a differenza di anni fa, in cui la procedura era obbligata, ora lo si puo' fare in svariate maniere e personalmente vedo questo praticamente tutti i giorni. Stessa cosa per la comunicazione e la commercializzazione della musica: fine del monopolio dei meccanismi da parte delle case discografiche per come le abbiamo conosciute, e accesso a tutti, tramite web, alla comunicazione.

[ N.d.R. ] #60 Insound Magazine: La crisi della discografia ha tolto ossigeno agli studi di registrazione, che si sono dovuti adattare alle nuove esigenze del mercato: massima qualità del servizio al minimo prezzo. In questa condizione al ribasso economico e professionale, molte strutture hanno chiuso e molti fonici e produttori hanno dovuto ripensare il proprio ruolo, non più "dipendente" dalle case discografiche. Qualcuno ha deciso di farlo puntando sulla qualità non solo tecnico-professionale, ma anche dell'ambiente di lavoro e dei rapporti interpersonali. Incipit dell'intervista Insound all'autore di questo articolo.

Sono cambiate le prospettive. Te ne accorgi iniziando la giornata con una notizia riportata dal Fatto Quotidiano - poi ritrovata su parecchi blog - riguardo l' uscita di "The New Rockstar Philosophy". Il libro riassume le esperienze di due blogger canadesi, Hoover e Voyno, nel mondo della discografia attuale e cerca di dare consigli e di sfruttare le opportunità (...che sono infinite...) che il nuovo scenario post CD ci sta offrendo. Secondo l'articolo di Pasquale Rinaldis sembrerebbe "...un manuale da leggere, sottolineare e consultare per orientarsi nella vastità di mezzi e opportunità aperte dal nuovo scenario. L’idea alla base è che questo sia il miglior momento storico per essere un musicista indipendente, ma è necessario ripensare completamente l’approccio al mercato e alla costruzione della carriera musicale."

Sicuramente parlero' di questo libro appena uscirà (in ottobre) pubblicato da NDA PRESS e curato da Tommaso Colliva e Claudia Galal.
Oltre alle migliaia di possibilità (migliaia? milioni!) che il mercato e il web ci offrono adesso avremo anche la fortuna che qualcuno ci spiegherà come utilizzarle.
Noi italiani partiremo svantaggiati, i nostri colleghi canadesi avendo per primi letto questo manuale avranno già occupato i posti migliori, pazienza, ci sarà comunque da imparare.

Non so perchè ma dopo aver letto questa notizia continuo a fare un parallelo che sicuramente è eccessivo (ma non so che farci, il parallelo mi viene) con quei personaggi che spesso si vedono nelle televisioni locali, che per modiche cifre sono disposte a darti dei numeri da giocare al lotto con cui TU poi potrai vincere somme favolose. Lo so il parallelo è eccessivo e sono piu' che sicuro che da questo libro avro' da imparare, pero'...

Ma la giornata è finita con un'altra notizia. Piu' che una notizia è una riflessione presa da Naturalis Historia di Plinio il Vecchio in cui si affrontano le differenze tra la pittura greca e quella romana. Mi ha fatto pensare molto a quando con veramente poco si faceva veramente tanto (le osservazioni di Alberto Callegari sono qui molto indicate) e ora, dopo queste riflessioni sulle mille opportunità di oggi, mi viene naturale riportarlo paro paro: "Con soli quattro colori compirono quelle opere immortali che tutti conoscono, i famosissimi pittori Apelles, Aetion, Melanthios, Nikomachos, quando uno solo dei loro quadri veniva acquistato colle entrate di tutta una città. (...) Tutte le cose migliori si ebbero allora, quando meno risorse v'erano. E cosi è, perché, come ho detto sopra, ora si apprezza il valore delle cose. non quello dell'animo."