Rapporto Crespi: credibilità della Politica, è crisi

Fiducia. Governo. Opposizione. Bandiere di partito. Movimenti politici e non. Le aspettative dei cittadini italiani. Il sondaggio dell'Istituto di Ricerca Crespi sottolinea: è il settembre nero per la politica italiana. Minimo storico per Silvio Berlusconi (22%) ma l'opposizione non guadagna: crollo in verticale per Pierluigi Bersani (-8%); Nichi Vendola si conferma primo malgrado un calo del -2%; Stabile Pier Ferdinando Casini (+1%); buon ritorno di fiducia per Antonio Di Pietro (+5%). Beppe Grillo guadagna un +2% rispetto al secondo trimestre. L'Osservatorio Crespi conferma una sensazione diffusa: la credibilità interna della politica italiana è in crisi.

Il 9 Settembre 2011 Crespi Ricerche diffonde il sondaggio sulla fiducia degli Italiani nei leader di riferimento. Realizzato tra l' uno e il 5 Settembre 2011 per mezzo di interviste telefoniche con metodologia C.A.T.I. (Computer Assisted Telephone Interviewing) effettuate su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia (3.899 contatti per 1.000 interviste complete e 2.899 rifiuti/sostituzioni), il sondaggio Crespi evidenzia una tendenza che definisce la portata della crisi sulla fiducia degli Italiani nella politica. Il cittadino italiano, sempre più insicuro e demotivato, è alla ricerca di porti capaci di filtrare temi delicati quali lavoro, risparmi, il futuro in generale, espressi anche da piccole derive quotidiane.




[ N.d.R. ]

Il Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo costituisce una buona chiave di lettura delle attitudini dei cittadini italiani nel loro rapporto con la politica: a differenza dei movimenti politici tradizionali, M5S è nato per il web e non ha alcuna intenzione di proporsi come partito politico. Un'osservatorio privilegiato da cui non si può prescindere per la sua capacità di raccogliere persone già schierate sotto bandiere anche agli antipodi, tutte accomunate dall'idea, se non l'esigenza, di una partecipazione attiva e consapevole del cittadino alla vita politica italiana.

L'attuale crisi europea. La mancanza di trasparenza che è iniziata con il rifiuto di ammettere il commissariamento dell' Italia arrivando agli aggiornamenti quotidiani sulle versioni della Manovra finanziaria necessaria per rispondere alle richieste della Banca Centrale Europea. La versione della manovra che soddisfa BCE, tutti e nessuno. Sono fattori, insieme agli scandali Primavera/Estate 2011, che hanno causato il crollo delle certezze necessarie per identificarsi in precise appartenenze ideologiche. Questa reazione coinvolge anche le naturali basi elettorali dei partiti e si traduce in primo luogo nel crollo di una identità popolare di cui il Governo si era fatto garante.


Le conseguenze della manifesta mancanza di fiducia nel Governo coinvolgono tutti i leader che hanno accompagnato anche di riflesso l'ultima legislatura. Al cittadino italiano non importa il quando e il perché dei cambi di direzione. Le crisi irrisolte e le risposte inadeguate hanno contribuito al crollo delle certezze a partire da quelle dei cittadini moderatamente schierati. Il crollo è stato trasversale. A Sinistra si aspettavano una risposta forte e coerente alla gravità del problema da parte dei leader di riferimento ma non c'è stata.


[ N.d.R. ]

L'estate della Politica italiana ha dimostrato come la situazione sia quanto mai fragile e incerta. Lo dimostra la facilità con cui viene cavalcata l'indignazione popolare da "profili" pianificati ad arte che tutto sanno meno di precarietà incazzata. E' quella indignazione appannata che ignora (per sue mancanze) le evidenze e rifiuta in preconcetto d'approcciarsi criticamente al passaparola scatenante. Perché informarsi (a volte) è faticoso oppure (semplicemente) non conviene (?). "Un fatto della nostra vita ha valore non perché è vero ma perché ha significato qualcosa", Goethe per sottolineare tutte le debolezze e i rischi impliciti alla "cultura" dell' indignazione disinformata, candidata ideale a (nuova/vecchia) fattoria politica sforna voti. Nel corso dell'ultimo lustro è stato più volte ignorato un diritto sancito dall' Articolo 71 della Costituzione italiana. Diritto eluso perché si può: l'assenza di tempistiche precise atte a regolamentare l'iter burocratico conseguente la presentazione di una Legge popolare è la via di fuga che impedisce di appellarsi all' Articolo 28 (e non solo) della Costituzione. Questo significa che ogni indignazione ispirata da Scandali o Incompetenze manifeste, una volta tradotta in proposta di Legge popolare, resta comunque soggetta ai tempi della Politica contro cui manifesta. La Politica sceglie il se, come e quando ne discuteremo. Il cittadino indignato resta solo con la sua indignazione ridondante. Tutto il resto è fumo.