Roma Ecomunica tra Rifiuti e Rinnovabili

Mentre la Commissione europea mette in mora l'Italia per i rifiuti di Napoli, il loro riciclo incontra le energie rinnovabili a Roma nell'evento Ecomunica, promosso da Officina Italiana e patrocinato dalla Regione Lazio e da Roma Capitale. Quattro parole che definiscono l' obiettivo delle Piazze del Vivere: ridurre, riciclare, riutilizzare, rinnovare. Promuovere la cultura del Vivere Sostenibile senza dimenticare la prima emergenza da risolvere: lo smaltimento dei Rifiuti.

Ecomunica (29 Settembre, 2 Ottobre 2011) è il forum dedicato al riciclo e all'eco sostenibilità rivolto ai cittadini ed in particolare ai bambini e ai giovani a cui si rivolge con un messaggio diretto: "Loro sono la vera energia vitale del mondo". L'obiettivo di Ecomunica è quello di diffondere attraverso le Piazze del Vivere la cultura del Vivere Sostenibile. Piazza del Popolo come "Open Day" a partire dal 29 Settembre 2011 con l'inaugurazione di Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, che ha confermato l'intenzione della Regione nel continuare sulla strategia di conversione delle risorse energetiche sul territorio, anche con le scelte necessarie per garantire un ciclo integrato dei rifiuti. Il 30 Settembre 2011 è stata invece la giornata dedicata ai giovani e alle nuove possibilità aperte dalle Energie rinnovabili. Da segnalare il Convegno sulla Green Economy come opportunità di lavoro.

Il Convegno è stato aperto dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno che, rivolgendosi ai ragazzi ha dichiarato come gli incontri e i giochi promossi dal forum "servono a spiegare che l'ambiente e' la nostra vita futura". Il Convegno ha dimostrato, per voce del Presidente dell' Associazione Nazionale Energia del Vento (Anev) Simone Togni, come in periodo di crisi il Settore delle Rinnovabili si sia conquistato lo spazio operativo che meritava da tempo. Le stime al 2020 promettono il raggiungimento di una quota minima di 250.000 impensabile fino a pochi anni fa a patto che l'Italia crei gli strumenti necessari per raggiungere gli obiettivi assunti - afferma il Presidente dell' Anev.

Prima di Ecomunica, l'apripista sugli investimenti per le energie rinnovabili è stata la Provincia di Roma per merito del suo promotore più attivo, il Presidente Nicola Zingaretti. L'ultimo forte intervento risale alla Primavera del 2011 e aveva dato il via a un progetto ad ampio respiro sotto l'egida ufficiosa, il Fotovoltaico non è una moda: "la battaglia per lo sviluppo sostenibile si vince con tanti piccoli interventi e i soldi che risparmiamo dalla bolletta energetica degli istituti li potremo reinvestire nella scuola". La mobilità sostenibile come valore e principio guida per gli investimenti sul territorio è una battaglia vecchia ma sempre attuale. Ogni Partito vuole esserne il promotore e ogni gruppo politico locale ha qualcosa da dire al riguardo. Il Referendum contro il Nucleare ha definito le priorità degli Italiani e Ecomunica ha un'opportunità importante fino al 2 Ottobre 2011, ultimo giorno del Forum: produrre fatti a supporto dell'interesse concreto sulle Rinnovabili, tema che promette di essere uno dei cavalli di battaglia dei futuri appuntamenti elettorali, dedicando lo stesso impegno e la stessa importanza al problema dei Rifiuti a cui le energie rinnovabili sono legate a filo doppio.

Le Rinnovabili sposano l'emergenza Rifiuti, urgente e irrisolta.

Malagrotta testimonia l'assoluta assenza di una politica di gestione programmatica. Ci sono problemi strutturali non risolti, afferma Massimiliano Iervolino, Membro di Giunta dei Radicali Italiani, in un'esaustiva analisi sulle mancanze della maggior parte dei Partiti nella gestione dei rifiuti nel Lazio. "In questi mesi la situazione si è aggravata, infatti: il piano della Polverini è fermo in commissione regionale nonostante l’Europa abbia inviato all’Italia una seconda lettera di messa in mora; Bruxelles ha riaperto una procedura di infrazione contro la discarica di Malagrotta per violazione della direttiva-quadro 1999/31/CE; il Governo ha nominato il prefetto di Roma Pecoraro per chiudere la discarica più grande d’Europa e per individuare il sito alternativo; i magistrati della Capitale hanno aperto un fascicolo per stabilire se Malagrotta abbia provocato la morte di 4 persone per neoplasie; i comitati dei cittadini si stanno mobilitando per scongiurare l’apertura di un nuovo enorme invaso e propongono come alternativa la strategia rifiuti zero [ ...] ".

Il Piano Polverini, anche se approvato dalla Regione Lazio, era subito stato accompagnato da diverse critiche istituzionali fin dalla sua presentazione. A complicare le cose, 31 Dicembre 2010, arriva la proroga della Regione sulla discarica di Malagrotta che la Commissione Ambiente del Comune di Roma, commentava così: "L'ordinanza di proroga della discarica di Malagrotta firmata dal Presidente Polverini, con la quale si dà disposizione alla società Giovi Srl di avviare entro sei mesi il sistema integrato per il trattamento dei rifiuti di Roma, rappresenta un atto necessario per trovare in tempi brevi una soluzione condivisa e coerente con il nuovo Piano regionale dei rifiuti. Vista l'impossibilità di trovare un sito a ridosso dei quartieri consolidati che insistono nel territorio cittadino, riteniamo debba essere considerata l'aria vasta della Provincia di Roma compresa nell'ambito del Sub-Ato individuato dalla Regione Lazio".

Sul caso Malagrotta è tornato a parlare anche il Sindaco Alemanno a margine del Convegno sulla Green Economy del 30 Settembre 2011. L' AGI diffonde una nota che riporta la dichiarazione del Sindaco di Roma a commento della nomina del Prefetto Giuseppe Pecoraro a commissario per la chiusura della discarica: "Credo ci siano ordinanze o altri provvedimenti non graditi agli imprenditori ma non penso ci sia sfiducia nei confronti della persona".

Roma e la sua Malagrotta, Napoli come causa della mora europea, sono due aspetti di un "imbarazzo" politico che va oltre la localizzazione di siti adeguati per lo smaltimento. Un imbarazzo di cui la "monnezza di Napoli" si fa latrice delle mancanze prodotte dalle varie amministrazioni che nel corso del tempo si sono scaricate l'emergenza Rifiuti come voce a margine delle agende di priorità. La Commissione Europea è di diverso avviso: "La Commissione preme sull’Italia affinché trovi soluzioni efficaci a breve e lungo termine per la gestione dei rifiuti in Campania, regione che su questo fronte è stata al centro di ripetute crisi" - inizia così il comunicato della Commissione diffuso da Bruxelles il 29 Settembre 2011 - "Su raccomandazione del commissario per l’Ambiente Janez Potočnik sarà inviata una lettera di costituzione in mora, in cui si ricordano all’Italia gli obblighi che le incombono e la necessità di conformarsi alla sentenza del 2010 della Corte di giustizia dell’Unione europea. Se l’Italia non eseguirà la sentenza, la Commissione potrà adire di nuovo la Corte e chiedere che vengano inflitte ammende".


[ N.d.R. ] La sentenza della Corte europea diffusa il 4 Marzo 2010 riporta: "la Corte conclude che l'Italia, non avendo adeguato e integrato la sua rete di impianti per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti e non avendo adottato tutte le misure necessarie per evitare pericoli per la salute umana e danni all'ambiente della regione Campania, è venuta meno ai suoi obblighi ai sensi della direttiva sui rifiuti".

"Le emergenze rifiuti verificatesi a Napoli e nelle zone circostanti destano non poche preoccupazioni in quanto ormai da vari anni stanno mettendo in pericolo la salute umana e l’ambiente" - continua il comunicato del 29 Settembre - "Nonostante la situazione sia in qualche modo migliorata da quando la Corte si è pronunciata nel 2010, la regione Campania continua ad essere priva di una rete adeguata di impianti per la gestione dei rifiuti. A Napoli e in molti altri comuni campani sussistono problemi ricorrenti con la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Alla produzione giornaliera vanno ad aggiungersi i circa 6 milioni di tonnellate di vecchie balle di rifiuti ancora depositate in discariche temporanee in attesa di un definitivo smaltimento o recupero".