Cash Game: il via libera del Senato al DDL Lauro contro le infiltrazioni criminali

Per tutelare il Cash Game c'è bisogno delle linee guida della Commissione Antimafia preposte a contrastare gli interessi di attività criminali nel settore. Lo afferma il Senato della Repubblica italiana puntando sulla modifica dell' Articolo 88 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) e sull'adozione delle misure previste dal DDL Lauro riguardo la tutela dei minori, la pubblicità ingannevole e la trasparenza delle transazioni per favorire l'antiriciclaggio.

Il 5 Ottobre 2001, il Senato della Repubblica conferma l'importanza delle linee guida della Commissione Antimafia chiamata a vigilare sulle possibili attività criminali interessate ad attivarsi, o con già interessi in corso, sul Cash Game italiano la cui era è iniziata ufficialmente con il Decreto Legge n.98 del 6 Luglio 2011 che rese operativa l'iniziativa inserita nel Decreto Abruzzo.

Tutto inizia con il DDL Lauro.

Il Senatore Raffaele Lauro
Misure urgenti sul gioco d'azzardo per la tutela dei minori, sul divieto di pubblicità ingannevole, sul riciclaggio e sulla trasparenza dei flussi finanziari in materia di scommesse è l'oggetto del Disegno di Legge n. 2714 presentato il 4 Maggio 2011 dal Senatore Raffaele Lauro e dai Senatori cofirmatari Allegrini, Amoruso, Aparo, Astore, Benedetti Valentini, Bornacin, Bettamio, Bevilacqua, Burgaretta, Calabrò, Caligiuri, Carloni, Castro, Compagna, Costa, Cursi, D'Ambrosio, De Gregorio, De Lillo, Fanetti, Fasano, Fluttero, Gramazio, Giuliano, Mariapia Gravaglia, Gustavino, Lanutti, Lettieri, Li Gotti, Lumia, Menardi, Morra, Musso, Palmizio, Peterlini, Poli, Ramponi, Sarro, Sciascia, Giancarlo Serafini, Serra, Spadoni, Speziali, Totaro, Urbani, Valentino.

Il Manifesto che accompagna il Disegno di Legge definisce il campo d'azione dell'iniziativa. In primo luogo, il Senatore Lauro e i cofirmatari definiscono lo scenario:


"Il mercato del gioco e, in particolare, quello del gioco d’azzardo, sia cosiddetto legale o autorizzato, sia illegale, in mano alla criminalità organizzata, è, in Italia, in fortissima espansione (non meno di 100 miliardi di euro per il 2012), anche con riferimento al gioco d’azzardo on line. Esso, di fronte alla sostanziale indifferenza delle istituzioni, dell’informazione e della pubblica opinione, sta producendo effetti devastanti sui redditi delle famiglie, dei soggetti meno abbienti e sulle categorie più deboli della società, giovani ed anziani, specie in una fase di recessione economica, nonché patologie, i cui costi umani e sociali, in futuro, saranno rilevanti. Esiste, in molti casi, una continuità e una contiguità, ormai accertata dalle indagini della magistratura e dalle operazioni di polizia, tra il cosiddetto gioco d’azzardo legale o autorizzato e quello illegale, in mano alla criminalità organizzata, che è ramificato su tutto il territorio nazionale, ma assume una valenza allarmante sui territori di tradizionale insediamento delle società criminali e dei circuiti malavitosi"

Quindi considerano le mancanze di un sistema che per norme e organizzazione non sembra in grado di garantire controllo sulla nuova frontiera del gioco. Il DDL promuove come prioritaria l'esigenza di tutelare i minori, di agire direttamente sulle pubblicità ingannevoli e di rafforzare il controllo sul flusso di denaro prodotto dal Mercato del Cash Game.


"Il sistema normativo, sanzionatorio e di controllo, quindi, non appare sufficiente a disciplinare, a controllare e a sanzionare una situazione che diventa ogni giorno più grave. In attesa che il Parlamento discuta la prima relazione sul tema, approvata all’unanimità dalla Commissione antimafia ed inviata, l’anno scorso, ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati ( Doc. XXIII, n. 3, relazione approvata il 17 novembre 2010 dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della magia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere) ed altre relazioni, che sono in corso di redazione da parte del comitato antiriciclaggio della commissione stessa, pervenendo ad una auspicabile commissione di inchiesta parlamentare sul gioco d’azzardo, appare indifferibile provvedere a rafforzare il sistema normativo con misure urgenti sul gioco d’azzardo per la tutela dei minori, sul divieto della pubblicità ingannevole, sul riciclaggio e sulla trasparenza dei flussi finanziari in materia di scommesse, contenute nel disegno di legge che si propone"

Così com'è, afferma il Senatore Lauro, il settore del gioco non è tutelabile. E' fondamentale agire per una "riforma organica del settore del gioco che affronti tutti gli aspetti, e questa riforma non può più attendere perché le norme sono assolutamente inadeguate. La stessa AAMS con le norme attuali non può combattere le infiltrazioni mafiose che ci sono nel gioco illecito ma anche in quello lecito, perchè nei territori infiltrati dalla criminalità questa controlla, attraverso i prestanomi, tutte le agenzie di scommesse".

Lo scenario inquadrato dal DDL Lauro considera come deterrente per un controllo adeguato del Territorio Cash Game, la strategia per cui una società interessata a proporsi in Cash Game italiano è solita organizzarsi in consociate con forti influenze offshore. "E' possibile" - è la domanda riproposta dal Senatore Lauro a commento della decisione del Senato - "che AAMS non sia messa in condizione, con le norme che abbiamo previsto nella Relazione della Commissione, di sapere chi c’è dietro queste società?".


[ N.d.R ] Una società offshore può attivarsi - commercializzare la sua attività - in Italia in due modi: come società oppure come consociata di gruppo (se non di holding) in cui l'azione su territorio è garantita da società italiane. Il significato originario di società offshore definiva un'azienda registrata in base alle normative di Legge previste dalla Nazione in cui si costituiva, le cui attività però erano tutte concentrate all'estero. Attualmente il concetto di offshore è stato estremizzato al punto da essere assiomatico di "paradiso fiscale". Dal Delaware a Hong Kong passando per Londra, esistono diverse Realtà che promuovono il modello moderno di offshore. Questo modello impedisce l'operatività della società (fronte territorio e fronte bancario) se non provvista di certificazioni adeguate. Da cui, la via più facile per fare attività offshore è quella di creare gruppo con una società registrata sulla nazione obiettivo d'azione, che si occuperà dell'operatività sul territorio come della logistica e varianti sui generis.

L'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) è vincolata, nell'applicazione del suo mandato, dalla capacità della Politica nel fornire gli strumenti necessari a fronteggiare potenziali situazioni critiche. Queste, in sintesi, le conclusioni dei promotori dell'iniziativa passata in Senato. Il deficit politico emerge quando è chiaro che il cittadino, invitato a giocare in un sistema gioco legalizzato, non è tutelato se non "indirizzato" all'applicazione dell'ideale di cui si fa bandiera l'AAMS. Gioco Responsabile.



In questo contesto gioca un ruolo decisivo la modifica all' Articolo 88 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) già Art. 86 T.U. 1926 che originariamente riportava:


Non può essere conceduta licenza per l'esercizio di scommesse, fatta eccezione per le scommesse nelle corse, nelle regate, nei giuochi di palla o pallone e in altre simili gare,
quando l'esercizio delle scommesse costituisce una condizione necessaria per l'utile
svolgimento della gara. Le società di corse di cavalli, debitamente costituite ed autorizzate, hanno esclusivamente il diritto di esercitare per le proprie corse, tanto negli ippodromi quanto fuori di essi, totalizzatori e le scommesse a libro, sia direttamente, sia per mezzo di allibratori, purché questi agiscano in nome e per conto delle società, ed abbiano, oltre la licenza di cui alla prima parte di questo articolo, una speciale autorizzazione delle società stesse (1).

[I contravventori sono puniti con l'arresto da due mesi a un anno e con l'ammenda non
inferiore a lire 1.000.000] (2).

(1) Per quanto concerne la disciplina delle attività di giuoco (giuochi di abilità e concorsi pronostici), vedi D.Lgs.C.P.S. 14 aprile 1948, n. 496 e D.P.R. 18 aprile 1951, n. 581.

(2) Comma abrogato dall'art. 9, L. 13 dicembre 1989, n. 401

Il TULPS fu poi soggetto a diverse modifiche, incluso l' articolo 88 che nella sua forma più recente riporta:


La licenza per l'esercizio delle scommesse può essere concessa esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti ai quali la legge riserva la facoltà di organizzazione e gestione delle scommesse, nonché a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione o autorizzazione. (1)

(1) Articolo prima modificato dall'articolo 9 Legge n.401 del 13 dicembre 1989, n. 401 e poi sostituito dall'articolo 37 (comma 4) Legge n.388 del 23 Dicembre 2000 (Finanziaria 2001).

La 617° Seduta pubblica in assemblea del Senato della Repubblica sintetizza l'inadeguatezza dell'attuale articolo 88 nella premessa del Senatore Luigi De Sena, per cui l'emergenza di una regolamentazione efficace a tutela del Cash Game dalle interferenze criminali spazia "dalla tutela dei minori alle misure antiriciclaggio, dalla trasparenza dei flussi finanziari alla modifica dell'articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, al divieto di pubblicità a tutela dei consumatori specialmente minori e fasce deboli".

L'applicazione di questo pacchetto sicurezza contro le infiltrazioni criminali nel Cash Game è possibile, conferma il Senato, solo vincolando il Governo all'adozione delle linee guida della Commissione Antimafia, che - applaudite all'unanimità - sono però state anche oggetto di dibattito a causa dell'irritualità della loro discussione. Il rischio di un conflitto tra istituzioni è evidenziato dall'intervento in seduta del Senatore Roberto Centaro: "Mi fa particolare piacere la presenza e l’impegno del Governo per la soluzione delle problematiche poste in rilievo dalla Commissione antimafia, ma mi piacerebbe anche pensare che, così come avveniva nelle passate legislature, non vi sia la necessita` di un dibattito in Parlamento e che dunque la forza politica della Commissione antimafia, che e` stata sempre particolarmente forte e incisiva, possa far sì che il Governo adotti tali misure senza la necessità di un dibattito in Parlamento e quindi senza bisogno del supporto, sulla propria relazione, di una delle Camere di riferimento della Commissione bicamerale. Tuttavia ne abbiamo discusso, era utile discuterne e, probabilmente, se la discussione, piuttosto che sul documento, fosse stata sul fenomeno in esame, essa sarebbe stata di tutt’altra portata".