FAO: contro la Povertà, una Politica migliore per combattere la volatilità dei prezzi alimentari

La Food And Agriculture Organization of the United Nations (FAO) pubblica il Rapporto SOFI 2011 sulla fame nel mondo che focalizza l'attenzione sulla volubilità dei prezzi di beni alimentari. Un report duro e affatto scontato che accompagna la vigilia della prossima Giornata Mondiale sull'Alimentazione del 17 Ottobre 2011, il cui focus tornerà sulle fluttuazioni dei prezzi alimentari con il tema 'Prezzi degli alimenti – dalla crisi alla stabilità'. 

Il tema, se non problema, dei prezzi alimentari è una delle battaglie sposate con passione da Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO, fin dal giorno del suo insediamento alla guida del massimo ente ONU in Italia. E' una battaglia la cui importanza è stata sottolineata a più riprese anche dalla Banca Mondiale, per cui le fluttuazioni dei prezzi nel biennio 2010-2011 che hanno condizionato l'aumento dei costi degli alimenti ha spinto circa 70 milioni di persone oltre il baratro della povertà estrema. La Giornata Mondiale dell'Alimentazione avrà come tema Prezzi degli alimenti - dalla crisi alla stabilità. "Sarà nostro compito" - afferma la FAO nella pagina ufficiale dell'evento - "analizzare scrupolosamente le cause di queste oscillazioni dei prezzi degli alimenti. E sarà nostro compito fare ciò che deve essere fatto per ridurre le conseguenze sui componenti più deboli della nostra società globale". Intenti chiariti dallo spot ufficiale della Giornata:



Il Rapporto annuale SOFI 2011 (The State of Food Insecurity in the World) presentato il 10 Ottobre 2011 e reso disponibile lo stesso giorno (dalle ore 10:00) per il download gratuito può essere considerato anche come un'ampia analisi del Manifesto promosso congiuntamente da FAO, IFAD e PAM, sia per la Giornata Mondiale dell'Alimentazione che per la battaglia contro la Povertà. La prefazione firmata da Jacques Diouf, Kanayo F. Nwanze (Presidente IFAD) e Josette Sheeran (Direttore esecutivo PAM) inizia con questo passaggio, che definisce l'obiettivo del Report:


[ N.d.R. ] La traduzione in Italiano dal testo originale non è letterale ma è volutamente indirizzata alla comprensione e trasmissione del messaggio mantenendone intatta (per quanto possibile) la forza nel passaggio dall'Inglese all'Italiano.

I piccoli paesi che dipendono dalle importazioni, in particolare in Africa, sono stati profondamente colpiti dalla carenza di cibo causata dallacrisi economica. Infatti sono molti i Paesi ancora in crisi in diverse parti del mondo e, in particolare, nel Corno d'Africa.

Queste crisi complicano i nostri sforzi per raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio (MDG), che è quello di ridurre della metà la percentuale di persone che soffrono la fame entro il 2015. Malgrado questo obiettivo infatti circa 600 milioni di persone soffrono la fame quotidianamente. Non è accettabile avere 600 milioni di persone in queste condizioni di sofferenza. La comunità internazionale deve agire oggi, con forza e in modo responsabile per allontanare dal pianeta l'incubo dell'insicurezza alimentare.

La volatilità dei prezzi alimentari è il focus della presente edizione de Lo Stato dell'insicurezza alimentare nel Mondo. Le nostre organizzazioni continuano a monitorare i prezzi dei prodotti alimentari e hanno allertato il mondo attraverso una serie di rapporti e di analisi sulle tendenze e la volatilità dei prezzi alimentari negli ultimi anni. Questa situazione continua ad essere motivo di preoccupazione per i Governi e la gente di tutto il Mondo. E' infatti evidente come la volatilità dei prezzi è destinata a perdurare nel tempo. Per questo motivo abbiamo preso atto con soddisfazione che nel 2011 il Gruppo dei 20 Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali (G20) abbia deciso di perseguire attivamente quelle opzioni politiche necessarie per la riduzione della volatilità dei prezzi alimentari.

Utilizzando nuove fonti di dati, la presente relazione scava sotto le evidenze per scoprire cosa è successo sui mercati nazionali per trarre insegnanmento dalla crisi alimentare mondiale del 2006/2008. In particolare, questo rapporto vuole enfatizzare l'impatto delle valute mondiali sui prezzi, sulla sicurezza alimentare delle famiglie e sulla nutrizione, in contesti altamente specifici. L'impatto considerato dipende dalle merci, dalle polizie nazionali, sono tutti fattori che influenzano il valore dei prodotti nel passaggio da mercato interno a mercato mondiale, come anche le caratteristiche produttive e demografiche e altri fattori ancora. Questi impatti diversificati sia interni a un Paese che nelle interazioni tra Paesi indicano la necessità di migliorare l'analisi dei dati in modo da fornire ai Governi gli strumenti cognitivi necessari per poter attuare politiche migliori.

Una Politica d'intervento migliore e quindi capace di offrire maggiore prevedibilità [ n.d.r. nelle proiezioni d'analisi ] può ridurre non solo gli effetti collaterali indesiderati su altri Paesi ma, contemporaneamente, può ridurre l'insicurezza e la volatilità dei prezzi alimentari su mercati interni. Questo rapporto farà un distinguo tra il livello dei prezzi dei prodotti alimentari e le fluttuazioni dei prezzi alimentari (volatilità dei prezzi), perché i costi e i benefici dei prezzi elevati del cibo sono molto diversi dal costo del prezzo volatile, soprattutto quando le fluttuazioni non sono prevedibili.


[ FAO Sala Stampa, Rapporto sulla fame nel mondo 2011 ]

I prezzi alimentari sono destinati a rimanere sostenuti - e forse ad aumentare - e saranno caratterizzati da grande volatilità, è quanto afferma il rapporto annuale sulla fame nel mondo The State of Food Insecurity in the World (SOFI 2011), quest'anno redatto congiuntamente dalle tre agenzie di Roma: la FAO, (l'Organizzazione ONU per l'alimentazione e l'agricoltura), l'IFAD (il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo) ed il PAM (il Programma alimentare mondiale).

I più a rischio saranno i piccoli paesi, dipendenti dalle importazioni, specialmente quelli africani. Molti di essi stanno ancora pagando le gravi conseguenze della crisi alimentare e di quella economica del 2006-2008.

Crisi come queste, compresa quella nel Corno d'Africa, "mettono a rischio i nostri sforzi per raggiungere l'obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare per il 2015 la proporzione di persone che soffrono la fame", mettono in guardia i responsabili delle tre agenzie: Jacques Diouf della FAO, Kanayo F. Nwanze dell'IFAD e Josette Sheeran del PAM, nell'introduzione al rapporto.

Un dato inaccettabile

"Ma anche se gli obiettivi di sviluppo del millennio venissero raggiunti per il 2015, nei paesi in via di sviluppo rimarrebbero comunque circa 600 milioni di persone sottonutrite. E che 600 milioni di persone soffrano di fame cronica non è mai accettabile".

"L'intera comunità internazionale deve agire oggi ed agire in modo efficace per mettere al bando l'insicurezza alimentare dal pianeta", hanno aggiunto.

"I Governi devono garantire un contesto normativo trasparente e sicuro, un contesto che promuova gli investimenti privati e faccia incrementare la produttività agricola. Dobbiamo ridurre lo spreco di cibo nei paesi sviluppati con l'informazione e con politiche adeguate, e ridurre le perdite nei paesi in via di sviluppo con investimenti lungo tutta la catena alimentare, specialmente nella fase del dopo raccolto e della trasformazione alimentare. Una gestione più sostenibile delle nostre risorse naturali, delle foreste e del patrimonio ittico è cruciale per la sicurezza alimentare dei più poveri", hanno aggiunto.

Prezzi alti e volatili

Quest'anno il rapporto s'incentra sulla volatilità dei prezzi alimentari, identificati come uno dei principali fattori dell'insicurezza alimentare a livello globale e fonte di grave preoccupazione per la comunità internazionale.

"L'aumento dei consumi alimentari nelle economie in rapida ascesa, la crescita demografica e l'ulteriore espansione dei biocombustibili pongono un ulteriore pressione sul sistema alimentare", si legge nel rapporto.

Per di più, la volatilità dei prezzi alimentari potrebbe aumentare nel prossimo decennio per lo stretto rapporto tra mercato agricolo e mercato energetico e per i sempre più frequenti fenomeni climatici estremi.

Piccoli contadini e consumatori poveri

La volatilità dei prezzi rende i piccoli contadini e i consumatori poveri sempre più vulnerabili ed esposti alla povertà, perchè alterazioni dei prezzi di breve periodo possono avere un impatto di lungo termine sullo sviluppo, fa notare il rapporto. Un calo del reddito dovuto alle fluttuazioni dei prezzi, che causa un minor consumo di alimenti, può far ridurre l'assunzione di elementi nutritivi, chiave per i bambini durante i primi 1000 giorni dal concepimento, portando ad una riduzione permanente della loro futura capacità di guadagnarsi da vivere ed una maggiore probabilità di povertà nel futuro, con effetti negativi sull'intera economia.

Ma l'altalena dei prezzi, fa notare il rapporto, ha colpito i paesi, le popolazioni e le famiglie in modo assai diverso. I più esposti sono stati i poveri e gli indigenti, particolarmente in Africa, dove il numero delle persone sottonutrite è salito dell'8 per cento tra il 2007 ed il 2008, mentre in Asia è rimasto pressoché costante.

Alcuni grandi paesi sono stati in grado di proteggere i propri mercati alimentari dalle turbolenze internazionali con un insieme di misure quali restrizioni commerciali, reti di protezione sociale per i più poveri ed il rilascio delle scorte alimentari. Tuttavia, l'isolamento commerciale ha a sua volta incrementato i prezzi e la volatilità sui mercati internazionali ed ha aggravato l'impatto della carenza di prodotti alimentari nei paesi che dipendono dalle importazioni, fa notare il rapporto.

Investimenti di lungo termine

Ma economie più forti e prezzi alimentari sostenuti rappresentano incentivi per maggiori investimenti di lungo termine nel settore agricolo, che possono contribuire a migliorare la sicurezza alimentare nel lungo periodo. Quando gli agricoltori reagiscono all'aumento dei prezzi con un incremento della produzione è fondamentale far leva sulla loro risposta di breve termine con maggiori investimenti in agricoltura, ponendo l'accento su tutte quelle iniziative che vadano a sostegno dei piccoli contadini, che sono in molti paesi in via di sviluppo i principali produttori di cibo.

Contemporaneamente, occorrono reti di protezione sociale mirate ad alleviare l'insicurezza alimentare nel breve periodo, che devono essere programmate in anticipo, d'intesa con le popolazioni più vulnerabili.

Il rapporto sottolinea che gli investimenti in agricoltura rimangono l'elemento essenziale per una sicurezza alimentare duratura. I settori chiave verso cui dirigere questi investimenti sono l'irrigazione, migliori pratiche di gestione della terra e lo sviluppo di sementi di migliore qualità mediante la ricerca agricola. Questo aiuterebbe a ridurre i rischi produttivi con cui devono fare i conti gli agricoltori, specialmente quelli su piccola scala, ed a mitigare la volatilità dei prezzi.

Gli investimenti privati

Le iniziative private di milioni di agricoltori ed imprenditori rurali formeranno il grosso degli investimenti agricoli. Prezzi alimentari sostenuti hanno anche fornito incentivi per maggiori investimenti da parte delle imprese (comprese entità pubbliche e private internazionali) in tutti i settori della catena produttiva. E' importante però, sottolinea il rapporto, che tutti gli investimenti tengano in considerazione e rispettino i diritti di tutti gli esistenti fruitori della terra e delle relative risorse naturali, avvantaggino le comunità locali, promuovano la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale, e contribuiscano all'adattamento ed alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.

Insieme ad un incremento degli investimenti, una maggiore prevedibilità delle politiche ed una generale apertura al commercio sono strategie più efficaci rispetto ad altre come il divieto alle esportazioni, rileva il rapporto. Politiche commerciali restrittive possono proteggere i prezzi nazionali dalle fluttuazioni dei prezzi internazionali, ma tali restrizioni spesso aumentano la vulnerabilità della produzione nazionale a possibili shock, non riuscendo così a ridurre la volatilità dei prezzi a livello nazionale. Misure commerciali restrittive inoltre rischiano di far aumentare la volatilità ed i prezzi sui mercati internazionali.

La migliore stima della FAO sul numero delle persone che soffrono la fame rimane per il 2010 quella di 925 milioni di persone, mentre per il periodo 2006-2008 era di 850 milioni. La metodologia usata dalla FAO per calcolare il numero di coloro che soffrono è al momento in fase di revisione, ed è per questo che il rapporto non fornisce stime per il 2011.


PROFILER FAO SALA STAMPA

FAO Sala Stampa è l'Ufficio Stampa in italiano della FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, il cui claim è: "per un mondo libero dalla fame".

La sede centrale della FAO si trova a Roma tra viale Aventino e viale delle Terme di Caracalla a poche decine di metri dal Circo Massimo. Oltre alla FAO altre due Agenzie ONU per l'alimentazione hanno sede a Roma: IFAD, Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo; PAM, Programma alimentare mondiale. Sebbene queste tre Agenzie abbiano ruoli differenti, la loro cooperazione e la loro interazione ha come finalità un solo univoco obiettivo: "la riduzione della povertà e della fame nel mondo".

Informazione, consulenza, convention, lavoro diretto sul campo rappresentano i quattro capisaldi strategici tramite cui la FAO intende perseguire l'obiettivo ideale: "un mondo senza fame". In proposito, il nuovo sito istituzionale e formativo della FAO dedicato ai ragazzi e non solo, è in grado di fornire risposta alla maggior parte delle domande in proposito all'Organizzazione, alle finalità, alla messa in opera di progetti e alle relazioni con altre Agenzie ONU e, più in generale, con tutte quelle Associazioni umanitarie che operano e si muovono all'interno dei "mercati globali". Per maggiori informazioni visita FAO Ragazzi e non farti ingannare dal nome va benissimo anche per te, quale che sia la tua età, la tua estrazione sociale, la tua cultura e il tuo lavoro!

FAO Sala Stampa ha quindi il compito di muovere informazione per dare eco a tutte quelle iniziative che di fatto costituiscono l'"agenda lavoro quotidiana" dell'Organizzazione. In tal proposito, un paio d'anni fa, è stato deciso di tradurre in linuga italiana i comunicati stampa per rispetto al Paese ospite (Italia), permettendo così una veicolazione più capillare dell'informazione FAO verso (e a volte "per") il pubblico italiano. Tale veicolazione avviene sia su formato cartaceo che on-line.

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