FAO su prezzi alimentari: calo degli indici internazionali, resta alta la volatilità

I prezzi internazionali di cereali, oli, zucchero e derivati del latte subiscono una forte diminuzione, complice le previsioni sulle derrate e l'incertezza economica europea e americana. Rispondono e bilanciano i paesi emergenti con la forte domanda dovuta ad una crescita economica robusta. Gli Indici FAO puntano anche sulle eccezioni, come nel caso dei prezzi della carne, e imputa alla volatilità la causa primaria di un crollo degli indici che non trova riscontro sui mercati nazionali dove i prezzi continuano a rimanere alti.

L'ultimo report sugli Indici FAO relativi ai prezzi alimentari internazionali conferma quanto esposto nel Rapporto The State of Food Insecurity in the World (SOFI). Il SOFI imputa alla volatilità dei prezzi alimentari lo stato dell'insicurezza alimentare nel Mondo. Una volatilità che è "destinata a perdurare nel tempo" e che mette a rischio la ripresa economica mondiale se non si perseguiranno quelle opzioni politiche necessarie a ridurne l'ingerenza sul valore dei beni di genere alimentare.

Il Global Food Price Monitor (GFPM) conferma e apre uno spiraglio:

Tabella degli Indici FAO sui prezzi alimentari dal Food Pirces Index, Novembre 2011

In forte diminuzione i prezzi internazionali di Cereali, Oli, Zuccheri e derivati del Latte grazie alle buone previsioni del mercato e all'incertezza economica globale, con un'eccezione data dal comparto Carne. Segue una tabella relativa alle variazioni dei prezzi del comparto considerato dal 2002 al 2011, per capire meglio i rapporti che determinano il valore medio dei prezzi internazionali della Carne così come riportati nel precedente Indice. La Tabella FAO seguente è aggiornata al Giugno del 2011 ma la sua valenza è data dal fatto che mostra i mercati che interagiscono (Composition of sub-indicees) nel determinarla.

Indici  FAO dei prezzi internazionali della Carne dal Meat Price Indices and Meat Prices

Gli Indici FAO sulla Carne sono un'eccezione importante che, insieme alla tenuta dei prezzi internazionali di alcuni dei comparti considerati, dimostrano come gli effetti della volatilità rischiano di spaccare in due l'economia mondiale con ancora più serie ripercussioni sui mercati in emergenza alimentare. La crisi finanziaria che riguarda gli Stati Uniti e l'Europa considera i Paesi emergenti come indotti utili per la ricapitalizzazione degli investimenti. Le economie forti dei Paesi emergenti hanno un ruolo fondamentale in questa situazione: devono sostenere quelle zone di comparto in cui confluiscono gli interessi delle nazioni più esposte alla crisi e sono i primi chiamati in causa nei rapporti con le economie degli LDC's (i Paesi meno sviluppati).

Food Outlook Global Market Analysis, Novembre 2011
Fuori dal sistema e in assenza di trasparenza, i Paesi in emergenza alimentare devono sostenere l'impatto delle valute mondiali sui prezzi recepiti (spostamento delle merci, polizie, produzioni, demografia) nei loro mercati interni. Il tasso di trasmissione delle variazioni dei prezzi internazionali del riso ai mercati nazionali, diffuso dall' Enhancing Market Transparency allegato al Food Outlook del Novembre 2011, chiarisce: "I dati nazionali mostrano che per la maggior parte dei Paesi l'aumento dei prezzi dei cereali non si è fermato quando si raggiunse il picco nei mercati mondiali, ma ha continuato a crescere fortemente per due o tre mesi, riflettendo ritardi di trasmissioni che si sono protratti ancora per altri due mesi a causa dei cambiamenti dovuti al ricalcolo dei prezzi interni".

L'azione politica intrapresa, dai Ministri delle Finanze e dai Governatori delle Banche Centrali del G20 per contrastare la volatilità dei prezzi, non può quindi prescindere dalla ricerca di un sistema per migliorare la trasparenza dei mercati. Il Sistema d'informazione sui mercati agricoli (AIMS) è una delle azioni prodotte dal G20 per dare rilevanza al requisito della trasparenza: aggiornamento costante sulla situazione dei mercati e delle politiche alimentari e sulle possibili proiezioni a medio e lungo termine.

L'attività dell'AIMS è concreta e si produce in conferenze a partire da quei Paesi emergenti che, per posizione geopolitica e attitudine allo sviluppo, sono guida/ponti verso altre nazioni emergenti e quelle meno sviluppati o indigenti. Il prossimo appuntamento è fissato dal 9 al 12 Novembre 2011 in India a Nuova Delhi per la Conferenza Internazionale sugli Approcci innovativi per la gestione della conoscenza agricola. Obiettivo del forum è quello di facilitare il confronto e la convergenza di teorie ed esperienze sul campo per sviluppare strategie innovative sulla gestione della conoscenza per lo sviluppo agricolo, primo motore economico e unico ponte reale tra Paesi emergenti e LDC's.


LDC è l'acronimo per Least Developed Countries. Indica tutte le nazioni in difficoltà perché senza concreti sbocchi di sviluppo, crescita e progresso. Gli LDC's sono inclusi nell'osservatorio delle Nazioni Unite denominato UN-OHRLLS che riunisce anche i Landlocked Developing Countries (LLDC's) e le Small Island Developing States (SIDS's).

L'UN-OHRLLS identifica un LDC tra quelle nazioni con una popolazione non superiore ai 75 milioni di abitanti che soddisfano tre criteri di valutazione: il reddito pro capite nazionale lordo, l'indice di attività umane e la vulnerabilità economica agli shock esterni. Gli ultimi due sono misurati con due indici di impedimenti strutturali, vale a dire l'indice di patrimonio umano e l'indice di vulnerabilità economica.

Il reddito pro capite nazionale è stimato su base triennale secondo il metodo Atlas della Banca Mondiale. Il capitale umano è stimato sulla base di precisi indicatori sociali: popolazione denutrita; tasso di mortalità dei bambini al di sotto dei cinque anni; livello d'istruzione e conseguente tasso di alfabetizzazione tra gli adulti. La vulnerabilità economica è stimata su indicatori sociali, economici e naturali: distribuzione demografica e lontananza dai nodi commerciali; esportazione di beni e servizi; incidenza delle produzioni agricole e di pesca sul prodotto interno lordo; grado d'instabilità delle esportazioni di beni e servizi; incidenza dei disastri naturali sulle produzioni e sulla demografia urbana e rurale; instabilità delle produzioni agricole.


[ FAO Sala Stampa, In calo l'Indice FAO dei prezzi alimentari nel mese d'ottobre ]

Roma, 3 Novembre 2011 - L'Indice dei prezzi alimentari della FAO è sceso in ottobre a 216 punti, il dato più basso degli ultimi 11 mesi, un calo del 4 per cento, ovvero di nove punti rispetto a settembre. Ciononostante, i prezzi rimangono in genere più alti rispetto allo scorso anno e più volatili, ha reso noto oggi la FAO.

La flessione è stata innescata dalla brusca diminuzione dei prezzi internazionali dei cereali, degli oli, dello zucchero e dei prodotti latteo-caseari. I prezzi della carne sono quelli che hanno subito il calo minore. Tuttavia, l'Indice FAO dei prezzi di novembre, pubblicato oggi, mostra che i prezzi nello scorso mese erano ancora un 5 per cento più alti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Previsioni incoraggianti circa l'offerta di alcune derrate e l'incertezza della situazione economica mondiale hanno spinto i prezzi internazionali al ribasso, sebbene questa tendenza sia stata in parte controbilanciata dalla forte domanda dei paesi emergenti, dove la crescita economica rimane robusta.

Al di sotto dei picchi recenti

La maggior parte dei prezzi delle derrate potrebbero dunque restare nei prossimi mesi al di sotto dei picchi registrati di recente, secondo il Rapporto semestrale della FAO Food Outlook ("Prospettive alimentari", ndt), anch'esso pubblicato oggi e che analizza gli sviluppi dei mercati mondiali delle derrate e dei mangimi animali.

Nel caso dei cereali, per i quali per il 2011 si prevede un raccolto record, le proiezioni indicano che i prezzi resteranno relativamente stabili, sebbene a livelli più bassi, ancora per buona parte del 2012.

Il rapporto anticipa per il 2011 una produzione cerealicola record di 2.325 milioni di tonnellate, un incremento del 3,7 per cento rispetto allo scorso anno. Questo aumento complessivo si scompone in un aumento del 6 per cento della produzione di grano, del 2,6 per cento di quella dei cereali secondari e del 3,4 per cento di quella del riso. A livello mondiale, il consumo annuale di cereali destinati all'alimentazione starà al passo con la crescita demografica, e rimarrà stabile intorno a 153 kg a persona.

L'Indice dei prezzi cerealicoli

I prezzi internazionali dei cereali sono calati negli ultimi mesi, con l'Indice dei prezzi cerealicoli della FAO che in ottobre si è attestato a 232 punti, il livello più basso registrato nell'ultimo anno. Ciononostante, i prezzi dei cereali in media rimangono un 5 per cento più alti rispetto al livello già alto dello scorso anno.

I gravi problemi causati dalle recenti inondazioni hanno compromesso le prospettive della produzione di riso in Tailandia. Tuttavia l'impatto sui mercati internazionali è rimasto sinora abbastanza contenuto grazie alle grandi riserve a disposizione.

L'abbondante offerta di zucchero a livello mondiale sin da giugno ha impresso ai prezzi una pressione al ribasso. Un incremento dell'offerta si è fatto sentire anche sui mercati latteo-caseari, mentre la forte produzione di olio di palma ed il raccolto record di semi di girasole negli ultimi mesi ha spinto al ribasso i prezzi degli oli.

Secondo il rapporto Food Outlook i prezzi resteranno in genere "estremamente volatili", di pari passo con l'instabilità dei mercati finanziari ed azionari. "Anche le fluttuazioni dei tassi di cambio e le incertezze dei mercati energetici stanno contribuendo alla marcata oscillazione dei prezzi delle derrate", fa notare Abdolreza Abbassian, analista FAO dei mercati cerealicoli.

La fattura delle importazioni

Gli elevati prezzi alimentari mettono sotto pressione i Paesi meno sviluppati (LDCs l'acronimo inglese) che nell'ultimo anno hanno visto quasi triplicare la loro fattura di importazioni alimentari, fa notare il rapporto. Il costo globale delle importazioni alimentari nazionali si prevede raggiungerà quest'anno circa 1.300 miliardi di dollari.

Gli stock cerealicoli mondiali si prevede aumenteranno di un 3,3 per cento rispetto ai ridotti livelli d'apertura, per raggiungere 507 milioni di tonnellate per la fine della stagione nel 2012. A questo livello lo stock-to-use ratio (il rapporto tra stock finali ed utilizzazioni interne ndt.) per il 2011/12 si prevede si avvicinerà al 22 per cento, solo un leggero aumento rispetto al 2010/2011.

Un sistema per migliorare la trasparenza dei mercati

L'ultima edizione del Food Outlook include un capitolo sul nuovo Sistema d'informazione sui mercati agricoli (AMIS l'acronimo inglese), stabilito dal G20 all'inizio dell'anno ed ospitato presso la sede della FAO.

AMIS è gestito da un Segretariato congiunto composto da nove organizzazioni internazionali (FAO, IFAD, OCSE, UNCTAD, PAM, Banca Mondiale, WTO, IFPRI e la Task Force ad alto livello delle Nazioni Unite per la crisi della sicurezza alimentare globale) ed ha il compito di raccogliere, analizzare e diffondere informazioni su base regolare riguardo sulla situazione corrente e futura dei mercati e delle politiche alimentari.

Oltre al Segretariato, AMIS include due gruppi di lavoro: il Gruppo di informazione sul mercato mondiale degli alimenti con il compito di raccogliere ed analizzare le informazioni sul mercato alimentare ed il Forum di risposta rapida per coordinare la risposta politica.


PROFILER FAO SALA STAMPA

FAO Sala Stampa è l'Ufficio Stampa in italiano della FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, il cui claim è: "per un mondo libero dalla fame".

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