A Italian Copywriter.. in affitto ?

Ha senso un marketplace tutto italiano per la produzione di contenuti editoriali professionali ? Punto d'incontro tra domanda e offerta, tra editori ed autori, un marketplace dovrebbe essere una piazza affari affidabile  per chi è disposto a mettere in vendita il proprio talento, non svalutandolo. In Italia il "settore" si è adeguato da tempo agli standard speculativi indotti da influenze d'oltre oceano quando non propriamente europee, però qualcosa forse sta cambiando. La strada è ancora lunga ma chi ben inizia..

Alcuni ritengono che un testo troppo lungo non sia adatto per le "urgenze" del web, dove l'unità di misura temporale è il "millisecondo" di attenzione. Altri pensano che un contenuto editoriale aziendale debba essere formattato secondo criteri standardizzati per ottenere il giusto riscontro. Altri ancora suppongono che un contenuto ha effetto laddove filtra l'attenzione del potenziale lettore, selezionandolo proprio in base alla sua più o meno marcata soglia di attenzione. Sono solo tre esempi che servono a marcare il punto: l'esistenza di prospettive/aspettative così distanti tra di loro e tutte correlate al come si "deve" scrivere per avere "successo" in rete, sottolineano l'importanza che viene data al "mestiere di scrivere" sul web.

  • immaginare titoli ad effetto; 
  • ridondare termini e intercalate;
  • linkare pagine per proporre spessore;
  • ricercare il titolo performante per uno spider o per un social;
  • stuzzicare la curiosità del lettore tra un twitt e una condivisione in FB;
  • supportare l'azione con strategie di backlink;
  • lavorare sulle due antitesi "chi prima arriva meglio alloggia" e "gli ultimi saranno i primi";
  • cercare la sintesi a tutti i costi;
  • cercare la lunghezza esasperata sempre e comunque;
  • proporre contenuti che giocano sulle frequenze di chiavi;
  • spalmare incipit tra gruppi, fan page, cerchi di amicizie e mailing;
  • attirare visite sfruttando canali dormienti o siti fantasma creati per l'occasione;
  • dare credito al testo prodotto rafforzandolo con citazioni di testimonial scelti ad hoc;
  • scrivere in controtendenza tematica su argomenti che ispirano sentimenti forti;
  • spaziare su più ponti facendo article marketing di conseguenza;
  • pianificare testi differenti da prospettive differenti per gruppi di lettori differenti;
  • spingere su aggregatori perché se non sei Lì non esisti Là;
  • ottenere "peso" aprendo la stagione di caccia sul "mi piace" in più che fa "lettore";
  • andare di tecnica per quel "rewrite" cotto e servito al cliente ignorante;
Potrei argomentare la lista per un'altra ventina di punti prima di dare fondo alle riserve. Ogni punto elencato sintetizza una delle azioni più o meno coerenti, più o meno accettabili, più o meno deprecabili, più o meno assurde, che stabiliscono le "regole del buon scrivere sul web" più o meno praticate come standard spesso ereditato, a volte rivisitato e raramente innovativo. La lista in sé, portatrice di trucchi, tecniche, strategie e tattiche di copywriting, perde peso e sostanza di fronte a un'evidenza: la cultura dello scrivere per la rete è erede di concept promossi dai media guru d'inizio secolo, quelli per cui ancora oggi si pagano conseguenze affatto banali. Dalla pratica consolidata della violazione coatta di diritti d'autore e affini, all'article marketing fondato sull'assunto legittimato del taglia e cuci a prescindere, ce ne sarebbero di situazioni da scoprire in tutta la loro imbarazzante illegalità. E' un problema che riguarda blogger e freelance e/o contenuti di ordinaria amministrazione creati da pubblicisti navigati ? Ma per favore! Certo che no.

  • E' pratica diffusa anche tra firme accreditate del giornalismo italiano. Arte sopraffina capace di tagliare al punto giusto per far apparire il discorso d'importanti esponenti politici internazionali (quando non nostrani) come non era nell'intenzione originaria dell'autore del comunicato ufficiale.
  • E' il taglia e cuci d'importanti canali d'informazione mediatica che creano la notizia di tendenza sulle opere d'ingegno di firme a cui non dedicano - in barba a qualsiasi normativa in merito - un singolo passaggio d'attribuzione.
  • E' la cultura dei media guru, che all'epoca della loro "illuminazione" erano metaforicamente appena al loro secondo anno d'università alla "scuola di internet", definiti tali perché erano riusciti nell'impresa di sopravvivere alla bolla speculativa della Prima Era di Internet, che tra l'altro avevano contribuito a generare grazie alle loro "massime di rete".
Il mercato editoriale per il web ha imparato dai suoi errori.. alcuni di essi li ha trasformati in "arte", altri li ha accantonati per riproporli ciclicamente come "manuale di sopravvivenza" in tempo di crisi. Ne scrissi in Frammenti di marketing, "quando il futuro è incerto, è nella natura umana quel voltarsi a cercare l'ancora o porti dimenticati. Assistiamo, allora, a un' involuzione di tendenza che porta il Mercato a parlare attraverso un modello comunicativo riesumato e mai rivistato incapace, oggi come ieri, di emozionare il fruitore del messaggio e di offrigli una finestra d'opportunità che lo stimoli ad alzare lo sguardo", accennando all'involuzione precedentemente trattata in Comunicare oggi ? L'involuzione che fa "tendenza": "una storia che grida SIAMO COMUNICAZIONE NON FACCIAMO COMUNICAZIONE. Ma questa storia chi l'ha mai ascoltata ? Gli addetti ai lavori, il marchio servito, il marchio che arriva sul passaparola mosso dal cliente soddisfatto. Chi non l'ascolterà mai ? Il marchio che si è bruciato con la Comunicazione Involuta, tanto per dirne una. 'Al Tuo Target piace questo e tu puoi raggiungere il tuo Target se gli dai qualcosa che gli piace, chissene della qualità!' - esclama convinto il piazzista del porta a porta".


Quando la pubblicità sa' dar il peggio di se è un chiaro esempio di un marchio che: s'involve sulle direttive del consulente; ragiona su modelli culturalmente inadeguati; non trova contesto malgrado le ragioni ispiranti della campagna: "In Sicilia il termine 'Installare' viene coniato con 'Montare'. Il target del prodotto è rivolto per lo più a uomini superiori ai 25 anni. Cosa attira e stimola gli uomini ?" - spiega il brief Nèo relativo ad una delle pubblicità ("Montami a costo zero") segnalate da Luca nel suo articolo. Il messaggio "retrò" della campagna non è attuale perché immagina uno spaccato socioculturale che non rappresenta la Sicilia, ribatte la controparte: "L'Assessorato alla Famiglia del comune di Milazzo ha chiesto il ritiro della campagna contestata del gruppo cittadino 'Donne Libere'". Tradotto: la campagna ha ignorato il tessuto sociale con cui intendeva relazionarli, preferendo puntare sull'attrattiva sessuale del messaggio manifesto per poi convogliare l'aspettativa su quel "ehi!... parliamo di Fotovoltaico". Trucchi del genere falliscono sul cliente marketer, sulla persona che si confronta e cerca confronto in reti sociali globalmente localizzate.

Una delle involuzioni di tendenza più curiose a livello di contenuti editoriali per il web è quella dei marketplace usa e getta dove editori cercano autori per testi commissionati a basso costo. Quando l'offerta vincolante si aggira attorno ai centesimi per parola e quando un testo "performante per il web" non dovrebbe essere "troppo lungo", non c'è bisogno d'indagare oltre per capire che il prodotto offerto avrà delle limitazioni se non delle mancanze tecniche anche imbarazzanti. E' chiaro che editori a caccia di contenuti a basso costo cercano risposta per necessità "minimali", quando non "speculative", tra le "riserve indiane" di freelance disposti a svendere talento per integrare cassa. L'evoluzione della specie è poi quel crowdfunding editoriale inaccettabile e che chiama reazione, per ora solo sussurrata.

Un marketplace editoriale, così come la creatività che promuove pubblicità per rapportarsi efficacemente con i suoi naturali contesti di riferimento, necessità di competenze che vanno oltre l' "interpretazione" di un bisogno e la "tecnica" indispensabile per la sua messa in opera. Requisito fondamentale: non speculare sul talento altrui ma tutelarlo nel costruirci attorno/insieme una community di qualità.

Recentemente qualcosa sembra che si stia muovendo sulla direttrice accennata. Un movimento che parte dall'Italia con la messa in opera e il lancio della beta di un progetto tutto italiano.

Scribox nasce da un'intuizione di Paolo: "La mia idea è quella di un marketplace di contenuti editoriali creato per risolvere alcuni dei problemi più comuni con cui hanno a che fare gli editori di contenuti web. In Italia questo tipo di attività non è ancora molto diffusa ma è uno standard in diverse parti del mondo e spesso applicato al web design. Sui marketplace di contenuti editoriali ci sono grandi margini di miglioramento ancora inesplorati".

Ne abbiamo parlato per telefono e questa è la fotografia del dialogo ricostruito all'impronta.

Indicamene tre
"Garanzia di pagamenti puntuali a cui fa fronte Scribox per conto dell'editore. I guadagni degli autori sono proporzionali alle capacità di editing. L'unico vincolo editoriale su prezzi e contenuti proposti è quello che s'impongono l'editore e l'autore".

Di cosa parliamo ?
"Scribox è un social marketplace in cui l'autore costruisce la sua reputazione ad ogni lavoro consegnato, in base all'abilità e alla professionalità dimostrata, con feeback diretti da parte dell'editore appaltante. E proprio agli editori, Scribox propone un servizio esclusivo con delle agevolazioni importanti: un accounter dedicato che segue le operazioni editoriali sul marketplace e la possibilità di saldare a consuntivo fine mese il debito contratto con gli autori sono solo delle due possibilità offerte dal servizio Editore Premium".

Questo è il Premium. E di base che garanzie dai a un editore ?
"Semplicità nel pagamento, perché Scribox anticipa il saldo all'autore per conto dell'editore. La differenza con il Premium è quella delle tempistiche del saldo debito da parte dell'editore. Nella versione base Scribox offre già importanti soluzioni come la possibilità offerta all'editore di assegnare lavori ad autori che corrispondano a ben precisi criteri. Quindi garanzia della qualità dei lavori consegnati dagli autori e la possibilità di organizzare il lavoro in modo facile e ordinato anche se in possesso di un'agenda importante di contenuti ed autori".

Gli standard di mercato che lavorano sui centesimi a parola e vincolano gli autori a guadagni ridotti, potrebbero essere un deterrente al valore delle offerte proposte da un editore ?
"Penso che la nostra idea di marketplace editoriale ha il potenziale per creare nuovi parametri di mercato interni alla stessa piattaforma. Le offerte sono condizionate dalla qualità del contenuto creato e dall'autorità dell'autore. Un editore può essere anche disposto a pagare cifre più vicine agli standard di un copywriter professionista ma solo se ne vale la pena. Con Scribox c'è l'intenzione di creare una community editoriale di qualità. Una bella novità non pensi ?".

Cosa pensi riguardo alle possibilità di creare ponte tra testate giornalistiche, giornalisti che ci lavorano e autori freelance estranei al circuito della carta stampata ?
"Non ho capito bene cosa intendi. Scribox permette a una testata giornalistica di commissionare contenuti editoriali a freelance".

Penso a un'inchiesta condotta da un giornale. Penso a un giornalista di quel giornale che sfrutta il marketplace per appaltare parti dell'inchiesta a cui, malgrado gli sforzi prodotti, non riesce ad inquadrare. Qualcosa di trasversale tra la concezione di "giornalismo cittadino" e "crowdfunding editoriale" sviluppata su standard nuovi, completamente italiani e per esigenze tutte italiane.
"Ora ho capito. Si, a qualcosa del genere ci avevamo pensato e potrebbe far parte dell'evoluzione di Scribox ma prima c'è un obiettivo da raggiungere, quello di creare una community editoriale di qualità. In questa prima versione del marketplace un autore si può iscrivere per prenotare il proprio accesso, poi la prenotazione verrà valutata dallo staff in base alle competenze descritte dall'autore e alle necessità della piattaforma. Quando si garantisce una forte qualità editoriale allora si può pensare di proporre ulteriori servizi personalizzati agli editori premium ".

A proposito di garanzie di qualità, gli editori hanno la possibilità di visionare i lavori passati degli autori che si sono candidati a una loro richiesta di contenuti ?
"Non ancora ma è in programma proprio durante lo sviluppo della beta attualmente on-line. Se la chiamiamo beta ci sarà un motivo ? :-) Credo molto in questa piattaforma e credo anche che per creare un marketplace editoriale davvero importante è necessario confrontarsi realmente con gli editori e gli autori. La beta è perfettamente funzionante e fornisce prestazione di qualità e quei feedback che ci arrivano dagli utilizzatori della piattaforma, importantissimi per l'evoluzione di Scribox".

In seguito  mi sono fatto un giro sulla piattaforma - o meglio, ho provato a farmi un giro -, chiedendo l'accredito come editore. Mi aspettava una bella sorpresa:
Sinceramente. E' stata davvero una bella sorpresa. Leggendo la notizia diffusa in rete sul lancio di Scribox, ho notato che mancava l'accenno a un passaggio che mi stonava sull'articolo iniziale pubblicato nella community di alVerde : "Gli editori possono iscriversi ed utilizzare il servizio immediatamente. Inoltre, sul primo lavoro assegnato ad un autore, non si paga alcuna commissione a Scribox. Quindi perchè non provare?". Vedere su video lo screen pubblicato qui mi ha fatto sentire bene. Non sento più il bisogno di farmi un giro dentro Scribox perché quel semplice avviso..


Ti chiediamo ancora un po' di pazienza perché stiamo gestendo il flusso di nuove iscrizioni e per erogare un servizio di qualità preferiamo verificare ed attivare manualmente ogni nuovo iscritto.

Entro pochi giorni ti notificheremo l'avvenuta attivazione del tuo account e potrai operare in piena libertà. Grazie, La Redazione.

.. vale mille screen e richiama in eco una frase di Paolo: "Se la chiamiamo beta ci sarà un motivo ? :-) Credo molto in questa piattaforma e credo anche che per creare un marketplace editoriale davvero importante è necessario confrontarsi realmente con gli editori e gli autori".

Il confronto è già iniziato. ^^