Providence, l'Alba del Bijou moderno

Providence , Stati Uniti. Diciannovesimo Secolo. L'alba dei Bijoux moderni prende il là da questa piccola cittadina del Rhode Island, uno dei punti d'arrivo dei flussi migratori che dal vecchio continente portarono competenze nel nuovo Mondo. Competenze tecniche, tecnologiche, artistiche, come anche di "semplice" forza lavoro... Inizia così la seconda parte del viaggio proposto da Moesi nel mondo del Bijou Contemporaneo.

Tra i vari progetti promossi dal Providence Jewelry Museum c'è l' "Oral History", una raccolta di testimonianze sulla storia del lavoro artigianale attorno a cui ruotavano gli affari delle fabbriche della città. Fu il Presidente e fondatore del Museo, Peter Dicristofaro, a raccogliere gran parte di questi racconti orali per preservare la memoria (tradizione) di un tempo in cui la maggior parte delle famiglie era impiegata in fabbrica. Storie che non potevano trovare migliore collocazione.


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Moesi - Handmade in Italy Venerdì 4 Novembre 2011 aveva inaugurato una serie di articoli per un viaggio nel mondo del bijou contemporaneo di cui il presente costituisce la seconda parte.

Parte 1 - sulla via dei bijoux » Il Bijou è una delle massime espressioni della Creatività dell'Uomo e una delle poche Arti da sempre presente nel suo cammino storico. Alla base delle Creazioni Bijoux c'è il bisogno di essere, di apparire, di mostrarsi in un dato contesto (privato, religioso, lavorativo che sia) per esprimere il Sé attraverso colori e forme creati sfruttando la disponibilità dei materiali reperibili e delle tecnologie presenti. Con questo articolo ha inizio un viaggio nel mondo dei bijoux contemporanei che affonda le sue radici nel 2009 ma che mantiene tutt'oggi la sua attualità.

La serie prende spunto da un lavoro (Il Bijou Contemporaneo) sviluppato nel 2009, stampato in formato cartaceo e diffuso gratuitamente e in edizione limitata ai soli clienti Moesi. Con la presente iniziativa, Moesi intende promuovere la cultura del bijou forte della convinzione che, diversificando e "comprendendo" gli investimenti senza snaturare la tradizione e la forza del Made In Italy, la crisi come opportunità è una corrente di pensiero fattibile, pratica e praticabile.

Il museo di Providence è un percorso tra manufatti e macchine che hanno fatto la storia della gioielleria e della bigiotteria americana. Insieme alle testimonianze visive e testuali dell'oggettistica, rappresenta la più grande collezione statunitense dedicata agli artefatti di Oreficeria che "ornavano la vita americana" prodotti da una filiera familiare perfettamente collaudata. Ogni membro della famiglia aveva un proprio ruolo a partire dalle donne che spesso erano assegnate al raccordare gli anelli delle catene oppure i bambini, la cui vista acuta era utilizzata per incastonare le pietre più piccole.

Questa specializzazione dei mestieri in una stessa filiera produttiva si riassume nell'espressione "La Divisione del lavoro" coniata dall'economista scozzese Adam Smith nella sua opera "Abbozzo della ricchezza delle Nazioni" del 1764.

Concetto poi approfondito sempre da Mr. Smith con la "Ricerca sopra la natura" e con l'opera massima del 1776: Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, argomentava in stile moderno l'idea della suddivisione del lavoro: una serie di compiti separati e affidati a persone diverse del processo lavorativo necessario per la produzione dei manufatti.

A Providence - come in ogni altro polo produttivo caratterizzato dal forte dinamismo dato dalla fusione di culture, interessi, prospettive di popoli e genti differenti – la divisione del lavoro era il passaporto economico verso una crescita della ricchezza e delle aspettative commerciali dei mercanti, quanto di quelle dei lavoratori cui era garantito un livello generale di vita superiore rispetto a quello lasciato nella loro patria d'origine.

Divisione del lavoro che - secondo l'assunto antropologico proposto da Bernardo Bernardi in Uomo cultura e società - porta a una forte specializzazione nei vari settori produttivi, per cui affinché "la produzione sia più efficiente il lavoro viene ripartito tra i componenti dei gruppi sociali e, primariamente, della famiglia. I criteri di ripartizione sono l'età e il sesso. Ai giovanissimi si chiede una partecipazione di apprendistato; agli anziani, quando le forze non gli consentono lavori pesanti, si va per consiglio. Il lavoro primario della donna, che diviene madre, è l'allevamento dei piccoli, ma questo compito si associa sempre agli altri lavori che le competono come donna, in distinzione da quelli spettanti ai maschi".

Il Providence Jewelry Museum racconta la storia della gioielleria americana.

Il Museo parla al suo visitatore di divisione del lavoro, di specializzazione delle arti e dei mestieri, di spaccati di vita sociale e culturale, della storia di Providence a più livelli cognitivi. Espone oggetti risalenti al XIX secolo, le matrici con cui si dava forma ai monili e poi le macchine recuperate nelle fabbriche dismesse e ancora, lavori, progetti, creazioni - significative quelle in strass che "raccontano" gli anni '50 e '60 del XX secolo - che spaccati culturali, sociali ed economici in uno viaggio visuale senza soluzione di continuità.

Il Museo racconta Providence, vero, ma spesso attraverso le non-firme di illustri sconosciuti. Quando fondarono il museo, Peter Dicristofaro e Al Weisberg avevano in mente un luogo in cui esaltare il ricordo dei pionieri che poggiarono le fondamenta del bijou moderno, fusione di creatività, qualità e bellezza e straordinariamente non prezioso.

Spazio quindi a un racconto descritto da oggetti, matrici, macchine senza firma (o senza firma nota), inestimabile lascito dei fondatori del bijou moderno che per lo più arrivarono nella Providence del XVIII e del XIX secolo con valigie di cartone cariche della speranza promessa dal Nuovo Mondo.

I nuovi "gioielli" d'oltreoceano passavano attraverso diverse fasi di lavorazione a creare una filiera artigianale che per alcune famiglie divenne “core business” generazionale.

A partire dal 1700, sulla costa orientale del Nuovo Continente s'insediarono numerosi mercanti che nel corso dei decenni ebbero sempre più la necessità di fondere le loro ricchezze (allora spesso monete d'oro) in oggetti diversificati per metterle al riparo dai furti dei bravacci che all'epoca erano all'ordine del giorno. L'appalto di questi lavori era affidato alla manodopera a basso costo proveniente dal Vecchio Continente: una forza lavoro inestimabile per la sua adattabilità come anche per il ricambio che garantiva. Non fu un caso che proprio questa forza lavoro senza qualifiche fosse la manodopera per la lavorazione di prodotti di bigiotteria dell'800.

Providence era porto franco per gli immigrati che dal Vecchio Continente si riversavano sulle coste del Nuovo. Ma questo non basta a spiegare il discorso di un successo tutt'altro che annunciato. La differenza vera la facevano le infrastrutture che collegavano la cittadina con i centri di potere (sociale e economico) del continente. Da Providence, in treno, si arrivava diretti a New York come a Boston, e per un "promotore di beni e servizi" il treno era la Vita.


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I due video proposti a seguire sono documenti recenti che integriamo volentieri nella presente revisione. Hugo Khol propone un viaggio nella Providence dei Gioielli offrendo uno spaccato della città (primo video) che era e che vive anche e ancora in persone come Peter Dicristofaro (secondo video), la mente dietro il Providence Jewelry Museum.




Dunque dalle Fabbriche direttamente al "consumatore" senza soluzione di continuità...
Un concetto che, correlato a una manodopera estremamente adattabile, spiega la forza di Providence rispetto ad altre cittadine competitrici (Bridgeport, Attleboro... per citarne due) come anche che se non fosse stato per l'utilizzo di un particolare procedimento di placcatura ideato da uno dei suoi cittadini, è molto probabile che la storia di Providence e con essa la storia del bijoux avrebbe battuto altre strade. Il procedimento ideato da Nehemiah Dodge [3] permetteva in pratica di riprodurre gioielli preziosi per un mercato più "popolare".


[3] Nehemiah Dodge (1774-1856): sebbene non fosse originario di Providence, la sua vita e il suo nome sono legati alla città del Rhode Island per sempre. Affettivamente, quando nel 1795 prese in moglie Sarah Crawford Trippa (1775-1850) nativa di Providence; creativamente per avere ideato il procedimento di placcatura che diede spinta alla produzione e al commercio dei manufatti della città. Dal 1794 al 1824 lavorò a tempo pieno come placcatore e argentiere, forte di una bottega artigianale la cui ultima location fu al 41 di Benefit Street dal 1824. La "Providence Gazzette" ebbe modo di parlare più volte di lui: quando venne resa nota la sua prima partnership lavorativa nel 1796 e ancora per la sua ricerca di apprendisti orafi da iniziare ai processi di placcatura, come anche nel 1798 quando terminò il sodalizio con Stanton e decise di trasferire la sua attività orafa in un'altra zona della città. Il 17 Agosto 1799 la Gazzetta promosse l'impresa DODGE & Williams come riferimento per chi desiderasse produzioni fatte a mano e placcate secondo i nuovi standard qualitativi, spaziando tra orologi, argenteria, bijoux e monili placcati in oro e argento... anticipando la nuova partnership con il co-fondatore dell'impresa, Stephen Williams, cui venne dato eco solo il 7 Settembre 1799. La DODGE & Williams venne poi sciolta nel 1805 sebbene, sempre via Providence Gazzette, si rese noto che Nehemiah Dodge avrebbe continuato la sua attività per le imprese della città
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La scoperta di Dodge riguardava la placcatura applicata all'oro che permetteva di creare bijoux con un investimento in risorse estremamente ridotto rispetto a prima. Se Nehemiah Dodge fu il creativo, suo fratello Seril fu il pragmatico della sperimentazione sul campo. Dal 1784 Seril Dodge era proprietario di una fabbrica di orologi e, quando circa sei anni più tardi Nehemiah sviluppò il suo electroplating [4], colse al volo l'occasione per sperimentare sul campo la scoperta divenendo in breve il primo industriale nel settore fusione e lavorazione dei metalli.


[4] electroplating: non esiste un unico proprietario della titolarità della scoperta dell'electroplating. Il concetto di placcatura con metalli preziosi si evolve attraverso percorsi paralleli. Esiste però un motore di spinta unico che diede il via a numerosi approfondimenti e ricerche sul campo: il procedimento ideato da Nehemiah Dodge a Providence alla fine del XVIII secolo. Il concetto alla base dell'electroplating, così come venne brevettato dalla società inglese Elkinton & Co., era quello di due elettrodi: un catodo (l'oggetto da argentare) e un anodo (una lastra di argento puro) immersi in una soluzione acquosa di cianuro d'argento. Accade che l'anodo si scioglie nella soluzione e il catodo lentamente si ricopre d'argento in modo pressoché uniforme. Alla fine è sufficiente una lucidatura a scacciare il colore latteo e l'oggetto è pressoché pronto per la messa sul mercato.

Tra il '700 e l'800 la produzione di Providence si assestò su poche ma significative aree commerciali. Dalla scoperta Dodge in meno di 40 anni furono decine i produttori che proposero le nuove creazioni alla piccola distribuzione a Nord sulla Main Street.

Apparvero le prime sperimentazioni su basi in metallo, "promosse" nella zona sud della Main segno che i grossi produttori si stavano "spartendo" il neo-business di Providence. Intorno al 1820 la cittadina poteva già contare oltre 200 botteghe artigiane le cui produzioni superavano le centinaia di migliaia di unità all'anno e verso la fine del XIX Secolo la città era tappezzata da un centinaio di fabbriche il cui fatturato complessivo superava i 5 milioni di dollari, una cifra strepitosa in rapporto al valore del denaro dell'epoca, senza considerare quello delle botteghe artigiane... piccoli "porti franchi" che coprivano Providence e circondario.

Providence fu culla d'idee, promotrice d'iniziative e di sperimentazioni, divulgatrice di un messaggio nuovo ma semplice nella sua linearità, che ai giorni nostri rasenta la banalità per la sua ovvietà: abbattendo i costi e migliorando la velocità di produzione, si può allargare il parco clienti con un ritorno d'investimento fuori quota. Un concetto nuovo per l'epoca, non tanto per i suoi contenuti, quanto per il fatto che fino all'electroplating non esisteva la tecnologia necessaria a mettere in pratica l'assunto: quel "quid" necessario a "massificare" il concept "placcatura", risorsa tecnologica indispensabile perché l' "operatore di settore" potesse essere competitivo su un Mercato che "leggeva" i bijoux con un vocabolario di termini ristretto alle parole oro, argento, pietra preziosa.

La massificazione di una risorsa tecnologica è possibile quando attorno allo strumento che s'intende rendere disponibile si è generato un movimento culturale che permette la diffusione di informazioni cicliche a creare un effetto domino d'interesse crescente nel contesto sociale in cui si interagisce.

Istruendo le nuove (e vecchie) generazioni a cui è "dedicata" la risorsa tecnologica si fornisce quella spinta alla comprensione che senza tale risorsa mancherebbe, per conseguire un obiettivo che altrimenti sarebbe alla portata di pochi. Da cui, maggiore è il grado di diffusione capillare di una risorsa e maggiori saranno le possibilità di coinvolgere interi gruppi sociali raggiungendoli direttamente nel loro ambiente di riferimento.


Il video seguente propone una sequenza d'immagini relative alla realizzazione di bijoux contemporanei per le nostre linee di accessori moda. Dalle fornaci di Murano alla creazione della linea. Dalle esposizioni in vetrina ai set fotografici.


Noi riteniamo che il passaparola generato dalla scoperta Dodge, attraverso la diffusione delle produzioni che ne derivarono, ebbe un effetto dirompente nella staticità di un Mercato "monocromatico" com'era quello dell'epoca. Riteniamo anche che si mossero interessi e talenti a perfezionare l'idea Dodge, consapevoli o meno da dove arrivasse l'oggettistica in simil-prezioso. Accadde allora nel 1834 che l'Inglese Micheal Faraday [5] scoprì le Leggi che regolavano l'elettrolisi...


[5] Micheal Faraday (1791-1867): chimico e fisico britannico, in elettrochimica è noto per le Leggi di Faraday. Ha operato con successo nei campi dell'elettromagnetismo e dell'elettrochimica e a lui sono dedicati la misura delle capacità, il Farad, come anche il concetto moderno di placcatura galvanica. Membro della Royal Society nel 1823, divenne prima direttore di laboratorio nel 1825 e poi professore Fulleriano di Chimica nel 1833. E la chimica non era nemmeno il campo in cui s'impegnò di più! Fu nell'Elettricità, infatti, che Faraday diede il massimo di Sé. Dal primo esperimento per la costruzione di una pila di Volta con sette monete di mezzo penny (e sette dischi di fogli di Zinco più sei pezzi di carta immersa in soluzione salina), fino ad arrivare ai Grandi Esperimenti che dal 1831 lo impegnarono nella scoperta dell'induzione elettromagnetica. Fu un personaggio eclettico, dalla straordinaria creatività e passione per il suo lavoro, a cui l'Inghilterra rese tributo (anche) stampando il suo ritratto sulle banconote da 20 sterline.

... e che da lì a 6 anni si arrivò al primo brevetto (argentatura galvanica) di una lunga serie dedicato all'electroplating dei metalli. Ma qui si entra nel Mondo dell'Argento, cosa che fu inglese e della Corona per un discreto arco temporale e che poco interessa nel nostro contesto. Interessa invece sottolineare come questa corsa alla massificazione e al conseguente incremento di fatturati nel settore dell'oggettistica e del bijoux placcato, fu anche causa della sua conseguente e inesorabile inflazione: più si perfezionava l'idea di placcatura dalla prospettiva del rapporto abbattimento costi / incremento di fatturato e più la patina preziosa che ricopriva l'oggetto diventava delicata e sensibile al tempo e all'usura.

Providence può essere considerata come IL "Laboratorio d'Idee" messo in pratica nella quotidianità del lavoro: dalla Divisione del Lavoro al procedimento di placcatura, passando per le filiere artigianali ed i mercanti di nuova generazione: i commessi viaggiatori del Nuovo Mondo.

Naturale che questa "commercializzazione di massa" è solo seme nel XIX Secolo. Providence è Isola: germoglio di radici forte di un terreno fertile e dalle grandi potenzialità qual'è il tessuto sociale americano. Certo, il passaparola avvalorato dalle dimostrazioni degli illustri, sconosciuti, talenti della città, arriva fino al Vecchio Continente. Certo è stimolo e sfida per i talenti inglesi, francesi e tedeschi. Certo... è Vento di Novità e ispirazione per quei creativi che erano sistematicamente tagliati fuori dal Mercato del Gioiello d'Alto Livello per mancanza di fondi e di benefattori disposti ad investire sul loro talento... eppure la Providence di cui si è trattato dovrebbe essere considerata più come sintesi d'idee, movimento di quegli interessi, di quelle iniziative, di quella ricerca costante a fuggire la stagnazione cornice di Mercati d'élite chiusi alla massa, che in quegli anni ispirarono nuove generazioni di talenti grazie all'avvento di una tecnologia in grado di supportare iniziative personali fino ad allora impensabili. Il procedimento di placcatura Dodge e la macchina intagliatrice di cristalli Swarovski (Nota 2 a Sulla Via dei Bijoux) sono due facce della stessa medaglia. Due letture dello stesso stimolo creativo adattate al contesto sociale con cui interagivano i loro ideatori.


La realizzazione di questo articolo è stata possibile grazie alla consultazioni di fonti fondamentali, alcune sono state linkate nel testo - quando ancorabili a uno specifico paragrafo - le altre sono elencate a seguire:

www.ancestry.com - Genealogy, Family Trees and Family History Records online... Nato nel 1997, è capostipite di una rete globale di siti web localizzati dedicati alla ricerca genealogica e alla creazione di alberi genealogici online. Con oltre 15 milioni di informazioni è la principale fonte online mondiale di settore e riferimento per appassionati e i ricercatori.

www.dodgefamily.org - The Dodge Family Association.

www.providenceri.com - Providence, la storica città americana del Rhode Island sul web. Info, news, approfondimenti sulla vita sociale e le iniziative culturali di una delle piccole culle della civiltà americana. Spazio, quindi, anche a sezioni riservate alla storia e a un archivio fotografico da cui s'affacciano le linee moderne di una città fortemente radicata alle sue origini.

www.theiet.org - The Institution of Engineering and Technology ... leader mondiale in contesti formativi e informativi sull'Ingegneria e la Tecnologia, lo IET è presente con i suoi membri in 127 nazioni con uffici in Europa, Nord America e Asia. Lo IET è Rete Globale per facilitare la conoscenza e lo scambio d'idee in contesti scientifici e teconologici. Globalizzazione all'ennesima potenza.

Nel corso dei secoli a Providence sono stati attribuiti meriti di cui non detiene titolarità (l'essere la "capitale artistica" dei Gioielli delle Dive, tanto per citarne uno recente usato e abusato) mentre sono stati ignorati quelli che le spettano di diritto come l'essere stata epicentro dell'Alba del Bijou Moderno.

[ continua Sabato 19 Novembre 2011 ]