Quei Cani della Green Hill di Montichiari

Dall'allerta di Striscia all'inchiesta OIPA, fino alla denuncia alla procura del canile Green Hill di Montichiari in provincia di Brescia, specializzato nell'allevamento di cani di razza beagle per conto della Marshall Farms Group Ltd a scopo di sperimentazione animale. Le misure presentate dal comitato presieduto dal Ministro Michela Brambilla e approvate dalla Commissione Affari Sociali forniranno gli strumenti necessari per applicare l'istanza di chiusura promossa dall'OIPA. In tutta la vicenda risalta l'inadempienza reiterata nel tempo delle normative previste dal decreto legislativo 116/92 in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici.

Green Hill 2001 S.r.l. di Montichiari (Brescia) è una delle società italiane categorizzate in Zootecnia, vale a dire: un centro di sperimentazione e riproduzione animale che dovrebbe studiare l'evoluzione e la genetica degli animali d'allevamento favorendo la selezione delle migliori specie e razze a livello riproduttivo. Una società operante in Zootecnia è vincolata ad un solo principio, quello della Giurisprudenza nazionale per l'utilizzo di animali ai fini di ricerche scientifiche. In Italia il decreto legislativo 116/92 avrebbe dovuto stroncare all'origine la vicenda Green Hill. Lo scandalo dei beagle allevati per morire in laboratori di ricerca europei ha un casus belli scatenante individuabile nelle mancanze di un decreto ormai anacronistico e nell' inadempienza delle sue norme, oltre a quelle della Circolare 8/94 del Ministero della Sanità, che ha permesso alla Green Hill di fatturare malgrado fosse teoricamente fuorilegge.

Acquisita dalla Marshall Farms Group Ltd (Nord Rose, News York USA) - specializzata nell'allevamento commerciale di animali, nelle biorisorse per la ricerca biomedica basata sulla ricerca in vivo, oltre che in alimenti e accessori per animali - la Green Hill di Montichiari è al centro di una bufera legale che recentemente ha trovato nel Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla l'alleato che mancava e che può fare la differenza nella difesa dei diritti dei beagle allevati nel complesso Green Hill.


All'alba di Venerdì 14 Ottobre 5 attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill salgono sul tetto di uno dei capannoni del lager di Montichiari, per porre l'attenzione su ciò che accade in questo luogo e in tutti i laboratori di vivisezione.



Questo allevamento "produce" ogni anno oltre 3000 cani di razza beagle per gli stabulari da cui attingono i vivisettori per i loro tavoli operatori.

Il 20 ottobre 2011, il comitato ministeriale per la creazione di un' Italia Animal Friendly presieduto dal Ministro Brambilla, ha ottenuto l'approvazione dalla Commissione Affari Sociali della Camera dell'emendamento che correggerà gli errori presenti nella direttiva europea 63/2010. "Non si può dare ospitalità in Italia a una fabbrica di morte" - spiegava a Uno Mattina Michela Vittoria Brambilla. L'approvazione dell'emendamento non significa l'immediata messa in atto di nuove normative: "L’emendamento ieri presentato" - riporta un'interessante analisi dell'Agenzia Stampa GeaPress - "deve ora passare al vaglio di numerosi organi parlamentari. Fatto, questo, che richiederà un appoggio concreto da parte del Governo. Difficile, però, che ciò si realizzerà completamente". Tra gli ostacoli maggiori "le lobby della sperimentazione animale innanzi tutto, sia mediche che industriali" e una mancanza di sensibilità sociale sul tema delle sperimentazioni sugli animali anche da parte di esponenti di spicco delle istituzioni, come "quando il Ministro Sacconi ed il Ministro Fazio sono andati ad inaugurare, il tre ottobre scorso, i nuovi laboratori con annessi stabulari della Chiesi Farmaceutici, a Parma". Resta il fatto dell'importanza del passo compiuto, reso possibile grazie a una contingenza di fatti.

Il caso Green Hill, portato all'attenzione da Striscia la Notizia 9 mesi prima e diventato fascicolo dell'indagine condotta dall'organizzazione non governativa OIPA - Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali affiliata al Dipartimento per la Pubblica Informazione dell'ONU (DPI-ONU) - ha dato una spinta emotiva importante per l'approvazione delle nuove misure a tutela dei diritti degli animali utilizzati per fini sperimentali/scientifici. La prima conseguenza è stato l'esposto presentato dall'OIPA Italia alla Procura della Repubblica: "L'istanza segue la perquisizione che le guardie zoofile OIPA, su mandato della Procura della Repubblica di Brescia hanno effettuato il 30 settembre scorso" - si legge nel comunicato ufficiale dell'organizzazione. Il fine dell'indagine era quello di "compiere approfonditi accertamenti sullo stato di detenzione dei 2500 cani", lavoro che è stato svolto "dietro le quinte al fine di poter controbattere con argomenti concreti e sul piano legale a quanti avevano dichiarato che all’interno dell’allevamento era tutto in regola". Le parti chiamate in causa dall'istanza sono sia il Sindaco di Montichiari che il Ministero della Sanità.


L' istanza di chiusura presentata dall'OIPA Italia Onlus riporta un refuso (?) nella ragione sociale della Green Hill, denominata Green Hill 2010 Srl invece di Green Hill 2001 Srl. Poco importa anche se fosse il contrario. E' ininfluente ai fini del valore del documento prodotto, considerati i riferimenti: al procedimento penale a carico dell'Amministratore Unico Ghislane Rondot, anche manager della Marshall BioResources Europe; agli accertamenti effettuati il 30 Settembre 2011 insieme alla Polizia Giudiziaria del Corpo di Polizia del Comune di Montichiari; alla presenza del numero di protocollo univoco che assegna identità precisa alla Green Hill in oggetto.

L'OIPA Italia ha portato all'attenzione "violazioni penali, ora al vaglio del Magistrato titolare, Dott.ssa Lara Ghirardi, e violazioni al Decreto Legislativo n.116/92 e alla Circolare del Ministero della Sanità n.8 del 22 aprile 1994" e per voce del suo presidente, Massimo Comparotto si auspica che che "l'istanza di chiusura venga valutata con la dovuta serietà dal Sindaco di Montichiari o dal Ministero della Salute". Il motivo di questa forte dichiarazione sta nelle inadempienze alle normative che si sono protratte nel tempo.


Riguardo il Decreto Legislativo 116/92
Le violazioni riscontrate da OIPA Italia, e video documentate in parte anche da Striscia La Notizia riguardano diversi degli articoli del decreto, gruppo di cui non fanno parte quelli evidenziati a seguire:

  • Articolo 3, comma 2: Gli esperimenti su animali delle specie elencate nell’allegato I possono aver luogo soltanto su animali da allevamento e negli stabilimenti utilizzatori autorizzati: per quanto riguarda primati non umani, cani e gatti, è necessaria anche l’autorizzazione prevista dall’art.8, comma 1, lettera b).
  • Articolo 8: Il Ministero della Sanità, sentito l'Istituto Superiore di Sanità, su domanda, può autorizzare [...] comma 2, lettera b: esperimenti su primati non umani, sui cani e sui gatti soltanto quando obiettivo siano verifiche medico-biologiche essenziali previste dalla Farmacopea Ufficiale, da linee guida validate da organismi tecnico-scientifici nazionali o internazionali, limitatamente ad attività di ricerca di rilevante ed urgente interesse socio-sanitario e qualora altri animali non rispondano agli scopi dell’esperimento.

Il prodotto delle attività della Green Hill porta comunque alla sofferenza e alla morte di animali, perché nati e allevati esclusivamente per soddisfare le richieste di una filiera che dall'indigenza delle gabbie li porterà qui, senza respiro.

© Animal Video Community laverabestia.org » Fermare Green Hill

E' anche vero che le attività di ricerca correlabili alla sperimentazione animale iniziano dal processo di selezione genetica, forzata dall'allevatore, per rispondere ai criteri richiesti dai committenti. Secondo noi, la selezione forzata sui beagle di allevamento per fini scientifici rientra nelle specifiche all'Articolo 3, comma 2 alla voce "esperimenti": allevamento, commercializzazione e sperimentazione sono tre fasi di un unico insieme di procedure definenti, tutte insieme, l'attività sperimentale sugli animali. E' quanto si evince anche dai contenuti della circolare ministeriale. Per l'allevamento Green Hill però c'è un ricorso storico che dimostra un'attinenza stringente all'Articolo 3: "Stefano Villa, nell' impossibilità di continuare i test tossicologici sugli animali ha ammesso di doversi rivolgersi a un centro in Lombardia, in possesso dei requisiti di legge" - riportava Il Corriere della Sera del 20 Settembre 2002 in un articolo di Emilio Nessi - "Come appunto la Green Hill di Montichiari". La frase seguente è sconcertante quanto il precedente riferimento ai fantomatici requisiti di legge presenti nel decreto 116/92 sufficienti, secondo l'articolo del Corriere, ad avvallare ipse facto quei test tossicologici nella Regione Lombardia: "Non siamo stati ancora contattati - risponde l' amministratore - e non so se saremo in grado di far fronte alla richiesta". Stefano Villa è uno dei direttori della Research Toxicology Centre SpA la cui carta dei servizi non sembrerebbe avere tra le priorità quelle "attività di ricerca di rilevante e urgente interesse socio-sanitario" previste nel succitato comma: "La RTC, Research Toxicology Centre SpA è un'organizzazione di ricerca a contratto specializzata in studi tossicologici non clinici richiesti per la International Drug Registration e per la Notification of Chemical Substances". Dunque, il team della RTC è specializzato in studi di routine senza escludere l'eventualità di contratti atti a soddisfare richieste specifiche per progetti complessi e innovativi, alcuni dei quali potrebbero rientrare nelle eccezioni del decreto ma solo previa autorizzazione del Ministero della Sanità.


Riguardo la Circolare del Ministero della Sanità n.8 del 22 aprile 1994
La circolare iniziava con la constatazione che il decreto 116/92 aveva profondamente modificato le regole dell'utilizzazione degli animali in ricerche scientifiche, introducendo un regime di autocontrollo a carico di qualsiasi persona fisica o giuridica che sia pubblica o privata. Di seguito si evidenziano i passaggi violati secondo l'istanza presentata dall'OIPA.

  • Posto che fine della legge è garantire il benessere dell'animale, oggetto di essa è l'attività sperimentale come insieme di procedure, tecnologie ed attitudini professionali che si esplicano dall'allevamento, commercializzazione e mantenimento dell'animale alla sperimentazione in senso stretto, in modo da dare i seguenti risultati: riduzione degli esperimenti, riduzione del numero di animali utilizzati, riduzione al massimo possibile della sofferenza.
  • Il progetto e l'attività di ricerca sono nel merito scientifico del tutto indipendenti. Le attività di' ricerca. non tutte ma soltanto quelle in cui è consentito l'uso dell'animale art. 3, comma I -, entrano nella disciplina della legge pcr il riflesso che hanno nella scelta della procedura sperimentale.
  • In relazione al tipo di struttura, al numero ed alle specie animali stabulate ed alla natura delle ricerche, ogni stabilimento deve avvalersi di personale qualificato in numero sufficiente ad assicurare il benessere ed il controllo degli animali, l'adeguatezza delle attrezzature e l'idoneità dell'ambiente in cui vivono (articoli 4, 5, 10, 11 e 12).
  • Compatibilmente con il tipo di struttura, il responsabile si avvale di tecnici, in numero adeguato, addetti alla cura ed al trattamento degli animali ed alla sanificazione degli ambienti e di tecnici addetti alla manutenzione degli impianti. È cura del responsabile promuovere e consentire l'aggiornamento e la formazione professionale del personale tecnico e sanitario.


La circolare riporta altri punti oggetto dell'istanza di chiusura richiesta dall'OIPA, come ad esempio quello riguardante l'obbligo di un registro aziendale..

  • Il responsabile dello stabilimento d'allevamento, fornitore od utilizzatore, deve annotare in apposito registro, costituito da un numero noto di fogli numerati progressivamente, gli animali presenti ed i relativi movimenti.
  • Se trattasi di stabilimento d'allevamento (art. lì, comma I) verranno annotati il numero degli animali nati, morti e di quelli forniti, il contrassegno di identificazione (numero di lotto od altro per piccoli animali da laboratorio, matricola od altro marchio per cani, gatti e primati non umani) e la specie, nonché le date, e per quelli forniti nome. e indirizzo del destinatario. Gli stabilimenti fornitori annoteranno pure i dati dell'allevamento di provenienza. Il registro, vidimato dall'autorità comunale, deve essere conservato presso lo stabilimento per tre anni almeno.


Queste sono alcune delle ragioni per cui l'OIPA ha richiamato comune e ministero alle assunzioni di responsabilità che iniziano dal momento in cui si concedono le autorizzazioni necessarie all'esercizio di un'attività oggetto del decreto e della conseguente circolare..

  • La concessione delle autorizzazioni all'esercizio di stabilimento d'allevamento o fornitore è disciplinata dall'art. 10 che ne attribuisce la competenza ai comuni, mentre gli stabilimenti utilizzatori devono essere preventivamente autorizzati dal Ministero della sanità, a norma dell'art. 12.


.. e arrivano alle spettanze sui controlli per assicurarsi che l'attività non contravvenga alle normative in essere.

  • I controlli e le ispezioni degli stabilimenti utilizzatori spettano al Ministero della sanità sulla base dell'art. 6 della legge n. 833/1978, e per effetto degli articoli 7, 8, 9,12 del decreto legislativo in questione.


Se OIPA Italia confida nella serietà delle parti chiamate in causa per far scomparire il campo di concetramento dei beagle, le associazioni sensibilizzate dal caso Green Hill e i cittadini italiani, riuniti in gruppi spontanei, confidano nelle misure approvate che offrirebbero strumenti politici e legali senza precedenti in Italia. "Le nuove misure impediranno una volta per sempre l'allevamento in Italia di animali da vivisezione. Permetteranno l'erogazione di finanziamenti e incentivi per lo sviluppo di metodi alternativi alla vivisezione, più sicuri perché il modello sperimentale animale è diverso da quello dell'uomo" - dichiarava il ministro Brambilla sempre a Uno Mattina. Alcuni dei paletti previsti dalle misure approvate però erano già presenti nelle normative evidentemente mal applicate fino ad oggi. Due esempi: il divieto di utilizzare animali in applicazioni didattiche se non in casi eccezionali; l'obbligo di procedere solo previa autorizzazione del Consiglio Superiore di Sanità riguardo all'utilizzo di cani, gatti e primati in attività sperimentali costituite dall'insieme di tutte le fasi della filiera: allevamento -> vendita -> sperimentazione.

L'obiettivo confermato dal ministro Brambilla è quello di arrivare ad "abolire per sempre la vivisezione" - possibilità conseguibile solo "favorendo nel nostro paese la diffusione di una nuova cultura di tutela e rispetto degli animali e dei loro diritti": il manifesto dell' Italia Animal Friendly. Il percorso di sensibilizzazione sociale è ancora molto lungo. E' un percorso ancora lungo se è stato permesso alla Green Hill di continuare l'attività anche in mancanza del registro aziendale che avrebbe dovuto riportare la vidimazione dell'autorità del comune di Montichiari.

E' un percorso ancora lungo:

  • se la cronaca riporta le devianze di una "persona" colta sul fatto appena dopo aver consumato lo stupro di una cagnetta beagle: "Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress la difesa di Silvano Atzeni tenterà il rito abbreviato condizionato al risultato della perizia psichiatrica".
  • se un cane viene seppellito vivo nel bresciano per soddisfare il sadismo di un balordo, restando sotto un sudario di detriti per 40 ore prima di essere salvato dagli agenti ed essere tradotto al canile di Desenzano del Garda per cure e assistenza indefinita, visto che il mostro che l'aveva seppellito era il suo padrone.
  • se si pensa ad aziende come la Marshall Farms Group Ltd, proprietaria della Green Hill di Montichiari, che adeguandosi alle mancanze e alle lacune della burocrazia italiana ha impresso il suo marchio sul destino di decine di migliaia di cani: la stessa Marshall che fu oggetto nel 2001 di un raid dell'Animal Liberation Front; la stessa Marshall segnalata dalla PETA U.K. il 29 agosto 2011: "B&K Universal con sede in Yorkshire è di proprietà della Marshall Farms di New York, più volte citata per violazione dell' Animal Welfare Act. B&K ha richiesto l'autorizzazione per aprire una nuova struttura di canili coperti. La struttura avrebbe due scopi, uno riproduttivo e uno di allevamento e vendita ai laboratori di ricerca per l'uso dei cani in test di tossicità dolorosa e in altri esperimenti forse simili a quelli condotti presso il laboratorio di servizi professionali e di ricerca su cui PETA aveva indagato l'anno scorso".
La Marshall Farms Group Ltd lavora così. S'insedia in un territorio, acquisendo o fondando società registrate nel Paese da cui intende fare affari. Lo fa dopo avere valutato il potenziale business del territorio, il che tradotto significa (in questo caso) l'individuazione dei limiti legali (se non sociali) a livello locale e nazionale. Non c'è etica, solo la mercificazione di vite violate.


Questa è la Green Hill 2001 Srl: una macchina che macina vite giorno dopo giorno, un'idea di progetto che vorrebbe Montichiari come prima fattoria europea per l'approvvigionamento della sperimentazione animale orientata sulla ricerca in vivo.



Nel video si fa riferimento tra l'altro al fatto che dalla visura della Green Hill 2001 Srl non risulterebbe alcuna correlazione tra la Hill e la Marshall.

Sempre nel video però si dimostrava come la Marshall avesse marcato con il suo logo l'allevamento lombardo presente nella sezione Global Facilities » Europe. La pagina in questione - come tutte le pagine non incluse nelle sezioni "About Marshall", "Animal Welfare", "Benefits of Animal Research" e "Site Map" - ad oggi applica redirect in area riservata "a causa della natura confidenziale di alcune delle informazioni e background di riferimento presenti sul sito". Il form di registrazione dovrebbe chiamare trasparenza ?

Segue il codice dell'autorizzazione sindacale - rilasciata dal Comune di Montichiari il 13 Novembre 2008 con numero di protocollo 36451/2008 - che l'autorità comunale è invitata a ritirare per impedire alla Green Hill di continuare a operare su territorio italiano. L'invito è quello di utilizzare queste informazioni per sollecitare la decisione del Sindaco di Montichiari inviando una mail all'indirizzo PEC ufficio.protocollo@cert.montichiari.it

Gentile Sindaco di Montichiari,

Con la presente la invitiamo ad adoperarsi per procedere al ritiro dell'autorizzazione (numero di protocollo 36451/2008) rilasciata il 13 novembre 2008 dal Comune di Montichiari all'allevamento Green Hill 2001 S.r.l. con sede al numero 6 di Via San Zeno, 25018 Montichiari (BS), a fronte degli esiti prodotti dalle recenti attività di Polizia Giudiziaria per altro confermati anche dalle riprese effettuate da Striscia La Notizia e dalle documentazioni prodotte dall'OIPA Italia Onlus. Cogliamo l'occasione anche per rammentarLe CHI è un beagle.

Il cane di razza beagle è il protagonista involontario di una storia di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Dalla scheda tecnica prodotta dall'ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali:

<< è un piccolo grande segugio [...] Vivace quanto affettuoso, mai nervoso, sempre disponibile e di buon umore. Fuori casa, questo piccolo estroverso non ha paura di niente e di nessuno, pur senza mostrare la minima aggressività; [...] un cane gioviale, allegro, giocherellone, pronto a dimostrare verso tutta la famiglia che lo accoglie, [...] E' stato definito anche 'il cane più buono del mondo', ma questa affermazione sembra un poco eccessiva; è comunque certamente tra i cani più socievoli e dallo sguardo più attraente. Oltre ad essere piccolo, simpatico e grintoso è anche molto curioso, da cedere spesso alla tentazione di andarsene per i fatti suoi; [...] E' molto festoso, ama molto stare in compagnia, ma non è né petulante né appiccicoso, è un tipo che si sa fare i fatti propri, ma non per questo potrà essere abbandonato a se stesso. Bisognerà trattarlo da buon compagno, giocando con lui e dandogli modo di partecipare alla vita familiare; [...] Ha una salute di ferro. Il suo sistema cardiocircolatorio è tanto perfetto da essere stato in passato, utilizzato >> - Green Hill insegna che il discorso è ancora attuale qui in Italia - << purtroppo, nella sperimentazione scientifica da parte di case farmaceutiche e nella ricerca clinica. [...] Per la sua salute fisica e psichica deve poter passeggiare ed anche correre in piena libertà. [...] >>

Lo sfruttamento di questa specie animale DEVE finire.