Report Turismo: ISNART, ISTAT e ONTIT, le analisi statistiche che fanno la differenza

Perché alcuni operatori nel settore delle forniture alberghiere stanno diversificando i propri interessi? Perché tra questi interessi c'è l'ospitalità rurale? Che influenza ha avuto la crisi recepita dagli Italiani durante l'estate? FAS ITALIA risponde con i dati Unioncamere del terzo trimestre 2011, le analisi ISTAT e quelle ISNART, le considerazioni dell'ONTIT, il continuo confronto con clienti, associazioni e consorzi, proponendo un report atipico su alcune delle sue scelte business.

La nostra decisione di esporre in Agrietour inizia a farsi strada in primavera, è maturata in estate e ha trovato conferma all'inizio dell'autunno.

L' ISTAT è il primo ente italiano ad essersi messo in gioco seriamente come dimostrano gli imbarazzi del censimento online. Non tutto è risolto eppure tutto sommato l'Istituto Nazionale di Statistica è sulla strada auspicata: servizi telematici per risolvere i problemi della burocrazia italiana e favorire la condivisione di applicazioni e dati.


[ N.d.R. ] Riguardo i problemi riscontrati dal censimento online, 3domande.com ha proposto un micro sondaggio sul modo in cui è stata recepita questa versione del censimento ISTAT che sul sito di riferimento censimentopopolazione.istat.it "dice semplicemente: ad oggi 3 milioni di questionari compilati online". Quello che ISTAT non dice è tutto ciò che riguarda le mancanze dovute a un testing del servizio insufficiente prima del lancio. "Se avessi fatto un errore come potrei correggerlo ?" è la questione più importante tra le domande irrisolte.

© Istat.it Noi Italia 2011
Come società specializzata nelle forniture alberghiere ci fa piacere questa voglia di telematizzazione del primo Istituto di Statistica, aiutato anche dal nuovo sito inaugurato in estate. Il riferimento è a Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo, un servizio fruibile dal sito ISTAT e condivisibili grazie al codice embed.

Lo abbiamo provato sul nostro portale Servizi per Alberghi incorporando il codice dell'evoluzione dei Dati di Permanenza media sul Turismo dei Residenti negli anni: il passaggio degli ospiti all'interno delle strutture ricettive posizionate sul territorio nazionale è utile per comparare servizi in relazione ai territori.

L'Italia si distingue per la sua vocazione turistica che ha rilevanti ripercussioni sullo sviluppo di molti settori economici.
(n.d.r. si legge nella sezione Noi Italia Turismo edizione 2011)

Il turismo, infatti, è una risorsa importante dell’economia nazionale e le statistiche presentate illustrano la capacità di attrazione e di accoglienza del nostro Paese, caratterizzato da una ricchezza, in termini di varietà e di estensione, di aree costiere e montane e di città d'arte.
Questa affermazione oggi ci provoca amarezza perché come operatori di settore possiamo testimoniare l'incongruenza tra la definizione ISTAT e la realtà dei fatti.


[ N.d.R. ] Intruder del 27 Ottobre 2011 - [ ... ] Durante l'estate ci siamo confrontati con alcuni dei nostri clienti, con associazioni di settore importanti sia in Confindustria che direttamente in Federalberghi. Ci siamo confrontati con alcuni dei consorzi locali operanti nella Regione Toscana e così abbiamo continuato a fare con l'arrivo dell'autunno. Tutti gli operatori con cui ci siamo confrontati sono stati concordi nelle conclusioni: se non ci aiutiamo noi non lo farà nessuno. La situazione politica della nostra nazione non ci aiuta e il malessere generale che abbiamo riscontrato è diventato diffuso. Le aziende del nostro settore non hanno i problemi di altre categorie ma soffrono di un malessere simile, che è l'amarezza di uno dei primi settori nazionali, per rilevanza economica, lasciato andare alla deriva. [ ... ]

Noi Italia fotografa il turismo italiano fino al primo trimestre 2010. L'anno in cui la crisi aveva invaso l'Europa e aveva colpito anche il Turismo dei Residenti. Le Tavole di riferimento sono aggiornate al 29 Marzo 2010, periodo che ricordiamo fu difficile per le difficoltà di accesso al credito da parte di molte piccole e medie imprese con conseguente dirette sull'ospitalità ricettiva.

Rispetto all’anno precedente, si registra una complessiva diminuzione dei viaggi (-7,2 per cento), soprattutto a carico di quelli con destinazioni italiane (-8,5), particolarmente accentuata per quelli verso le regioni del Mezzogiorno (-19,5). Gli spostamenti con destinazioni italiane rappresentano l’82,7 per cento dei viaggi complessivi: nell’87,2 per cento dei casi sono effettuati per motivi di vacanza e per il restante 12,8 per lavoro. In termini di pernottamenti, il 93,7 per cento delle notti riguarda i viaggi di vacanza e il 6,3 quelli di lavoro. Le durate medie dei soggiorni in Italia sono pari a 6,0 e a 2,8 notti rispettivamente per vacanza e per lavoro.



Facciamo un balzo in avanti al 2011 che era iniziato con i dati Censis che lasciavano guardare con fiducia alla ripresa del settore e poi seguiti da conferme indirette nei mesi successivi. Una fiducia che ci accompagna fino alla primavera dove si diffonde la sensazione che qualcosa non va. Arriva l'incertezza causata dalla tassa di soggiorno e dalle nuove difficoltà di accesso al credito che ricordano quelle dell' autunno-inverno 2009. L'estate sembra dare il colpo di grazia alle nuove iniziative dell'ospitalità ricettiva. Noi come altre attività che lavorano nel settore dell'ospitalità italiana ci troviamo nelle condizioni di modificare in corsa alcuni degli investimenti non ancora prodotti. Ci siamo assunti i nostri rischi, abbiamo cercato confronto e diversificato i nostri interessi quando era ancora primavera. Le analisi dell'ISTAT, le idee ispirate dal TurisMonitor e i report dell'Osservatorio Nazionale del Turismo (ONTIT) sono stati alcuni degli strumenti più utili insieme agli incontri con clienti, associazioni e consorzi che continuano ininterrotti. Abbiamo adeguato i nostri progetti lavorativi in funzione delle vicende economiche che hanno caratterizzato la vita sociale dell'Italia nell'ultimo semestre.

A fine agosto l'ISTAT pubblica l'indagine sui Viaggi e le Vacanze degli Italiani in Italia e all'Estero. I dati ci hanno suggerito il potenziale delle strutture orientate all'ospitalità alternativa a quella alberghiera. A ottobre l'Osservatorio Nazionale del Turismo in collaborazione con Unioncamere pubblica Le Performance di Vendita delle Imprese del Ricettivo a cura dell' ISNART, l'Istituto Nazionale Ricerche Turistiche. Il rapporto è stato creato con i dati ISTAT 2010 e quelli ISNART rivelati tra il 5 e il 12 settembre 2011 con la metodologia delle interviste telefoniche.

Nel primo semestre del 2011 e fino all’estate, il turismo in Italia registra, in termini di vendita delle camere nelle strutture ricettive italiane, un andamento stabile fino a maggio per poi crescere col picco di agosto, realizzando nel complesso un saldo del +0,5% di camere vendute nei primi 8 mesi dell’anno.
Questa tendenza è stata condizionata dal ritorno dei turisti stranieri in Italia.

Dal mese di aprile 2011 la clientela internazionale cresce di quota, rispettivamente di 1,8 punti percentuali nel secondo trimestre e di 1,3 punti nel terzo, attestandosi al 34,7% in primavera ed al 34,1% in estate.
Il settore trainante della crescita anti crisi è stato quello dell'ospitalità alternativa con particolare rilevanza per quella rurale che emerge dalle camere occupate nel periodo estivo e dalle prenotazioni autunnali e invernali.


Il documento prodotto dall'ONTIT ci permette di confrontare le esperienze raccolte durante l'anno e rapportarle a quelle precedenti e ai dati Noi Italia Turismo del 2009-2010. Oltre al Turismo straniero in Italia ha inciso anche il motivo per cui si viaggia. Rispetto al 2009/2010 dove il viaggiatore per necessità, chi lavora, aveva risentito della crisi coinvolto in prima persona o a causa delle difficoltà incontrate dai suoi clienti, la crisi globale del 2011 ha aggredito il settore vacanziero più di quello lavorativo che invece è risultato preparato alle nuove difficoltà. Chi viaggia per vacanza si avvicina sempre di più all'ospitalità rurale che in coincidenza a prezzi più favorevoli è il settore meno influenzato dalla tassa di soggiorno.

Forte l'appeal del turismo verde sulla clientela estera, il 40,9% dei turisti è straniero contro una media Italia del 34,1%. I soggiorni durano in media 4,6 notti.
L'ospitalità verde determina anche un diverso avvicinamento al viaggio. I circuiti d'intermediazione, i grandi portali, sono più concentrati a servire le offerte delle strutture alberghiere e quindi il viaggiatore è più propenso a fare da se' organizzandosi attraverso internet. L'utilizzo delle email lavorative suggerisce alcuni spunti di riflessione relativi al tipo di viaggiatore e al suo lavoro.

I turisti organizzano il soggiorno passando attraverso il web (35,9%) prevalentemente utilizzando la mail dell’impresa (20,9%), l’11,9% si affida ai circuiti dell’intermediazione. Coppie (42,2%) e famiglie (39,8%) i target che incidono maggiormente sul totale della clientela nelle destinazioni del turismo verde.
La tipologia della clientela per area-prodotto ci aiuta a comprendere come i i viaggiatori hanno affrontato il terzo trimestre del 2011, rispondendo alle paure della crisi.


Tra le aree prodotto cresce la quota di famiglie in montagna (dal 34,5% del 2010 al 41,9% del 2011), in città aumentano le coppie di vacanzieri (38,5% rispetto al 36,5% del 2010) e gli uomini d’affari (11,4% rispetto al 10,4%), alle terme diminuisce l’incidenza delle coppie (35,5% rispetto al 41,6% del 2010) ma aumenta quella delle famiglie (35,4% contro il 27,5% della scorsa estate).

Le analisi statistiche ISNART, ISTAT e ONIT sono uno strumento utile per capire il settore di un'attività commerciale. Il dialogo e il confronto con i clienti, i fornitori, i concorrenti, le associazioni, i consorzi di categoria aiutano a leggere le tabelle statistiche. I rapporti di diversi osservatori indipendenti aiutano a essere critici. Tutte queste cose insieme attualizzano le risposte alle domande che ci interessano. Le persone viaggiano da sempre, giusto? Ma perché lo fanno? Perché, a parità di disponibilità economica, scelgono una struttura ricettiva piuttosto che un'altra? La nostra interpretazione: ogni operatore di settore sa' che le motivazioni e le esigenze di un viaggiatore cambiano nel tempo e di conseguenza la modalità dell'ospitalità deve adattarsi rimodellando anche suo malgrado il concetto di ricezione turistica.