Collaborazione: il Trend Immobiliare Italiano

Condivisione di informazioni per un business immobiliare più redditizio. Collaborazione tra agenzie per garantire il cliente finale che può affidarsi con fiducia ritrovata alla sua agenzia di zona. Un cambio di mentalità in un periodo in cui la politica traballa, si minaccia l'aumento dell'IVA ordinaria di 2 punti percentuale e si paventa la fine dell'euro. Dal libro di Luca Gramaccioni all'iniziativa senza marchio di appartenenza di Questa Agenzia Collabora, arrivano segnali da brand ed esponenti di punta del mondo immobiliare.

immagine di repertorio © Leadership Forum Milano 2011
"Sono convinto che il futuro della categoria si baserà sempre di più sulla condivisione" - afferma Roberto Gigio, Presidente di Coldwell Banker Italia, purché tutti gli operatori di settore riescano "a percepire il valore di una collaborazione seria", facendo arrivare al cliente finale il messaggio "che dietro un agente immobiliare ci sono un incarico, dei controlli, delle garanzie di professionalità". Una collaborazione del genere è auspicabile, ammette il Presidente FIAIP Paolo Righi e "assolutamente necessaria" perché sono cambiate le abitudini: "Oggi e sempre più in futuro, il cliente non avrà il tempo di fare il giro delle agenzie, è quindi necessario per ogni agente disporre del maggior numero di immobili possibile". Possibilità proprie dell'operatività di un Multiple Listing Service (MLS) che in altri contesti, come negli USA - spiega Roberto Barbato, Presidente Frimm - "è un obbligo perché si reputa che un solo agente immobiliare abbia un bacino di utenza troppo limitato e ciò è scorretto nei confronti di chi vende". Ampliare il bacino di utenze è percepito come un'esigenza obbligata da un agente immobiliare "al fine di incrementare la propria capacità di vendita. Il cliente ne rimarrà impressionato favorevolmente, e la categoria migliorerà la propria immagine sul mercato" - spiega Bruno Vettore, Presidente Tree RE. Questo perché "per avere margini di successo è ormai necessario disporre di un vasto e differenziato portafoglio d'immobili. L'MLS e la condivisione del portafoglio vanno in questa direzione" - conferma il Presidente MedioFimaa, Mauro Danielli.

Dichiarazioni che arrivano anche dall'ultimo Leadership Forum dell'Immobiliare. I leader dei marchi più importanti dell'immobiliare italiano sono in sintonia con l'esigenza di cambiamento avvertita da operatori e clienti. Ne stanno diventando portavoce in proiezione futura. Spunti di riflessione importanti riuniti in un corpo unico, che arrivano separati dalle citazioni presenti nell'ultimo lavoro di Luca Gramaccioni (Agenti Immobiliari 2.0, editore Franco Angeli), sempre puntuale e preciso nella trasparenza e oggettività delle sue analisi.

Il messaggio di cui si stanno facendo interpreti marchi, associazioni di settore e iniziative private d'importanti comunicatori è delicato per quanto semplice e diretto. La sua forza risiede nella sua straordinaria trasversalità sopra qualsiasi appartenenza di brand. La sua fragilità sta nella facilità con cui può venire attaccato se non si difende il suo diritto esclusivo di non appartenenza. Sono le considerazioni dei promotori dell'iniziativa Questa Agenzia Collabora che si propone nel suo manifesto come "iniziativa debrandizzata e gratuita con dedica diretta a tutte le Agenzie Immobiliari italiane". Nel comunicato stampa ufficiale, il team creativo di Condivisione Immobiliare spiega che l'interpretazione del sentiment che interessa brand, agenti, agenzie e clienti acquirenti o proprietari d'immobili, ha trovato sempre un ostacolo nel tentativo di standardizzarla per renderla facilmente applicabile come modello di business operativo. "Questo perché serve una leadership non associabile a brand e catene di agenzie in franchising, che sappia parlare la lingua delle Agenzie traducendo le necessità degli Agenti senza perdite di contenuti causata dall’intermediazione di traduttori di parte". L'adesivo promosso da Questa Agenzia Collabora non è un brand, non vuole apparire come un brand e non persegue nessun interesse finanziario. Non partecipa agli utili delle agenzie che decidono di esporlo sulle loro vetrine e non intermedia per conto delle agenzie o del cliente finale. Non vende nulla ma propone tutto: cultura, ispirazione, ideale, visione di un business differente che può fare a meno della competizione. Un'utopia praticata e praticabile perché trova riscontro nelle esigenze delle agenzie e dei loro clienti che ne decretano l'utilità, definiscono il portafoglio e affidano i mandati di vendita e di acquisto.

Il sentiment tradotto da brand, operatori e comunicatori, trova riscontro nelle difficoltà di un momento economico e finanziario di non facile lettura. La recente caduta del Governo, l'insediamento del Governo Monti e la manovra finanziaria che sembra includere un ulteriore aumento dell'IVA ordinaria al 23%, unitamente alle difficoltà dell'Euro che hanno costretto la Banca Centrale Europea a coordinare un'azione collettiva per riportare liquidità nelle banche, sono tutti fattori che fomentano l'incertezza e la preoccupazione dei mercati. Il rischio più grande è quello di aprire le porte a una speculazione incontrollata che è interessata all'acquisizione sotto costo delle proprietà immobiliari di privati disposti a svendere perché i mandati affidati alle agenzie non hanno il riscontro che speravano. Il Mercato immobiliare italiano si sta attivando per evitare il crollo dei valori che ha caratterizzato le proprietà immobiliari in Grecia subito dopo il default e per ridare fiducia a tutto il settore, partendo dal rinnovare la soddisfazione della sua base naturale, il cliente.