'Immobile' Web Reputation

L'accesso alle informazioni è fondamentale. Il sapere o il non conoscere un fatto ha il potere di condizionare interi settori della vita sociale, economica, finanziaria e politica di una nazione. I media vivono di informazioni e gli operatori di settore sono la loro prima fonte di riferimento e Internet è la chiave di volta per un veloce accesso alle fonti. In tutto questo gioca un ruolo fondamentale la web reputation, come bussola e filtro referenziale anche per gli stessi media. Il sistema però fallisce in assenza di veri referenti: il settore immobiliare come caso di studio.

Internet offre pluralità d'informazioni senza precedenti. Condividere informazioni per "essere in rete" e "fare rete" è alla base di qualsiasi progetto di comunicazione creato per i social media condizionati da una forte disintermediazione di referenze. La Web Reputation (WR) è il modello comunicativo a cui fanno riferimento i media (social media, televisione, radio) nell'applicazione di un filtro selettivo sui flussi d'informazione prodotti sempre più spesso dal basso (social network). La WR è il faro della disintermediazione e le referenze di nicchia sono solo uno dei prodotti WR in cui si riconoscono professori universitari, avvocati, opinionisti, giornalisti, web specialist, operatori e chiunque abbia le competenze o il supporto utile per fare marketing d'informazione capace di emergere.

La forza virale della WR non è quantificabile. E' difficile individuarne i limiti perché questi sono definiti dalla ricettività del bacino d'utenze che si vuole coinvolgere e dall'individuazione di tempistiche ottimali per dare forza all'attività promossa. La WR, come primo filtro cercato dai media per selezionare la massa di notizie prodotte dalla disintermedazione delle informazioni, può diventare un'arma a doppio taglio se elegge a referenti di spessore persone, gruppi o associazioni che non hanno le caratteristiche per parlare a nome del loro settore di riferimento.

Uno dei settori più sensibili alle attività di web reputation (WR) è quello immobiliare. Con il progetto di Condivisione Immobiliare sono stato testimone di alcuni movimenti d'informazione di non facile interpretazione. Posso giustificarli perché è necessario tenere su un settore profondamente coinvolto dagli effetti della crisi e posso capire la risonanza che hanno sui media perché fino ad oggi i loro referenti sono stati singole attività di settore, intermediari, opinionisti e personaggi di secondo piano. Il mercato dell'informazione ha bisogno di informazioni e i professionisti dei media cercano informazioni come tutti, le filtrano su parametri di autorità altamente selettivi, cercano conferme provando a strappare dichiarazioni dagli uffici stampa delle persone che contano e poi creano la notizia perché quello è il loro lavoro. La mancanza di referenti veri con cui rapportarsi, referenti importanti, di punta, crea i presupposti per la diffusione d'informazione fuorviante, per quanto non si mettano in dubbio le competenze della firma che crea la notizia. Casa24 de Il Sole 24 Ore diffonde informazioni basate su dati discutibili perché manca nell'analisi critica delle informazioni raccolte che avrebbe fatto emergere alcune lacune importanti e messo in discussione la loro stessa validità.

Non si possono pretendere miracoli dai media se mancano referenti capaci di sostenere l'impatto con la disintermediazione delle informazioni. Se la mission dei media dovrebbe essere quella di porre al vaglio critico l'informazione, è anche vero che la mission fallisce se manca il supporto di referenti di punta utili per creare distinguo tra rumor e casistica, opinioni e fatti. Nella maggior parte dei settori esistono delle associazioni di categoria che garantiscono il necessario filtro informativo, cosa che non esiste nel settore immobiliare perché i brand che fanno mercato non sono così tanti da rendere necessaria l'intermediazione di un'associazione che faccia da osservatorio di mercato. Sul mercato italiano operano circa dieci brand nazionali in continuo confronto, che monitorano periodicamente il loro mercato di riferimento perché ne sono parte fondamentale. E' un panorama che non ha bisogno di osservatori intermedi se non in rare eccezioni che trovano concerto nei trend promossi dall'Assofranchising, associazione generalista che riunisce il mondo del franchising italiano di qualsiasi categoria. Non esistono altri referenti sul mercato che possano arrogarsi l'autorità di parlare a nome di un intero settore, una mancanza sentita a livello d'informazione perché i media non possono fare a meno di referenti informativi.
Ne va della loro autorità.

La scelta di Bruno Vettore di creare il suo blog di competenze trova lettura proprio nei limiti certificati da un mercato che risente di referenze di spessore. Quando l'Amministratore Delegato di Tree RE fa il punto sulle informazioni diffuse da Casa24 secondo cui "le agenzie immobiliari in Italia oggi sono 44.000, in crescita rispetto al passato", non c'è l'intenzione di promuovere una polemica sterile, quanto di fornire ai media gli strumenti necessari per una corretta lettura dei dati che gli vengono forniti. "In realtà questo numero si riferisce alle iscrizioni al REA, che comprendono le partite Iva aperte dagli agenti per fatturare le loro commissioni ai clienti, ma a volte anche al datore di lavoro o al broker. Non è pertanto dato sapere quanto coincida con il numero reale delle agenzie presenti e operative sul territorio, in franchising e non. Per quanto ci consta in base al monitoraggio che effettuiamo periodicamente, le agenzie sono circa 30-32 mila, in lieve calo dato il particolare momento di mercato". Questo è ciò di cui hanno bisogno i media. Referenti autorevoli che forti della loro posizione garantiscano strumenti d'analisi (senza imporli) utili alla critica del flusso di notizie con cui i media entrano in contatto. Una concreta opportunità di costante contatto e interazione tra media e mercati di riferimento per una corretta veicolazione delle informazioni prodotte dalla disintermediazione. WR.