La Creatività prende Forma

Il design definisce la valenza estetica dei bijoux, ossia la capacità di compensare l'eventuale modestia dei materiali o di esaltare la bellezza di un cristallo. Le tecniche utilizzate nella creazione di collane, braccialetti, pendenti, anelli sono diverse e correlate alle esigenze creative determinate dal contesto sociale di riferimento cui è dedicata ogni singola produzione.

© Moesi Handmade In Italy Marlene, dal catalogo Expression of Italian Jewelry 2011
Generazioni di menti creative hanno dato il loro contributo alla selezione delle migliori tecniche di design che fossero sintesi ideale di velocità di esecuzione del lavoro manuale e di qualità dell'estetica. Alcune tecniche sono state rivisitate in chiave moderna perché più adattabili di altre ai mutamenti storici dell'Arte dell'Adornarsi; la maggior parte di altre tornano in voga grazie ai cicli e ricicli di tendenza determinati da input socio-culturali differenti. I bijoux sono parte integrante della vita sociale di una persona fino ad esserne specchio ed eco: la scelta di una collana può essere determinata dall'umore, dalla decisione d'indossare un certo capo di abbigliamento, dal ricordo di un avvenimento importante...


Moesi - Handmade in Italy sta proponendo da alcune settimane una serie di articoli dedicati agli Accessori Moda più noti e diffusi al mondo, i bijoux. Il presente articolo costituisce la quarta tappa del viaggio iniziato il 4 novembre, e che in questa stesura coinvolge altri autori dell'Intruder.

Parte 1 - sulla via dei bijoux » Il Bijou è una delle massime espressioni della Creatività dell'Uomo e una delle poche Arti da sempre presente nel suo cammino storico. Alla base delle Creazioni Bijoux c'è il bisogno di essere, di apparire, di mostrarsi in un dato contesto (privato, religioso, lavorativo che sia) per esprimere il Sé attraverso colori e forme creati sfruttando la disponibilità dei materiali reperibili e delle tecnologie presenti. Con questo articolo ha inizio un viaggio nel mondo dei bijoux contemporanei che affonda le sue radici nel 2009 ma che mantiene tutt'oggi la sua attualità.

Parte 2 - Providence, l'Alba del Bijou Moderno » Providence , Stati Uniti. Diciannovesimo Secolo. L'alba dei Bijoux moderni prende il là da questa piccola cittadina del Rhode Island, uno dei punti d'arrivo dei flussi migratori che dal vecchio continente portarono competenze nel nuovo Mondo. Competenze tecniche, tecnologiche, artistiche, come anche di "semplice" forza lavoro... Inizia così la seconda parte del viaggio proposto da Moesi nel mondo del Bijou Contemporaneo..

Parte 3 - A Misura di Diva » A partire dal 1920, i gioielli di scena indossati dalle Dive (e i Divi) del grande schermo impattarono con l'immaginario collettivo. Il pubblico voleva essere quello che vedeva. Si sentiva ciò che l'emozionava su schermo... e il prodotto di nicchia non era in grado di soddisfare questa nuova richiesta di mercato..

Parte 4 - Bijoux d'Oriente » Un Mercato in grado di penetrare tanto in profondità può avere un solo limite, quello del portafoglio. Ma... io voglio ... è la persona stessa che diventa segmento di Mercato da soddisfare, inizialmente soggetto poco consapevole riguardo al cosa cercare, al cosa pretendere per soddisfare la sua sete, è invece assolutamente cosciente di "avere sete".

Parte 5 - Tra Minerali, Vetro e Cristalli d'arte » I Bijoux moderni non prediligono l'utilizzo di un materiale sopra gli altri, quanto l'utilizzo di quei materiali in grado di personalizzare l'oggetto per dare forma al messaggio personale che si vuole trasmettere: l'idea creativa a monte.

La serie prende spunto da un lavoro (Il Bijou Contemporaneo) sviluppato nel 2009, stampato in formato cartaceo e diffuso gratuitamente e in edizione limitata ai soli clienti Moesi. Con la presente iniziativa, Moesi intende promuovere la cultura del bijou forte della convinzione che, diversificando e "comprendendo" gli investimenti senza snaturare la tradizione e la forza del Made In Italy, la crisi come opportunità è una corrente di pensiero fattibile, pratica e praticabile.

Soddisfare la creatività di una persona dinamica in costante ricerca di quell'originalità che possa fare la differenza è un'esigenza molto comune. Il creativo potrebbe rispondere rivisitando tecniche in chiave moderna.

Una di queste tecniche è note come Peyote. Adatta per la composizione di disegni geometrici su fascia larga come bracciali o alcuni tipi di collane, questa tecnica utilizza perline di forma cilindrica e regolare con cui viene tessuto il disegno dei bijoux. La tessitura avviene con l'utilizzo di filo multifibre e di aghi sottilissimi che le perlinatrici utilizzano per sviluppare la forma geometrica desiderata. Si tratta di una delle tecniche più antiche tra quelle rivisitate che risale all'epoca dei Nativi Americani nei territori sud-ovest degli Stati Uniti. Il suo utilizzo originario era legato alla creazione di oggetti per le cerimonie religiose o per chiarire lo status sociale di un individuo all'interno di una tribù. Oggi la Peyote è ancora molto diffusa negli Stati Uniti, in Messico e trova buon mercato nei Paesi latino-americani mentre in Europa è utilizzata per creare linee etniche dedicate a mercati di nicchia. Negli ultimi anni questa tecnica ha raccolto numerosi appassionati grazie alla spinta delle riviste specializzate nella creazione di bijoux fai-da-te; spinta che ha permesso un nuovo approccio alla tessitura Peyote accompagnando con schemi e immagini ogni creatività proposta su carta e video.

Discorso differente per la tecnica nota come Chainmail. Basata sull'intreccio di anelli metallici (maglie) è utilizzata tanto per la produzione di abbigliamento di nicchia (dalle cotte di maglia ai copricapo) quanto per l'accessorio moda (dal baciamano alle collane). Esistono diversi tipi di maglie di anelli che testimoniano origini storiche decentrate. Le maglie differiscono tra loro per il numero di anelli che le compongono: c'è quella europea (4 in 1) o quella persiana (6 in 1) e ce ne sono molte altre ancora, ognuna con una sua precisa collocazione temporale e storica. Per alcuni progetti sono richieste delle sotto-tecniche particolari quali la giunzione a 45 gradi – dove due maglie europee vengono unite con orditura orizzontale e verticale - o l'incremento/decremento circolare delle colonne di anelli della maglia originale. Alcune delle tecniche Chainmail sono state abbandonate durante la naturale evoluzione storica del contesto sociale che le aveva rese necessarie, altre restano tecniche "attuali" per la creazione di produzioni di nicchia o per gli appassionati di storia di questo spaccato d'arte manufatturiera. Le più adattabili sono state rivisitate ed oggi vengono utilizzate per la realizzazione di diverse tipologie di bijoux.

L'idea dell'intreccio di fili e maglie, la riproposizione di design vecchi ma rielaborati, la voglia di colpire esteticamente senza per questo inseguire l'originalità a tutti i costi, il desiderio d'impreziosire la propria persona comunicando un po' di sé in armonia con l'estetica del design che s'indossa, hanno permesso lo sviluppo di tecniche che nel corso del tempo si sono evolute grazie alla discreta massificazione degli strumenti e delle tecnologie applicabili alla creazione del bijou.

La tecnica del Wire si sta diffondendo rapidamente tra gli appassionati del bijou grazie all'indotto informativo del "fai-da-te" che sta dissipando i dubbi sulla sua difficoltà di esecuzione attraverso schede, schemi e approfondimenti dedicati alla creazione di modelli ispirativi. Prendendo sempre più piede tra gli appassionati creativi - designer dei propri bijoux – questa tecnica sta attirando l'attenzione degli operatori di settore sempre più inclini a dedicarle spazio nelle loro Linee Bijoux. Si tratta di un metodo d'intreccio di fili di ferro a creare le parti del bijou che poi vengono assemblate dando forma al design finale. Il Wire permette la creazione di produzioni uniche in cui l'estetica e la creatività si amalgamano in perfetta armonia ma richiede manualità e precisione - che solo l'esperienza può accrescere – e l'utilizzo di strumenti adatti a creare gli intrecci di filo ricercati:

  • la tavoletta creativa che agevola il disegno del motivo da realizzare;
  • il twister, oggetto che permette di creare spirali per bigiotteria;
  • la pinza da taglio per recidere il filo di ferro senza che si formino spigoli vivi che potrebbero causare ferite;
  • ancora pinze per piegare il filo a disegnare chiusure e asole.

La tecnica del Charms ha origini antichissime, basti pensare che i primi oggetti in Charms risalgono all'Antico Egitto, contesto in cui avevano una precisa collocazione simbolica e religiosa. Nel corso dei secoli questa tecnica accompagnò la creazione di oggetti dalle finalità diverse. Per esempio, un bracciale in Charms:

  • proteggeva il Cavaliere in battaglia;
  • era un segno distintivo per una casata;
  • marcava un credo religioso o un'appartenenza a una fazione politica piuttosto che ideologica.

In tempi recenti questa tecnica è stata rivisitata a definire un oggetto composto da una catena di anelli, struttura portante su cui poggiano pietre e perle. Il fascino di questa tecnica sta nella sua versatilità: le produzioni in Charms possono essere in oro, argento o in vetro di Murano e sono intercambiabili per consentire a chi li indossa di creare un look altamente personalizzabile. E' proprio questa versatilità che ha permesso al Charms di svilupparsi su percorsi più localizzati rispetto ad altre tecniche. E' il caso della versione italiana [18] che negli ultimi anni ha avuto ottimo riscontro tra gli operatori di settore.


[18] Charms Italiano: questa variante è caratterizzata sia dalla particolare "posa" del gioiello montato direttamente sul corpo del bracciale, che dallo spessore della catena modulare che tende spesso al piatto. Si tratta di una tecnica che garantisce una flessibilità creativa considerevole e che brand come Vuitton e Couture hanno introdotto nel portfolio creativo delle proprie linee stagionali.

Il Charms è un esempio classico di come la rivisitazione costante di tecniche tradizionali possa dare luogo allo sviluppo di tecniche dedicate alla realizzazione di produzioni in linea con le tendenze più attuali. Questi sono tempi nuovi, forti di talenti creativi che hanno la capacità e gli strumenti per riadattare stili e tecniche sull'impronta di un processo creativo teso allo sviluppo di nuove tecniche dedicate [19] per la realizzazione di singole produzioni che altrimenti non potrebbero essere messe in opera.


[19] Nuovi standard di Creatività: Il design definisce la valenza estetica di un bijou, ossia la capacità di compensare l'eventuale modestia dei materiali o di esaltare la bellezza di un cristallo. Discorso quanto mai valido quando ci si riferisce ai Bijoux fai-da-te. E' in questo contesto che s'incontra il mix perfetto tra usabilità della tecnica e concept del design a marcare l'esigenza di uno schema che sia comprensibile, semplice nell'esecuzione e che sia capace di esaltare le caratteristiche del materiale (qualechesia) utilizzato per il gioiello. Da questo assunto marca passo un'Editoria dedicata a stimolare la creatività delle persone alla ricerca di nuove idee per la realizzazione di accessori bijoux in dedica personale. L'argomento è troppo vasto perché possa trovare collocazione ideale in questo contesto. Qui si vuole solo sottolineare come la necessità di realizzare un progetto che superi i "confini" di tecniche note porta necessariamente allo sviluppo di una tecnica personalizzata (teoricamente scorretta) che permetta di conseguire lo scopo. E' il caso del 1000 Perle, tecnica ideata da Caroline Roda Géveff il 18 Agosto 2001 per la realizzazione di una Idea/Anello capace di "essere" trend anche dopo diversi anni. Una tecnica, quella del 1000 Perle dove gli schemi sono determinanti: se le perlinatrici non di rado sono solite seguire schemi all'impronta forti di un allenamento mentale sviluppato dopo anni di mestiere, in tecniche creative e innovative come questa la manualità e l' “esperienza del gesto” devono essere supportati a monte da schemi creati "su misura" per singola creatività.

Questo concetto si ritrova nello sviluppo di progetti di Bijoux d'Alta Classe che mette al servizio della creatività risorse, strumenti e tempo per pianificare la produzione di una Collezione dedicata.

La conteria veneziana permette di creare collezioni bijoux in Vetro di Murano di superiore valenza estetica e qualitativa. La tecnica di realizzazione di un bijoux in conteria parte dalla creazione delle perle in Vetro necessarie per dare corpo al design del progetto. La conteria nella versione "Perle al Lume" - massima espressione della Conteria classica [20] - è un procedimento di manipolazione della pasta vitrea che, fusa in fornace, viene trasformata nelle cannelle da cui inizierà il lavoro di manipolazione del vetro.


[20] La Conteria veneziana classica: il termine "Conteria" - da "Conto": grazioso, ornato, nobile - si riferiva originariamente alle sole Perle a Lume prodotte a Venezia a partire dal XVI secolo. Successivamente il nome fu esteso a tutte le perle in vetro e a partire dal XIX secolo il termine fu d'uso comune ad indicare le microperle: perle di dimensioni molto piccole che in passato erano note con il nome di Margarite, già prodotte in quel di Venezia durante il XIII secolo prendendo a modello ispirativo quelle che furono le produzioni dell' Antico Egitto dei Faraoni forti di un’industria di perline di smalto vitreo colorato molto sviluppata.

Una volta raffreddate, le cannelle vengono esposte al calore di un lume per poterle arrotolare ad un filo di rame necessario per dare loro forma di perle; queste poi vengono affidate all'impiraressa (perlinatrice) per dare il via alla fase di lavorazione che più si avvicina al concetto di "tecnica" trattato in questo capitolo. Coadiuvate da fili di lino o di seta (per le microperle) e da lunghi fili di acciaio spuntati con testata in cruna, le imperaresse infilano le perle attraverso la sessola a creare le singole filze di perle che poi - legate in filo rosso - andranno a costituire il bijou: solitamente una collana formata da un minimo di cinque filze di perle fino a un mazzo di 240 filze. Il risultato è un bijou in vetro di classe – unico e "fuori dal tempo" - dove la tecnica di realizzazione copre l'intero processo produttivo.


La realizzazione di questo articolo è stata possibile grazie alla consultazioni di fonti fondamentali, alcune sono state linkate nel testo - quando ancorabili a uno specifico paragrafo - le altre sono elencate a seguire:

Le Guide Creative editrice Cigra 2003, è una collana di riviste dedicate alla creatività spesso e volentieri orientata al body fashion. Cigra 2003 e una casa editrice di Milano specializzata nella creazione e diffusione di periodici sviluppati su argomenti monotematici come l'Attualità, il Benessere, la Cssa, la Cucina, la Creatività, i Motori.

www.glassway.org - Letteralmente "La Via del Vetro", glassway.org è un progetto della Regione Autonoma della Valle d'Aosta che si propone come sito riferimento per quanto riguarda la storia, le tecniche e le caratteristiche del Vetro artistico e industriale. "Il Vetro dall'Antichità al Contemporaneo" è il tema del progetto on-line cui sono sottesi iniziative e argomenti proposti sulle sue pagine web.

www.museiciviciveneziani.it - Sito istituzionale della Fondazione Musei Civici Venezia, promuove un sistema museale da cui muovono passo sia le tradizionali proposte di ricovero, conservazione, studio e valorizzazione delle opere tutelate, che una serie di servizi culturali che vanno dalla ricerca alla formazione, dalla creatività alla specializzazione fino alla tutela e la divulgazione didattica e comunicativa.

www.promovetro.it - Il sito ufficiale del Consorzio Promovetro Murano per "valorizzare l'immagine del vetro artistico di Murano allo scopo di conservare, custodire e difendere l'arte millenaria del vetro di Murano, ed al contempo promuovere, valorizzare e curare una corretta commercializzazione nel mondo di questo importante patrimonio culturale".

www.swarovski.com - Sito istituzionale della società omonima è punto di riferimento e incrocio del Mondo del Cristallo Swarovski in tutte le sue varianti, linee e comparti a loro volta raggruppati in due aree principali: la produzione di pietre e componenti per le creatività in Cristallo e quella dedicata alla produzione di accessori moda per il cliente finale. Dal Crystal al Consumers Business ...

La creazione delle Collezioni Swarovski si avvicina molto alla filiera delle Conterie veneziane. Come per il vetro delle Conterie, la miscela che porta alla creazione del Cristallo Swarovski è gelosamente custodita da segreto industriale. Come per le Conterie, il materiale utilizzato per la creazione è il vetro, qui però con l'aggiunta dell'ossido di piombo necessario per dare "vita" al cristallo. Ancora, come per le Conterie, il Cristallo creato viene inserito nel design la cui messa in opera avviene attraverso l'utilizzo di specifiche tecniche: nella Conteria la tecnica è unica e il valore del bijoux creato dipende dal numero di filze e dalla lavorazione delle microperle; nelle Collezioni Swarovski ogni nuova creazione è correlata a tecniche che più o meno marcatamente vengono modificate, innovate, ottimizzate per il progetto bijoux su cui si lavora. Se nelle Conterie l'unicità del bijoux è data dall'insieme di un processo produttivo secolare, le Collezioni Swarovski sono uniche per la creatività del design e per il valore intrinseco del cristallo.

[ continua Mercoledì 28 Marzo 2012 ]