Il Mercato dei Bijoux

Il Bijoux d'Alta Classe, quello di nicchia e ancora il Bijoux d'Oriente come anche quello marca fai-da-te. Il Bijoux contemporaneo in tutte le sue varianti tra fiere, eventi, collection dedicate e riviste di settore. Presentando gli eventi e le fiere di tendenza, con qualche accenno alle riviste trend in area "fai-da-te", l'intenzione è quella di offrire una panoramica orientativa dei movimenti degli operatori di settore nel Mercato Bijoux.

© Moesi Handmade In Italy Erin, dal catalogo Thinking New Fashion 2012

Nel 2009 il ritorno alla qualità della tradizione dell'handmade europeo si evinceva da diverse iniziative promosse a livello locale e internazionale dalle fiere di settore più importanti. Fiere che ora, a distanza di tre anni, sono più che mai appoggiate da consorzi d'idee e di capitali per dare luogo alla spinta necessaria a tornare riferimento leader nel loro segmento di mercato. Il Mercato dei Bijoux è uno dei comparti fashion che ha risentito meno dell'onda crisi proprio per l'appeal popolare della bigiotteria che si traduce nell'interpretazione personale che ognuno di noi da' alla cura del proprio body fashion, "esigenza" che diventa un'ancora fondamentale in scenari di crisi.

Moesi - Handmade in Italy sta proponendo da diverse settimane una serie di articoli dedicati agli Accessori Moda più noti e diffusi al mondo, i bijoux. Il presente articolo costituisce la settima tappa del viaggio iniziato il 4 novembre, e che in questa stesura coinvolge altri autori dell'Intruder.


Parte 1 - sulla via dei bijoux » Il Bijou è una delle massime espressioni della Creatività dell'Uomo e una delle poche Arti da sempre presente nel suo cammino storico. Alla base delle Creazioni Bijoux c'è il bisogno di essere, di apparire, di mostrarsi in un dato contesto (privato, religioso, lavorativo che sia) per esprimere il Sé attraverso colori e forme creati sfruttando la disponibilità dei materiali reperibili e delle tecnologie presenti. Con questo articolo ha inizio un viaggio nel mondo dei bijoux contemporanei che affonda le sue radici nel 2009 ma che mantiene tutt'oggi la sua attualità.

Parte 2 - Providence, l'Alba del Bijou Moderno » Providence , Stati Uniti. Diciannovesimo Secolo. L'alba dei Bijoux moderni prende il là da questa piccola cittadina del Rhode Island, uno dei punti d'arrivo dei flussi migratori che dal vecchio continente portarono competenze nel nuovo Mondo. Competenze tecniche, tecnologiche, artistiche, come anche di "semplice" forza lavoro... Inizia così la seconda parte del viaggio proposto da Moesi nel mondo del Bijou Contemporaneo..

Parte 3 - A Misura di Diva » A partire dal 1920, i gioielli di scena indossati dalle Dive (e i Divi) del grande schermo impattarono con l'immaginario collettivo. Il pubblico voleva essere quello che vedeva. Si sentiva ciò che l'emozionava su schermo... e il prodotto di nicchia non era in grado di soddisfare questa nuova richiesta di mercato..

Parte 4 - Bijoux d'Oriente » Un Mercato in grado di penetrare tanto in profondità può avere un solo limite, quello del portafoglio. Ma... io voglio ... è la persona stessa che diventa segmento di Mercato da soddisfare, inizialmente soggetto poco consapevole riguardo al cosa cercare, al cosa pretendere per soddisfare la sua sete, è invece assolutamente cosciente di "avere sete".

Parte 5 - Tra Minerali, Vetro e Cristalli d'arte » I Bijoux moderni non prediligono l'utilizzo di un materiale sopra gli altri, quanto l'utilizzo di quei materiali in grado di personalizzare l'oggetto per dare forma al messaggio personale che si vuole trasmettere: l'idea creativa a monte.

Parte 6 - la Creatività prende forma » Il design definisce la valenza estetica dei bijoux, ossia la capacità di compensare l'eventuale modestia dei materiali o di esaltare la bellezza di un cristallo. Le tecniche utilizzate nella creazione di collane, braccialetti, pendenti, anelli sono diverse e correlate alle esigenze creative determinate dal contesto sociale di riferimento cui è dedicata ogni singola produzione.

La serie prende spunto da un lavoro (Il Bijou Contemporaneo) sviluppato nel 2009, stampato in formato cartaceo e diffuso gratuitamente e in edizione limitata ai soli clienti Moesi. Con la presente iniziativa, Moesi intende promuovere la cultura del bijou forte della convinzione che, diversificando e "comprendendo" gli investimenti senza snaturare la tradizione e la forza del Made In Italy, la crisi come opportunità è una corrente di pensiero fattibile, pratica e praticabile.

Sulla creatività d'idee che definisce il concetto di Bijou ne avevamo scritto in A Misura di Diva, affermando che il comparto bijoux rappresenta "il settore per eccellenza del Body Fashion, perché capace di coinvolgere utenze femminili (chiaramente) ma anche maschili (e non sorprendentemente)". Sempre in quell'occasione si era definita la prospettiva d'analisi partendo da semplici domande "Cosa vuole, cosa pretende, cosa cerca, cosa pensa, cosa immagina chi è appassionato di produzioni bojoux ?" a chiamare risposta in quell' "oggetto capace di accompagnare quei momenti importanti in cui il tema dominante è la ricerca del forte impatto visivo o quei semplici momenti di quotidiana vita vissuta marcando l’armonia e la raffinatezza di un gesto, di un’emozione".

Emozioni che danno "forma e contenuto" ai colori unici e irripetibili di un momento. Per questa Primavera/Estate, THINKING NEW FASHION. Il backstage Moesi dello shooting fotografico ambientato nel castello di Lispida a Monselice di Padova:


E' da questo incipit che si sviluppano progetti di fusione di eventi, di coinvolgimenti più o meno marcati dello star business come anche d'apertura dichiarata verso quei buyers internazionali in grado di garantire una propagazione in eco del messaggio tradizione e innovazione come sinonimo di qualità e competitività su quei Mercati nazionali che nell'ultimo quinquennio avevano subito/accettato l'invasione del Bijoux d'Oriente in assenza di valide alternative. Durante il triennio di crisi dalla fine del 2008 ad oggi, la riorganizzazione delle filiere, lo sviluppo di pianificazioni commerciali ad ampio respiro sufficienti a dare risposta al Consumatore/Marketer, l'appiattimento del trend migratorio d'artigiani e maestri d'arte verso l'India, Hong Kong e la Thailandia, gli scenari geopolitici che dal 2001 hanno tracciato invasivamente nuovi percorsi di vita quotidiana stravolgendo indirettamente abitudini e proiezioni d'investimenti, sono tutti fattori che hanno generato una nuova mappatura di priorità dove il tradizionale obiettivo a lungo termine scompare, assorbito dalla concretezza di obiettivi a breve/medio termine in grado di offrire "vie di fuga" e d'investimento adeguate.

La flessibilità di un mercato dinamico in cui tempo e spazio convergono verso l'ottimizzazione di risposte concrete/forti/veloci annulla tutti quei punti di riferimento statici che, per "costituzione", non sono influenzabili dal particolare momento sociale, culturale, politico e economico definente lo scenario con cui s'intende interagire. Se ad esempio "un'indagine effettuata nei giorni appena successivi l'attentato dell'11 Settembre riferiva che nove americani adulti su dieci dichiaravano di avere sintomi di stress. Di fronte a tale catastrofe emotiva, i media si sono mobilitati per fornire indicazioni soprattutto di carattere terapeutico; la prospettiva terapeutica ha influenzato anche molti opinionisti e le autorità che hanno messo al primo posto delle loro agende la difesa della salute emotiva e stanziato immediatamente fondi" [21] ..

[21] Il Marketing Emozionale: pag.20 rif. bibliografia "Marketing Emozionale". Emozionale, perché: "In una società ricca di comunicazione, prodotti e pubblicità bisogna comprendere come pensa il consumatore e come il prodotto riuscirà a comunicare con la sua sfera inconscia ed emotiva".

.. definiva uno scenario in cui l'elemento predominante era l'emotività scatenata da un evento shock in grado di penetrare capillarmente nel tessuto sociale del cittadino medio, è altresì vero che l'informatizzazione dei sistemi sociali, la diffusione dell'informazione garantita da tecnologie web 2.0, i controsensi di una dipendenza da modelli matematici e/o statistici elaborati considerando “immobile” il target di riferimento (causa scatenante della recentissima crisi bancaria americana) disegnano i contorni di un'epoca definita dal termine grigio opaco "transizione" e in cui il termine "adattabilità" diventa assunto imprescindibile dietro il successo o l'insuccesso di un'idea. La capacità di adattamento diventa il nuovo standard attraverso cui marcare la forza impattante di un evento o di un brand, a definire punti di riferimento e osservatori chiave per gli operatori di settore. Quanto accaduto nel 2009, le reazioni in piena onda crisi, si riflette di nuovo oggi ma chiaramente con i dovuti distinguo determinati da temporalità, code crisi e segmenti/settori di mercato considerati.

[ N.d.R. ] Gli operatori reagiscono alle evoluzioni e involuzioni del mercato quando sono consapevoli che non è il mercato ad essere malato ma il modello di business applicato ad esso. Quando capiscono che a cambiare non sono le esigenze dei clienti quanto le prospettive d'approccio, disponibilità economica e prospettive, degli stessi a quel bene di non primaria necessità che però è capace di fare la differenza nel "disegnare" l'individualità del singolo contribuendolo a farlo sentire unico e indispensabile a sé stesso in una società proiettata verso l'Immaginario dell'Apparire - tratto comune tanto ai culture marcatamente occidentali quanto a quelle orientali e fondamentaliste. Prima di leggere l'attuale contesto economico che muove l'attualità del body fashion in un nuovo trend di crisi è necessario capire, fare arrivare ben chiaro il messaggio, che la crisi di oggi ha preso in eredità tutte le difficoltà indotte dalla crisi figlia del crollo del 2008 che ha manifestato i suoi effetti sul mercato UE nel biennio 2009/2010. Le reazioni con cui gli operatori dei mercati nazionali si sono adattati alle grosse difficoltà di quegli anni - chiusura al credito, inflazione, aumento delle tasse, conseguente riduzione delle capacità d'investimento - sono utili per capire le attuali esigenze di mercato oggi che c'è una nuova involuzione dei mercati e per comprendere che esistono vie di fuga, utili opportunità, per non crollare ma per ricreare e ottimizzare il business aziendale consapevoli che niente sarà più lo stesso. Crisi come Opportunità è un teorema che valeva tre anni fa e che a maggior ragione vale oggi.

TREND 2009 EUROPA STYLE
Reazioni, azioni, investimenti e ottimizzazioni delle filiere economiche del comparto Bijoux alle conseguenze della crisi dei mercati prodotta dalle chiusure di credito delle banche messe in ginocchio dal crollo del segmento dei mutui americani.

Il BISUTEX di Madrid è il Salone della Bigiotteria in Terra di Spagna. Organizzata da IFEMA (Feira de Madrid), la fiera veniva proposta nel contesto Giftrends, un progetto teso a raggruppare i maggiori eventi di risonanza in area articoli da regalo, bijoux e gioielleria di alta classe in un unico scenario.

Dunque un unico brand (Giftrends) a (ri)lanciare l'immagine di quei settori che meglio di altri avevano dimostrato di saper reagire all'eco riflesso della crisi americana. Intergift (articoli da regalo), Bisutex (bijoux) e Iberjoya (gioielleria) restavano eventi separati ma riuniti in un'unica cornice con l'obiettivo dichiarato di agevolare le opportunità di business tra aziende, buyers, rappresentanti e negozianti. La Mostra Internazionale di Bijoux e Accessori si proponeva in una cornice-evento dedicata. Uno scenario che IFEMA definiva come "uno dei più importanti eventi business nel calendario internazionale di settore. Un punto d’incontro tra designer, buyers, comunicatori, rappresentanti del mondo della moda e di altri operatori di settore interessati ad aggiornare le loro conoscenze e rimanere al passo con le ultime novità di tendenza del panorama internazionale".

FIVIT (Fiera di Viterbo) aveva invece concentrato i suoi sforzi verso la creazione di un modello di riferimento capace di coinvolgere gli operatori di settore italiani e di dare eco all'Handmade in Italy in contesti internazionali di rilievo per stimolare l'interazione tra buyers, distributori e rappresentanti attraverso l'evento SABOPIU' e la rivista cartacea VOGA.

Il FIVIT SABOPIU', Salone Nazionale dell'Innovazione e della Tendenza nel Regalo, è uno degli eventi più longevi sul panorama internazionale. La prima edizione risale al 1984, in quel di Viterbo, e si evolve nel tempo proponendosi come punto di riferimento per gli operatori di settore nei comparti Abitare, Decorazione della Casa, Complementi d’Arredo, Bomboniera e Oggettistica. L'obiettivo del SABOPIU' è quello di evidenziare quanto c'è di attuale, d'innovativo e di tendenza nelle produzioni italiane proponendole in uno scenario in grado di proporsi a livello internazionale. La capacità di coinvolgere interessi diversificati, di sviluppare un contest in cui esistono tanti comprimari ma nessun primo attore, come anche di dare spazio solo alla tendenza e l'innovazione, garantivano alla fiera una fortissima capacità di adattamento in grado di rispondere adeguatamente ai repentini cambi di rotta del Mercato post crisi, grazie anche ad un Osservatorio di Settore dedicato e costruito su misura: VOGA, la rivista ufficiale dell'evento, distribuita via Poste agli operatori con una tiratura annuale che all'inizio del 2009 raggiungeva le 75mila copie. Con la rivista, FIVIT entrava al MACEF di Milano e alla MAISON et OBJECT di Parigi diventando a tutti gli effetti osservatorio di riferimento sulle tendenze nel Regalo.

Sempre in Italia, il VEBOFIERA di Napoli era invece un "contenitore di eventi" che si discostava sia dal GIFTRENDS che dal SABOPIU' mantenendo una forte capacità di adattamento che si estrinsecava in strategie comunicative capaci di creare quelle sinergie necessarie per conquistare nuovi segmenti di clienti, collaboratori e partner, sia su territorio nazionale che all'estero.

Il VEBOFIERA con i suoi eventi si proponeva in locale pensando in globale. Se l'obiettivo primario era sempre quello di coinvolgere gli operatori di settore su territorio italiano, quello correlato era di dare vetrina internazionale alle aziende proponenti attraverso percorsi comunicativi improntati ad un migliore rapporto con gli operatori esteri per promuovere il Made in Italy ed esportarne la tradizione e la qualità. Questo discorso era possibile grazie a un Ente Fiera in dialogo costante con l'Agenzia che ne pianificava pubbliche relazioni e comunicazione. Era il caso ad esempio dell'evento VEBO dedicato alla Bomboniera e al Regalo. Da questo connubio nascevano tutte quelle iniziative che definivano VEBOFIERA: la capacità di fare interagire scenari fashion business con il sistema show business, come anche quello di salvaguardare l'arte e la tradizione dell'Handmade in Italy attraverso il coinvolgimento di televisione e carta stampata, senza dimenticare il mass media che ha cambiato per sempre il concetto di comunicazione d'impresa: l'internet.

Esistevano poi scenari che si erano imposti a livello internazionale come riferimento per più settori e che, in quanto tali, erano essi stessi osservatori privilegiati sull'andamento di singoli segmenti di Mercato. Uno di questi è la Maison et Objet di Parigi.

La Maison et Objet è il Salone internazionale dedicato all'Interior Design e al Design internazionale per la casa e l'oggettistica. Con il termine "Design" il Salone intende comprendere più comparti e segmenti di Mercato: non solo il complemento d'arredo e il disegno d'interni ma anche oggettistica dedicata al body fashion e articoli da regalo in generale. Un concetto più vicino all'archetipo russo della definizione, per capirci, che al significato spagnolo, tedesco o italiano più specifico e dedicato ai comparti "arredo casa" e "architettura d'interni". Il Bijou in particolare è presenza fissa al Salone di Parigi in padiglioni dedicati alle "Scenes d’interior", vetrine dedicate alle anticipazioni delle prossime stagioni proposte in ugual misura dalle Maisons francesi e da brand stranieri che investono (o intendono investire) sul consolidamento della loro presenza internazionale. Ogni fiera organizzata alla Maison et Objet diventava evento dedicato promosso sfruttando al meglio quegli strumenti di comunicazione che meglio di altri erano in grado di raggiungere il target di ospiti previsto: al Salone va in scena il bijoux ma anche la biancheria per la casa e ogni evento muove investitori importanti. Ad esempio nel Settembre del 2008 le aziende italiane erano presenti al Salone dedicato alla biancheria per la casa sotto l'egida dell'ICE [22] che per l'occasione aveva investito sulle maggiori riviste francesi di settore e sulla creazione di due cataloghi raggruppanti le aziende espositrici in area ICE e non.

[22] ICE: L'Istituto Nazionale per il Commercio Estero è l'ente che ha il compito di sviluppare, agevolare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l'estero, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti. A tal fine l'ICE, in stretta collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico elabora il Programma delle Attività promozionali, assumendo le necessarie iniziative e curandone direttamente la realizzazione. L'ICE ha la sede centrale a Roma e dispone di una rete composta da 17 Uffici in Italia e da 117 Uffici in 87 Paesi del mondo. Per trovare una valida controparte di questo modello fieristico è necessario viaggiare migliaia di chilometri, superare i confini russi ed arrivare a Mosca o San Pietroburgo.

Le fiere non erano l'unico modo per relazionare gli operatori di settore sulle opportunità e le dinamiche di mercato. Se da una parte gli enti fiera tendevano a raggruppare più comparti in un unico contenitore-evento abbandonando il sentiero di "un evento per singolo settore" facendo fronte unico contro le difficoltà di un Mercato che ha la necessità di rispondere alle pressioni asiatiche, esistevano comunque eventi monotematici forti perché tradizionalmente unico riferimento di Mercato per il tema trattato o perché dedicati al Luxury estremo.

Può apparire come un controsenso il fatto che il Lusso fosse tornato in scena in un periodo storico dove logica voleva che si cercasse business là dove fosse possibile coinvolgere più gruppi sociali a garantire il ritorno d'investimento desiderato a scanso di sorprese. Fatto è che il Lusso, il Luxury, diventava porto e faro proprio quando muoveva passo l'ombra di una crisi. Il discorso è semplice: il prodotto di lusso fa Mercato a sé garantendo un portfolio clienti cui non manca liquidità a breve/medio termine. L'evento localizzato dedicato ai Gioielli delle Dive moderne, la mostra del Bijoux d'epoca, il glamour di una collezione indossata dalle celebrità dello Star System, sono solo alcune facce del business che ruota attorno al Luxury. Un Lusso che nel 2009 aveva nuovi canali di veicolazione grazie a quei network di aggregazione sociale che permettevano di coltivare pubbliche relazioni fuori da rigidi canoni formali: "In definitiva si potrebbe sintetizzare che la domanda emotiva dei consumatori, che solo le aziende, i media e i retailer hanno la possibilità di soddisfare, si incentri su tre fattori: tematizzazioni meno d'effetto della pubblicità; comunicazioni di prodotto più trasparenti; maggiori verifiche da parte dei media e più elevata referenzialità" - pag. 22, rif. bibliografia "Marketing Emozionale" - fattori che permettono una penetrazione del "messaggio/prodotto" non intrusiva e chiara raggiungendo il consumatore direttamente nella sua rete sociale.

Il Luxury individua il suo consumatore ideale nell'amministratore delegato, nel direttore marketing, nel curatore di eventi, e gli strumenti di aggregazione sociale permettono di "trasformarlo" in figura relazionabile. Non tutti i brand di settore vogliono o sono in grado di proporsi in contesti Luxury. D'altra parte è anche vero che l'incertezza transitoria dell'effetto crisi attraversata da alcune fiere di settore aveva contribuito ad alimentare i semi di un'insicurezza generalizzata e confusa.

Per quei brand che avevano l'esigenza di (re)inventare la propria immagine c'era la possibilità d'investire in Workshop a progetto.

Un workshop è per definizione "un seminario di studio e approfondimento di un tema specifico". Solitamente il termine accompagna corsi di specializzazione, di perfezionamento, ma negli ultimi anni le aziende lo stanno interpretando più come officina d'idee per lo sviluppo e la progettazione di nuove linee commerciali. Un workshop a progetto ha due peculiarità che ne determinano una capacità di adattamento senza eguali quale che sia il contesto sociale in cui si vuole interagire:

  • risponde al Mercato del Lavoro offrendo una forte finestra di opportunità;
  • propone prodotti/servizi di tendenza "appetibili".
Sono diversi i brand che servono buyers e distributori in area bijoux che organizzano workshop periodici e monotematici. Una tendenza che non accenna a diminuire, eco di una (re)interpretazione del Mercato che ha come priorità il coinvolgimento attivo del Consumatore/Marketer – qui il creativo che aderisce al bando - nel processo produttivo della filiera aziendale. Workshop è la Cultura degli investimenti a progetto: una tendenza che non accenna a diminuire perché parte integrante di quegli strumenti considerati necessari per il rilancio delle economie nazionali. Sul contesto stanno investendo in ricerche, proposte e progetti grandi aziende, come fu il caso esemplare dell'iniziativa Working Capital di Telecom Italia. In sintesi: un brand ha la necessità di sviluppare una nuova linea di bijoux ottimizzata per un ben preciso Mercato locale (nazionale); il brand pianifica un workshop a progetto appaltando la nuova linea a quel designer che meglio di altri si avvicinerà al concept stabilito nel bando; il coinvolgimento di sponsor e partner è necessario per supportare le spese dell'evento spesso correlato a un avvenimento di rilievo per il brand come l'apertura di una nuova sede oppure il lancio di una campagna promozionale dedicata ad un comparto etc.; il vincitore firmerà la nuova linea bijou che sarà commercializzata dall'azienda organizzatrice del workshop. Su questa falsariga è possibile sviluppare diversi modelli di workshop, tutti accomunati dal binomio concorso/produzione che sintetizza il percorso dell'evento dalla fase creativa alla messa in opera della linea che poi sarà proposta a buyers, distributori e negozianti.

C'è poi un Mercato parallelo capace di servire capillarmente le esigenze del Consumatore. E' un Mercato in cui il Consumatore è anche Creativo, Designer, e filiera produttiva del bijoux che indosserà: il bijoux fai-da-te.

Gli strumenti attraverso cui si propongono le novità del fai-da-te spaziano dall'editoria all'internet e le aziende coinvolte in questo business hanno il compito di muovere interesse attorno a particolari materiali e tecniche produttive definendo trend e investimenti attraverso informazione mirata. L'informazione gioca un ruolo fondamentale in questo contesto: riviste, video e articoli on-line, gallerie fotografiche, seminari di approfondimento, sono gli elementi costituenti di un movimento che segna il passo su schemi di marketing non convenzionale [23].

[23] Marketing Non Convenzionale: "Il marketing sta cambiando per adeguarsi ai rapidi mutamenti della società. Ci troviamo di fronte ad uno scenario mutato con nuovi paradigmi di riferimento, con un sistema in crisi - quello industriale-televisivo, che ha permesso lo sviluppo dei grandi brand globali con un pubblico di ex-consumatori, sempre pià critici, consapevoli e coinvolti nel processo di produzione di contenuti. Gli strumenti, le teorie le tecniche finora utilizzati nel marketing si rivelano inadeguati ad intercettare persone ormai impermeabili ai messaggi pubblicitari" - rif. bibliografia "Marketing non-convenzionale". Da qui muove passo il Marketing Non Convenzionale ossia quell'insieme di modi di essere e porsi dei brand verso il suo naturale interlocutore, il Cliente, che hanno dato luogo ad espressioni come word-of-mouth, viral marketing, guerrilla marketing, marketing tribale, buzz marketing etc. Il concetto che accomuna tutte queste nuove definizioni dell'agire è unico. Il brand si propone al cliente seguendo modelli di relazionamento non intrusivi, utilizzando tutti quegli elementi in grado di permettere una diffusione virale del suo messaggio: "La parola, il nostro abbigliamento, i locali che frequentiamo, fino ad arrivare a quello che compriamo al supermercato, sono i modi con cui diffondiamo quotidianamente informazioni all’interno del nostro social network. Tutto di noi in realtà diffonde un messaggio, i nostri style o meglio mind symbols..." - Mirko Pallera, Ninjamarketing.it in ADV e Marketing creativo: Guerrilla Marketing.

L'editoria con le sue riviste patinate riversa sul Mercato locale una quantità industriale d'informazione sulle tecniche più trendy, i colori di stagione, le pietre e i cristalli su cui puntare: l'intenzione è quella di stimolare la creatività del lettore sul modello consolidato del manuale creativo. La creatività del lettore trova poi espressione sull'internet tra video, blog e forum, creando sinergie d'aggregazione in cui il passaparola diventa l'elemento pubblicitario più utilizzato. Sebbene per comodità si sia scelto di descrivere il tutto con linearità, l'approccio al fai-da-te di un appassionato del bijoux non segue sentieri prestabiliti. Qui, più che in qualsiasi altro contesto, si entra nella sfera emotiva della persona che risponde soggettivamente agli stimoli: alcuni possono trovare stimolante un video; altri preferiscono l'approccio tecnico e sintetico delle riviste; altri ancora adorano formarsi cultura con manualistiche e libri di settore.

Tutto ciò che si muove attorno al fai-da-te diventa risorsa straordinaria tanto per le aziende coinvolte nel contesto, quanto per le aziende, i distributori, i negozianti che ne sono estranei. Una risorsa che è tale grazie alla diffusione globale dell'Internet.

L'internet è il Vaso di Pandora dell'Informazione. Un' e-research [24] mirata può anticipare tendenze, può monitorare la risposta del consumatore verso quel particolare design piuttosto che verso quel colore o quella pietra.

[24] e-research: il termine indica l'utilizzo dell'Internet per la ricerca sociale e di mercato. "L'effettiva valenza socioculturale del nuovo medium e delle sue pratiche d'uso hanno fatto si che esso diventasse in breve tempo focus privilegiato di riflessioni teoriche e di attività empiriche di ricerca per tutta una serie di discipline che vanno dai media studies alla sociologia generale; dall'antropologia alla psicologia; dalla linguistica agli studi multidisciplinari sull'interazione tra uomo e computer" - rif. bibliografia "e-Research".

Se usato correttamente è in grado di servire adeguatamente tanto un brand affermato che il negoziante che deve decidere cosa richiedere al suo fornitore di fiducia. "Al di là di quelli che sono i vari problemi di definizione dell'oggetto di studio, di circoscrizione del campo e di effettiva immersione del ricercatore nel field, realizzare un'osservazione partecipante in un ambiente di rete può presentare numerosi vantaggi dal punto di vista delle metodologie di ricerca" - pag. 219 rif. bibliografia "e-Research".

Aggiornarsi sulle novità in rete non significa leggere le news di gossip o le novità pubblicate da un canale informativo. Significa invece utilizzare strumenti d'aggregazione come Facebook o Twitter, relazionarsi con persone che siano in grado di soddisfare una particolare sete d'informazione: "quali sono i blog e i siti che possono essermi utili ?", "quali sono i personaggi chiave che possono essermi utili per la mia attività?"... due esempi a chiarire il tipo di esigenze che l'Internet è in grado di soddisfare. Chiaro che non si parla di Ricerche di Mercato professionali quanto di coltivare quelle pubbliche relazioni necessarie per ottenere informazioni soddisfacenti: antitesi delle ricerche on-line "fai da te".

Coinvolgimento di consorzi, pubbliche relazioni, fiere di settore monotematiche e non, relazionamento tra buyers internazionali e clienti locali, ricerca di nuovi scenari d'investimento, apertura ai Mercati esteri tutelando il proprio mercato interno... questi sono solo alcuni degli assunti attorno a cui ruotano i poli commerciali di Mosca e San Pietroburgo.

Un'azienda straniera che intenda affacciarsi sul Mercato russo si troverà di fronte a una Realtà in apparenza simile a quella cui è abituata... errore. La Russia è un esempio di come un Mercato locale possa sostenere e difendere i propri interessi senza per questo chiudere le porte agli investitori stranieri ma anzi promuovendo sinergie e interazioni internazionali, motore ultimo della globalizzazione. Per chi è abituato a muoversi in Internet salta all'occhio un primo dato significativo: Google.Ru - la versione localizzata russa del più importante motore di ricerca del mondo, Google - non riesce a imporsi come primo motore di ricerca a causa della forza dominante del motore di ricerca russo Yandex [25].

[25] Yandex: www.yandex.ru è il motore di ricerca più utilizzato in Russia. News, e-commerce, risultati di ricerca, e-mail... speculare a Google è l'unico motore al mondo che è stato in grado di reggere l'assalto delle versioni localizzate di Google costringendo il colosso americano a scegliere strategie meno intrusive.

Il secondo dato significativo è che tutte le informazioni che circolano in rete sono monitorate in modo non intrusivo dallo Stato. Il terzo dato significativo è che c'è una forte propensione all'investimento di risorse all'estero. La veicolazione d'interessi e di risorse ha due indotti principali: i business center e le fiere. Il 90% dei business center russi sono circoscritti all'area di Mosca. Non è un caso. Un business center russo ospita tanto gli uffici di rappresentanza delle aziende straniere quanto, cosa più importante, gli show room delle stesse. Ed è proprio lo show room ad avere un ruolo decisivo nell'economia dell'investimento di un brand che intenda muoversi con successo sul territorio russo. Gli show room espongo i prodotti dell'azienda ma ne curano anche le pubbliche relazioni dal primo contatto con il distributore alla gestione del corriere che porterà la merce acquistata direttamente a Mosca o, in alternativa, a San Pietroburgo. Da lì sarà il distributore a trasferire il carico acquistato nei suoi magazzini e a sue spese. Le fiere invece definiscono l'immagine e consolidano la presenza sul territorio del brand ed è attorno ad esse che si concentrano gli investimenti più onerosi. Il perché sta nel fatto che una presenza in fiera porta contatti pronti ad impegnare liquidità: l'indotto fieristico attira consorzi e presenze specializzate nel tutelare e accompagnare la presenza dell'azienda straniera. Solitamente questi Attori di riferimento sono della stessa nazionalità dell'azienda, soprattutto per quanto riguarda i maggiori Mercati di riferimento europei come quello italiano, spagnolo, tedesco, francese e inglese. Discorso a parte per quello americano che si muove su indotti ancora più tutelati/controllati. Il Mercato russo tutela i suoi investitori ma tutela anche sé stesso.

La realizzazione di questo articolo è stata possibile grazie alla consultazioni di fonti fondamentali, alcune sono state linkate nel testo - quando ancorabili a uno specifico paragrafo - le altre sono elencate a seguire e marcate con [ST] per Sitografia e [BB] per Bibliografia:

[BB] a cura di Guido Di Fraia
e-Research, Laterza
In che modo l'ICT ha trasformato le metodologie applicate alla ricerca di sociale e di mercato? Quali sono le tecniche quantitative che meglio di altre si adattano alle rilevazioni on-line (e-Survey)? E quelle qualitative sottese alle interviste, ai focus group, alle community virtuali? Risponde un'opera completa ed esauriente a tracciare lo stato della ricerca sociale e di mercato.

[ST] www.ifema.es - il sito ufficiale della Fiera di Madrid è anche il primo portale di riferimento per leggere in tempo reale i trend di mercato della penisola iberica e quelle tendenze che influiscono su parte dell'economia propria delle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo.

[ST] www.ice.it - Portale ufficiale dell' Istituto Nazionale per il Commercio Estero, ICE "ha il compito di sviluppare, agevolare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l'estero, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti" ed è presente nel mondo con 117 uffici in 87 nazioni.

[BB] Francesco Gallucci
Marketing Emozionale, EGEA
Esperienze pregresse, consigli degli amici, mitizzazione del brand. Questi sono solo alcuni degli elementi ascrivibili nel contesto Marketing Emozionale: "In un società ricca di comunicazione, prodotti e pubblicità bisogna comprendere come pensa il consumatore e come il prodotto riuscirà a comunicare con la sua sfera inconscia ed emotiva".

[BB] Bernard Cova, Alex Giordano, Mirko Pallera
Marketing Non-Convenzionale, Il Sole 24 ORE
L'inventiva e la creatività al servizio di liberi professionisti e aziende alla ricerca di visibilità e contatti per la propria attività. E ancora, le nuove frontiere della pubblicità creativa a marcare come il marketing sia in costante e rapida evoluzione per adeguarsi alle esigenze di un consumatore che è sempre più marketer della propria esperienza di prodotto/consumo.

[ continua Sabato 7 Aprile 2012 ]