Defibrillatori DAE: gli obblighi di una struttura cardioprotetta passano per le Regioni

I criteri e le linee guida per la diffusione dei defibrillatori in strutture con grande afflusso pubblico sono stati recepiti con impegno e consapevolezze differenti. Se da una parte enti e ministeri stanno provvedendo alla formazione di personale qualificato da affiancare alla dotazione di apparecchi certificati DAE, dall'altra le strutture per l'ospitalità professionale sono condizionate dalla presenza o dalla mancanza di normative a livello regionale. La situazione è confusa e non sembra che siano previste schiarite a breve.

L'italia è stata, se non la prima, fra le prime nazioni in Europa a legiferare in merito all'uso dei defribrillatori semiautomatici in strutture extra ospadaliere. Altre nazioni hanno preso ad esempio la nostra legge e poi l'hanno applicata in modo da affiancare alla normativa un deterrente utile a garantire l'applicazione dell'obbligo di dotazione di defibrillatori certificati DAE nei luoghi pubblici in generale. Qui l'esperienza italiana si discosta da quella europea perché noi in Italia abbiamo la Legge ma non c'è nessun obbligo di dotarsi dei defibrillatori, sono le Regioni che possono stabilire le sue modalità di applicazione.

Lo Stato italiano di normative ne ha emanate tante, a partire dalla Legge n. 120 del 3 aprile 2001:

[ N.d.R. ] dal Portale della Normativa Sanitaria (Ministero della Salute)
Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero.
(Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 88 del 14 aprile 2001)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga
la seguente legge:

Art. 1

1. E' consentito l'uso del defibrillatore semiautomatico in sede intra ed extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonche' al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attivita' di rianimazione cardio-polmonare.
2. Le regioni e le province autonome disciplinano il rilascio da parte delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori da parte del personale di cui al comma 1, nell'ambito del sistema di emergenza 118 competente per territorio o, laddove non ancora attivato, sotto la responsabilita' dell'azienda unita' sanitaria locale o dell'azienda ospedaliera di competenza, sulla base dei criteri indicati dalle linee guida adottate dal Ministro della sanita', con proprio decreto, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
(( 2-bis. La formazione dei soggetti di cui al comma 1 puo' essere svolta anche dalle organizzazioni medico scientifiche senza scopo di lucro nonche' dagli enti operanti nel settore dell'emergenza sanitaria che abbiano un rilievo nazionale e che dispongano di una rete di formazione. ))
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 3 aprile 2001

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei
Ministri

Visto, il Guardasigilli: Fassino

L'interesse sui DAE è concreto ma la burocrazia troppo articolata, le informazioni confuse o anche l'organizzazione dei corsi specifici, hanno rallentato se non addirittura fermato questa iniziativa nel corso degli anni fino al Decreto del 18 Marzo 2011 del Ministero della Salute (Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 Giugno 2011) in cui si stabilivano i criteri e le linee guida per la diffusione dei defibrillatori in strutture con grande afflusso turistico o di pubblico come centri commerciali, centri sportivi, stabilimenti balneari, alberghi, ristoranti, stadi, tribunali, ministeri eccetera.

Il 30 giugno 2011 l'ufficio stampa della società di cui sono amministratore delegato (Fas Italia) aveva trattato l'argomento anche qui. All'epoca avevamo messo in risalto il fatto che il Ministero della Salute avesse provveduto ad individuare le modalità per favorire la diffusione dei DAE confermando quindi le indicazioni presente nell'accordo Stato/Regioni del 27/02/2003. Si era anche dato spazio al percorso necessario per diventare operatori autorizzati all'utilizzo dei defibrillatori DAE, ma non si era detto nulla riguardo alle possibilità di applicazione concreta dei criteri stabiliti dal ministero.

Le associazioni di riferimento per l'ospitalità ricettiva si sono mosse in una campagna di sensibilizzazione quando ancora il decreto non era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e subito dopo, com'è il caso di Federalberghi Roma che riportava ( n.d.r. a pagina 6 del Faiat Flash n. 16, 14 luglio 2011, quindicinale online di informazione tecnico-professionale per Federalberghi ): "Il Ministero della Salute ha individuato i criteri e le modalità per favorire la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni. Il provvedimento ha la finalità di promuovere la realizzazione di programmi regionali per la diffusione e l'utilizzo di defibrillatori [ ... ] Le Regioni dovranno valutare l'opportunità di dotare di defibrillatori alcuni luoghi e strutture, tra i quali gli alberghi, i ristoranti, gli stabilimenti balneari, le stazioni sciistiche, i centri commerciali e luoghi che richiamano un'alta affluenza di persone". 

Armadietto a muro per defibrillatore
Enti, alberghi, strutture ricettive si stanno mettendo a norma ma questa norma non è recepita come un obbligo, perché non lo è, e c'è confusione a riguardo anche in strutture sotto il diretto controllo delle Regioni e quindi dello Stato. Il mancato deterrente ai criteri di applicazione dei DAE si avverte proprio partendo dal modo in cui sono applicati dagli enti e dalle strutture statali in generale. Per esempio i Tribunali dimostrano che l'attenzione sui DAE è alta in quanto è in essere l'obbligo di munirsi di defibrillatore così come richiesto dal decreto ministeriale, cioè di porlo in un luogo facilmente accessibile con un cartello che ne indichi la presenza, con relativo simbolo per facilitare il raggiungimento in tempi brevissimi da parte di personale autorizzato.

Il problema del mancato obbligo normativo, in attesa che le singole Regioni stabiliscano i criteri di attuazione del decreto ministeriale, è che anche strutture come i Tribunali solo di recente hanno iniziato il processo di qualifica interna per creare operatori autorizzati che si andranno a sostituire al personale esterno di supporto.

Armadietto DAE con antifurto
In diversi casi l'operatore abilitato all'utilizzo dei defibrillatori è servito in concordato con l'ospedale più vicino che fornisce sia il personale medico di primo intervento che l'ambulanza. Si tratta però di un supporto non esclusivo perché l'ambulanza deve essere sempre disponibile in caso di chiamata dal pronto soccorso di appartenenza. Il presidio medico però è utile senza considerare l'assenza di personale qualificato interno. Il mancato obbligo normativo alla presenza di defibrillatori certificati DAE crea una condizione per cui in caso di furto di un defibrillatore da struttura statale la sostituzione non è immediata e possono passare giorni prima che l'amministrazione ottenga il nuovo defibrillatore richiesto.

Fas Italia è una realtà atipica per il panorama italiano, in quanto distribuisce prodotti specifici per Alberghi anche in area DAE e se notizie certe mi arrivano solo dall' Unione Albergatori del Trentino (UNAT), che si è attivata per un'informazione consapevole sui DAE dedicata alle strutture ricettive trentine, allora c'è qualcosa che non va tra il decreto e il modo in cui è stato recepito. Sinceramente spero che la situazione si risolva presto anche per "convenienza e opportunità" per gli operatori di settore e che quindi molte strutture ricettive si dotino di defibrillatori, anche se il fine in questo caso non è nobile quello che conta poi è il risultato, cioè quello di salvare delle vite.

Al di là della Legge e di un eventuale obbligo, pare di buon senso che alcune strutture più di altre si dotino di queste apparecchiature salvavita, pensiamo ad esempio a strutture ricettive in zone isolate o disagiate, lontane da ospedali o centri di soccorso per le quali avere un defibrillatore potrebbe salvare più di una vita. Per esempio, molti Alberghi in America hanno posto una particolare attenzione a questo problema e hanno utilizzato la dotazione del defibrillatore come plus in più da pubblicizzare per differenziarsi. Essere un albergo "cardioprotetto" può far aumentare le prenotazioni, dare prestigio alla struttura e dimostrare sensibilità verso il cliente.

Le esperienze in altre nazioni dimostrano che l'attuazione di una struttura cardioprotetta necessita di una regolamentazione che può essere attuata solo dalle istituzioni chiamate in causa. Pertanto non si può imputare all'operatore di settore il mancato recepimento del decreto ministeriale perché la Legge dice esplicitamente che è responsabilità delle Regioni il decidere i tempi e i modi di applicazione anche di eventuali deterrenti che potrebbero essere utili per rendere obbligatorio l'utilizzo dei DAE, così come sta avvenendo nei Tribunali e in diversi ministeri. A distanza di mesi dalla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale non ci resta che aspettare ancora e sperare che la sensibilizzazione sul cardioprotetto non debba essere ispirata da altri casi di morti violente in diretta, magari davanti al pubblico festante di uno stadio.