Hospitando Sardegna, la risposta del Turismo alle crisi

L' 8^ Edizione di Hospitando Sardegna, la mostra convegno ed esposizione dedicata al settore alberghiero si è conclusa pochi giorni fa. Le forniture per le strutture ricettive è uno dei segmenti che avverte di più la crisi ma è anche quello che ha reagito meglio alle nuove sfide di mercato. Di ritorno dalla Fiera Campionaria della Sardegna di Cagliari, Stefano Mandò, Amministratore Delegato Fas Italia, fa il punto sulla situazione dalla prospettiva esclusiva di chi guarda e vive in prima persona l'attualità del turismo italiano.

E' vero la crisi c'è. Hospitando ha confermato la tendenza: lo stesso calo di visitatori e di espositori che avevo riscontrato negli eventi fieristici degli ultimi mesi. La crisi c'è ma non per questo ci dobbiamo fermare, anzi è proprio ora che dobbiamo investire e non solo in denaro ma sopratutto in idee.


Siamo tornati dai 4 giorni della fiera campionaria, fieri, se mi scusate il gioco di parole. Sì perchè il riscontro positivo avuto da parte dei visitatori della manifestazione è stato superiore alle nostre aspettative. La nostra nuova linea cortesia Regionale al Mirto, dedicata alla Sardegna è stata richiesta da tutte le strutture che hanno visitato il nostro stand. L'affluenza di visitatori è stata modesta ma tutti, chi prima e chi dopo, si sono fermati al nostro stand. In Sardegna i prodotti più richiesti sono stati oltre alla Cortesia Mirto, le candele elettroniche in vera cera, i set bollitori per le camere d'albergo e i frigobar con ventrina. Forniture utili che rispondono alle richieste degli ospiti stranieri e nazionali. Siamo fieri quindi di aver superato le paure che molti imprenditori oggi hanno ad investire in nuovi prodotti e progetti e in manifestazioni.

[ N.d.R. ] L' Unione Sarda, primo quotidiano della Sardegna e primo quotidiano italiano ad essere diffuso su internet, il 4 Aprile 2012 titola Hospitando, tra affari e musi lunghi aprendo con l'incipit "Più che economica qui la crisi sembra di idee". Hospitando non è stato un successo. L'opinione diffusa tra gli espositori più insoddisfatti per i mancati affari si può sintetizzare nei punti seguenti:

  • la fiera ha perso nel momento in cui è stata proposta in concomitanza con il Vinitaly di Verona e questo è stato un danno per la visibilità servita dall'evento
  • quattro giorni di fiera sono stati troppi per il tipo di evento e non hanno aiutato ad ammortizzare i costi di gestione;
  • non è stata pubblicizzata abbastanza e pensando il contrario le aziende si sono impegnate solo a rammentare la data dell'evento senza sapere che i loro clienti ignoravano l'esistenza della fiera.

Ma tutto sommato queste sono sempre le solite giustificazioni che accompagnano l'insoddisfazione procurata dalla fine di una manifestazione da cui l'espositore s'aspettava qualcosa in più. E' sempre stato così ma di questi tempi è sempre più tendenza: pensare all'evento come un'opportunità per piazzare quelle vendite che sono mancate nel corso dei mesi se non delle stagioni precedenti. Questo tipo di aspettative rimarranno sempre disilluse anche in un Mercato, come quello del Turismo, in cui un affare chiuso a lungo termine è cosa di una stagione o poco più.

Le fiere italiane non funzionano così. Un evento per quanto ben costruito ha un solo scopo in Italia, quello di creare sinergie utili a medio e lungo termine mentre la firma di una commissione è più un'eventualità collaterale che potrebbe capitare ma che dipende da variabili che nulla hanno a che fare con la qualità dell'evento. Il momento storico vissuto, l'attualità economica, quella finanziaria, la percezione del futuro, la necessità di soddisfare più o meno marcatamente l'esigenza del cliente, sono tutti fattori che pesano sugli affari siglati in loco.

Hospitando avrebbe perso in affluenza anche senza Vinitaly e ugualmente alcuni clienti delle aziende espositrici avrebbero messo avanti l'epitaffio "non ne sapevamo nulla", preferibile a quello "di questi tempi è preferibile non rischiare perché il budget è quello che è". Due giorni di fiera invece di quattro avrebbero giovato esclusivamente al portafoglio dell'espositore ma avrebbero limitato le possibilità dei visitatori d'affacciarsi agli stand.

Hospitando è stato un successo nel suo "insuccesso di numeri" però, perché a dimostrato ancora una volta che ciò che conta non è tanto l'abilità di vendere quanto la forza di un'idea che abbia la capacità d'interpretare e relazionarsi al meglio con le evidenze del suo mercato di riferimento. Per cui, un plauso sincero all'organizzazione di Hospitando Sardegna, una fiera da cui è arrivato forte il messaggio degli espositori che affermano convinti: la crisi di un settore si può vincere mettendo in campo la propria forza creativa senza scuse e senza compromessi.

Gli eventi fieristici aiutano ad avere un'idea più attuale delle esigenze e dei problemi del settore. La continua diminuzione di visitatori e di espositori alle fiere è dovuta al contenimento dei costi che la maggior parte delle aziende sta operando, ma porta ad un chiusura della visione mercato. Le fiere danno modo, oltre che presentare nuovi prodotti e offerte, anche di incontrare clienti e altri fornitori del settore, questo consente uno scambio di informazioni e di opportunità che proprio in questi momenti sono ancora più necessari. E' da queste sinergie che sono arrivati gli spunti che poi hanno ispirato la strategia commerciale che la Fas Italia sta seguendo da mesi. Prodotti dedicati ai singoli contesti geografici e sociali in cui intendiamo proporci. L'utilità prima di tutto sopratutto in tempo di crisi.

Il nostro progetto di creare delle Linee Cortesia Regionali, in un momento in cui il mercato ristagna, ci ha permesso di dare la possibilità agli albergatori di offrire ai loro ospiti un prodotto tipico locale e non repliche di prodotti cortesia che differiscono solo per la personalizzazione. Così l'ospite di una struttura ricettiva di Cagliari troverà una linea differente a quella offerta da una struttura di pari categoria in centro a Milano. Il nostro rischio è stato quello di andare contro la tendenza di affrontare la crisi abbattendo i costi vivi di produzione e finendo per proporre prodotti da cash and carry e magari nemmeno fatti in Italia. Una strategia che funziona ma solo dalla parte dell'operatore alberghiero e che, proprio perché c'è crisi, non è ben recepita dall'ospite. La Linea Cortesia Regionale è un esempio di quella piccola attenzione in più con cui fidelizzano i clienti nelle strutture ricettive perché anche loro (forse più loro di alcuni operatori) sono consapevoli dell'attuale situazione economica e pretendono di più ora che prima, proprio perché maggiormente limitati negli spostamenti, nei viaggi e nelle vacanze.

Questo ci spinge ancora di più a investire in nuovi prodotti e servizi da offrire ai nostri clienti, più crescono loro più cresciamo anche noi! Albert Einstein affermava che la crescita nasce dalle difficoltà, si accresce l'inventiva (che per noi Italiani è la base del nostro successo) e si trovano soluzioni e vie d'uscita. Crisi come opportunità.

Albert Einstein all'età di 14 anni
fonte Randolph College
Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.