Record Store Day 2012: rivenditori indipendenti e collezionisti, il trend delle Major parla la lingua Indie

Il mercato dei collezionisti in controtendenza rispetto al trend negativo del segmento Musica. La crescita dimostrata dai numeri del Record Store Day: ogni anno vengono stampati e venduti a tiratura limitata e numerata titoli che non verranno mai più ristampati e le Major rivedono i loro cataloghi con operazioni dedicate agli amatori.

Il prossimo Record Store Day (21 aprile 2012) rafforza l'idea di un mercato sempre più interessato al mondo dei collezionisti e degli amatori di genere e cultura musicale. Le Major sono coinvolte sul fronte della morte del supporto fisico con conseguente dematerializzazione del CD grazie alla distribuzione digitale. Lo dimostrano le tante uscite di album storici rimasterizzati o ristampati ad hoc per gli anniversari: Achtung Baby (U2), le tre immersion Dark Side, Wish you Where Here e The Wall (Pink Floyd), Acqualong (Jethro Tull), Quadrophenia (The Who) e tanti altri ritorni dal mondo del vinile. La richiesta da soddisfare è quella dell'amatore, sempre più interessato alla qualità analogica del vinile, e per soddisfarla le major creano cataloghi su misura anche per occasioni come quella della Giornata mondiale dedicata alla cultura musicale.


Tanto di guadagnato per i rivenditori indipendenti che sono l'anima del Record Store Day. In occasione dell'edizione del 2011 avevo scritto che il segmento dei negozi di musica era quello che aveva "risentito maggiormente dei velocissimi cambiamenti che hanno capovolto prospettive e strategie di marketing del panorama discografico internazionale" e i fatti hanno dimostrato la lettura del mercato offerta all'epoca da Discoteca Laziale, il più importante player di distribuzione nel Centro/Sud Italia (presenza confermata all' RSD 2012 di Roma): "Negozi di dischi. Negozi di Musica. Lo eravamo ieri e lo siamo oggi. Ieri eravamo l'avanguardia di vendita e unico punto di riferimento per le case discografiche nella distribuzione capillare delle produzioni degli artisti. Oggi siamo ancora punto di riferimento per le Major ma per un motivo diverso".

Frase che a distanza di un anno trova conferma nel business delle major, non più impegnate come un tempo nello scouting di nuovi artisti, se non su prodotti sui quali esiste un preciso calcolo del rischio di investimento o quando supportati dall'indotto talent. Lo scouting degli emergenti avviene invece sempre più su scala locale, territorio Indie, mentre le major agiscono su scala nazionale ottimizzando le risorse prodotte dal ristagno del settore. Sono cambiati i rapporti di forza:  le Indie, dominanti sui loro territori, sono considerate dalle major riferimenti fondamentali per la produzione dei loro cataloghi e questo aumenta l'importanza strategica dei rivenditori indipendenti,  perché i distributori discografici sono i primi ad essere valorizzati dal nuovo trend.

Mai come nell'edizione 2012.
Henry Rollins sull'importanza culturale dei rivenditori indipendenti.



Il Record Store Day è il biglietto da visita di una cultura musicale che non può più essere relegata a semplice giornata d'incontro tra rivenditori indipendenti e collezionisti. L'RSD 2012 è testimonial di una cultura musicale che afferma la forza della sua unicità grazie alle nuove esigenze di mercato dettate da evoluzioni tecnologiche e crisi. L'identità culturale rivendicata dalla Giornata mondiale dei rivenditori indipendenti trova collocazione e si rafforza anche nell'insofferenza delle label indipendenti riguardo all'essere considerate "terzi incomodi" nel circuito promozionale che serve il lancio dei loro nuovi progetti musicali. Guai al professionista della promozione musicale che considera il caso de La Grande Onda come un insignificante incidente di percorso, vuol dire che non ha il polso del suo settore.