Il mondo del clubbing oggi è l’assenza dei set live, del floor, del contatto, delle serate nei club . A Roma, una delle capitali europee della musica elettronica, questa è una mancanza che pesa, si sente, anche sulle produzioni. Oltre che per le inevitabili ripercussioni economiche sul settore del clubbing e sul comparto dell’Intrattenimento, le produzioni musicali al tempo del covid sono differenti perché l’ispirazione arriva da prospettiva inedita. Cosi anche per Sirocco e Zefiro, i venti del clubbing sulla pandemia. Sirocco. Lo scirocco magrebino, l’Euro greco e romano, il vento caldo che scorre dall’aurora. Zefiro. Il vento moderato, a volte freddo e mutevole eppure saldo nella sua promessa, il vento che anticipa la primavera, l’araldo del cambiamento.

8 Novembre 2020

Alessandro Mirri

Face

The Internet Way (prefix)
Sulla percezione del diritto all'informazione al tempo della rete: dal fallout dell'informazione durante la campagna elettorale statunitense di Donald J. Trump nel 2016 all'elezione di Pedro Pablo Kuczynsky, fino a Carole Jane Cadwalladr che aprì il vaso di pandora della comunicazione politica al tempo dei social network; quando partecipazione politica in uno stato d'emergenza è sinonimo di campagna politica?

L’immagine di copertina è stata estrapolata da un fotogramma di The Social Dilemma, il documentario Netflix ben descritto dal suo claim naturale: “se un servizio è gratis allora il prodotto sei tu”. Quanto mai vero quando si parla d’informazione e diritto all’Informazione al tempo della rete.

Il diritto all’Informazione deriva dall’ articolo 21 della Costituzione italiana, sancito in Corte costituzionale dalla sezione 5 n.240 del 7 dicembre 1994, ed è un diritto sociale imprescindibile. Sottolinea l’articolo 21:

[...] La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. [...] La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Sulla percezione del diritto all’informazione
al tempo della rete

Un professionista dell’informazione sa che le persone in media non hanno Tempo per stare sul pezzo in tempo reale se non per questioni private, inerenti al loro lavoro o allo svago: leggere una notizia comporta minuti; approfondirla comporta decine di minuti; far ricerche comporta ore; commentarla comporta secondi o minuti; seguire una discussione comporta minuti che si sommano a minuti di dialogo una tantum nel corso della giornata; in generale scrivere un commento, confrontarsi in una chat o lasciare audio o video, comporta l’utilizzo di tempo preso da una giornata fatta di tante piccole priorità quotidiane che s’evidenziano, cambiano, si aggiungono, scompaiono un’ora dopo l’altra e che nulla hanno a che vedere con la socializzazione da tastiera. La scoperta dell’acqua calda: un professionista crea leve su insiemi di persone per interagire con la percezione della realtà dei singoli.

1 . Trump, Kuczynski e Cadwalladr: l'informazione al tempo della rete.

Dal fallout dell'informazione durante la campagna elettorale statunitense di Donald J. Trump all'elezione di Pedro Pablo Kuczynsky, il più improbabile dei candidati alla presidenza peruviana, fino a Carole Jane Cadwalladr che aprì il vaso di pandora della comunicazione politica al tempo dei social network.

Le società sono sempre state modellate più dal tipo dei media con cui gli uomini comunicano che dal contenuto della comunicazione.
Marshal McLuhan

Il fallout dell’informazione politica durante la campagna elettorale del presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump – la cui amministrazione è entrata nel guinness dei primati per aver sfondato il tetto del 25% di fakenews prodotte su 10000 informazioni condivise – fu, con il senno del poi, il primo vero segnale del contrappasso sociale determinato dall’evoluzione della disintermediazione delle informazioni.

Giovanna Botteri, corrispondente Usa per Rainews.it (RaiNews24), in occasione delle elezioni americane aveva indicato il problema in diretta RAIUSA2016: “Che cosa succederà a noi giornalisti? Non si è mai vista come in queste elezioni una stampa così compatta ed unita contro un candidato… che cosa succederà ora che la stampa non ha più forza e peso nella società americana? Le cose che sono state scritte, le cose che sono state dette evidentemente non hanno influito su questo risultato e sull’elettorato che ha creduto a Trump e non alla stampa!“.

Le elezioni del Perù che portarono alla vittoria Pedro Pablo Kuczynski grazie alle proiezioni social del suo media manager, mostrarono le nuove frontiere della comunicazione politica. Riportava Il Fatto Quotidiano: “in due anni e mezzo 12 persone guidate da un italiano hanno ribaltato l’immagine iniziale non troppo vincente di gringo, lobbista e per giunta anziano, che Pedro Pablo Kuczynski doveva necessariamente scrollarsi di dosso per essere credibile agli occhi dei peruviani. Protetto da security e sistemi di rilevamento di impronte digitali il commando (così lo chiamano a Lima) ha contribuito a quei 40mila voti che hanno determinato la vittoria nelle elezioni presidenziali in Perù“.

CambridgeAnalytica rivelò il potere di un’analisi periodica e puntuale dei bigdata, il cui significato non sta nell’insieme delle informazioni che creano i metodi di raccomandazioni utili a X ma in quell’insieme di nodi, link, ip, mail, messaggistica, pagine web, foto, audio, video, tempi di connessione, log, browser, provider, app che ci raccontano perché li utilizziamo, creiamo, condividiamo, raccontiamo, e via di azione in azione e di reazione in reazione.

Bannata da Facebook per aver disatteso le regole di utilizzo del social network, Carole Jane Cadwalladr è la giornalista investigativa dell’ Observer (The Guardian) che nel 2018 ha scoperchiato il vaso di pandora di Cambridge Analytica. Il suo speech integrale al TED2019 è un racconto da prospettiva inedita sull’invasività dei social network nelle agende politiche ed elettorali, da cui l’estratto a seguire: “Non abbiamo idea delle dimensioni, ma sappiamo che nei giorni precedenti al voto sulla Brexit la campagna ufficiale per ‘Uscire’ ha riciclato quasi tre quarti di milione di sterline attraverso un’altra entità della campagna che la nostra commissione elettorale aveva giudicato illegale, e questo è nei referti della polizia. Con questo denaro illegale, ‘Vota Uscire’ ha scatenato un’ondata di disinformazione [con] annunci come questo. [76 milioni di turchi entrano in UE] È una bugia, è del tutto falso. La Turchia non aderisce all’Unione Europea. La sua adesione all’Unione Europea nemmeno è in discussione. La maggioranza di noi non ha mai visto questi annunci, perché non eravamo noi il target. ‘Vota Uscire’ ha individuato un piccolo gruppo di persone, considerate influenzabili, e solo loro li hanno visti.

2 . Pandemia: le leve emozionali al tempo del covid-19.

Quando partecipazione politica in uno stato d'emergenza è sinonimo di campagna politica? Tre esempi. Nel momento in cui si susseguono 'errori informativi'. Nel momento in cui si distoglie l'attenzione da inadempienze gestionali e operative. Nel momento in cui una parola diventa il tema portante di un'intera giornata informativa, con ritmi in entrata e uscita definiti da agenzie stampa concentrate in minuti.

Lo Storytelling è la più antica forma di comunicazione. È ciò che ha unito tutti gli esseri umani, in ogni luogo e in ogni tempo”
Rives Collins communication

Questo 2020 in Italia la pandemia causata dal covid-19 ha sottolineato quanto sia sottile, e puntualmente pericoloso, speculare sulle emozioni di teste già provate dall’effetto pratico della piaga pandemica, così come ha evidenziato i diversi modi in cui sia possibile schierare i destinatari di un messaggio politico, prima che sociale, “monetizzando” le loro emozioni con piccole impercettibili leve morali, psicologiche, ogni giorno, ogni ora.

La politica anticipa, motore trainante, e spinge sui neuroni delle persone si, ma anche no: accade che spesso s’ispira al comune sentire, forte dei propri strumenti di proiezione, e i professionisti scendono in campo, quelli di consolidate fabbriche della paura in stream main o alternativo che sia. Accadeva in primavera, riaccade in autunno. Non esistono regie occulte. Non esiste un burattinaio. Ognuno è filo e burattinaio delle proprie emozioni e del comune sentire del proprio contesto sociale. Alcuni hanno più fili degli altri e su di essi fatturano. Altri fatturano su di loro. Non è una spirale, è più un cerchio, uno strano anello che ridisegna se stesso ad ogni giro. Un fenomeno, detta alla Hofstadter, “che consiste nel fatto di ritrovarsi inaspettatamente, salendo o scendendo lungo i gradini di qualche sistema gerarchico, al punto di partenza” generando gerarchie aggrovigliate. Parafrasando, leve emozionali: qualche volta sono nascoste, altre volte palesi; qualche volta saranno direte, altre volte sul lato oscuro di un evento o notizia o incipit; a volte esposte a ritroso, col senno del poi. “Quaerendo invenietis” è l’avvertenza dell’autore: chi cerca trova, è l’annotazione di Bach alla propria offerta musicale.

Tre esempi di leve:

  • L’endorsment di errori informativi che lamentano la mancanza di medici e virologi nella task-force anti-fake, e che nel farlo eleggono a ‘punta di diamante’ fonti rappresentate (anche) da medici e virologi già oggetto di debunking nel corso dei mesi, quando non degli anni.
  • Alimentare il dubbio che il data breach INPS sia stato colpa degli hacker cattivi e non dell’inadempienza gestionale e operativa di un sistema burocratico, rappresentato tanto dall’ente quanto daI sindacati ad esso correlati, che non ha assolto al compito per cui sono strutturati.
  • Una parola, congiunti, che diventa il tema portante di un’intera giornata informativa riempiendo pagine di quotidiani, feed social e nutrendo i pensieri prima delle parole di teste provate dal lockdown: notizie d’agenzia concentrate in una manciata di minuti battono il tempo dell’informazione.

Informare è raccontare un fatto, correlando eventi ad eventuali periodicità manifeste per garantire, sempre e comunque, tutti gli strumenti utili all’analisi critica necessaria per un’opinione consapevole: lascia il libero arbitrio al fruitore dell’informazione.

Disinformare è pescare nel mucchio, nel disinteresse quotidiano, alimentando o contrastando un pascolo di opinioni. Disinformare è far disamorare le persone allontanandole perché si schierino.

3 . S'inizia da qui: The Intruder News

Questa parte è l’integrale del primo post del diario di bordo dell’ Intruder 2.0 relativo ai lavori in corso e alle novità in arrivo. Il diario sarà consultabile on-line dal prossimo gennaio a concept definito. L’Intruder 2.0 andrà on-line come un work-in-progess a cielo aperto: il concept continuerà ad essere sviluppato e perfezionato durante tutto il mese di dicembre, così come il design conseguente e l’ottimizzazione per una visione a misura di device. Stay tuned…

Dal 2006 al 2013 l'Intruder ha affrontato ogni notizia tra article marketing e comunicazione in azione nel modo più oggettivo ed esauriente possibile. L'eredità è intatta: andare oltre l'eventuale patina di facciata di un fatto per raggiungerne il cuore e raccontarlo.

The Intruder Face era il blog utilizzato per fare il punto sulle attualità trattate dall’Intruder, così come per fare il punto sui lavori in corso del progetto o semplicemente per dare incipit a nuovi possibili, potenziali, temi da trattare: s’indossava casual e si leggeva a tempo perso, non pretendeva attenzione e non ne dava, se mi passate la metafora. L’incipit del blog al netto dei link:

Sul chi siamo, o se vuoi scrivere con noi, vai qui.
Sul dove sei, ti trovi sul blog ufficiale dell' Intruso.
Qui si scrive di ciò che stiamo sperimentando o che abbiamo buttato in linea.
Quindi, spazio alle stupidaggini seriose ma anche alle serie stupidate!

Faccia d’Intruso (Face) da oggi è ospitato direttamente sull’Intruder e se sei arrivato qui stai leggendo il primo post delle nostre stupidaggini seriose, l’ironia dovrebbe essere sottintesa vero? Il primo post del blog lo pubblicai il 14 maggio 2011. Di seguito, l’integrale, sempre al netto dei link:

Primo post.. mm.. che scrivere ?
Sul chi siamo, vai qui.
Sul dove sei, ti trovi sul blog ufficiale dell' Intruso.

Qui si scrive di tutto quello che ci passa per la testa, che stiamo sperimentando o che abbiamo buttato in linea. Quindi: spazio alle stupidaggini seriose ma anche alle serie stupidate!

E a proposito..
Faccia d'Intruso è su Twitter da appena qualche ora.
http://www.twitter.com/IntruderFace
buzz in tempo reale per dare eco alle nostre seriosità

Tutto attorno alla Nostra Torre di Guardia
in stile Dave Matthews Band, per capirci.

L’account Twitter è ancora attivo ma ovviamente fermo. L’eco a cui mi riferivo non era quello del cercare o del proporre retweet: non era quella la funzione di Twitter e a maggior ragione non lo è nel 2020. Twitter si utilizza a più livelli, così come ogni altro social network: non avevamo e non abbiamo alcuna intenzione di raccogliere follower o nuovi lettori, argomento che affronterò in una prossima Face. Qui è sufficiente dire che il canale IntruderFace non tornerà attivo, quanto meno non nel prossimo futuro.

Cos’altro cambia rispetto al passato. Beh, la Face (freddura).

In passato ero l’unico che scriveva le serie stupidate, qui invece mi alternerò con altre persone che imparai a conoscere un mese alla volta. Questa è la November Face e se non ti piacciono gli anglicismi, sorry, come scrissi a suo tempo:

Why So Serious?

etichettare.. puoi etichettare tutto quello che ti pare ma il suo contenuto resta. sempre diverso. sempre "uguale". sempre unico. e quando questa unicità ti si schianta contro con tutta la forza, che fine fa lo sticker che avevi appiccicato in "nota a margine" ? vai naturale o molla la presa. funziona cio' che funziona. spazzando via cornici e colori a due dimensioni. 'sta banalità vale sempre. estrapola..

ma la testa deve essere pronta per disabituarsi alla frenesia dei dieci secondi contati da dedicarsi, quando si cercano info e notizie in rete. Disabituarsi a cogliere il senso di ogni singola parola, che ha il suo motivo e il suo "senso compiuto" proprio là dove è messa: una porta dietro la banalità del suo significato letterale. dietro la banalità di chi etichetta, dedicando più tempo al suo modo di approcciarsi (?) alle informazioni, piuttosto che al tempo che si sta dedicando.

Il nocciolo della questione è che nessun contesto deve essere mai banalizzato.. senza prima aver seguito le parole, i link e la rete informativa proposta. E qui sta la forza del Why So Serius jokerato: il testo, la sua lunghezza, le frasi e i refusi sfuggiti, i link che chiamano "guarda che qui approfondisco il concetto" e chiedono tempo al microlettore che c'ha il secondo contato e che non ce la fa proprio a dedicarsi quel paio di minuti in più - meglio dedicarseli girando senza meta in rete con i paraocchi ben fissati per evitare distrazioni all'ego convinto - per capire se davvero trattasi di concettualità banalizzate e se.. forse.. si stia banalizzando congettura tanto perché fa figo, senza farsi (concedersi) quella mezza domanda in più.

Paradossalmente a volte un cin all'involuzione che fa tendenza! ci sta tutto ^^ L'involuzione filtra a spazzare il qualunquismo dell'etichetta facile portando 100 lettori convinti piuttosto che 10000 contatti a perdere. The Intruder News è questo.. se non lo capisci, qui non si fanno corsi di recupero.

Alessandro Mirri

MD AMN e ideatore di The Intruder News. Copywriter, comunicatore, esperto di article marketing e trading d’informazione. Creatore e Brand Manager di ADV Magazine nel 2004, mi occupo della pianificazione di campagne informative dalla creazione del gruppo di lavoro alla gestione del flusso di comunicazione, tra article marketing e comunicazione in azione.