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Investimenti sostenibili per un turismo di prossimità

Quali soluzioni alternative al classico turismo possono adottare gli alberghi? Da quelle attuali, nate e sviluppate in risposta all'emergenza sanitaria, a quelle per l'hobby generico o a particolari temi se non categorie, come collezionisti o appassionati di arte, come la pittura per esempio. Ma come sostenere gli investimenti necessari per dare sostanza a queste soluzioni in un periodo in cui gli albergatori si trovano a fare i conti perfino con le difficoltà d'incasso del bonus vacanze il cui termine è stato prorogato al prossimo Giugno?

Investimenti sostenibili per un turismo di prossimità

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Aiutare le strutture ricettive a superare momenti di crisi è una parte fondamentale del mio lavoro. Affrontare un periodo di crisi significa creare le sinergie necessarie per proporre idee utili a una filiera, quindi non propongo soluzioni ma possibilità. La filiera che rappresento è quella degli operatori del settore della ricettività turistica e le idee di cui scriverò riguardano il problem solving alberghiero. Sono tutte idee maturate nel corso della prima ondata del coronavirus e affrontate in risposta alle problematiche individuate come prioritarie dai confronti periodici con i clienti della mia azienda, con altre aziende fornitrici e con associazioni di un settore che dal 2008 si è trovato a fronteggiare per cause esterne diverse importanti crisi, certo non come questa.

L’argomento non è risolvibile nello spazio di un articolo e occorre procedere con delle premesse, perché l’autore è un professionista nel settore delle forniture alberghiere e i suoi clienti sono le strutture ricettive. In questo senso è fuori discussione la qualità dell’informazione proposta e dove possibile sarà affrontata senza trattare di prodotti e soluzioni FAS ITALIA, in alcuni casi però questo approccio non sarà possibile: l’obiettivo della serie PROBLEM SOLVING – che inauguriamo con questo articolo – è quella di offrire spunti di riflessione e idee in un periodo in cui l’importante non è che si parli di “voglia di uscire dalla crisi” ma che se ne parli con l’adeguato spessore di competenze e senza limiti di caratteri. Si tratta di un’abitudine che nel corso degli anni si è persa preferendo all’idea di “qualità” quella della “visibilità”, e i cui effetti sono ben rappresentati dalla comunicazione di pancia che domina lo storytelling dell’informazione, oltre i brand e la politica. La scelta di iniziare affrontando casi di studio relativi al Mercato del Turismo è dovuta al fatto che il Turismo è la voce più importante del PIL nazionale eppure, per le sue stesse caratteristiche, è anche uno dei settori più fragili in scenari di crisi che coinvolgono gli investimenti economici a medio termine.

L’emergenza sanitaria del coronavirus covid-19 ha causato una crisi che oltre ad essere inaspettata non è risolvibile con nuovi driver di mercato perché parliamo di un virus. Il come superarla non dipende da un problem solving dedicato ai singoli clienti in attesa che il Recovery Fund venga applicato nelle sue promesse e la diffusione del vaccino faccia il suo percorso. Ci aspettano ancora mesi impegnativi che continueranno a richiedere un cambio di mentalità già in atto un po’ ovunque e che nel nostro caso coinvolge ogni elemento della filiera.

Che problem solving proporre con un virus che è la causa di tutto e con normative e incentivi che non aiutano ad evitare sprechi di investimento, quando è necessario ottimizzare per ammortizzare le inevitabili perdite che incideranno sul prossimo bilancio?

In Il problem solving alberghiero al tempo del covid? ho descritto l’attuazione di un progetto che ci aveva permesso di risolvere uno dei problemi più urgenti della prima ondata e per fortuna risolvibile in tempi brevi.

La situazione era paradossale anche per la mancanza di protocolli utili a garantire forniture adeguate. I clienti che si rivolgevano a noi, oppure alle associazioni che poi ci facevano da tramite, non cercavano solo la soluzione concreta ma anche una gamma di soluzioni possibili, non alternative, perché se il reperimento di alcuni articoli era tutto sommato facile, per altri, sempre in riferimento al nostro settore, l’impresa diventava difficilissima.

Il problema riguardava la reperibilità dei camici TNT, indicati come dotazione necessaria per le strutture ricettive nel caso in cui l’ospite manifestasse sintomi riconducibili al covid, e si scontrava con l’assenza di normative necessarie per impedire qualsiasi tipo di speculazione tra settori. I camici non erano reperibili tra i fornitori del nostro settore.

Un albergo, per acquistarli, avrebbe dovuto rivolgersi ad aziende specializzate nel campo scontrandosi con un acquisto minimo di pezzi improponibile per le possibilità economiche di una sola struttura. Il nostro compito, come azienda di problem solving, fu quello di mettere sul campo la nostra esperienza e i contatti acquisti nel settore dedicato alle forniture per Case di Cura. Il risultato ottenuto fu quello di garantire kit pronto-uso con tutte le dotazioni necessarie ma in quantitativi ridotti, rispondendo al minimo necessario richiesto dalla categoria alberghiera.

Un mese prima stavo scrivendo una linea guida sull’ecosostenibilità facendo un confronto tra il turismo sostenibile che considera gli effetti delle strutture sulle persone e sull’ambiente. Stavo rispondendo a una domanda che viene automatica in un lavoro che si propone di anticipare le necessità di un cliente.

Quali voci incideranno sulle attività settoriali nel prossimo futuro?

Avevamo individuato un problem solving attuabile nell’agire sfruttando l’evidente vantaggio dell’economia circolare, non si getta ma si riusa, che oltre al conseguente risparmio permette di recuperare spazi rispettando l’ambiente, due voci sempre considerate nei bilanci di attività ma sottostimate. Qualche giorno dopo il covid aveva ridotto il valore di quelle considerazioni trasformandole in appunti per momenti migliori. La nostra priorità era diventata il cercare di capire se esistevano linee guida chiare sulla sanificazione degli ambienti, eppure ritornarono attuali quegli spunti sullo sviluppo ecosostenibile scritti prima di ritrovarci tutti in quarantena, con gli uffici chiusi e in smart working per capire che fare.

Informarsi e aggiornarsi oppure formarsi su argomenti ecologici e ambientali è una delle necessità individuate dagli operatori con cui ci confrontiamo dalla scorsa primavera per farsi trovare pronti appena passerà l’emergenza del covid. Lo spunto rispondeva anche alla loro necessità di ottimizzare le voci in bilancio che lamentavano garanzie di liquidità. Gli albergatori sono il primo riferimento di noi fornitori, sono i nostri occhi sul mercato del business to consumer. Dopo la quarantena garantire una sicurezza sanitaria a norma era la loro prima esigenza per dare sicurezza agli ospiti e nei mesi successivi questa priorità è cresciuta coinvolgendo gli ospiti, che valutavano la struttura utilizzando il parametro salute come elemento decisionale.

Non sono solo gli operatori di un settore che vogliono uscire al più presto dall’incertezza della situazione di emergenza, lo vogliono anche i loro clienti. Per esempio il rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, come la mascherina o il divisorio, finiscono in secondo piano appena il cliente riceve documenti cartacei da firmare con una penna, potenziali veicoli di contagio, e l’utenza business risponde a questa diversa attenzione al dettaglio investendo su dispositivi di semplice utilizzo per la disinfezione di documenti.

Investire però necessita di risorse e se queste risorse sono dirottate per coprire altre voci di bilancio il problema resta. Il 24 aprile 2020 ancora in quarantena abbiamo creato un funnel dedicato alla compra-vendita tra operatori di settore. Poco dopo abbiamo supportato l’iniziativa del bonus vacanze permettendo ai nostri clienti di coprire i loro investimenti utilizzando come pagamento il buono per un valore non superiore al 30%. Il bonus però presentava degli inconvenienti che in seguito ci hanno portato ad aumentare la percentuale fino a garantire una copertura del 100% a dicembre.

Lavorando in molto casi sotto il 50%-70% rispetto all'anno precedente, è difficile investire a medio termine se è difficile anche solo recuperare questi buoni grazie al credito di imposta e pur pagando meno tasse: si devono considerare le spese di gestione, i fornitori, tutti quei pagamenti per cui il mancato incasso della quota bonus aggiunge un nuovo problema di liquidità a quello esistente.

Con il funnel di compra-vendita volevamo offrire la possibilità di considerare un diverso modo di ottimizzare l’utilizzo delle voci bilancio dedicate al rinnovamento delle attrezzature. Ci siamo fatti due domande:

1. Gli albergatori sono sempre alla ricerca di novità con cui arricchire le proprie offerte perché avrebbero dovuto cambiare le loro abitudini?

2. Una piattaforma di annunci di compra-vendita di attrezzature e arredi dedicata al settore ristorativo è un’idea velocemente assimilabile ma lo stesso si può dire per il settore della ricettività alberghiera?

L’idea della prima piattaforma digitale di compra-vendita dedicata alle strutture ricettive e della ristorazione si fonda sulla possibilità di vendere o acquistare accessori, arredamento e attrezzature già utilizzati. Parlare di usato nel turismo ricettivo potrebbe apparire rischioso per un settore che investe periodicamente sull’immagine lavorando a contatto con un pubblico per lo più esigente.

Creare le condizioni per le strutture ricettive di mobilitare e acquisire risorse rapportandosi come venditore e/o come acquirente, senza gravare sul loro bilancio con abbonamenti o costi di gestione o di commissione, è una prima risposta che agisce su priorità immediate guardando oltre il breve termine.

L’idea ha iniziato a prendere forma da queste premesse e dall’opportunità di operare in un settore in cui la figura dell’intermediario nelle compra-vendite è una figura superflua:

  • Un operatore che vende ad un altro operatore conosce il prodotto che sta offrendo e l’acquirente ha tutta l’esperienza necessaria per valutarlo e capire se fa al caso suo.
  • Non esiste il problema del trasporto perché l’operatore, il venditore e l’acquirente, ha i suoi contatti.
  • L’uso della piattaforma è gratuito e non comporta vincoli o impegni.

La trasparenza ci ha chiarito subito anche l’unica offerta FAS ITALIA proponibile: se il cliente non trova niente di suo interesse abbiamo in alternativa soluzioni competitive che considerano anche l’acquisto per noleggio, ovvero la dilazione nel tempo dell’investimento per il rinnovo cercato.

Rinnovare.

Rinnovare è una voce che oggi ha significati differenti ma realmente quali?

Rinnovare l’attenzione del cliente, sicuramente. Il 2019 a gennaio abbiamo proposto in catalogo la stampante cappuccino per alberghi con bar e coffee break e il tempo necessario per offrire un servizio differente ai propri clienti. La prima colazione è un servizio importante per le aspettative che gli ospiti ripongono in quel momento ed è anche uno dei momenti della giornata più condiviso sui social. L’idea dietro il nostro cappuccino tecnologico era di stupire l’ospite e di strumento marketing in più per la struttura, certo non immaginavo che l’emergenza covid avrebbe eletto la stessa stampante ad ambasciatrice del sorriso.

Rinnovare gli accessori e l’arredamento di una camera d’albergo a norma sicurezza e fiducia dell’ospite. Rinnovare la sensibilità dell’ospite verso la sostenibilità delle strutture ricettive è il valore aggiunto che ogni operatore può darsi per agire su altre voci di bilancio come i consumi energetici e il deterioramento delle infrastrutture e dell’habitat.

Rinnovare l’attenzione all’ eco-sostenibile è un argomento che richiede la partecipazione attiva delle strutture ricettive. Per esempio l’abbattimento dei costi relativi al consumo di acqua nelle camere d’albergo è un problema che si potrebbe risolvere a monte.

Docce più lunghe o l’abitudine di lasciare a lungo aperti i rubinetti, sono tra le cattive usanze più diffuse, che possono prendere vita da un’idea che nasce proprio dal mito del consumo illimitato perché "compreso nel prezzo del soggiorno". Agire attraverso azioni di sensibilizzazione, magari lasciando dei cartellini in bagno, che possano istruire sulle best practice da seguire, oppure investire in sistemi innovativi, come docce che recuperano e filtrano l’acqua utilizzata, sono consigli che possono generare un cambiamento positivo nei propri ospiti.

Cogliere l’opportunità di sensibilizzare gli ospiti in un momento in cui sono ricettivi alle esigenze della struttura è un’azione che porta benefici per tutti.

Le strutture che operano in stato di emergenza servono una clientela minore e le possibilità di “dialogo” aumentano se l’operatore ha chiaro l’impatto socioeconomico della sua attività in favore della popolazione locale. Attualmente il territorio assume un’importanza ancora maggiore perché ci troviamo ad operare in un “mercato a km zero” e questo significa la rivalutazione della collaborazione con figure professionali formate “per creare un percorso di adaptive management che varia e si adatta in base all’analisi degli effetti che la propria struttura ha sull’ambiente e sulle persone“. In un periodo di stagnazione che crea incertezza è prioritario essere dinamici e non fossilizzarsi sulle certezze.

Se è vero che “il turismo sostenibile si crea attorno agli ospiti a cui si offre una prospettiva differente del territorio con cui si rapportano“, allora poniamoci questa domanda:

Il rispetto delle norme sanitarie e delle limitazioni di movimento che tipo di turismo ci stanno proponendo, sostenibile o di massa?

Riproponendo, perché oggi parlare di turismo sostenibile significa parlare di turismo di prossimità e di riscoperta del territorio anche da parte delle strutture ricettive che vi operano. Oggi più che mai quando con i miei colleghi parliamo di turismo sostenibile lo facciamo sempre da una prospettiva di ottimizzazione degli investimenti per gli albergatori. L’interesse è quello di fornire strumenti operativi utili anche per il periodo conseguente l’emergenza. Smart working, covid-hotel non solo inteso come degenza in quarantena, school-hotel, sanificazione, sono tutte soluzioni che nascono dalla necessità del momento e che per essere applicate richiedono un aggiornamento degli albergatori in dialogo con i loro territori di riferimento. Una migliore confidenza del territorio favorisce iniziative come il cicloturismo o l’abbinamento di albergo, fotografia e ambiente. L’emergenza sanitaria ha dato un’ulteriore spinta ai trend del turismo sostenibile, oggi turismo di prossimità.

Le Nazioni Unite, attraverso l’Organizzazione Mondiale del Turismo, ha stimato che nel 2020 saranno effettuati circa 1,6 miliardi di viaggi ecologici. I viaggiatori sono sempre più informarti riguardo le tematiche ambientali e, allo stesso tempo, ricercano nelle strutture ricettive selezionate per i loro viaggi proposte che sposino una filosofia green.

Il covid-19 ha cambiato la prospettiva ma non la sostanza. Da dove nascono le idee per soluzioni alternative al classico turismo?

Secondo un’analisi condotta da Nielsen nel 2015 è stimata una crescita, nella considerazione degli intervistati, di brand e prodotti che basano la propria offerta sulla sostenibilità. In particolare, questa tendenza non riguarda solo i Millennials, ma anche la generazione del Baby Boomers.

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