Il mondo del clubbing oggi è l’assenza dei set live, del floor, del contatto, delle serate nei club . A Roma, una delle capitali europee della musica elettronica, questa è una mancanza che pesa, si sente, anche sulle produzioni. Oltre che per le inevitabili ripercussioni economiche sul settore del clubbing e sul comparto dell’Intrattenimento, le produzioni musicali al tempo del covid sono differenti perché l’ispirazione arriva da prospettiva inedita. Cosi anche per Sirocco e Zefiro, i venti del clubbing sulla pandemia. Sirocco. Lo scirocco magrebino, l’Euro greco e romano, il vento caldo che scorre dall’aurora. Zefiro. Il vento moderato, a volte freddo e mutevole eppure saldo nella sua promessa, il vento che anticipa la primavera, l’araldo del cambiamento.

26 Gennaio 2021

Alessandro Mirri

Interviste

Marco Rampi: il nostro impegno per l'Africa attraverso lo sport
L'Africa nota agli "Occidentali" è quella dei film, del terrorismo, delle guerre civili, dei rapimenti, della fame, delle materie prime, dei documentari e della natura. La vediamo, ascoltiamo e leggiamo attraverso gli occhi della nostra quotidianità per poi dimenticarla fino alla prossima volta. Ci sono tante altre storie che potrebbero e dovrebbero essere raccontate, alcune di un'attualità disarmante, che trovano contestualizzazione e contemporaneità anche da questa parte del Mediterraneo, in Italia, in Europa. Alcune di queste storie le vediamo correre in gare podistiche, altre le vediamo riempire di voci e sorrisi una nuova scuola appena inaugurata in un luogo, perfino nazioni, di cui non sapremmo nemmeno indicare la posizione su una cartina geografica.

Questa intervista a Marco Rampi – presidente dell’associazione AFRICA&SPORT – riguardo l’attività promossa negli anni dalla sua Organizzazione di Volontariato “per sensibilizzare, coinvolgere e sostenere progetti di inclusione sociale e sportiva in Italia e nel continente africano” ci offre l’opportunità di aprire una finestra su territori che altrimenti ci raggiungono con cronache che nulla raccontano della loro storia, cultura e attualità. C’è un’Africa più vicina di quanto pensiamo con storie da raccontare che riguardano anche noi. La partnership informativa dell’Intruder 2.0 con AFRICA&SPORT nasce da queste premesse, senza la pretesa di dare un’istantanea del continente africano per quanto vasto e definito da una pluralità di culture e tradizioni, prima che di nazioni, di cui al confronto l’Europa coprirebbe appena qualche Regione.

Iniziamo dal vostro claim "Impegno per l'Africa, passione per lo sport"?

Lo Sport per noi è il pretesto per far conoscere uno spaccato del continente africano spesso sconosciuto. Lo sport ed in particolare il running, ci permette di scoprire alcuni paesi africani che esprimono eccellenze a livello mondiale: per una volta siamo noi che dobbiamo imparare da loro. La testa è in Africa ma non solo: le tante attività che facciamo in Italia per sensibilizzare/informare e per sostenere progetti di inclusione partono dal contesto in cui viviamo tutti i giorni, perché è iniziando da lì che possiamo fare tanto per approfondire e poi sostenere con il nostro impegno tutte quelle iniziative che ci vedono coinvolti in Etiopia, Kenya ed Uganda.

Etiopia, Kenya, Uganda - di che realtà stiamo parlando, cosa le differenzia, che margini di movimento avete in quanto stranieri?

Domanda molto molto ampia…

Miglioriamola allora con qualche accenno a quanto avete fatto e state facendo in ognuno dei tre Paesi. Partiamo dall'Uganda, la nazione più sconosciuta tra le tre?

Si definisce la perla dell’Africa. Proprio in questi giorni i suoi cittadini sono andati al voto per le presidenziali, ennesima vittoria per il Presidente in carica dal 1986 [ N.d.r. dopo un’aspra e durissima vigilia elettorale ]. Lago Vittoria, cascate, ricca di acqua, zone desertiche, sottosuolo ricco di materie prime, anche qui molti talenti per la corsa.

Il report UNCHR del 2019 sulle migrazioni forzate descrive un totale di 79 milioni di persone costrette a migrazioni forzate interne ai loro paesi d’origine oppure internazionali. Il 40% di questi flussi migratori è composto da minorenni. Siria, Venezuela e Afghanistan muovono insieme 12 milioni di persone con la Siria sopra i 6 milioni. Turchia, Colombia e Pakistan insieme ne accolgono poco meno di 7 milioni con la Turchia sopra il 50%. Escludendo la Turchia, la distribuzione delle prime destinazioni non presenta altri picchi rilevanti: Uganda e Germania insieme ne accolgono 2 milioni e mezzo con l’Uganda al 56% ... da Con gli occhi delle migrazioni

In Uganda ci siamo concentrati sull’attività sportiva come strumento di emancipazione per le persone diversamente abili. Lo stigma della disabilità (motorie, sensoriali e mentali) è ancora molto forte, l’attività sportiva è un modo per portare fuori di casa queste persone, tenerle impegnate, dare degli obiettivi e far vedere alla comunità tutta le abilità che ogni essere umano può sviluppare. Il 23 novembre 2018 eravamo ad Arua quando sulla nostra pagina facebook abbiamo presentato i beneficiari dei nostri progetti di inclusione sociale attraverso lo sport: 155 ragazzi disabili delle scuole primarie di Edeofe e Mvara Demostration school.

L’Uganda ospita diversi progetti con partecipazione italiana oltre al nostro. Uno dall’indubbio valore sociale è l’Inter Campus Uganda, il progetto sociale dell’Inter che ci è capitato di vedere dal vivo. Ad Angal, nel nord ovest del paese, tra capanne, boschi e sterpaglie ti capita di imbatterti in una squadra di leoni nerazzurri.

Angal (Uganda) 2 dicembre 2015

L’Inter Campus è un progetto di coesione sociale per bambini senza alcun obiettivo di allevare futuri campioni. Il calcio internazionale ha un forte appeal a queste latitudini, poter sfoggiare la maglietta di uno di questi club è motivo di orgoglio e appartenenza. E se poi, oltre la maglietta c’è un pallone vero e non fatto di stracci per sfidare i propri amici, allora la felicità è doppia!

Etiopia e Kenia?

L’Etiopia è la culla dell’umanità – qui sono stati ritrovati i resti di Lucy – e la sua storia si intreccia con una pagina oscura di quella dell’Italia coloniale, ma è curioso tuttavia come l’Etiopia si consideri l’unico paese africano a non esser stato colonizzato. Questa nazione assieme al Kenya si contende il primato nel mondo del running. In un piccolo villaggio di 15.000 persone a 2800 metri sull’altopiano etiope, c’è un allenatore che da decenni fa da maestro a giovani aspiranti atleti. Un lavoro fatto di dedizione e passione, lontano dai riflettori della stampa e degli addetti ai lavori seppure grazie a lui siano cresciuti tanti campioni olimpici e mondiali.

... Derartu TuluKenenisa Bekele, e le sorelle Dibaba, tutti talenti scoperti da un allenatore che in quel paese è leggenda, il coach Sentayehu Eshetu. Cinque anni fa un gruppo di video-makers inglesi erano scesi a Bekoji per girare un cortometraggio, e quello avevo riscosso un grande successo nelle sale cinematografiche del Regno Unito. Senza il documentario The Town of Runners, di sicuro, non sarei mai arrivato in quel paese. E invece il 7 marzo ci arrivavo al calar del tramonto, dopo un viaggio di cinque ore partendo da una Addis Abeba congestionata dal traffico ... da Crowdfunding Maker: Run4David

E’ la storia di Bekoji, la Town of Runners, che abbiamo scoperto e sostenuto. Nel nostro piccolo abbiamo anche girato un documentario per farla conoscere alle italiche latitudini. AFRICA&SPORT per l’ETIOPIA, nella terra dei runners tra Addis Abeba e Bekoji.

In Kenya abbiamo operato su due fronti: il primo vede lo sport come strumento di aggregazione e di impegno nel tessuto degradato delle baraccopoli della capitale Nairobi; il secondo legato all’immenso mondo del running che esiste in Kenya. Ad oggi siamo molto concentrati proprio su questo secondo fronte.

La più bella esperienza che ti viene in mente dell'impegno di AFRICA&SPORT?

Più di una sicuramente allo stesso livello, diverse legate al progetto run2gether. Ogni volta che un atleta performa bene in una gara, la sua prestazione/vittoria la sentiamo un po’ nostra. Penso alla vittoria della Stramilano nel 2014 quando un po’ a sorpresa vinse Thomas James Lokomwa atleta del team r2g, ripetendosi poi nel 2015 e nel 2016. Una grande soddisfazione di cui tutt’ora conservo un prezioso ricordo.

Il 21 settembre 2016 Lokomwa perse la vita in Kenya a causa di un incidente stradale. Arrivato al Camp di r2g quando aveva vent'anni, il suo talento era maturato durante tutto il percorso di crescita del programma r2g che lo portò ad affermarsi a livello internazionale, correndo e vincendo spesso in Italia, contribuendo a far crescere e conoscere il progetto r2g. Quell'anno aveva vinto i campionati societari di cross e mezza maratona per GP Alpi Apuane, che lo tesserarono nel febbraio 2016. La sua ultima gara fu la l'Amatrice Configno poco prima del devastante terremoto. L'anno seguente avrebbe dovuto essere l'anno della ricostruzione e invece fu quello dell'ultima edizione della gara.
Pubblicato da run2gether su Giovedì 22 settembre 2016

Il Camp R2G a Kiambogo in Kenya gestisce circa 50 atleti di livello internazionale ed è adibito ad ospitare anche turisti interessati a conoscere meglio il Kenya e la sua cultura della corsa. Grazie ai proventi di questo pilastro atletico e di quello turistico-culturale il team sostiene alcune attività, prevalentemente le scuole del villaggio ed altre attività sociali.

Siamo un anello di una catena più lunga, facciamo la nostra parte, cerchiamo di mettere gli atleti nella migliore condizione per fare bene e se ognuno fa la sua parte le soddisfazioni ci sono per tutti.

La più deludente?

Capita di fidarsi delle persone sbagliate, è qualcosa di “normale” soprattutto quando non si conoscono bene certi contesti ma ogni volta la delusione è tanta. In Uganda ci è capitato di veder nascere dalle ceneri o quasi di una realtà mal gestita un nuovo soggetto capace di portare avanti le attività sportive e non a vantaggio delle persone con disabilità. È stato bello e soprattutto confortante trovare delle persone responsabili e sensibili che hanno capito l’importanza di continuare nel percorso intrapreso. Così che anche noi non abbiamo potuto tirarci indietro!

Una domanda pandemica dovuta visto il periodo e il contesto: con quale percezione del covid si è misurata la vostra associazione OdV in Africa?

Purtroppo la situazione ha congelato parecchie attività della nostra associazione. Quasi tutte le iniziative di promozione, sensibilizzazione, partecipazione ad eventi sono state rimandate a tempi migliori. Siamo contenti di esser riusciti comunque ad organizzare la nostra manifestazione per eccellenza, la CORRI con SAMIA e tenere così vivo il ricordo di questa atleta, eroina dei diritti delle donne. Stesso dicasi sul fronte dei progetti in Africa, congelati in attesa che la situazione migliori e tenuti “accesi” al minimo.

La pandemia, il lockdown e le attività non essenziali chiuse per il mondo del running significano nessuna gara, nessuna possibilità di guadagno per gli atleti e le loro famiglie in un contesto come il Kenya dove gli ammortizzatori sociali non esistono. Non potendo ospitare alcun atleta presso Casa Africa, la foresteria che gestiamo ad Azzate (Va), ci siamo dati un obiettivo preciso per la CORRI con SAMIA virtual race: grazie alla partecipazione di oltre 180 persone alla gara, abbiamo raccolto quasi 4.000 euro da donare al progetto R2G.
La domanda è implicita nella tua citazione :)

Inizialmente, quando gli atleti del r2g venivano in Italia per gareggiare li ospitavamo in casa di alcune famiglie disponibili ad Azzate in provincia di Varese. Il progetto è cresciuto ed è nata l’esigenza di avere una struttura ricettiva dedicata. Dopo varie ricerche la Parrocchia di Azzate si è mostrata disponibile dandoci in gestione un appartamento che abbiamo sistemato ed oggi è Casa Africa, luogo di ospitalità ed accoglienza degli atleti quando gareggiano in Italia.

La partnership con r2g ci dà la possibilità di impegnarci concretamente sia in Kenya che in Italia. In Kenya contribuiamo a sostenere le attività sociali come la scuola materna e primaria e il locale dispensario. In Italia da una parte sosteniamo la logistica degli atleti grazie al progetto Casa Africa, dall’altra ospitando regolarmente gli atleti abbiamo una duplice opportunità: per i più appassionati di osservare ed allenarsi insieme a top runner, allo stesso tempo per fare una serie di attività di promozione-sensibilizzazione con le scuole e non solo. E’ un cerchio che si chiude perfettamente attorno a quello che è il nostro claim Impegno per l’Africa, passione per lo Sport.

Alessandro Mirri

MD AMN e ideatore di The Intruder News. Copywriter, comunicatore, esperto di article marketing e trading d’informazione. Creatore e Brand Manager di ADV Magazine nel 2004, mi occupo della pianificazione di campagne informative dalla creazione del gruppo di lavoro alla gestione del flusso di comunicazione, tra article marketing e comunicazione in azione.